RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Luca Armanaschi, Elisabetta Barzan, Magda Cavallucci, Carlo Federici, Marco Sartirana, Florian Zerzer

I dati amministrativi per la governance dei tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali: l’esperienza dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige

MECOSAN

Fascicolo: 123 / 2022

Per governare i tempi di attesa delle prestazioni è imprescindibile utilizzare i dati amministrativi nella pianificazione dell’offerta e nel governo della domanda di servizi. L’articolo illustra l’esperienza della ricerca-intervento realizzata dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige per la stima dei fabbisogni futuri e l’analisi retrospettiva dei consumi della specialistica ambulatoriale. Viene presentato il modello quantitativo predittivo sviluppato dall’azienda per la definizione del fabbisogno di prestazioni con dettaglio per singola prestazione, e vengono esposte le scelte strategiche aziendali per ridurre i tempi di attesa. Rispetto ad alcune prestazioni di particolare rilevanza sono invece proposte analisi retrospettive per verificare l’appropriatezza dei consumi, con particolare riferimento agli indici di consumo per area di residenza, MMG, o fasce di età; alla mobilità intraprovinciale; alle modalità di accesso alle prestazioni; ai codici di priorità. Tale approccio si presta a esser facilmente applicabile ad altre aziende sul territorio italiano data la semplicità dello strumento e la crescente disponibilità e granularità di dati sul consumo di prestazioni sanitarie a disposizione delle aziende.

Anna Romiti, Sara Giacobbe, Fabrizio Clemente, Alessia Brioschi, Paolo Petralia

Digitalizzazione e sanità di prossimità: il progetto "Tigullio, luogo di salute" della ASL4 Liguria

MECOSAN

Fascicolo: 123 / 2022

Il lavoro presenta l’esperienza di digitalizzazione dell’ASL4 della Liguria, realizzata attraverso l’implementazione del progetto "Tigullio, luogo di salute", nato come idea strategica di sperimentazione di un nuovo modello di sanità di prossimità territoriale. Il caso evidenzia le modalità di sviluppo di servizi innovativi attraverso la telemedicina e i processi organizzativi che l’azienda ha realizzato per coglierne tutte le potenzialità.I risultati mostrano come il percorso intrapreso, attraverso la digitalizzazione, possa essere interpretato come un percorso di change management. Tale percorso non si limita a creare una nuova offerta di servizi, attraverso la telemedicina, ma ha l’obiettivo più ambizioso di realizzare un cambiamento aziendale guidato dai bisogni del paziente e basato sulla cooperazione tra professionisti e sulla rivisitazione dei percorsi di cura.

Francesco Longo, Francesca Guerra, Angelica Zazzera

La trasformazione dell’assistenza territoriale e gli spazi di autonomia locali: le variabili strategiche

MECOSAN

Fascicolo: 123 / 2022

Lo studio analizza il DM77/22 per evidenziare gli spazi di indeterminatezza e i conseguenti trade-off decisionali che i decisori regionali e aziendali devono affrontare per ripianificare i servizi territoriali. La ricerca evidenzia quattro spazi di indeterminatezza che riguardano le modalità di gestione della sanità di iniziativa, le forme di accesso e CRM, il modello organizzativo del territorio, i modelli di presa in carico della cronicità e alcuni trade-off che ne derivano.Per rispondere ai trade-off si propongono alcune prospettive di analisi che riguardano le tecniche di stratificazione dei pazienti, l’interpretazione del concetto di prossimità, l’incidenza del digitale nei servizi, il ruolo e l’organizzazione delle professioni sanitarie.

Lorenzo Pratici, Antonello Zangrandi, Michela Barisone, Iuri Dotta, Marco Damonte Prioli, Monica Cirone

Diagnostica a distanza: connessione ospedale-territorio. Progetto sperimentale di tele-radiologia nell’Azienda Socio Sanitaria Ligure Asl2, Savona

MECOSAN

Fascicolo: 123 / 2022

Il caso rappresenta un servizio innovativo offerto da ASL2 Savonese per conformazione del territorio e della popolazione della Provincia, dove si riscontra la concentrazione più alta di popolazione over 65. Il progetto di diagnostica a distanza prevede la realizzazione di un servizio di radiologia domiciliare, volto a incrementare la connessione ospedale-territorio in favore di tale fascia di popolazione.Con la Radiologia Domiciliare si intendono implementare servizi con procedure atte a effettuare esami di tipo radiologico al domicilio del paziente o in una struttura non ospedaliera o ambulatoriale.L’obiettivo del progetto consiste nel realizzare un Servizio Pubblico di Radiologia Domiciliare a beneficio di persone anziane, disabili o le cui condizioni di salute sconsigliano il trasporto presso una struttura ospedaliera.I risultati evidenziano l’impatto positivo del servizio sull’area savonese: il caso costituisce un esempio di implementazione di strumenti di telemedicina a domicilio, che possono essere utilizzati in maniera sostenibile, con costi contenuti a beneficio dell’intera comunità di riferimento dell’ASL2.

Cecilia Langella, Ilaria Elisa Vannini, Milena Marciacano, Niccolò Persiani

L’Internal Auditing nel Servizio Sanitario Nazionale: l’esperienza della Regione Veneto e della Regione Emilia-Romagna

MECOSAN

Fascicolo: 123 / 2022

Negli ultimi anni, in particolare a seguito del percorso attuativo della certificabilità, gli enti e le aziende del Servizio Sanitario Nazionale hanno prestato crescente attenzione al disegno, all’implementazione e all’affinamento del proprio Sistema di Controllo Interno. La diffusione di una cultura del controllo sia esterno sia interno ha portato in diversi casi all’istituzione di un servizio di Internal Auditing (di seguito IA) come garante di tale sistema di controlli. Il presente contributo approfondisce le modalità attuative della funzione di IA negli enti e nelle aziende del Servizio Sanitario Nazionale attraverso un’analisi di casi studio delle esperienze regionali che per prime si sono mosse in questa direzione e che risultano più significative, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna.Di ciascuna sono esaminate e poi raffrontate le principali variabili della funzione di IA approfondite dalla dottrina e precisamente: i ruoli, le tipologie e i processi di audit, le variabili organizzative e le caratteristiche delle risorse umane impiegate nella funzione. Ne emergono due modalità attuative tra loro distinte che, seppur condizionate dai rispettivi contesti di riferimento, contengono anche interessanti punti di contatto e significativi spunti di riflessione per le altre Regioni che si stanno avviando nel percorso di implementazione della funzione di IA.

Carla Weber

Recensioni

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Cristiano Cassani

Immagini

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Massimo Merlino

Perché la guerra

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

L’autore affronta le ragioni strutturali di una guerra, attraverso un’angolazione geopolitica. Un conflitto presenta evoluzioni belliche anche per l’attrattiva del mestiere delle armi. Tra conflitto e guerra sono comunque possibili vie pacifiche di risoluzione.

Claudio Vercelli

Pace-guerra-conflitto: le risposte di uno storico

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

La guerra si propone di cancellare il pluralismo dell’esistenza individuale e col-lettiva, la differenza, l’alterità. La guerra, alimentata dalla razionalità utilitaria della modernità, rende gli individui perfettamente anonimi e, pertanto, esclusi-vamente funzionali ad una macchina di insensata distruzione. In una società evo-lutiva e inclusiva, ovvero basata sulla generazione di cittadinanze attive, il con-flitto è invece parte integrante nei processi di emancipazione. Si tratta però di restituire alla politica il suo ruolo di telos civile e sociale non con un generico richiamo alla partecipazione, bensì con la condivisione della necessità di un pensiero critico, l’unico che possa fondare comunità etiche basate sulla solida-rietà. Il conflitto si colloca in esse non come elemento dilacerante bensì come fat-tore generativo di appartenenze non esclusiviste.

Francesco Remotti

Guerra: perché sì, perché no

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

In una visione trans disciplinare l’atteggiamento bellicoso, attraverso l’evento guerra, generalmente attribuito alla specie umana, non ha solo un’origine cultu-rale, ma anche paleontologica, connessa al ciclo evolutivo peculiare della nostra specie. La ricerca antropologica accanto a quella paleontologica ha individuato casi di convivenza umana lontani da ogni esperienza di guerra. Si rileva in ogni caso che la tendenza anche contemporanea della nostra specie è la conferma del transito per Sapiens del divenire da "prede a predatori" fino ad un "sentirsi dei"; in altre parole esseri esentati da ogni controllo esterno.

Silvana Tacchio

Siamo i nostri conflitti

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Siamo i nostri conflitti in quanto l’essere figli, generati, è una condizione che ci rende uguali e unici. Lo spazio dell’umano è uno spazio precario con il quale si instaura un’incessante negoziazione intrapsichica, interpsichica e interistituzio-nale. È uno spazio che si presenta nel suo costituirsi come una narrazione appesa a eventi imprevedibili, incerti e complessi, di fronte ai quali l’individuo, se in preda ad ansie, disagi, paure, angosce, agisce difensivamente costituendosi come potenziale aggressore o vittima o isolandosi nell’indifferenza e nell’anaffettività pervasiva di un neutro altrove. La pandemia le guerre, le violenze, l’erosione del legame sociale, le disuguaglianze le catastrofi climatiche e ambientali hanno ac-cumunato l’essere umano nella vulnerabilità, di fronte alla quale necessita un risveglio emotivo capace di incontrare l’alterità nel comune destino e di attivare la cura, la speranza, la responsabilità, l’immaginazione per creare una nuova forma del mondo.

Ugo Morelli

Abitare la soglia. Il piacere della guerra e la ricerca della non distruttività

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Il confronto a cui chiama questo contributo è un’ipotesi sulla distruttività e la guerra che le consideri come una possibilità umana, una possibilità di soglia, dalla quale una delle direzioni che può scaturirne è l’attrazione desiderante e giocosa del piacere che deriva dalla sofferenza e dall’annientamento dell’altro. Qualora dal livello di coppia si passi a quello di gruppo o collettivo, i rinforzi derivanti dalla molteplicità condivisa possono produrre, e producono, macchine di distruzione basate sul principio del piacere, fino all’appagamento e alla lunga elaborazione della colpa. Una simile ipotesi implica la necessità di accogliere l’inconscio come forza generativa più che come difesa. Sembra importante privi-legiare una lettura psicoanalitica dei fenomeni intesa come esperienza radicale di apertura, volta a comprendere anche uno dei fenomeni più perturbanti della nostra vita collettiva, come la guerra. Prima ancora che una terapeutica, solo una comprensione derivante da un adeguato esame di realtà potrà aprire a qual-che possibilità di intervento per prevenire la distruttività umana. Per ora, siamo ben lontani da una comprensione attendibile, e il moralismo non aiuta.

Carla Weber

Intersoggettività distruttiva e gestione evolutiva del conflitto

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Il ritrovamento nei Quaderni di Luigi Pagliarani di una sua scheda di lavoro del 1994 mi ha portato ad arricchire la riflessione sul terribile tema della guerra e della distruttività, a cui assistiamo, da un vertice relazionale intersoggettivo che ha richiamato la mia attenzione: quello dell’invidia. L’articolo propone al lettore quel breve testo per poterlo leggere insieme e condividere alcune osservazioni che si possono trarre per aprirci a un tema così rilevante. Gli interrogativi na-scono dal considerare altre forme di elaborazione dell’angoscia di morte pur te-nendo presente l’affermarsi attuale della forma distruttiva. Le risorse trasforma-tive stanno nell’educazione che potrebbe modellare le capacità umane allo scopo di far prevalere Eros su Thanatos avvalendosi della naturale capacità empatica, della risonanza relazionale intersoggettiva e della creatività di cui siamo dotati.

Giulio Gasca

Considerazioni sulla guerra

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Vengono esaminate da un punto di vista storico, filosofico, le cause della guerra, integrando fattori demografico-ambientali, sociologici, etologici, antropologico-culturali, con riferimenti alla teoria dei giochi strategici e alla psicologia indivi-duale e di massa. Da queste prospettive quindi si esaminano le alternative tra di-verse forme di conflitto.

Robi Friedman

La matrice del soldato, l’Ucraina e l’anti-matrice del soldato

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Si descrive la Matrice del Soldato quale sviluppo delle risposte della società alle minacce all’esistenza o alla gloria potenziale. La storia delle comunità ebraiche in Europa, la società Israeliana e quella Tedesca, la Matrice dell’Anti-Soldato, sono qui utilizzate per spiegare l’insicurezza relazionale e l’identificazione con leader violenti. I processi potenziali di transizione dal conflitto alla guerra, che danno forma ad una Matrice del Soldato, sono discussi insieme con la possibilità di allontanarsi da una qualche forma di Matrice del Soldato

Carla Weber, Ugo Morelli

Psicosocioanalisi della distruttività e della guerra. Può la ragion poetica realizzare la speranza?

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Il decisivo passo avanti compiuto, nella ricerca psicoanalitica sulla guerra, la distruttività umana e il conflitto, da Franco Fornari e Luigi Pagliarani, deve essere riconsiderato alla luce della ridefinizione del significato stesso di essere umano che anche la psicoanalisi ha fatto propria, portando avanti un profondo cambiamento del proprio paradigma. Da una centratura su individuo e mondo interno, un individuo che si autodetermina ed è padrone illuministicamente di se stesso o con l’analisi lo deve diventare, l’affermazione dell’intersoggettività e la rilevanza corporea ed emozionale mostrano che siamo assoggettati e soggetti al-lo stesso tempo, non del tutto padroni di noi stessi, disposti all’adattamento a qualsiasi cosa, dipendenti dall’immanenza, ma anche generativi e poetici. Un esame di realtà, allora, si rende necessario per riconoscere la complessità della guerra e della distruttività. Rilevanza assume il ruolo delle istituzioni della vita quotidiana, da quelle dell’educazione, a quelle della cura a quelle del lavoro, e della loro capacità o incapacità di contenere e sostenere relazioni capaci di ela-borazione efficace e non distruttiva dei conflitti. Sono le istituzioni a contenere le possibilità della cooperazione vicendevole e le potenzialità mortifere. Se in esse depositiamo le micro-distruttività, ci educhiamo a ottenere la guerra. Si tratta di porre al centro un istituente che sostenga e favorisca l’elaborazione vicendevole del conflitto, contenendo l’antagonismo. Parlando di istituzioni ad ogni livello, parliamo in fondo della democrazia nelle sue più alte manifestazioni, simbolo materno da estendere, contenitore nel quale i nostri oggetti d’amore possano vi-vere.

Diego Miscioscia

Semiosi affettiva e cultura di pace: studi psicoanalitici sui conflitti

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

L’articolo, inizialmente, prende in esame il significato psicologico dell’idea di pace e ne analizza le complesse dinamiche intrapsichiche caratterizzate da processi di integrazione armoniosa tra tutte le parti del Sé. Riassume poi gli studi più importanti sulle cause della guerra, approfondendo in particolare gli studi di Franco Fornari e Luigi Pagliarani su questo tema. Nella seconda parte, l’autore propone una lettura socioanalitica della cultura affettiva prevalente oggi in Europa, potenzialmente avviata verso una cultura di pace, ma molto impoverita da agenti patogeni narcisistici che svuotano e impoveriscono queste sue potenzialità positive sullo scenario internazionale. Nel finale l’autore propone alcune idee su come poter sviluppare una cultura di pace.