RISULTATI RICERCA

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Sultan Karabalaev, Gulmira Karabalaeva, Janna Niyazova, Samara Nurbekova, Dinara Aytimbetova

Research on the socio-psychological adaptation of students with disabilities in higher education institutions

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2025

This study aimed to explore the characteristics of the adaptation process for students with disabilities and identify factors influencing the effectiveness of their adaptation. The research was conducted at the Kyrgyz National University “J. Balasagyn” and the Kyrgyz State Technical University “I. Razzakov” from September 2023 to March 2024. The study involved 120 students with various forms of disabilities, studying in different courses and departments. The methodology included a comprehensive approach using psychodiagnostic methods, questionnaires, and structured interviews. Data analysis revealed that 68% of respondents experience difficulties in interacting with their peers. The universities involved in the study are ready to interact with students with disabilities; However, 72% of participants pointed out the insufficient accessibility of the educational environment, which complicates their social and academic adaptation. Additionally, 45% of respondents reported issues with self-esteem and confidence, which negatively affects their social activity and academic performance. A correlation was found between the level of socio-psychological adaptation and the availability of specialised support programmes at universities. Students who had access to psychological support and participated in social integration programmes demonstrated higher adaptation scores (30% higher) compared to those without such support. The research indicates that addressing the socio-psychological adaptation of this group of students requires a comprehensive approach aimed at improving their integration into the educational environment.

Antonello Fresu, Pani Galeazzi, Anna Maria Sassone

In ricordo di

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Giancarlo Costanza, Costanza Jesurum, Anna Mendicini

Recensioni

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Gli autori analizzano Adolescence (Netflix, 2025), miniserie britannica in quattro episodi che propone la vicenda del tredicenne Jamie Miller, accusato dell’uccisione di Katie, una sua compagna di scuola. La serie alterna diversi scenari: la stazione di polizia, a cui è condotto il protagonista; i corridoi scolastici, dove due detective si recano in cerca dell’arma del delitto e del movente; il centro di formazione minorile, nel quale il sospettato è temporaneamente recluso; la casa della famiglia Miller, che, a distanza di 13 mesi dal crimine, riflette sull’evento e sulle sue vicissitudini.), Il racconto mantiene una tensione costante che interroga lo spettatore sull’angoscia e sul dolore di tutte le figure principali. Un momento importante, che occupa l’intero terzo episodio, è il colloquio peritale di Jamie con la psicologa Briony Ariston: un dialogo serrato e drammatico, in cui rigide stereotipie ed esplosioni di collera lasciano filtrare brevi ma preziose aperture emotive. Nella dialettica junghiana fra Ombra e possibilità di integrazione, gli autori cercano di far emergere come, anche nelle circostanze più inquietanti, possa germogliare una speranza di crescita interiore.

Valentino Franchitti

XXIII Congresso Internazionale dell’IAAP, Zurigo

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Il XXIII Congresso Internazionale di Psicologia Analitica si è tenuto a Zurigo dal 24 al 29 agosto 2025, nel 150º anniversario della nascita di Carl Gustav Jung, sul tema “Esperienze dell’incomprensibile: esplorazioni e contributi junghiani”. Con quasi 1900 partecipanti, il Congresso ha rappresentato un momento di forte rigenerazione dell’identità della comunità junghiana internazionale, mettendo al centro il ruolo della psicologia analitica in una società segnata da urgenza, polarizzazione e illusione di controllo. Attraverso plenarie e numerose sessioni parallele, sono stati affrontati, da relatori di rilievo mondiale, temi legati a trauma, simbolo, immaginazione attiva, ecologia della mente, prospettiva estetica e pratica analitica. Ampia la presenza italiana, con laboratori precongressuali e molteplici contributi su sogno, Sé, linguaggio poetico e letture storiche interculturali del pensiero Junghiano.

Riccardo Gramantieri

Proposta per un inconscio collettivo artificiale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Il dibattito sempre più vasto e scientificamente rilevate sulla definizione di intelligenza Artificiale nel campo dell'ingegneria e della psicologia dell'Intelligenza Artificiale, ha prodotto negli ultimi anni un'ampia letteratura, a favore e contro, l'utilizzo appropriato del termine intelligenza riferito ai computer, che potremmo definire speculativa in quanto ancora teorica. Seguendo lo stesso intento, e considerando l'intelligenza un aspetto del più ampio campo dello studio della psicologia, ci si può porre, con lo stesso spirito speculativo, se è possibile applicare all'IA i concetti di inconscio.
Questione già dibattuta da qualche anno, in questo intervento teorico si propone di definire l'enorme mole di dati immagazzinati nella rete come inconscio (o meglio, subconscio) e la psicologia analitica risulta particolarmente adatta a definire tale proposta speculativa grazie ad alcune definizioni di inconscio collettivo date da Jung nella sua opera.

The dissolution of Yugoslavia was not only a geopolitical collapse but also a psychic drama, a struggle between archetypal forces of unity and fragmentation. This paper approaches the legacy of Yugoslavia as a symbolic container for projections of the Self, where the dream of wholeness coexisted with unintegrated shadows of grievance, shame, and trauma. Using Jungian concepts such as the Self, shadow, cultural complexes, and the transcendent function, this paper interprets Yugonostalgia and post-Yugoslav disorientation as emotional fields where memory, mourning, and identity intertwine. Recent memory studies and post-Jungian perspectives deepen this analysis, situating the Yugoslav case within broader debates on collective individuation, polycentric identity, and the dialectics of historical negation. The argument suggests that Yugoslavia’s psychic afterlife is best understood not as the failure of a national project but as an unfinished individuation: a demand to hold multiplicity without regression, to transform nostalgia into symbolic creativity. The Yugoslav legacy thus illuminates a wider human challenge – how to imagine wholeness without erasing difference, and how to live with plurality without collapse.

Fabrizia Termini

Sulle orme del profondo Weiss, Bernhard e le due anime della psicoanalisi

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

L’articolo “Sulle orme del profondo: Weiss, Bernhard e le due anime della psicoanalisi” esplora il ruolo di Edoardo Weiss e Ernst Bernhard nel radicamento della psicologia del profondo in Italia, mettendo in luce il dialogo e la tensione tra l’orientamento freudiano e quello junghiano. Viene analizzato come Weiss, primo allievo diretto di Freud in Italia, abbia introdotto la psicoanalisi freudiana nel contesto culturale italiano, mentre Bernhard, giunto a Roma negli anni ’30, abbia portato con sé l’approccio junghiano, favorendo un confronto e una contaminazione tra le due tradizioni. L’articolo sottolinea come la loro collaborazione e i loro contrasti abbiano dato vita a una “doppia anima” della psicoanalisi italiana: da un lato la rigorosa ortodossia freudiana, dall’altro l’apertura simbolica e culturale junghiana. In questo intreccio si collocano le origini della psicologia del profondo in Italia, che si sviluppa oltre i confini disciplinari, intrecciando scienza, filosofia e cultura.

L’autrice propone una riflessione sull’incontro analitico con bambini traumatizzati, integrando teoria junghiana, psicoanalisi relazionale e neuroscienze. Il lavoro illustra come la relazione terapeutica, quando fondata su empatia, contenimento e rispecchiamento, possa favorire processi di integrazione psichica e simbolizzazione dell’esperienza traumatica. Il racconto chassidico de Il Principe Tacchino diventa metafora del percorso analitico: scendere “sotto il tavolo” insieme al paziente significa riconoscere e condividere il suo mondo emotivo, offrendo un contatto trasformativo tra la parte istintuale e quella umana. Nel caso clinico di Gabriele, bambino vittima di abbandono e violenza, l’autrice mostra come l’analista, accettando di essere coinvolta nella dinamica transferale e controtransferale, possa trasformare l’enactment in spazio di pensabilità e crescita. La cura emerge come relazione intersoggettiva viva, in cui la possibilità di restare nella crisi consente il passaggio dalla frammentazione alla coesione del Sé.

A cura del Comitato di Redazione

Editoriale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

L’impatto delle guerre, attuali e passate, sull’ambiente è significativo e molteplice. Gli effetti negativi diretti della guerra sugli ecosistemi comprendono la contaminazione dell’aria, del suolo e delle acque, nonché i danni alle infrastrutture. Tra gli effetti indiretti vanno invece considerate le conseguenze negative a lungo termine su risorse naturali, agricoltura, foreste, fauna selvatica e, di conseguenza, sulla qualità della vita umana. È importante definire e riconoscere l’impatto nefasto che le attività militari hanno sull’ambiente e adottare misure adeguate per prevenirne i danni o, almeno, attenuarne gli effetti, investendo nella protezione e nella conservazione dell’ambiente, individuando le azioni criminali che intenzionalmente intendono colpire le risorse ambientali e, in ultima analisi, promuovendo la pace e la risoluzione dei conflitti. In tempi in cui è un dovere inevitabile essere responsabili e rendere conto alla collettività delle nostre azioni, è necessario considerare i crimini contro l’ambiente come crimini contro l’umanità.

La biologia strutturale è una disciplina affascinante e in continua evoluzione, che si occupa dello studio della struttura tridimensionale delle macromolecole biologiche e della loro relazione con la funzione cellulare. Attraverso avanzate tecniche sperimentali e computazionali, si procede alla progressiva comprensione dei meccanismi molecolari che governano la vita, con implicazioni dirette sulla salute umana attraverso la comprensione dei meccanismi molecolari alla base di molteplici malattie, aprendo prospettive innovative per lo sviluppo di farmaci specifici ed efficaci. L’intervento che segue si propone di offrire un’introduzione alla biologia strutturale, con particolare attenzione al problema del folding delle proteine e all’impatto rivoluzionario che l’intelligenza artificiale sta avendo da qualche anno in questo settore. In relazione alla tematica e per sottolineare quanto gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale possano rappresentare, se ben utilizzati, una preziosa risorsa per la ricerca scientifica, desidero precisare di aver fatto uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale nella redazione del presente testo. In particolare, la prima stesura di questa relazione è stata generata dal software ChatGPT a partire dalla trascrizione dell’intervento tenuto presso l’Istituto Lombardo, ottenuta anch’essa sfruttando l’intelligenza artificiale facendo analizzare la registrazione, disponibile su YouTube, al software Panopto.

Tra i molteplici materiali che possono essere rinvenuti in uno scavo archeologico, i cosiddetti residui organici, ovverosia resti di materiali costituiti in prevalenza da composti del carbonio, rappresentano una classe di grande interesse per la ricostruzione delle conoscenze e delle usanze di una data popolazione, ma al tempo stesso una sfida per coloro che si occupano di analisi chimiche. Infatti, se grande è la varietà degli usi dei materiali in oggetto, potendo trattarsi di alimenti, balsami, adesivi e molto altro ancora, i residui stessi sono talora massivi, ma sovente presenti in tracce invisibili a occhio nudo, ad esempio assorbite nelle pareti di recipienti ceramici. Questo testo vuole offrire una rassegna delle principali classi di residui organici archeologici, mettendo in luce come le moderne tecniche di analisi chimica strumentale ne consentano l’identificazione con elevata sensibilità e specificità. 

Donato Firrao

Alla ricerca di una bomba

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

I metalli esposti a un’esplosione possono subire macro deformazioni geometriche o anche solamente deformazioni della microstruttura cristallina, come bande di slittamento o geminazioni meccaniche, a seconda del metallo, della massa di esplosivo e della distanza da questa a cui si trovano. Il parametro al quale si fa riferimento è la cosiddetta distanza ridotta, r, definita come:

 r = d·m-1/3 [m·kg-1/3]

m, massa esplodente [kg]

d, distanza fra centro dell’esplodente e il bersaglio [m]

 Lo stesso valore di distanza ridotta e di effetti sul bersaglio metallico si possono avere con grosse masse e grandi distanze o con masse piccole e distanze limitate. La nostra attenzione si appunterà su quest’ultimo caso in cui altre azioni che causano macro-deformazioni geometriche, intervenute dopo lo scoppio, possono nascondere gli effetti della prima esplosione. Tipico è il caso in cui un velivolo che, dopo una piccola esplosione a bordo, precipita a terra o in mare destrutturandosi per l’urto in molti pezzi. La caduta dell’aereo di Enrico Mattei a Bascapè (PV) nel 1962 rientra nello scenario sopra descritto. Essa è stata studiata molti anni dopo l’evento.

Francesco Svelto

Sfide e prospettive dell’Università di Pavia

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

Il Rettore dell’Università di Pavia illustra le sfide che attendono un Ateneo storico e multidisciplinare come quello di Pavia, nel contesto della formazione universitaria superiore e le azioni introdotte in ambito di ricerca e di internazionalizzazione, con particolare riguardo all’offerta formativa e al profondo rinnovamento degli spazi per ricerca e didattica.

La vicenda descritta ha come protagonista il Sig. von Vlady, capotecnico della ditta milanese Filotecnica sita in Piazza Ellittica, produttrice di strumenti ottici di precisione. Questo personaggio è stato assunto come punto di raccordo per narrare la contemporaneità di due importanti figure nel decennio tra il XIX secolo e il successivo in ambito scientifico e alpinistico: il meteorologo Joseph Vallot (Société Botanique e Société Géologique de France) e l’astronomo Pierre Janssen (Académie de Sciences e Directeur de l’Observatoire de Meudon). Nella lettura di questa nota vengono ricordate le grandi difficoltà all’epoca di installazione di due rifugi di osservazione sul Monte Bianco.

Serena Dipierro, Enrico Valdinoci

Cos’è la diffusione anomala (e perché è così consueta)

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

In questa nota esploreremo il concetto di diffusione e vedremo come la sua interpretazione sia cambiata nel tempo. Scopriremo perché la diffusione è un'idea così utile e universale, che funziona sempre. tranne quando non funziona! In quei casi, ci viene in aiuto la "diffusione anomala", che offre una chiave di lettura diversa e complementare.

– Il 4 ottobre 2023 l’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato a Moungi G. Bawendi (Massachusetts Institute of Technology (MIT), Cambridge, MA, USA), Louis E. Brus (Columbia University, New York, NY, USA), Aleksey Yekimov (Nanocrystals Technology Inc., New York, NY, USA) il Premio Nobel per la Chimica. I tre scienziati, tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, hanno contribuito allo studio, alla sintesi riproducibile, e allo sviluppo dei quantum dots (o punti quantici), QD, “piantando i primi semi” che hanno portato alla fioritura del ricco e colorato mondo delle nanoscienze. I loro risultati sperimentali hanno permesso di verificare i principi fisici che legano i fenomeni quantici in nano-oggetti. Grazie alle loro modulabili proprietà ottiche, i QD sono oggi impiegati dall’industria elettronica per generare la luce policromatica che viene emessa dai monitor e schermi di dispositivi smart e TV, mentre medici e biochimici li utilizzano per mappare e seguire lo sviluppo di processi biologici e la crescita di tessuti. Questi sono alcuni tra gli aspetti trattati in questa nota insieme a quelli più prettamente fisici e chimici che regolano le proprietà di questi affascinanti nano-oggetti.