L’Avvocato generale Emiliou ha depositato un’opinione inadeguata sulla direttiva 2022/2041/UE in materia di salari minimi adeguati. A seguito di una richiesta danese, le conclusioni dell’AG propongono l’annullamento della direttiva sulla base di un’interpretazione storicamente errata ed eccessivamente estesa dell’esclusione della retribuzione dalle competenze dell’UE ex art. 153 TFUE. Il saggio contesta anzitutto l’esclusione della retribuzione dalle competenze eurounitarie sostenuta dall’AG, che lo ha portato a raccomandare alla Corte di giustizia l’annullamento della direttiva. Si sottolinea, da un lato, che la genesi dell’articolo 153 TFUE evidenzia un’incerta, e quindi ristretta, esclusione della retribuzione dalle competenze dell’UE. Dall’altro lato, si ricordano i numerosi strumenti giuridici dell’UE che già regolano la retribuzione in un modo che l’AG considerebbe vietato ai sensi dell’articolo
153.5 TFUE, e si sottolinea la posizione della Corte che ha sempre sostenuto un’interpretazione restrittiva dell’esclusione della retribuzione. Si evidenzia, quindi, l’inadeguata rappresentazione che l’AG ha fatto del diritto sociale UE in relazione alla direttiva sui salari minimi adeguati, che lo ha condotto a delineare un quadro errato per il suo ragionamento sul ricorso di annullamento. La Corte di giustizia è del tutto libera di non seguire il parere dell’AG. L’esclusione della competenza retributiva di cui all’art. 153.5 TFUE deve essere interpretata in modo restrittivo e, pertanto, la base giuridica della direttiva sui salari minimi adeguati deve essere mantenuta.