cod. 1573.175
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cod. 1573.175
cod. 886.38
Politiche di gestione dei beni culturali e ambientali tra Ottocento e Novecento
Il volume propone una prima interpretazione del problema “beni culturali” in chiave storica, attribuendo ai beni culturali un valore importante nella definizione di un nuovo modello di Stato, proteso alla costruzione di un tessuto di protezione sociale nel quale anche la “cura del bello” contribuisse a rispondere alle esigenze nuove della società contemporanea.
cod. 1573.395
Il patrimonio culturale ed ambientale in Italia dalla Costituente all'istituzione del Ministero (1946-1975)
Il patrimonio culturale ed ambientale fu, all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale, elemento fondamentale della ricostruzione. Il libro ricostruisce il percorso che, dai lavori dell’Assemblea Costituente, portò all’istituzione del Ministero per i beni culturali ed ambientali ed individua nell’azione svolta sotto il coordinamento di Giovanni Spadolini il punto d’arrivo di una storia cominciata sin dai decenni precedenti l’Unità.
cod. 541.25
cod. 1572.14
In occasione delle celebrazioni del centenario della Grande guerra, il volume propone una rilettura attenta dei “Giornali di trincea”, che secondo la versione ufficiale erano scritti “spontanei” dei soldati, che narravano la loro vita in prima linea. Il libro rivela invece una realtà del tutto nuova: i “Giornali di trincea” non erano né liberi né spontanei, bensì realizzati occultamente dagli uffici governativi militari di propaganda. Il volume vuole presentare una versione cruda, ma vera, di una guerra che il papa Benedetto non aveva esitato a definire “un’inutile strage”.
cod. 1615.75
cod. 2000.936
Gabriele D'Annunzio nella politica italiana prima del fascismo
cod. 1572.22
Le tappe che hanno segnato la trasformazione dell’identità di Testaccio, da ghetto popolare, luogo degradato e ai margini del centro storico, a Village della capitale, rione attrattivo e pieno di risorse artistiche, luoghi di divertimento, teatri, ristoranti di nicchia.
cod. 1792.179
Il volume ricostruisce la figura di Pëtr Arkad’evic Stolypin, statista controverso, tra i collaboratori dello zar Nicola II Romanov. Alcuni storici lo hanno definito un politico spietato che soffocò l’opposizione e condannò a morte centinaia di rivoluzionari e anarchici. Altri, invece, considerano la sua azione politica e sociale come un tentativo di stabilizzare una società sull’orlo del collasso rivoluzionario. La storia ha giudicato Nicola II per le sue decisioni disastrose, ma ha riconosciuto a Stolypin competenza e determinazione nel portare la nave dell’autocrazia russa fuori dal porto della rivoluzione. La mancata riuscita non toglie valore all’azione riformatrice.
cod. 1792.287