RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105513 titoli

Generative Artificial Intelligence (GenAI) is gaining momentum in schools as a means of support to the teaching and learning process. However, its use poses several controversial questions, especially in lower school grades, and teachers might often face ethical or intellectual obstacles preventing them from using AI in their classes. This study explores the perceptions of a sample of 1,223 teachers across subjects of instruction from 572 schools in the regional context (nursery, primary, lower and upper secondary), using a mixed-method approach. Results suggest that there is a widespread confusion on the possible applications of GenAI in education, possibly leading to reduced teachers’ intention to integrate these tools in their practices. Results also point towards a general need for more CPD on the topic. Age, level of school and subject of instruction were found to moderate the effect of teachers’ perceived readiness to use GenAI. Regarding possible negative implementations of GenAI, teachers showed to have mixed opinions, from open contrast to unreserved enthusiasm. Limitations of the study and future research lines are also addressed.

Massimiliano Stramaglia, Tommaso Farina

James Dean, Paul Simon, and Madonna. Rebels With Social Causes

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2024

Every artist is the bearer of his own, innate, and original expressive logic (Weber, 2006). An archaic thought that, in taking shape and extrinsicity, brings out the innermost states of mind of those who choose to measure themselves with art, not only performance art. What emerges from such an approach is the possibility, in a process of self-identification, to represent a symbol for entire generations and segments of the population within a society. Artists can embody the “sense of community”, or what Sarason (1974) defined as the perception of similarity with others, the increased interdependence with others and the willingness to maintain this interdependence by offering or doing for others what is expected of them. The feeling, then, of being part of a fully reliable and stable social structure. This paper, by analyzing from a socio-psycho-pedagogical point of view the figures of three different global artists – James Dean, Paul Simon, and Madonna –, aims to emphasize how the rebellion and emotional impulse typical of the creative mind can also be associated with specific social causes, representing intergenerational role-models and figures with high pedagogical-emancipatory power.

Claudia Banchetti

La costruzione del ‘problema di ricerca’ nel percorso di dottorato tra vincoli materiali e immateriali

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Il contributo intende offrire una riflessione sul processo di costruzione dell’oggetto di ricerca prendendo avvio dall’esperienza di un percorso di dottorato industriale. L’idea di fondo dell’articolo è quella di riflettere sulla natura sociale e situata del processo di costruzione dell’oggetto e del problema di ricerca. Questo processo è associato spesso al solo ‘intuito’ o ‘capacità invettiva’ del singolo ricercatore/dottorando. Utilizzando la Teoria dell’attività storico-culturale, il presente saggio mira a comprendere come e in che modo l’oggetto sia l’esito di una negoziazione non banale tra attori e variabili socio-materiali: a) soggetti – tutor accademici, studentessa di dottorato e stakeholder organizzativi; b) contesti – accademia e organizzazione; c) artefatti materiali e concettuali intervenuti nel processo.

Caterina Garofano

La Design-Based Research per la progettazione di artefatti educativi: un’esperienza di ricerca

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

La Design-Based Research è un approccio di ricerca mixed method che ha l’obiettivo di sviluppare nuove conoscenze e pratiche seguendo un ciclo iterativo di progettazione, prototipazione e testing di artefatti o interventi educativi. Il contributo descrive l'esperienza di progettazione di un giocattolo educativo per bambine e bambini realizzato seguendo tale impianto metodologico, illustrandone le fasi costitutive, la raccolta e l’analisi dei dati.

Maria Grazia Proli

Riflessioni pedagogiche sulla città come luogo di relazioni: da spazi di crisi a spazi di accoglienza

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

La crescente complessità del vivere in contesti urbani, spesso caratterizzati da tessuti frammentati e diluiti in sconfinate periferie, richiama l’urgenza di favorire processi educativi e formativi, lungo l’arco della vita, che possano sollecitare l’evoluzione di città e comunità sostenibili, come suggerisce il modello learning city (Longworth, 2006) assunto da UNESCO nel recepire i traguardi posti dagli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU (cfr. Boffo, Biagioli & Togni, 2023). In questa prospettiva, il contributo proposto presenta un percorso di ricerca[1] che indaga la città come luogo delle relazioni e della partecipazione democratica, nell’ipotesi che processi educativi e formativi, nella partecipazione, nella relazione e nella rigenerazione dal basso, favoriscano la riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei soggetti coinvolti, verso una trasformazione delle aree urbane da spazi di crisi a luoghi della relazione (cfr. Amadini, 2017; Lazzarini, 2016; Lombardi, 2020). L’obiettivo della ricerca empirica condotta è di rispondere a una domanda che interroga sulla possibilità che tali processi educativi e formativi, orientati dalla/verso/per la rigenerazione urbana bottom-up, possano rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, l’empowerment e la cultura dell’apprendimento continuo di qualità nei soggetti, nei gruppi e nelle comunità coinvolti. La ricerca ha coinvolto il territorio di Firenze, in particolare scuole e cooperative sociali nei Quartieri 4 e 5 della città, rivolgendo l’attenzione ai contesti rionali come luoghi della valorizzazione dei margini.   [1] La ricerca dal titolo “La città come contesto e soggetto educativo nel Ventunesimo secolo. Pedagogia delle aree urbane: da spazi di crisi a luoghi della relazione” è condotta dall’autrice nell’ambito del Dottorato di ricerca in Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, XXXVII ciclo, Tutor supervisore Prof.ssa Vanna Boffo.

L’elaborato presenta gli esiti di una ricerca valutativa di tipo collaborativo condotta con metodo prevalentemente etnografico (Piasere, 2002) presso la società cooperativa e impresa sociale Proforma, che fornisce servizi di formazione nel territorio del Mugello (FI). Il lavoro sul campo, da Marzo 2022 a Settembre 2024, è stato guidato dallo scopo di riflettere e rileggere le pratiche e la cultura di Proforma in chiave di sostenibilità. I dati raccolti sono stati elaborati attraverso un’analisi del contenuto deduttiva (Bryman, 2012), usando categorie di analisi, che si basano su un quadro di riferimento, anch’esso costruito su base empirica, di conoscenze, capacità, comportamenti e pratiche agite dalle organizzazioni del Terzo Settore per favorire la trasformazione sociale (Mugnaini, in press). Il quadro è stato, quindi, utilizzato come dispositivo di auto-valutazione e valutazione partecipata per la misurazione dell’impatto generato dalla cooperativa Proforma in termini di sostenibilità nella comunità di riferimento. L’applicazione del dispositivo ha permesso di definire tre chiavi di lettura utili a re-interpretare criticamente le pratiche di Proforma consentendo l’esplicitazione di: 1) una cultura organizzativa che incorpora i valori di sostenibilità; 2) facilita la mobilitazione di competenze, che 3) sottendono ad azioni che contribuiscono a dare forma a una comunità sostenibile. L’analisi rileva lo sforzo di coniugare l’azione pratica ai valori promossi e le sfide che questo comporta lavorando in una situazione di cura delle emergenze sociali tipica del Terzo Settore. Si discute la valenza trasformativa della ricerca rispetto allo sviluppo professionale dei soggetti coinvolti in termini di acquisizione di competenze di sostenibilità e di rafforzamento del complessivo approccio cooperativo di Proforma in coerenza con i suoi elementi generativi, la vision ed i valori ispiratori.

Davide Di Palma, Maria Giovanna Tafuri

Embodied Creativity: An experimental school laboratory on movement to promote the educational development of students with SLD

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

The concept of creativity identified as a mental construct, in recent years, has seen an evolution towards an embodied vision of creativity. The body and movement take on a fundamental role as an educational and inclusive tool for relating to others, for exploring the environment and as a generator of ideas and mental abilities. In this regard, the aim of this research was to propose a creative dance school laboratory for students with Specific Learning Disorders (SLD) and evaluate its effectiveness in the development of fundamental personal skills. The Questionnaire on Mental Abilities second version (QuAM 2) was used as an evaluation tool and the results allowed us to appreciate the goodness of the educational proposal and to propose interesting considerations for the stakeholders of teaching and special pedagogy.

Francesca Latino, Francesco Tafuri

Learning Environments and New Technologies: Pedagogical Perspectives for the development of Inclusive Educational Scenarios

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

The ongoing technological revolution in the present era brings forth new demands within the realm of education, necessitating the creation of innovative pedagogical and educational encounters. Learning through technologies serves as a framework to facilitate teaching, enabling the introduction of new experiences and social practices aimed at generating new knowledge and competencies. Within this framework, the realm of physical education demonstrates substantial interconnectedness with the application of technological tools that can serve as assets for its advancement. Hence, the objective of this manuscript is to provide insights and novel viewpoints regarding the influence of emerging information and communication technologies on the processes of teaching and learning. Indeed, these new technologies enable the diversification of teaching approaches, allowing all students to engage in knowledge acquisition through practical involvement and personal experimentation, thereby expanding the realms of perceptual-motor activities. By leveraging these new technologies, educators can create inclusive learning environments that cater to the diverse needs of all students, regardless of their abilities or backgrounds. However, it’s essential to ensure that technology integration is done thoughtfully and with consideration for accessibility, equity, and inclusivity. Ongoing professional development and support for educators are also crucial to maximize the potential of these technologies in promoting inclusive didactics.

Martina Monteverde, Daniele Bullegas, Antonello Mura

Early intervention e apprendimento della letto-scrittura: un’indagine sulle percezioni dei docenti

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Le indagini sull’alfabetizzazione emergente offrono una prospettiva teorico-concettuale utile per ripensare l’apprendimento della letto-scrittura come processo che può essere stimolato ed orientato mediante percorsi di intervento didattico precoce (early intervention). Anche le indicazioni normative e le politiche educative sottolineano l’importanza di un agire didattico preventivo, assegnando ai docenti la responsabilità di predisporre ambienti di apprendimento capaci di sostenere lo sviluppo dei prerequisiti e di prevenire le eventuali fragilità nei profili di funzionamento degli alunni. Alla luce di tali considerazioni diviene necessario comprendere le condizioni e le modalità per la realizzazione di interventi precoci che tengano in considerazione, oltre alle specificità del singolo studente, la molteplicità di variabili che agiscono e intervengono nei contesti scolastici. Il presente studio è parte di un più ampio progetto di ricerca-azione finalizzato allo sviluppo professionale di un gruppo docenti della scuola dell’infanzia e primaria, attraverso la co-progettazione di un programma di early interventon. Mediante l’utilizzo di focus group per l’esplorazione e l’analisi delle percezioni dei partecipanti, sono stati rilevati e analizzati i fattori contestuali e personali, che possono agevolare, oppure ostacolare, l’implementazione di tale programma. Il quadro di sintesi dei risultati, inerenti alle principali dimensioni identificate, lascia intravedere i bisogni formativi dei docenti per rispondere alle esigenze e alle difficoltà individuate.

Paolo Bertuletti, Giulia Ghitti, Andrea Potestio

Il ruolo dei tutor nell’istruzione tecnica superiore. A partire dall’osservazione di una realtà concreta

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Sulla base di una ricerca empirica svolta presso un importante ITS lombardo gli autori riflettono sul ruolo educativo e formativo dei tutor che accompagnano gli studenti dell’istruzione tecnologica superiore nei percorsi di tirocinio e apprendistato. Tali figure facilitano senza dubbio gli apprendimenti, che nel caso dei corsi di studio considerati avvengono in alternanza fra lezioni d’aula ed esperienza on the job, ma la loro funzione pare avvicinarsi soprattutto a quella del coaching, a cui si sommano compiti di mediazione e facilitazione che vanno a beneficio tanto dei singoli studenti, quanto dell’intera organizzazione e comunità di apprendimento. Più precisamente essi supportano i loro tutee in un processo non sempre facile di orientamento e di acquisizione di habitus professionali indispensabili per inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro. Rimane aperta la sfida pedagogica di investire sulle figure tutoriali non solo per garantire l’accompagnamento educativo di cui hanno bisogno giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, ma anche per favorire direttamente e intenzionalmente i processi di apprendimento in alternanza. La piena valorizzazione formativa e culturale – e non solo occupazionale – dell’istruzione tecnica superiore passa anche da questo.

A cura della Redazione

Autori

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Sara Ricciardi

Recensioni libri

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Laurandrea Giorgia Capecci

Come l’incanto diventa incastro. La storia di G.: dalla collusione allo stalking. Una storia di violenza psicologica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Viene narrata la storia di G., una donna di 50 anni, attualmente in cura psichiatrica a seguito di un gesto autolesivo. In terapia, G. esprime il desiderio di rielaborare la sua storia con il suo ex marito A., caratterizzata da cicli di violenza psicologica e vicende giudiziarie. Durante le sedute terapeutiche, G. cerca di rielaborare la complessità della sua relazione con A., focalizzando l’attenzione sulle modalità affettive e relazionali che l’hanno condotta verso di lui. L’articolo approfondisce i bisogni inespressi e insoddisfatti di G., risalendo all’infanzia, segnata da eventi impattanti che hanno compromesso la sua regolazione affettiva ed emotiva ed esplorando come questi abbiano contribuito alla creazione di un legame collusivo. La narrazione, letta attraverso la teoria delle polarità semantiche, rivela un intricato intreccio di esigenze emotive, vulnerabilità e una costante ricerca di appartenenza, sottolineando la complessità dell’esperienza di G. e la necessità di affrontare tali aspetti in terapia.

Ilaria Genovesi, Francesca Lemmi

Approccio sistemicorelazionale alla coppia che affronta l’infertilità

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

L’infertilità e la sterilità di coppia rappresentano una variabile imprevista (Vignati, 2002) nel ciclo di vita della famiglia e in particolare nella transizione di una coppia verso la genitorialità. Secondo il paradigma sistemico, la vita di una famiglia è scandita dalle transizioni, legate a eventi previsti e/o imprevisti nella vita familiare (Cigoli, Scabini, 2000): l’infertilità o la sterilità di coppia rappresenta un’esperienza che può mettere a dura prova il legame e, talvolta, può portare al fallimento della sua dimensione progettuale. In questa ottica, è necessario supportare la coppia, affinché possa affrontare il proprio disagio e riuscire a mantenere una solidità e un’intimità tale da consentire il superamento dell’evento imprevisto, dando valore alla dimensione relazionale della cura. Il nostro contributo si focalizza sull’approccio sistemico-relazionale all’infertilità che, attraverso la collaborazione tra le figure professionali che operano nel campo della riproduzione umana, propone un intervento clinico con la coppia, supportandola emotivamente in tutte le fasi del percorso, dalla valutazione ed elaborazione della diagnosi all’esito del trattamento.

Claudia Agostino, Enrico Visani

Il terapeuta sistemico alle prese con il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training) tra sfide e possibilità

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Questo contributo ha lo scopo di approfondire a livello psicologico, familiare e sociale il fenomeno delle persone che si trovano in una condizione di blocco e di ritiro sociale definita come NEET (Not in Education, Employment or Training). Nell’epoca delle incertezze e della fragilità del passaggio tra la fase della formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro, queste persone sembrano manifestare un importante disagio che il terapeuta sistemico deve poter accogliere, tenendo conto degli “smarrimenti” personali e familiari, dei possibili traumi e degli orizzonti futuri da costruire in un mondo percepito poco ospitale.

L’autrice illustra alcune possibilità di applicazione dell’epistemologia sistemica in un settore applicativo della psicologia, non prettamente clinico: la psicologia dello sport. Le richieste che giungono in questo ambito celano spesso tematiche profonde e relazionali che inibiscono la piena soddisfazione nella performance e l’efficacia di un programma di preparazione mentale. Talvolta emergono disagi non inquadrabili nosograficamente: un intervento di tipo meramente tecnico centrato sul miglioramento delle abilità mentali può non funzionare se non tiene conto del contesto in cui la richiesta viene effettuata e del malessere. Il lavoro illustra teoricamente e a livello pratico con esempi le possibilità applicative del pensiero sistemico nel lavoro con giovani atleti in fase di svincolo, dando strumenti per un lavoro possibile.

A cura della Redazione

Book reviews

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

Alessandro Morselli

The Conventionalist Approach in the Analysis of Unemployment

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

The purpose of this paper is to show the contribution of the conventionalist approach to the analysis of unemployment. The role of labor evaluations is highlighted. This approach leads to very different economic policy positions than those developed by neoclassical theory. Emphasis will be placed on microeconomic aspects, but in order to act in a macroeconomic context, i.e. that of conventions. In contrast to a Keynesian analysis oriented more on the quantitative problems of labor market disequilibrium, the effort here will be to show the importance of qualitative issues.