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Nella seconda metà del Settecento le feste teatrali furono il genere cui a Torino si fece più spesso ricorso per solennizzare le visite di principi e sovrani stranieri e per celebrare in musica i legami dinastici che la monarchia sabauda strinse con le principali corti europee. Luogo di co-struzione e rappresentazione della regalità, questo tipo di spettacolo costituisce un terreno fecondo per chi intenda studiare la politica curiale e le sue pratiche rituali; dal punto di vista culturale, teatrale e musicale, poi, offre non pochi spunti d’indagine. Particolarmente meritevole di attenzione è, in questo senso, uno degli spettacoli celebrativi più interessanti e singolari andati in scena nella capitale sabauda ossia La vittoria d’Imeneo di Baldassare Galuppi su libretto di Giuseppe Bartoli, allestito al Teatro Regio per le nozze di Vittorio Amedeo di Savoia con Maria Antonia Ferdinanda di Spagna, nel 1750.

Il contributo analizza per il biennio 1713-1714 aspetti e significati della regalità legati alle cerimonie che videro protagonista Vittorio Amedeo II di Savoia, nuovo re di Sicilia, sia nella fase dell’acclamazione a Torino che all’entrata e all’incoronazione a Palermo. Sono indagati le feste e il viaggio in Sicilia come inizio di una kunstpolitik ed espressione di un popolo faber. L’architetto-sacerdote incarna in questi frangenti la figura del regista-progettista della scena barocca.

Alessandro Celi

Costanti e metamorfosi di regalità e sovranità nel Ducato di Aosta

CHEIRON

Fascicolo: 1-2 / 2022

Il Salone ducale del Comune di Aosta, risalente alla seconda metà dell’Ottocento, è decorato con affreschi che raffigurano i più impor-tanti personaggi della storia valdostana e una scena di ambientazione medievale, l’entrata in città del Conte verde. L’analisi delle immagini e il loro confronto con quelle del salone del palazzo vescovile di Aosta rivelano importanti aspetti dell’ideologia della classe dirigente valdo-stana del periodo, tanto laica quanto religiosa.

Luisa Clotilde Gentile

Corone d’oro, corone di carta. I Savoia e l’oggettivazione della regalità

CHEIRON

Fascicolo: 1-2 / 2022

Ancora in pieno Ottocento si avvertiva la necessità di ricorrere a un simbolo antico ed efficace, che evocasse la sacralità della persona del sovrano, reinterpretata in Italia in chiave laica e nazionale. La definizione della corona del nuovo regno, elemento di state-building visivo, non fu rettilinea, riflettendo man mano le tensioni politiche del momento. Essa restò un simbolo slegato dalla realtà oggettuale, esistendo solo nell’iconografia e nell’araldica del sovrano o dello Stato: una rap-presentazione virtuale, la cui efficacia era stata sperimentata dai Savoia nella loro secolare ricerca di regalità.

Il breve contributo ripercorre sinteticamente l’istituzionalizzazione del-la politica estera negli Stati sabaudi della Prima età moderna. Pur non avendo una struttura ben definita, l’importanza della diplomazia si evidenzia fin dalla reconquista di Emanuele Filiberto ed è un punto cen-trale della politica espansiva di Carlo Emanuele I. È solo con l’editto promulgato da Vittorio Amedeo II nel 1717 che si forma una Segreteria di Stato per gli affari esteri con il compito di organizzare e gestire la politica estera sabauda. Questa segreteria viene revisionata nel 1742, ma non viene modificata nella sostanza.

L’articolo analizza il ruolo che i voti vennero ad assumere nelle corte sabauda di età moderna. Nella "società dei principi", caratterizzata da un frequente e costante uso (privato e pubblico) della religiosità e delle espressioni di fede, era normale il ricorso all’intercessione celeste per ottenere grazie personali (in caso di malattia, pericolo, infertilità ecc.) o pubbliche (in caso di guerra, pestilenza, carestia ecc.). I Savoia fecero ricorso a questa pratica devozionale privilegiando i riferimenti cultuali propri della loro tradizione.

Paola Bianchi

L’elemento militare nella rappresentazione della regalità sabauda.

CHEIRON

Fascicolo: 1-2 / 2022

Ogni dinastia ha costruito la propria immagine sfruttando alcuni ele-menti retorici. Nel caso dei Savoia l’elemento militare fu uno dei più duraturi strumenti di auto-rappresentazione e di promozione a livello non solo italiano, ma europeo. L’esercito dei Savoia reclutato nei terri-tori dei propri domini, in realtà, non bastò mai, né l’aristocrazia sabau-da manifestò in maniera uniforme e continuativa la vocazione alle armi. I Savoia ebbero, infatti, sempre bisogno del mercato del mercena-riato, che diventò una delle forme di nobilitazione più sicure, ma anche uno strumento di periodica ricomposizione dei ranghi della nobiltà. Una tale retorica del potere fondata sul "militare" si rafforzò nell’Ottocento approdando a un autentico canone, destinato a trovar fortuna nell’amplificazione di una storiografia a uso pubblico.

Dopo il 1946 gli studi sulla monarchia in Italia hanno scontato una damnatio memoriae scientifica. Venticinque anni fa Filippo Mazzonis inaugurava una nuova storia della monarchia sabauda in epoca contemporanea, lanciando un manifesto programmatico attraverso le pagine della rivista «Cheiron». Da allora, molti storici, a livello nazionale e internazionale, si sono confrontati sul tema con libri, articoli, convegni, mostre. Il saggio presenta il punto aggiornato della situazione.

Andrea Merlotti, Matthew Vester

Introduzione

CHEIRON

Fascicolo: 1-2 / 2022

Latent constructs measured at multiple points in time are frequently used in social and evaluation research to assess the impact of interven-tions or relevant phenomena on individuals and groups (e.g. training programs, policies, exogenous events, etc.). However, researchers of-ten do not consider the accuracy of such models depends on the as-sumption of longitudinal measurement invariance (LMI), which states that repeatedly measured latent variables should effectively represent the same construct in the same metric over time. Non-invariance can incur when individuals recalibrate their standards of measurement, reprioritize their values or reconceptualize the target construct as a di-rect consequence of the intervention or the phenomena under study. Such response shifts may obfuscate true changes in the latent means of the construct, thus leading to inaccurate inferences. The present study aims to explore this issue by first offering a detailed description of the potential sources of response shifts and the general procedures used for LMI testing in a structural equation modelling framework. An em-pirical application is then carried out on a sample of Italian respond-ents interviewed before and immediately after the COVID-19 lock-down and, based on the results of the analysis, practical implications for evaluation research using latent outcome variables in a longitudinal setting are discussed.

Davide Azzolini, Alberto Martini, Barbara Romano, Loris Vergolini

Design, implementation and assessment of a targeting mechanism in a college savings program

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 82 / 2022

Percorsi is a matched savings program aimed at helping students from low-income households attend college. Previous experimental re-search has demonstrated the positive effects of the program on college enrollment and persistence. This paper investigates the extent to which these experimental results are attributable to the applied targeting strategy: students were admitted to the study through a targeting mechanism based on household income and on a predictive model of university enrollment probability. Applicants with a very high predicted universi-ty enrollment probability and those who revealed no intention of going to university were excluded from the program. The authors assess the performance of this approach by comparing cost-effectiveness esti-mates against simulated scenarios, showing that both the implemented and a simplified targeting yield a cost-effectiveness gain over a no tar-geting scenario. The study makes the case for an increased use of prior knowledge and collaboration between researchers and program manag-ers to enhance programs’ cost-effectiveness.

Gianluca Argentin, Rosaria Lumino

Editoriale

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 82 / 2022

Il presente lavoro mira a individuare i prodromi di una ricerca sul tema della Al-ternative Accounting (AA) per le Organizzazioni Non Profit (ONP) con particolare riguardo al significato che assumono in tali aziende il valore creato e il rischio. Il perseguimento di obiettivi sociali e l’assenza del profitto quale principale driver di gestione rende la misurazione delle loro performance difficile e spesso imprecisa, in alcuni casi fuorviante. Lo studio di modelli alternativi di misurazione e valutazione dei risultati va svolto considerando la soggettività economica e le relazioni di potere che si sviluppano, sia nella gestione sia nella rendicontazione: ciò determina il rischio di dover assecondare interessi non istituzionali, sna-turando le finalità di fondo. La elaborazione di un modello di AA rappresenta il tentativo di superare sia i limiti delle misurazioni tradizionali sia quelli della non-financial disclosure, consentendo la lettura delle diverse dimensioni del valore creato dalle ONP, migliorando il loro livello di accountability verso i vari stakeholder e potendo giungere a una più efficace comprensione dei processi di creazione di valore.

Alexa Pantanella

Il potere curativo delle parole

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

L’articolo affronta il tema del linguaggio e di come, più spesso di quanto imma-giniamo, possa veicolare stereotipi e pregiudizi. Nell’affrontare alcuni esempi legati al genere, alla genitorialità e all’età, l’articolo fornisce elementi di rifles-sione per far evolvere il proprio linguaggio verso forme più consapevoli e rispet-tose di comunicazione.

Luca Poma

La comunicazione come strumento (non) ancillare ai progetti di Welfare culturale

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

La comunicazione dei progetti di welfare culturale - che con la sempre maggior diffusione delle piattaforme digitali 2.0 deve includere preoccupazioni inedite, e richiede padronanza e specializzazione su specifici linguaggi - perde quindi il proprio carattere "ancillare" al contenuto dei progetti stessi (un "di cui" della progettazione), ed assume invece un ruolo centrale, sostanziale e indifferibile, funzionale a garantire il buon fine degli stessi attraverso un adeguato coinvol-gimento della cittadinanza, che è poi lo scopo ultimo della progettazione culturale.

Franca Maino, Graziano Maino

Welfare culturale e biblioteche: quando territorio e innovazione generano sinergie tra sociale e cultura

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

Il welfare culturale si produce per effetto delle collaborazioni tra attività cultu-rali e azioni di tutela del benessere individuale e collettivo. Il welfare culturale è una forma di "secondo welfare" che si sviluppa nei contesti di vita e di socialità comunitari grazie alla collaborazione tra attori istituzionali, organizzazioni di terzo settore, soggetti privati e cittadini. Tra le istituzioni culturali che contribuiscono alla diffusione del welfare culturale, le biblioteche sono infrastrutture impegnate a ripensare la loro offerta, costituendosi progressivamente in agenzie di promozione del welfare sociale e culturale diffuso e locale. Il welfare culturale costituisce dunque una risposta a domande sociali di accesso, di inclusione e di partecipazione espresse a livello di comunità locali, attraverso la riprogettazione degli spazi, l’estensione delle proposte culturali, il coinvolgimento nella produ-zione diretta di eventi, attività, iniziative.