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Beatrice Lomaglio

Editoriale

FOR - Rivista per la formazione

Fascicolo: 3 / 2025

Paola Panarese, Vittoria Azzarita, Marta Grasso

Disuguaglianze in codice. Un’esplorazione della discriminazione algoritmica come violenza contro le donne

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 70 / 2025

The article examines algorithmic discrimination as a structural dimension of technology-facilitated violence against women (TFVAW). Through a scoping review conducted in Scopus and Web of Science following the PRISMA protocol, it investigates how literature defines and interprets gender and ethnic bias in algorithmic systems. The analysis of 124 studies shows that, although these biases are recognized as forms of systemic inequality, they are rarely conceptualized as technology-mediated gender violence. Hence, the article proposes interpreting them as computational symbolic violence – a form of violence that intertwines technical rationality and social inequalities, producing exclusion, silencing, and systemic marginalization – and thus as an integral component of TFVAW.

Francesco Pira, Umberto Spaticchia, Roberta Casagrande

Fake sex, real hate: deepfake pornography as technological violence in 4chan’s manosphere

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 70 / 2025

The article examines the use of non-consensual deepfake pornography on the anonymous platform 4chan, framing it as a form of gendered technological violence. The authors argue that such content is not the result of isolated incidents, but part of a structured and normalized discourse sustained by algorithmic and cultural misogyny. Through a combination of computational analysis and critical discourse analysis, the study shows how requests and practices of “synthetic nudification” become performative, commercial, and ritualized acts. The authors also stress the need for interdisciplinary responses that address the cultural and technological context in which these practices emerge.

The femicide of Giulia Cecchettin, which occurred on November 11, 2023, generated a strong media response and a subsequent wave of digital violence, fuelled by misogynistic content, distorted use of AI, and dynamics of secondary victimization. In this paper, the author analyzes these phenomena, their connection to pop culture, and proposes a model of critical digital literacy to counter the normalization of violence in contemporary media environments.

Chiara Gius, Antonella Mascio

Violenza di genere e tecnologie: ripensare le disuguaglianze nell’era digitale

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 70 / 2025

Digitalisation, platformisation and AI are reshaping everyday life and amplifying inequalities in access, skills and participation. Within this context, technology-facilitated gender-based violence emerges as a systemic phenomenon rooted in socio-technical infrastructures and gendered power relations. This introduction outlines key conceptual challenges, research gaps and the need for interdisciplinary approaches to address cyber-VAWG.

Amedeo Argentiero

Criptovalute e sovranità monetaria: tra innovazione, rischio e regolamentazione

DE IUSTITIA ET IURE

Fascicolo: 2 / 2025

Le criptovalute rappresentano una delle più radicali innovazioni dell’economia contemporanea, ma anche una sfida alla sovranità monetaria e alla stabilità finanziaria globale. Il contributo analizza la natura e il funzionamento delle criptovalute, la loro volatilità strutturale e le implicazioni macroeconomiche e geopolitiche connesse alla disintermediazione finanziaria. Distinguendo tra la componente speculativa delle criptovalute e il potenziale innovativo della tecnologia blockchain, l’articolo mette in luce come la governance internazionale e la regolazione europea possano trasformare un esperimento anarchico in un’opportunità di modernizzazione economica. La tecnologia, di per sé neutra, diviene fattore di rischio o di progresso a seconda del quadro istituzionale entro cui è inserita.

 

L’autore analizza la disciplina sanzionatoria, nazionale ed europea, relativa alle frodi e alle falsificazioni dei mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, partendo dalla constatazione del crescente interesse delle organizzazioni criminali per il mercato finanziario delle monete digitali. Codeste organizzazioni sono in grado di trasformare capitali acquisiti illecitamente in criptovalute, le quali rendono molto difficile la tracciabilità. L’autore rileva le difficoltà del sistema processualpenalistico a fronteggiare tali illeciti, soprattutto con riguardo alla ricerca dei mezzi di prova, e auspica un intervento maggiormente incisivo da parte del legislatore, anche a livello europeo, che garantisca un maggiore spazio di intervento del Pubblico Ministero nel corso delle indagini.

L’Autore svolge, alla luce dell’entrata in vigore su sollecitazione europea di novità legislative in materia di reati informatici, alcune riflessioni relative all’esigenza di tutela penale di beni giuridici di nuova o nuovissima generazione, rispetto a tradizionali e innovative forme di aggressione. Nel considerare questi beni come espressione altresì di inedite forme di manifestazione dei diritti fondamentali, si propone, in particolare, di trovare un fil rouge tra le proteiformi definizioni di “cybersecurity”. Di quest’ultima è suggerito un concetto “sostanziale” e “prepositivo” in modo tale che esso possa costituire parametro razionale di orientamento delle scelte anche di politica criminale, ma nella consapevolezza di un necessario e costante dialogo fra discipline. La scienza e il sapere tecnologico dovrebbero influenzare il diritto, in un’ottica di interazione reciproca per la comprensione dei diversi linguaggi.

L’Autore analizza il delitto di bancarotta impropria da reato societario (artt. 223, comma 2, n. 1 L. Fall.. e 329, comma 2, lett. a CCI). Si tratta della figura di raccordo tra il diritto penale concorsuale e il diritto penale societario. Con tale autonomo titolo delittuoso il legislatore ha equiparato, sul piano sanzionatorio, alla bancarotta fraudolenta la commissione di una serie di illeciti penalsocietari seguiti dal fallimento ovvero dalla liquidazione giudiziale della società.

La figura criminosa è stata riformulata dal d.lgs. n. 61 del 2002, tramite il quale il legislatore ha previsto un collegamento causale tra i reati societari richiamati nella fattispecie e il dissesto della società. Si è trasformato perciò il previgente illecito di pericolo in un delitto con evento di danno, nel quale il dissesto rappresenta appunto l’evento naturalistico.

Il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha confermato integralmente la configurazione originaria, sostituendo unicamente il riferimento alla procedura fallimentare con quella relativa alla liquidazione giudiziale.

Emanuele Stabile

La crisi d’impresa e la sua prevenzione: gli adeguati assetti

DE IUSTITIA ET IURE

Fascicolo: 2 / 2025

La nozione di crisi è stata introdotto nel nostro ordinamento solo con il D. Lgs. 14/2019 s.m.i. e ha già subito diverse modifiche. La corretta definizione di cosa si intenda per crisi è fondamentale per intercettare i primi segnali di squilibrio economico finanziario e patrimoniale ed evitare il dissesto. A tal fine gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili svolgono un ruolo fondamentale. Nel presente lavoro, innanzitutto, si analizzerà la nozione di crisi ripercorrendone l’evoluzione storica. In secondo luogo, si analizzeranno gli adeguati assetti. Infine, si rifletterà criticamente su alcuni aspetti rilevanti della nozione di crisi e sugli adeguati assetti.

La dimensione temporale in psicoterapia costituisce una variabile multilivello, intrinsecamente connessa all’identità soggettiva, alle dinamiche relazionali e alla struttura del setting clinico. In occasione del cinquantennale della nascita dell’IIPR, una riflessione epistemologica e clinica sul tempo si rivela necessaria, sia per ripercorrere l’evoluzione storica delle pratiche terapeutiche sia per delineare prospettive future. Questo articolo esamina il tempo come costrutto soggettivo e intersoggettivo, modulato da condizioni psicopatologiche (ansia, depressione) e riconfigurato attraverso il processo terapeutico. Attraverso una sintesi critica della letteratura scientifica e clinica, si dimostra come ogni soggetto porti in terapia una propria “organizzazione temporale” e come la psicoterapia agisca da catalizzatore per una riorganizzazione funzionale della temporalità, integrando passato, presente e futuro in una narrazione coesa. Si sottolinea inoltre come il tempo, in quanto entità fisica relativa, influenzi sia il paziente che il terapeuta, quest’ultimo condizionato dalla fase del proprio ciclo vitale e dall’esperienza professionale accumulata.

Barbara Coacci

La moltitudine dei due: terapia individuale sistemica tra teoria, creatività e pratica clinica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Nell’ambito della Terapia Individuale Sistemica, l’autrice propone una modalità di lavoro, ancora in fase di sperimentazione, che tenta di connettere il funzionamento del mondo interno del paziente alle sue dinamiche familiari. In particolare, viene proposto l’utilizzo combinato delle carte Dixit, dello scenogramma relazionale e di un’immagine metaforica per favorire l’integrazione delle parti interne del paziente e, in ultima analisi, migliorare il suo funzionamento a livello relazionale.

Sergio Lupoi, Claudia Agostino, Sara Ricciardi

Chi e che cosa serve per fare una terapia di gioco con le famiglie? Tre concetti

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Gli autori, a partire dalla loro esperienza nel Centro Clinico SIPRES “Giochiliberatutti”, presentano il loro modo di usare il gioco come strumento psicoterapeutico privilegiato. Attraverso un esempio clinico mostreranno il metodo proposto, che si basa sull’apprendimento creativo organizzato in fasi cicliche di Mitchel Resnick.