RISULTATI RICERCA

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Maria Laura Belisario

Dar voce ai tessuti. Tagliare, scucire e ricucire le storie di cui siamo fatti

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Il presente contributo pone l’accento sull’intreccio tra arte tessile e narrazione autobiografica come strumento per portare in luce e ri-definire le storie che l’individuo si trova “cucite addosso” a sua stessa insaputa sin dalla nascita (Mancino, 2021) e che rimandano ad un ambiente non solo fisico, ma anche familiare, sociale e culturale. Viene fatto, in particolare, riferimento ai lavori di Giovanna Del Grande, fiber artist e membro del Gruppo di Ricerca “Trame educative” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’artista da tempo utilizza la metafora tessile in contesti pedagogico-formativi per promuovere e valorizzare la narrazione di sé in soggetti adulti, con un me-todo che consiste nel mettere le persone in condizione di dar voce e, al tempo stesso, nuova vita al proprio archivio tessile, ovvero alle stoffe e agli indumen-ti riposti nell’armadio e non più utilizzati. Dopo aver illustrato il modo in cui Del Grande invita, nel corso dei suoi work-shop, a ricavare da tali archivi tessili dei tessuti cui dare nuova forma e nuova vita attraverso ago, filo e parole, l’articolo pone l’accento sul progetto “Pelle 2”, che tratta della realizzazione di una “tunica narrante”, personalizzabile con immagini, decorazioni e parole che la rendano una vera e propria “autobiogra-fia tessile” e che la fiber artist ha in progetto di sperimentare prossimamente con le detenute impiegate nella sartoria del carcere di Pozzuoli.

Marta Salinaro, Marta Ilardo

The interrelation between migration and homelessness. Searching for inclusive solutions in the local context

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Starting from qualitative research conducted in Italy in the framework of the european H2020 NAME OF THE PROJECT project focused on the migrant’s integration through housing, the paper investigates the link between migration and homelessness. Results from the initial research phase will be presented, focusing on the study conducted in the Municipality of Bologna. This study identified the Housing First Project as a potentially innovative model to meet the needs of the population with multiple vulnerabilities. The research also has highlighted how the interrelationship between different needs and the condition of vulnerability of the marginalized population require to reconsider the concept of social inclusion, urging collaborative synergy between institutions and civil society to address social challenges effectively.

Melissa Ockerman, Marta Milani, Elisa M. F. Salvadori, Agostino Portera

Global Learning Experience: Developing Intercultural Competence Through Virtual Exchange

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

It becomes clearer every day that the world faces a broad array of global challenges that will likely be solved if people – especially young people – from a wide range of backgrounds holding diverse beliefs and practices, develop the competences to sit with those different from themselves to solve problems – or they will not be solved. An evidence-based practice to help mitigate this challenge in higher education has been the proliferation of Information and Communications (ICT) and e-learning strategies. A virtual exchange program, the Global Learning Experience (GLE), provided an ample opportunity to structure collaborative international learning experiences, and thus foster the development of intercultural competence, amongst graduate level counseling and social work students. Using a naturalistic-interpretive paradigm, the authors examined students’ general perceptions about the GLE, how it both benefited students and posed challenges, and, importantly, how it impacted students’ development of intercultural competence. We offer implications and recommendations.

Massimiliano Stramaglia

Queer and Fluid Culture and The Rights of The LGBTQ+ Community: Madonna, Lady Gaga and Elodie

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Il presente articolo analizza le condizioni di “minorità” e disuguaglianza alle quali è esposta, da millenni, la cultura “sessualmente divergente” rispetto al canone pattuito. L’analisi muove da una breve premessa di ambito pedagogico circa la costruzione sociale della “diversità” e si sviluppa approfondendo alcu-ni aspetti della cultura LGBTQ+ attraverso tre delle sue più grandi icone. Que-ste ultime, di differente età anagrafica (65, 37 e 30 anni) e con carriere artisti-che che si distribuiscono sugli ultimi 40 anni, possono ritenersi l’una l’erede dell’altra. L’intento è di dimostrare come i linguaggi alternativi della musica “pop” e leggera si trasformino in strumenti inclusivi se ben interpretati e non ridotti unicamente al fine commerciale. Parole-chiave: Madonna, Lady Gaga, Elodie, Cultura LGBTQ+, Educazione

Renata Maria Viganò

Conoscenza e visione per una scuola come salvaguardia della democrazia

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

A fronte della complessità della questione scolastica, il discorso su quest’ultima è spesso superficiale e non attinge né a una sua conoscenza approfondita suffra-gata da dati autorevoli e competenze scientifiche né a una visione del ruolo im-prescindibile della scuola nella promozione e salvaguardia della democrazia. Il contributo esamina perciò un insieme di evidenze poste in luce da autorevoli indagini e da fonti statistiche nazionali e internazionali da cui risaltano molte-plici criticità persistenti nel sistema di istruzione e formazione del nostro Paese il quale non riesce ad assolvere quanto sancito dalla Costituzione e rischia anzi di farsi ulteriore veicolo di discriminazione sociale. Approda pertanto a deli-neare alcune direzioni di impegno prioritario per ridare valore alla scuola come leva di una società democratica: ritessere il tessuto valoriale, dare fiducia alla scuola, coltivare la cultura valutativa, dare centralità educativa ai luoghi della formazione.

Angela Arsena

La moda come paradigma educativo nelle dinamiche della socialità digitale

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Occuparsi di moda in un’ottica educativa può sembrare una contraddizione in termini in quanto da sempre la moda è considerata questione vacua e superficiale. Tuttavia essa esercita una grande influenza nella contemporaneità soprattutto digitale, abitata da influencer e blogger che “dettano la moda” in termini di costumi, abitudini e linguaggi. Curvarsi con sapienza pedagogica nelle strade e nelle autostrade della relazionalità social e digitale può permettere di intercettare delle interessanti connessioni tra la moda, le infrastrutture digitali e i nuovi linguaggi per impostare una pedagogia attiva e nuova nella nostra epoca di cambiamenti culturali sempre più repentini.

Marianna Di Rosa

Moda, arte ed educazione: le innovazioni di Palma Bucarelli

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

L’articolo esamina le tappe salienti della vita di Palma Bucarelli, Sovrintendente della Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma dal 1943 al 1975, concentrandosi sulle innovazioni da lei introdotte nel campo della moda, dell’arte e dell’educazione museale. Bucarelli si distinse per la capacità di anticipare tendenze artistiche e trend, mettendo in mostra opere contemporanee, aprendo il museo al pubblico e introducendo il primo servizio educativo museale in Italia. Promosse attivamente la funzione educativa dei musei in Italia, grazie anche alla collaborazione con l'Università. Nonostante le sue scelte espositive suscitarono polemiche, Bucarelli perseverò nella promozione dell'arte moderna e contemporanea e nella sua fruizione. Sostenne l'importanza della moda come parte integrante della cultura artistica, esprimendo anche, attraverso il suo abbigliamento, le trasformazioni sociali della sua contemporaneità. Bucarelli, sfidando gli stereotipi dell’epoca, si pone dunque come una figura pioneristica nel campo della museologia e nella promozione dell’arte contemporanea e della moda del XX secolo.

L’estremizzazione acritica dell’utilizzo di device digitali ha recentemente pale-sato alcuni esiti nefasti sull’età evolutiva e sui giovani adulti, quali la de-umanizzazione delle relazioni e la de-materializzazione delle esperienze. Un raffronto fra la tradizione pedagogica montessoriana e le realtà educative attua-li mostra un imperituro interesse infantile per le esperienze percettivo-sensoriali liberamente scelte, che edificano il personale bagaglio di conoscenze e competenze. Questa dimensione sollecita anche la formazione di educatori, educatrici, pedagogisti, pedagogiste e insegnanti che progettano esperienze di apprendimento, a partire dal proprio background culturale, formativo e sociale. Tale è il sostrato motivazionale di una “sperimentazione” metodologico-didattica innovativa, promossa nell’ambito del Dipartimento SFBCT dell’Università di Macerata, che ha inteso offrire ai propri studenti e alle pro-prie studentesse seminari, laboratori, visite guidate e osservazioni mirate pres-so l’Istituto Comprensivo Chiaravalle Montessoriano – Casa dei Bambini e la Casa Museo Montessori, in risposta al dichiarato bisogno e desiderio di espe-rienza “sul campo”, anche di tipo relazionale, nella comunità studentesca e tra studenti, studentesse e docenti. Parole chiave: Primainfanzia e media addiction; Montessori ed educazione precoce; Educazione esperienziale; Montessori all’Università; Comunità di ap-prendimento

Liana La Gioia, Carlotta De Chirico, Maria Grazia Foschino Barbaro

Da bruco a farfalla: il caso di Roberto

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

Il lavoro espone e sintetizza l’intervento psicoterapeutico di Roberto, un bambino con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento con compromissione del calcolo e della scrittura, in comorbidità con Disturbo d’Ansia Generalizzato. A seguito della valutazione si è ritenutoopportuno iniziare una psicoterapia e impostare un intervento sulle difficoltà di apprendimento con lo scopo di far acquisire al bambino un metodo di studio idoneo a compensare le sue problematicità. Data la presenza in comorbidità, di un disturbo d’ansia generalizzato, si inizia un trattamento psicoterapeutico attraverso il protocollo “Cool Kids” per il trattamento dei disturbi d’ansia.L’intervento si è focalizzato sulla riduzione dei sintomi ansiosi e l’accettazione di possibili fallimenti scolastici e relazionali. Nella prima fase di psicoeducazione, è stato spiegato al bambino come funziona l’ansia, come si attiva e il suo circolo vizioso.Il miglioramento dei sintomi è stato osservato in fase di condivisione del profilo interno in seguito, si è intervenuti attraverso la ristrutturazione cognitiva, sulla paura di essere inadeguato e giudicato. Ci si è focalizzati anche sulla scoperta dei propri interessi e valori. Roberto ha imparato, nonostante l’ansia, ad affrontare situazioni che riteneva difficili da vivere.Parallelamente si è svolto un lavoro di parent training finalizzato ad aiutare il loro figlio a gestire meglio la sua ansia, lavorando sul loro senso di competenza e sul modificare il loro comportamento al fine di evitare l’escalation che si produce nei momenti di ansia.Per Roberto è stato anche previsto un ciclo di intervento di potenziamento sulle difficoltà di apprendimento svolto da uno specialista. Nel corso dei trattamenti, si sono osservati dei miglioramenti nelle performance scolastiche, nelle relazioni sociali e con i familiari.

Carlotta Bertini, Marco Saettoni, Simone Cheli

L’allenamento alla noia: un modello di trattamento per i disturbi esternalizzanti

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

Alla luce del ruolo importante che la tolleranza-propensione alla noia sembra avere in varie forme di psicopatologia negli adulti, gli autori si sono chiesti se lavorare su questa emozione in bambini con disturbi riferibili allo spettro esternalizzante, potesse incidere sulle prestazioni specifiche legate all’attenzione selettiva e sostenuta. Lo scopo di questo studio pilota è di indagare la fattibilità e gli effetti dell’applicazione di un intervento specifico per la gestionedella noia rivolto ai bambini dell’infanzia e della scuola primaria. Tale training è stato pensato come una sequenza di esercizi basati sulla mindfulness e sulla metacognizione il cui obiettivo è di allenare i bambini alla noia, ovvero lo stato in cui la persona percepisce l’ambiente esterno come monotono, ripetitivo, con bassi livelli di stimolazione e al contempo sperimenta una affettività caratterizzata da un vissuto emozionale scarsamente piacevole. I dati raccoltimostrano una buona aderenza al trattamento e un miglioramento significativo dell’attenzione selettiva e sostenuta al termine dello stesso. I risultati ottenuti sono incoraggianti e dimostrano che questo tipo di intervento può essere un valido aiuto da integrare con altri approcci per il trattamento dei disturbi esternalizzanti in età evolutiva.

Stefania Fadda, Giusy Caravello, Marta Cidronelli, Laura Harripersad

La Terapia cognitivo-comportamentale accessibile ai bambini sordociechi

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

L’applicazione della Terapia cognitivo-comportamentale ai pazienti con bisogni speciali è ancora in fase emergente (Taylor, Lindsay & Willner, 2008). Nel caso dei bambini sordociechi, in particolare, la letteratura scientifica è carente, se non assente. Gli autori si propongono di offrire un contributo in materia riportando l’esperienza di un gruppo di 20 bambini sordociechi italiani, supportati dal Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi Onlus(CABSS) durante l’emergenza sanitaria del 2020.Gli autori si focalizzano sulla chiusura totale e sull’immediato post lockdown, momenti durante i quali la vita quotidiana dei bambini sordociechi ha subito una forte battuta di arresto.Non avere la possibilità di stabilire un contatto con il proprio ambiente e con gli altri può rendere i bambini sordociechi più fragili con ricadute negative sul loro percorso di crescita.La connessione con gli altri e il contatto fisico sono importanti per la loro salute mentale, dal momento che anche in condizioni di normalità essi sono esposti al rischio di isolamento sociale (Wittich & Simcock, 2019).Di fronte a una tale situazione, CABSS ha elaborato un metodo di intervento a distanza per aiutare i piccoli sordociechi ad affrontare gli stati di ansia e tristezza che avrebbero potuto esperire. Questo metodo ha attivamente coinvolto i genitori dei bambini e previsto l’applicazione di strategie cognitivo-comportamentali, seguendo i principi propri dell’intervento precoce rivolto alla sordocecità infantile. I risultati conseguiti dimostrano che le strategie cognitivo-comportamentali, rese accessibili e adattate ai loro bisogni peculiari, sono state di aiuto per i bambini sordociechi.

Laura Belloni Sonzogni, Gandolfa Cascio, Julia Dawson, Alice Faccini, Fabio Giommi, Maurizio Gorgoni, Michela Monticelli, Fabiola Pisciotta, Giorgio Rezzonico

La fotografia narrativa e la co-costruzione di fiabe durante il lockdown: "C’era una volta una corona magica"

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

“C’era una volta una corona magica” è; un progetto di fotografia narrativa sociale proposto durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, prevalentemente rivolto alle famiglie con bambini che durante il lockdown non hanno avuto accesso alle attività abituali e ad aiuti esterni. Agli adulti veniva chiesto di costruire e fotografare insieme ai bambini una corona magica con materiali disponibili in casa, inventare una fiaba su di essa e condividere foto e testo sul gruppo Facebook dedicato. L’obiettivo principale era valorizzare il tempo con i bambini costruendo insieme qualcosa di innovativo, dando voce alle emozioni e narrando le loro esperienze.Sono stati condivisi 202 contributi, tra cui prodotti collettivi realizzati da oltre 300 minori e contributi individuali di 114 persone. L’analisi qualitativa dei testi mostra come il potere magico attribuito alla corona sia quello di risolvere problemi (26%), salvare l’ambiente da disastri/cataclismi (24%), portare gioia, amicizia e pace (19%), far viaggiare (5%), compiere imprese incredibili (15%), far capire cose importanti (10%), produrre cambiamenti di vita (4%). Tra le emozioni citate, si osserva la netta prevalenza della felicità (47%), quasi esclusivamente come formula finale classica della fiaba. All’interno della fiaba troviamo invece prevalenza di paura (35%) e tristezza (34%). In oltre metà dei casi la fiaba era ambientata in luoghi chiusi.Tenuto conto dell’ampia partecipazione, riteniamo che la co-costruzione di fiabe e fotografie possa aver rappresentato un valido strumento d’intervento in ambito psico-sociale favorendo il processo di integrazione dell’esperienza passando dal registro iconico a quelloverbale, facilitando l’espressione emotiva e riducendo la solitudine percepita.

Pietro Muratori, Carlo Buonanno

Editoriale

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

Roberta Rossini, Alessandro Longo

La parola al posto del sintomo: la rielaborazione delle narrative personali nell’adolescente in comunità

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

La narrazione è un elemento centrale nella vita dell’essere umano e diviene uno strumento fondamentale, sia per dare un senso a esperienze di rottura della continuità, sia per la formazione del senso unitario del Sé. Negli adolescenti con quadri clinici complessi ed esperienze familiari disfunzionali al punto da richiedere un allontanamento dal contesto familiare diventerà ancora più importante poter costruire un significato alle proprie esperienze, attuali e passate, e integrare le informazioni di sé e del mondo in una trama narrativa complessa, ma comprensibile. La metodologia di rielaborazione delle narrazioni personali proposta in ambito cognitivista consente di riconoscere e recuperare le funzioni conoscitive di cui il sintomo è portavoce, documentando con validità le vicende e l’esperienza soggettiva, rendendole disponibili all’auto-osservazione e permettendo una ricostruzione narrativa che implica l’acquisizione di nuovi elementi della soggettività non necessariamente contenuti nelle narrazioni abituali delle vicende in questione e quindi nella conoscenza ordinaria di sé. Da tale ricostruzione condivisa si apre la possibilità di una comprensione più ricca e articolata di sé e degli altri che può essere integrata all’interno della storia del soggetto. A esemplificazione di tale modalità di lavoro, verrà illustrata una situazione clinica.

Laura Staccini, Daniele Cavadini, Rosa Gravagnuolo, Elena Olivetti, Camilla Bongiovanni, Raffaella Calati, Fabio Madeddu, Laura Mandelli, Stefano Porcelli

Passaggio alla psicoterapia online durante la pandemia da Coronavirus (Covid-19): variabili associate alla soddisfazione dei pazienti. Il caso del Centro Medico Santagostino

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

La pandemia da Coronavirus (Covid-19) ha richiesto l’adattamento di pazienti e psicoterapeuti a un’evoluzione del tradizionale setting “in presenza” alla videoterapia (VT). La VT ha visto una progressiva diffusione prima come passaggio obbligato e, poi, come nuova modalità alternativa o integrabile. L’obiettivo di questo lavoro è indagare il grado di soddisfazione dei pazienti nel passaggio alla VT, unitamente all’impatto di attitudini/esperienze pregresse e attuali riguardo alla VT stessa. A tal fine, è stato sviluppato un questionario ad hoc, inviato via e-mail a tutti i pazienti seguiti in psicoterapia, tra marzo e giugno 2020, presso il servizio di Psicologia,Psicoterapia e Psichiatria del Centro Medico Santagostino. È stata condotta un’analisi della distribuzione delle risposte nel campione (n = 111) e un modello di regressione multipla per valutare l’effetto di specifiche variabili sul grado di soddisfazione espresso dai pazienti. Le difficoltà nell’uso dei sistemi di video-comunicazione e di postazione predicono una minore soddisfazione per la VT. Nell’esperienza di VT, un senso di maggiore spontaneità con il terapeuta e la percezione di impatto sul modo di comunicare correlano, rispettivamente positivamente enegativamente, con la soddisfazione per la VT. Al fine di una migliore esperienza di VT, proponiamo di considerare diverse variabili contestuali e specifiche che ne caratterizzano il setting.

Caterina Parisio, Claudia Perdighe, Marianna Russo

Recensioni

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 53 / 2023

A cura della Redazione

Notizie autori

VENTUNESIMO SECOLO

Fascicolo: 52 / 2023