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Andrea Paolo Corbetta, Elisa Banelli, Serena De Cristofaro, Isabella Mani, Ester Bianchi, Marta Vaiarini, Simonetta Rovaris, Alessandra Pagani, Cristina Caldara, Simonetta Cesa, Marco Riglietta

La metodologia Lean nella transizione al metadone compresse: il ruolo dell’infermiere nell’esperienza del Ser.D. presso l’ASST Papa Giovanni XXIII - Bergamo

MISSION

Fascicolo: 73 / 2025

Introduzione. L’introduzione del metadone compresse nel SerD (ASSTPG23) ha rappresentato un’importante innovazione terapeutica nella gestione del disturbo da uso di oppioidi, richiedendo una revisione dei processi secondo i principi del Lean Management. Obiettivo del presente case report è descrivere il percorso di transizione alla nuova formulazione, analizzandone l’impatto organizzativo con attenzione al ruolo strategico dell’infermiere.

Metodi. Il percorso è stato articolato in tre fasi: definizione del ring e analisi del contesto; mappatura dei processi per individuare criticità e aree di miglioramento, applicazione dei principi Lean e successiva standardizzazione dei protocolli di gestione del farmaco. Gli infermieri hanno rivestito un ruolo chiave, presidiando le fasi sul piano progettuale, organizzativo e operativo, in sinergia con l’équipe multidisciplinare.

Risultati. La transizione ha ridotto i tempi di preparazione e somministrazione. La gestione logistica è stata ottimizzata (capacità di carico ?71%, ordini ?46%) garantendo scorte adeguate, assenza di sprechi, tracciabilità e appropriatezza. L’adesione al farmaco è risultata elevata con graduale incremento delle persone trattate (23 nel 2023, 54 nel 2024, 90 a metà 2025).

Conclusioni. La transizione ha rappresentato un cambiamento organizzativo rilevante, reso efficace dall’applicazione dei principi Lean. La leadership infermieristica è stata determinante per strutturare e consolidare il cambiamento, garantire continuità e qualità del percorso terapeutico.

Silvia Pennisi

Gli istituti per la detenzione dei minori in Italia

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2025

Gli edifici destinati a ospitare i minori detenuti hanno origini antiche e nei secoli hanno visto alterne vicende che hanno condotto, ad oggi, alla presenza in Italia di 17 istituti per minori tutti regolati dalle medesime normative e indicazioni ma profondamente diversi per allocazione e struttura. Una funzione tanto importante quale il recupero di rei ancora giovani deve essere svolta in ambienti studiati all’uopo, visto che anche la qualità, e non solo la quantità, dello spazio a disposizione influisce sull’intero percorso riabilitativo. Oggi in Italia ci si trova di fronte a singoli edifici o a complessi spesso non idonei alla loro funzione, costruiti per altre funzioni e poi adattati e riadattati numerose volte alle esigenze più pressanti. Lo studio delle strutture e dei relativi spazi è un interessante inizio verso un percorso multidisciplinare che dovrebbe condurre a una progettazione (ex novo o di recupero dell’esistente) consapevole e finalizzata a rendere i luoghi stessi parte del percorso di reinserimento del minore in società e nel mondo del lavoro.

Emo2 è un metodo di prevenzione e contrasto alla violenza che mira a promuovere il benessere individuale e sociale. Il metodo, elaborato dall’Aps Ali-Emozioni in movimento, privilegia la dimensione relazionale e di gruppo. La collaborazione tra enti pubblici e privati ne ha permesso la realizzazione con minori e giovani adulti messi alla prova e studenti del corso di laurea in Sociologia dell’Università di Catania.

Marco Chistolini, Diego Lasio

Adozione internazionale da parte di persone single: profili giuridici, psicologici e psicosociali

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2025

Negli ultimi decenni la genitorialità single si è affermata come configurazione familiare socialmente rilevante. In Italia, la sentenza n. 33/2025 della Corte costituzionale ha segnato un passaggio significativo, rimuovendo l’esclusione automatica delle persone single dall’adozione internazionale. Il contributo propone un’analisi integrata dei profili giuridici, psicologici e psicosociali dell’adozione da parte di persone single, muovendo dal quadro normativo per poi esaminare la letteratura sulla monogenitorialità intenzionale, con particolare attenzione ai profili delle persone candidate, alle motivazioni adottive, agli esiti di sviluppo e adattamento, nonché alle rappresentazioni sociali e ai bias istituzionali che ancora attraversano le prassi valutative. In conclusione, l’articolo individua alcuni criteri rilevanti per la preparazione e la valutazione dell’idoneità adottiva e sottolinea la necessità di un approccio realmente child-centered, accompagnato da una formazione specifica delle figure professionali e da politiche di sostegno coerenti con l’evoluzione delle configurazioni familiari contemporanee.

Prendendo lo spunto dalla recente sentenza della Corte costituzionale, che riconosce il diritto delle persone singole a offrire la propria disponibilità all’adozione internazionale, il presente lavoro esamina, da un punto di vista psicoanalitico-relazionale, alcune differenze che possono esserci in merito tra le coppie e i singoli. Tratta inoltre di alcuni aspetti psicologici ai quali prestare attenzione nel lavoro dei servizi pubblici che devono valutare l’opportunità che il singolo adotti. Si pone l’accento sull’importanza, per la protezione del bambino da adottare, che esista una “coppia interna” nel mondo psichico della persona singola, sottolineando a quali aspetti procedurali gli operatori debbano prestare particolare attenzione e in quale modo possano accertare tale condizione, con riferimento alla narrazione della storia personale.

Vengono proposte, nell’ambito dell’adozione da parte dei single, riflessioni e linee operative focalizzate sull’area sociale. Il processo di valutazione dell’idoneità richiede ora una particolare attenzione alla qualità dell’ambiente di vita del richiedente. È necessario adottare un approccio mirato e sensibile, volto a promuovere un clima di incontro il più possibile collaborativo e sereno. L’obiettivo è contenere le plausibili reticenze del single, per convergere su obiettivi di comune benessere (minore-single) e per facilitare un suo affidarsi al servizio anche nel tempo. Viene preso in considerazione anche il vissuto dell’operatore che potrà essere attraversato da preconcetti, spinte salvifiche e dilemmi etici.