Il cratere del post sisma 2016 è una vasta area geografica provata dalle conse-guenze del terremoto e alle prese con le problematiche preesistenti tipiche delle aree interne del nostro Paese. Qui i servizi di welfare locale faticano a dare ri-sposte adeguate ai bisogni sociali emergenti e sempre più pressanti delle comuni-tà. In questi luoghi, inoltre, la carenza di una popolazione giovanile radicata e pronta ad attivarsi ha costituito un disincentivo al rafforzamento dei servizi e del tessuto sociale ed economico locale oltre che alla costruzione di politiche mirate per il contrasto alla povertà giovanile e femminile. I dati sulla popolazione NEET raccontano uno spaccato non ancora adeguatamente intercettato su cui è neces-sario intervenire. Per rispondere a questi problemi, il ricorso a pratiche collabo-rative tra pubblico e privato sociale formale e informale può costituire un’opportunità nuova ma ancora non sufficientemente esplorata per via di pro-blematiche contingenti e/o strutturali. In questo articolo vengono quindi descrit-te le attività che ActionAid svolge in questa area, fin dai primi giorni dopo il ter-remoto, per rispondere alle criticità con l’attivazione di pratiche collaborative con amministrazioni, comunità e attori del privato sociale. Attraverso la presen-tazione del progetto RETI, vengono approfondite le attività svolte da Actionaid per sostenere la partecipazione e il protagonismo delle persone e per costruire forme di cooperazione comunitaria finalizzate a meglio contrastare le condizioni di vulnerabilità presenti anche attraverso gli strumenti della coprogettazione dei servizi.