Il contributo intende ritornare sulla questione della distribuzione della “terra” nella Sicilia normanna. Una questione che, affrontata per la prima volta in maniera sistematica da Illuminato Peri e Salvatore Tramontana, si è, tuttavia, arenata sulle posizioni dei due studiosi siciliani, maturate a metà del Novecento. È stata fondamentalmente l’assenza di nuove scoperte documentarie a impedire agli storici di potere riflettere ulteriormente sul tema della ripartizione del territorio isolano operata dagli Hauteville in favore dei loro fedeli. Il presente saggio, pertanto, muovendo dall’analisi di due pergamene inedite (1158-1166), rinvenute all’interno del tabulario dell’abbazia di Santa Maria de Latinis di Agira, intende fornire un apporto su questo versante, soffermandosi, in particolar modo, sulle vicende di Scicli. Dall’esame dei diplomi inediti è stato, così, possibile non solo indentificare il signore dell’abitato fortificato ibleo, ma anche riflettere sulle dinamiche di radicamento nell’Isola di esponenti della nobiltà del Mezzogiorno d’Italia nonché sui rapporti intessuti tra l’aristocrazia e l’abbazia palestinese.