RISULTATI RICERCA

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L’obiettivo di questo articolo vuole essere quello di raccontare come il mondo della ricerca può contribuire allo sviluppo delle comunità cooperando con chi è coinvolto in attività di intervento sociale. Nello specifico viene trattato del numero monografico della rivista Welfare & Ergonomia (1/2020, curato dall’autore), e del percorso di ricerca del quale è un’emanazione. Un percorso ancora attivo, iniziato quattro anni fa, composto da diverse fasi legate tra loro da un approccio unico, quello della ricerca-azione, che ha permesso di realizzare questo legame tra teoria e prassi. Il numero monografico è stato preceduto da due anni d’indagine, descritti nel volume Diritto alla crescita. Povertà educativa e Comunità educante: un’inda-gine sul campo (2020) e da un convegno partecipato da tutti gli attori della comunità che in quegli anni hanno contributo a promuovere. Nell’ottica di stimolare coesione e riflessione tramite la valorizzazione del punto di vista dei soggetti coinvolti, è stata costruita una call for papers della monografia e l’autore ha elaborato un questionario per valutare l’impatto della partecipazione al numero sull’operato dei progetti aderenti.

L’articolo parte dalla domanda se sia possibile adottare oggi una prospettiva generazionale rispetto ai diritti sociali dei giovani, in particolare quello di citta-dinanza. Se per i diritti civili, che riguardano le libertà individuali, molto si è fat-to e oggi i giovani non sembrano essere particolarmente discriminati, per quelli politici i dati indicano invece una condizione di sostanziale marginalità come indicano diversi fenomeni legati alla crisi della partecipazione politica giovani-le. Ma l’aspetto paradossale riguarda soprattutto i diritti sociali. Infatti da una parte si impone una narrazione che pone le nuove generazioni al centro del di-battito (con un’enfasi sui «giovani come futuro»), dall’altra vi è una realtà so-stanziale che emargina i giovani e che ne disattende i diritti sociali, da quelli formativi a quelli del lavoro, da quelli per la casa a quelli a supporto dei nuovi nuclei familiari. Questo fenomeno si riscontra soprattutto in Italia, rispetto agli altri Paesi europei. Per affrontare adeguatamente la questione appare necessario assumere i differenti bisogni e le diverse situazioni dei giovani attraverso politi-che di tipo trasversale e intersettoriale in grado di superare approcci di tipo emergenziale.

Nel sistema dell’antiviolenza italiano, le associazioni femminili e femministe hanno ricoperto un ruolo centrale stimolando a diversi livelli un’azione di pre-venzione e contrasto alla violenza contro le donne, ma anche fornendo una rispo-sta concreta ai bisogni delle vittime, mediante la creazione dei primi centri e ri-fugi antiviolenza. Partendo dalla descrizione di alcuni dei principali cambiamenti introdotti a li-vello normativo negli ultimi anni, l’articolo si interroga sugli effetti prodotti dai finanziamenti pubblici non solo sulla distribuzione territoriale dei centri antivio-lenza, ma anche sul ruolo che le associazioni femminili e femministe hanno avuto nel recente sviluppo dei Cav e sulle concrete pratiche di intervento che mettono in atto per supportare le donne vittime di violenza.

Antonio Maturo

Tre nuove sfide per la sociologia della salute: esposoma, sociomarker e polysocial risk score

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

La quantificazione della salute attraverso dispositivi digitali e intelligenza arti-ficiale ha aperto nuove prospettive di prevenzione e promozione della salute. I big data sono infatti alla base della medicina predittiva. In particolare, vengono presentati e analizzati sociologicamente alcuni concetti che hanno una crescente importanza per le politiche della salute: esposoma, sociomarker e polysocial risk score. Su queste basi, mostriamo come la sociologia della salute, nell’ambito dei big data sanitari e dell’intelligenza artificiale, possa avere un importante ruolo di governance e di giustizia sociale.

Stefano Neri

Regioni e servizi sanitari regionali dopo la pandemia da Covid-19

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

L’articolo analizza il ruolo delle Regioni e dei Servizi Sanitari Regionali (Ssr) durante e dopo la pandemia, concentrandosi su due questioni: i rapporti tra Stato e Regioni; i processi di convergenza e di divergenza nelle risposte fornite dai Ssr all’emergenza. Prima di tutto, l’autore identifica tre fasi nelle relazioni tra Stato e Regioni tra il 2020 e il 2022. Queste sfociano in un rafforzamento istitu-zionale sia delle Regioni sia dello Stato, ponendo problemi non semplici nella governance del Ssn. Nella prima ondata della pandemia le risposte degli Ssr sono distinte e coerenti con i diversi modelli di sistema sanitario regionale. Seguo-no però fenomeni di parziale convergenza delle soluzioni adottate, che sembrano proseguire anche oggi nella riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera e, soprattutto, nella riforma delle cure primarie. Nel tempo, ciò potrebbe portare ad una revisione profonda dei modelli regolativi di alcune importanti Regioni italiane, come la Lombardia.

Maria Giovanna Vicarelli

Salute e sanità in un’ottica di lungo periodo

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

Le riflessioni che l’autore propone fanno riferimento ai lavori di Norbert Elias e al suo approccio configurazionale rispetto al quale si sostiene che in Italia si so-no susseguite tre diverse configurazioni sanitarie e di salute. La prima "a welfare residuale" (dall’Unità ai primi anni del Novecento) appare contraddistinta da bisogni di cura molto ampi, da una tutela pubblica limitata, da una concezione di salute ristretta e da rapporti terapeutici asimmetrici più a favore dei pazienti che dei medici. Nella seconda configurazione "a welfare categoriale" (dal fascismo alla crisi della prima repubblica) la salute, intesa in termini bio-medici, si coniuga con la dominanza della professione medica e con un sistema mutualistico dif-ferenziato e basato su servizi ospedalieri per malattie acute. La terza configura-zione "a welfare universalistico-selettivo" giunge fino al 2020 quando la pan-demia potrebbe determinarne la crisi. In essa il modello di salute bio-psico-sociale stenta ad imporsi, così come la riorganizzazione dei servizi pubblici in termini universalistici e territoriali.

Maurizio Bonolis

Sostenibilità e Diritti Umani

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

Lo scopo e il compito di una programmazione economica nazionale e sovrana-zionale come quella che caratterizzano il PNRR, dopo la crisi pandemica del 2020, si intreccia necessariamente con il rispetto del principio di sostenibilità dei progetti di rilancio dei sistemi economico-produttivi. L’attuazione di opere ispi-rate al modello di una razionalità conseguenzialista, che è alla base del control-lo di sostenibilità, deve tuttavia confrontarsi con istanze provenienti dai soggetti destinatari delle misure di intervento e quindi con la differenziazione sociale de-gli utenti e dei titolari del diritto alle politiche di sostegno. Questa evidenza deve a sua volta tener conto del fatto che l’orizzonte dei Diritti non può essere consi-derato alla stregua di un sistema inerte, bensì caratterizzato da cambiamenti e da una continua ridefinizione del contenuto degli stessi Diritti Umani. Il principio di sostenibilità investe perciò anche il campo della cultura e quello delle compatibi-lità simboliche di una comunità nazionale, sollevando interrogativi di non facile governabilità politico-culturale.

A cura della Redazione

Premessa

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

Hermann Wentker

From the Basic Treaty to the Peaceful. Revolution: Inner-German Relations 1972-1989

VENTUNESIMO SECOLO

Fascicolo: 51 / 2022

The article gives an overview over the relations between West and East Ger- many between the signing of the Basic Treaty in 1972 and the demise of the German Democratic Republic (Gdr) in the peaceful revolution of 1989. In 1972, the Federal Republic had consented to a de facto recognition of the Gdr but adhered to its constitutional obligation to reunification while the Gdr aimed at recogni- tion by international law from its West German rival. The Federal Government’s short-term policy was to make the inner-German border more permeable. To contrast this, the East German leadership tried to delimitate the Gdr from the West by raising the compulsory exchange for visitors in 1973. But the Gdr had objective di?culties to uphold its policy of delimitation. On the one hand, West German economic and political conditions remained points of reference for the East Germans, especially after East-West contacts were enhanced during the Détente. On the other hand, the Gdr became increasingly economically depen- dent on the Federal Republic, especially after the Soviet Union substantially reduced the support in 1981. In the Eighties, it permitted many more inner-Ger- man human contacts than it would have liked. Moreover, the East German le- adership under Erich Honecker in 1983 did not yield to Soviet pressure to in- crease delimitation vis à vis the Federal Republic after the German Bundestag in November 1983 had decided to deploy Inf weapons. Honecker took his visit to West Germany in September 1987 as the final recognition the Gdr. But his triumph was short-lived. From 1987, relations between Moscow and the Frg became more important than those between Moscow and East Berlin. The Gdr was threatened by isolation. In the end it was the Gdr’s weakness with regard to economic power, its unwanted political system and the unsolved German question, which led to its defeat in the contest with the Federal Republic.