Il saggio ricostruisce e inquadra biograficamente la riflessione politologica di Silvano Tosi sul tema del colpo di Stato, sviluppata nell’omonimo volume del 1951 ma risalente alla tesi di laurea discussa nel 1948 presso la Facoltà di scienze politiche «Cesare Alfieri» di Firenze e, prima ancora, nata dal confronto con la Téchnique du Coup d’État pubblicata nel 1931 da Curzio Malaparte. Da quest’opera il giovane Tosi, culturalmente formatosi nel tramonto del regime fascista, ricavò la nozione di «colpo di Stato» come categoria politica definita da specifiche modalità di conquista del potere. La rielaborazione teorica dedicatela da Tosi, tuttavia, superò l’approccio tecnicistico di Malaparte e rimise a fuoco il rapporto fra la dimensione istituzionale e l’illegalità eversiva. L’integrazione nel mondo accademico e giornalistico della nuova Italia postfascista spinse invece Tosi a convertire la propria teoria del colpo di Stato in quella della difesa dal colpo di Stato e ad abbracciare, in tal senso, la proposta di controllo della «partitocrazia» avanzata da Giuseppe Maranini in vista del contenimento delle forze antisistema democraticamente legittimate.