In questo articolo gli autori vogliono esplorare il legame tra dolore, nostalgia e conoscenza all’interno di un gruppo di parola rivolto a adolescenti in affido familiare. A partire dalle storie di tre ragazzi e dalla loro partecipazione al gruppo, si indaga come la nostalgia, intesa come affetto complesso e ambivalente tra lutto e melanconia, possa fungere da ostacolo o da motore evolutivo nei processi di soggettivazione. La riflessione si sviluppa attorno alla funzione trasformativa della nostalgia quando mediata dal pensiero, e alla sua deriva malinconica quando il dolore resta non pensabile e non simbolizzabile. Il gruppo si configura come spazio intermedio potenziale in cui dolore e memoria possono essere condivisi, elaborati e trasformati in conoscenza. Il lavoro evidenzia come l’accesso alla conoscenza di sé passi attraverso l’elaborazione della perdita e della realtà, e come solo una nostalgia pensabile possa aprire alla costruzione di nuovi legami affettivi e di una narrazione più integrata del Sé.