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Lucia Romagnoli, Marco Polvani, Rossella Silvestre

Innovare i servizi di welfare nel cratere sisma 2016

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

Il cratere del post sisma 2016 è una vasta area geografica provata dalle conse-guenze del terremoto e alle prese con le problematiche preesistenti tipiche delle aree interne del nostro Paese. Qui i servizi di welfare locale faticano a dare ri-sposte adeguate ai bisogni sociali emergenti e sempre più pressanti delle comuni-tà. In questi luoghi, inoltre, la carenza di una popolazione giovanile radicata e pronta ad attivarsi ha costituito un disincentivo al rafforzamento dei servizi e del tessuto sociale ed economico locale oltre che alla costruzione di politiche mirate per il contrasto alla povertà giovanile e femminile. I dati sulla popolazione NEET raccontano uno spaccato non ancora adeguatamente intercettato su cui è neces-sario intervenire. Per rispondere a questi problemi, il ricorso a pratiche collabo-rative tra pubblico e privato sociale formale e informale può costituire un’opportunità nuova ma ancora non sufficientemente esplorata per via di pro-blematiche contingenti e/o strutturali. In questo articolo vengono quindi descrit-te le attività che ActionAid svolge in questa area, fin dai primi giorni dopo il ter-remoto, per rispondere alle criticità con l’attivazione di pratiche collaborative con amministrazioni, comunità e attori del privato sociale. Attraverso la presen-tazione del progetto RETI, vengono approfondite le attività svolte da Actionaid per sostenere la partecipazione e il protagonismo delle persone e per costruire forme di cooperazione comunitaria finalizzate a meglio contrastare le condizioni di vulnerabilità presenti anche attraverso gli strumenti della coprogettazione dei servizi.

Walter Cerfeda

Dieci anni dopo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

Antonio Calafati, Francesca Mazzoni, Andrea Pizzini, Stefano Zoli

L’Area interna “Appennino Alto Fermano”: uno studio di caso

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

In questo lavoro si conduce una riflessione critica preliminare sulle Aree interne delle Marche con riferimento a quattro temi: le traiettorie di declino socio-economico pluri-decennale che esse hanno seguito; la congruità della loro perimetrazione dalla prospettiva del paradigma dello sviluppo locale consolidatosi in Italia; le profonde ed estese relazioni di interdipendenza tra il territorio delle Aree interne e il resto del territorio regionale; il ruolo dei centri maggiori nel garantire l’accesso a un soddisfacente ‘grado di urbanità’ alla popolazione locale. Nel lavoro si sostiene che l’evidenza empirica disponibile – e anche quella preliminarmente presentata nel lavoro – suggerisce un profondo cambiamento dei fondamenti metodologici e teorici della Strategia per le Aree interne delle Marche. Il modo in cui i quattro temi sopra richiamati sono stati sin qui affrontati è di ostacolo alla costruzione di efficaci strategie di rigenerazione economica, sociale ed ambientale. L’importanza e l’urgenza di riconfigurare il sistema delle politiche per le Aree interne sono accresciute dal fatto che esse coprono circa il 44% del territorio regionale.

Antonio Calafati, Francesca Mazzoni, Andrea Pizzini, Stefano Zoli

Le Aree interne delle Marche: organizzazione territoriale e traiettorie di sviluppo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

In questo lavoro si conduce una riflessione critica preliminare sulle Aree interne delle Marche con riferimento a quattro temi: le traiettorie di declino socio-economico pluridecennale che esse hanno seguito; la congruità della loro perimetrazione dalla prospettiva del paradigma dello sviluppo locale consolidatosi in Italia; le profonde ed estese relazioni di interdipendenza tra il territorio delle Aree interne e il resto del territorio regionale; il ruolo dei centri maggiori nel garantire l’accesso a un soddisfacente ‘grado di urbanità’ alla popolazione locale. Nel lavoro si sostiene che l’evidenza empirica disponibile – e anche quella preliminarmente presentata nel lavoro – suggerisce un profondo cambiamento dei fondamenti metodologici e teorici della Strategia per le Aree interne delle Marche. Il modo in cui i quattro temi sopra richiamati sono stati sin qui affrontati è di ostacolo alla costruzione di efficaci strategie di rigenerazione economica, sociale ed ambientale. L’importanza e l’urgenza di riconfigurare il sistema delle politiche per le Aree interne sono accresciute dal fatto che esse coprono circa il 44% del territorio regionale.

Notizie, commenti e letture

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Ricordo di Giulia De Marco, di Daniela Bacchetta / Minori stranieri non accompagnati: un convegno all’Università di Verona per riflettere sulle sfide e soluzioni nel contesto europeo, di Beatrice Rigotti, Alessandra Cordiano / Educazione all’affettività e alla sessualità: perché è importante introdurre la Comprehensive Sexuality Education nelle scuole italiane, del Coordinamento del Gruppo CRC / Verso la Giornata nazionale dell’affidamento familiare, di Frida Tonizzo, Alessia Comin

Dal 2017, in Piemonte e Valle d’Aosta, una convenzione interistituzionale rinnova periodicamente l’incarico alle Università del territorio di fornire formazione continua, percorsi di accompagnamento e di mutuo aiuto per i tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Il monitoraggio del biennio 2022-2023 ha permesso di confrontare dati quantitativi sulle aperture di tutela e analizzare le caratteristiche dei 500 tutori iscritti al registro del Tribunale per i minorenni di Torino. Nel 2022, nonostante l’organizzazione di due corsi di formazione dovuta all’emergenza ucraina e il conseguente aumento delle adesioni degli aspiranti tutori volontari, si è spesso preferita la nomina del tutore istituzionale. Uguale tendenza si è riscontrata nel 2023. Tuttavia, la scelta del tutore volontario resta da privilegiare. Un’analisi qualitativa svolta tramite interviste a testimoni privilegiati ha infatti evidenziato la particolarità della tutela volontaria, soprattutto nei casi più complessi o con minori più vulnerabili: i tutori volontari non solo facilitano l’ottenimento dei documenti necessari, ma giocano un ruolo cruciale nel percorso di integrazione dei msna anche dopo la maggiore età.

Piero Caputo

Il sistema di accoglienza dei msna di Roma Capitale negli ultimi anni

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Nonostante Roma non sia una città di frontiera, accoglie numerosi msna, principalmente provenienti dal Nord Africa, Ucraina e paesi subsahariani. La città dispone di centri di pronta e seconda accoglienza e promuove specifiche iniziative a sostegno dell’affidamento familiare di msna. I percorsi educativi proposti ai ragazzi si concentrano sull’apprendimento della lingua italiana e sulla formazione scolastica e professionale. La scolarizzazione permane, tuttavia, un punto critico a causa della carente formazione pregressa. La necessità di guadagno immediato, inoltre, spesso spinge i minori a lasciare i percorsi formativi per entrare nel mondo del lavoro o, in alcuni casi, in percorsi di devianza. La regolarizzazione amministrativa è un altro aspetto fondamentale del progetto migratorio, con permessi di soggiorno richiesti principalmente per minore età o affidamento. Tuttavia, la conversione del permesso di soggiorno al raggiungimento della maggiore età presenta sfide significative, soprattutto a causa della burocratizzazione dei processi. Diverse iniziative sono in atto per supportare i giovani adulti, inclusi progetti di semiautonomia e programmi di accompagnamento educativo.

L’articolo descrive l’evoluzione del sistema di accoglienza e protezione rivolto ai minori stranieri non accompagnati a Roma tra il 2011 e il 2018. In particolare, vengono descritti i cambiamenti tecnici, logistici e culturali per far fronte alla rapida evoluzione del fenomeno e alle sue mutevoli caratteristiche, anche con riferimento ai paesi di provenienza, sottolineandone la portata innovativa e di sperimentazione.

Carla Garlatti

Il sistema della tutela volontaria in Italia

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2024

La figura del tutore volontario per i minori stranieri non accompagnati, prevista dalla legge n. 47 del 2017, è andata sempre più delineandosi, nel corso degli anni, come figura chiave nella protezione e promozione dei diritti dei minori stranieri non accompagnati (msna). Dal monitoraggio quantitativo e qualitativo effettuato periodicamente dall’Autorità garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza emerge come il sistema attuale abbia compiuto significativi passi avanti. Tuttavia, si delineano talvolta procedure ancora frammentarie e caratterizzate da pratiche e velocità differenti nei territori regionali, con il rischio di incidere negativamente sui percorsi di vita dei msna. I risultati conseguiti possono dunque costituire la base informativa per avviare un’attenta riflessione su quanto finora è stato realizzato, ma soprattutto su quanto rimane ancora da fare e da rivedere, affinché possa essere garantito a ogni msna presente in Italia il diritto di avere un tutore volontario nei tempi e termini previsti dalla legge e dare una spinta operativamente concreta e positiva alla rete interistituzionale.

Per i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia e prossimi ai 18 anni si prospettano scenari molto diversi a seconda del loro status giuridico di richiedenti la protezione internazionale o di titolari di permesso di soggiorno per minore età. Rilevanti novità normative sono state introdotte dal Dpr n. 191/2022 e dal d.l. n. 20/2023 (d.l. Cutro). L’implementazione di questi decreti deve inserirsi nell’azione sinergica degli attori istituzionali onde fornire risposte adeguate ai bisogni dei ragazzi, valorizzando e comprendendo il vissuto di ciascuno di questi giovani che arrivano in Italia alla ricerca di un futuro migliore.

Marco Gentile

Scrivere in inglese, scrivere all’inglese (nota critica)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

L’istituzione nel 2006 dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario ha contribuito ad aumentare la pressione su studiosi e ricercatori del campo umanistico sia nella direzione della “produttività”, sia nell’incentivazione all’abbandono della lingua italiana nella scrittura accademica in favore dell’inglese, imposto come unica lingua regolamentare per l’allestimento dei progetti di ricerca. Secondo l’Autore, questo fenomeno, presentato in modo neutro come un mezzo per facilitare lo scambio tra i membri della “comunità scientifica”, danneggia il pluralismo e concorre alla riduzione della complessità dei discorsi. Tra i principali effetti collaterali, si segnalano la traduzione sistematica delle citazioni di fonti in originale, la delegittimazione dello stile e l’espulsione di qualsiasi elemento di letterarietà nella prosa scientifica: tale accanimento livellatore, talvolta applicato in maniera indiscriminata nei processi di revisione tra pari, rifiuta come inutili estetismi elementi sostanziali dei discorsi, e finisce per impoverire gravemente i contenuti delle ricerche pubblicate, discriminando campi di studio caratterizzati dalla massima attenzione al testo e al significato delle parole, come la storia e la filologia.

Alessandra di Aichelburg

Il viaggio comincia dalla scuola

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2024

L’esercizio del diritto costituzionale all’istruzione dei minori stranieri non accompagnati (d’ora in poi msna) presenti nel nostro Paese è sostenuto da alcuni interventi progettuali eccellenti a livello nazionale e locale, ma si scontra tuttavia con alcune criticità. L’autrice, sulla base di studi e ricerche che fotografano l’accesso dei msna ai percorsi di istruzione e ai programmi di apprendimento, vuole indagare questo particolare quanto importante aspetto dell’integrazione dei ragazz? giunti da soli nel nostro Paese. Dopo aver descritto il Sistema nazionale di istruzione degli adulti che accoglie la maggioranza dei msna ultra sedicenni, si raccolgono, sulla base dei dati disponibili e di esperienze progettuali significative, alcuni spunti che possano costituire elemento di conoscenza nonché materia di riflessione per i diversi soggetti coinvolti nell’accoglienza dei minori soli. Ben consapevoli del fatto che il viaggio nel nuovo Paese inizia dalla scuola.