RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Salvatore Natoli

Del male e delle guerre

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

L’esistenza enigmatica del male per un verso coincide con il naturale decomporsi di ogni forma di esistenza; dall’altra è la risultanza del potere che gli esseri umani hanno verso la reciproca distruzione. Se nel primo caso il male è subito, al di fuori così della coppia colpa-punizione, nel secondo caso è frutto di un orienta-mento intenzionale e come tale da una parte è imputabile e dall’altra sarebbe evi-tabile. Uno dei vertici della capacità distruttiva umana è lo scenario della guer-ra. Se la violenza può avere natura reattiva, in sé istintuale, alle guerre tenden-zialmente ci si prepara, mutando così la prospettiva difensiva in una azione aggressiva. Una connotazione terribile della guerra è che essa genera vite perdute per sempre; un danno irrisarcibile e conseguentemente ogni guerra vinta è in sé, per l’umanità, sempre una sconfitta. Solo un impegno gratuito per il bene consen-te di immaginare un’esistenza umana senza guerre.

Erasmo Leso

La lingua dei potenti

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

Il saggio si occupa delle strategie linguistiche che chi comunica, specialmente da posizioni di potere e specialmente in politica, adotta per persuadere coloro a cui è destinato il messaggio ora argomentando razionalmente, ora suggestionando emotivamente, ora confondendo argomentazione e suggestione.

A cura della Redazione

Editoriale

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 38 / 2022

A cura della Redazione

Tribunale per i minorenni

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

Tribunale per i minorenni di Genova, 27 gennaio 2020
Tribunale per i minorenni di Genova, 24 maggio 2021
Tribunale per i minorenni di Genova, 4 ottobre 2021
Tribunale per i minorenni di Genova, 28 marzo 2022
Tribunale per i minorenni di Genova, 11 aprile 2022
Tribunale per i minorenni di Roma, 18 settembre 2018
Tribunale per i minorenni di Roma, 12 ottobre 2020
Tribunale per i minorenni di Roma, 30 marzo 2022
Tribunale per i minorenni di Roma, 13 giugno 2022

La consapevolezza riguardo le tematiche relative alle proprie origini è da considerarsi un percorso in evoluzione non individuabile in un termine definito. Le relazioni interpersonali si rivelano un’ulteriore occasione di riflessione rispetto al proprio vissuto e possono portare a dinamiche articolate. La genitorialità rappresenta un passaggio di vita particolarmente significativo, attorno al quale nascono profonde riflessioni riguardo ai propri genitori di nascita e al proprio vissuto come figlio e come genitore a propria volta. La narrazione può rappresentare un valido strumento di rielaborazione della propria storia, anche grazie alla possibilità di costruire un racconto di sé in evoluzione, in grado di seguire le proprie esperienze di vita.

L’articolo contiene una sintetica ricostruzione della normativa dell’attribuzione del cognome del minore, nelle distinte forme di adozione piena e nei casi particolari e propone, alla luce dell’evoluzione subita dagli istituti, il superamento del tradizionale meccanismo che prevede rigidi automatismi, in funzione del miglior interesse del minore, valutato con riferimento a ciascun caso.

Lo scritto, attraverso il supporto fornito dal lavoro clinico, propone alcune considerazioni sul tema della doppia appartenenza, intensa come un processo di costruzione nel quale l’esperienza e il vissuto, di cui l’adottato è portatore, si inscrivono in un duplice registro: quello originario e quello attuale. Dati gli alti livelli di complessità che tale processo introduce, sono chiamati in causa i differenti ruoli che l’adottato ricopre come singolo individuo, componente della famiglia e, infine, membro del gruppo sociale. La trattazione sul senso di appartenenza coinvolge quindi molteplici piani, strettamente interrelati tra loro: individuale, intrasoggettivo, intersoggettivo e relazionale.

Daniela Carpenzano, Enrica Ciucci

Conseguenze della ricerca delle origini negli adulti adottati. Una analisi della letteratura scientifica

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

Il presente contributo contiene una riflessione sul tema della ricerca di informazioni riguardo alle proprie origini adottive e rispetto alla possibilità di contatto con i genitori di nascita, da parte di adulti che sono stati adottati; in particolare, indaga e discute le conseguenze sul benessere psicologico e la salute mentale del soggetto adulto che ricerca informazioni sulla propria adozione e sull’identità della famiglia di nascita. L’attenzione si focalizzerà anche sulla complessità di questo processo di ricerca e/o di contatto evidenziando sia il ruolo di variabili connesse al soggetto che avvia la ricerca sia di variabili legate al suo contesto.

Il presente articolo intende procedere a una disamina delle principali difficoltà che si riscontrano in ambito di procedure di accesso alle origini ex art. 28 legge n. 184/1983 e succ. modificazioni e integrazioni, nel caso in cui la madre originaria sia una "donna che non ha consentito di essere nominata". Sono passate in rassegna le caratteristiche peculiari e necessarie di un ascolto dedicato e specializzato, mettendo in evidenza come, per la delicatezza e la specificità dei temi trattati, esso debba essere condotto necessariamente da professionisti esperti e qualificati, come nel caso della componente onoraria che forma parte della compagine degli attuali tribunali per i minorenni.

Questo contributo raccoglie la riflessione sull’esperienza realizzata nel Tribunale per i minorenni di Roma nel Collegio costituito per le domande presentate ai sensi dell’art. 28 della legge n. 184/1983. In questa prospettiva viene esaminato il quadro normativo di riferimento e l’elaborazione più recente della giurisprudenza europea e di legittimità nazionale formatasi nell’attuazione del diritto a conoscere le origini, continuando a oggi la carenza di una puntuale normazione su questo tema. Ulteriori osservazioni riguardando le procedure sperimentate in questa esperienza e i punti che possono rappresentare prassi virtuose.

Silvia Lo Verde

La ricerca delle origini: esperienza di un giudice onorario

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

L’articolo descrive la prassi operativa che il Tribunale per i minorenni di Palermo realizza nei casi in cui un figlio adottivo, raggiunta l’età in cui gli è consentito, chiede di conoscere le sue origini. Nell’articolo la descrizione dei momenti giuridici e la rappresentazione dei contenuti emersi nelle dichiarazione dei figli adottivi si confondono in un unico percorso narrativo, così come le considerazioni dell’autore rappresentano uno stimolo a riflettere sul tema dell’origini e sulla complessità del legame adottivo

Raffaella Pregliasco, Lucia Ricciardi, Antonietta Varricchio

Un servizio sperimentale per l’orientamento all’accesso alle informazioni sulle origini: Se.r.I.O. un’esperienza toscana

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

Il contributo, nell’ambito di quanto previsto dalla normativa nazionale e sovranazionale in materia e della giurisprudenza degli ultimi anni, analizza le finalità e gli obiettivi che sono alla base della nascita del Servizio per la ricerca di informazioni sulle origini (Ser.I.O.) promosso dalla Regione Toscana, ripercorrendone le diverse fasi di sperimentazione e di sviluppo. Vengono altresì presentati alcuni dati significativi inerenti le attività dello Sportello tratti dall’attività di monitoraggio e valutazione costante del servizio che viene realizzata dall’Istituto degli Innocenti.

Alessandro Costantini, Michele Corriero, Maria Vurchio

Nuove risorse dell’accoglienza: la late adoption. Uno studio esplorativo presso il Tribunale per i minorenni di Bari

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

Questo studio, realizzato presso il Tribunale per i minorenni di Bari dall’equipe adozioni, e volto a descrivere le caratteristiche di minori adottati tardivamente e delle famiglie accoglienti. Lo studio si propone con approccio descrittivo, di evidenziare come l’adozione tardiva, pur caratterizzandosi potenzialmente da molteplici fattori di rischio, sia comunque una esperienza realizzabile e come tale perseguibile, anche in eta preadolescenziale e adolescenziale. Piu specificamente, trattandosi di casi di successo adottivo, attraverso un’analisi delle caratteristiche dei minori e delle famiglie accoglienti, si intende evidenziare i fattori protettivi e criticita di questo tipo di accoglienza.

In Italia, il sostegno post-adottivo, da tempo vede il volontariato famigliare promuovere la creazione di gruppi di mutuo aiuto, iniziative culturali e azioni di rete. E ipotesi delle autrici che una interessante linea di azione sia l’intervento precoce con le famiglie che si formano, in particolare avvalendosi della risorsa del gruppo di mutuo aiuto vissuto in una dimensione non istituzionale. Tali tipi di interventi precoci si sono gia rivelati efficaci nell’ambito delle famiglie biologiche. Analoga attenzione andrebbe prestata alle famiglie appena formate attraverso l’adozione. Le autrici dopo una preliminare analisi del significato del gruppo di mutuo aiuto in contesto associativo, esplorano, come case-study, l’esperienza di un gruppo specifico, dedicato appunto a famiglie neo-formate, esplicitando alcuni aspetti che possono essere utili nella creazione dei primi legami.

Francesca Bottalico, Valentina Colonna, Simona Teresa Di Ruvo, Rossella Perillo

I primi 1000 giorni delle famiglie: l’esperienza de La Casa della Genitorialità

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

La Casa della Genitorialità e un progetto innovativo di sostegno e accompagnamento per neogenitori. I primi 1000 giorni di vita costituiscono una finestra temporale decisiva per costruire le basi per un adeguato sviluppo fisico e psichico del bambino e attivare tempestivamente interventi di prevenzione e protezione in situazioni di fragilita e di pregiudizio, per tutelare e migliorare la qualita di vita del bambino con effetti duraturi anche in eta adulta. Una famiglia adottiva, al pari di una famiglia biologica, ha necessita di 1000 giorni (e oltre), indipendentemente dall’eta anagrafica del bambino, per settare e declinare uno spazio di vita funzionale alla crescita del figlio e, al pari di un bambino appena venuto al mondo, un bambino gia nato e rinato all’interno di una nuova famiglia, non biologica ma adottiva, ha bisogno di 1000 giorni (e oltre) per poter destrutturare e ristrutturare la sua vita e i suoi legami.

L’articolo parte da una considerazione sulla circolarità tra il lavoro del preadozione e quello del post, per esaminare dapprima il progetto di post-adozione e crisi adottive realizzato nella Regione Lazio negli anni 2018/2022 e da qui arrivare a considerare la necessità di disporre di un valido metodo nel progettare il lavoro di post-adozione. Viene evidenziata l’importanza di disporre di un sistema di monitoraggio delle adozioni, che consenta di collegare alcune variabili a passaggi critici dell’adozione; inoltre è considerata l’importanza del case-manging e dell’assunzione di responsabilità da parte degli operatori, l’opportunità di un sostegno alle famiglie nel tempo e che il "metodo" del follow-up sia la base per la lettura delle situazioni adottive.

Maria Virgillito, Simona Sarazani, Addolorata Chieli

Fallimento adottivo nelle adozioni internazionali: quando l’adozione si rivela un viaggio di andata e ritorno senza il bambino

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2022

Il progetto di adozione di un minore straniero può arenarsi e fallire anche nella fase preliminare del periodo di conoscenza all’estero. Il fenomeno delle coppie che decidono di "rifiutare" il minore abbinato e di abbandonare o sospendere il percorso è ora tutt’altro che raro e allerta tutti gli operatori coinvolti verso nuove elaborazioni con la coppia. Nondimeno tali scelte conducono i giudici dei tribunali per i minorenni a determine revocative del decreto di idoneità concesso e ostative al proseguimento dell’iter adottivo.

L’attesa adottiva rappresenta un momento delicato per gli aspiranti genitori adottivi. L’incertezza che contraddistingue tale periodo si interseca con alcuni vissuti di delusione e scoramento, derivati dal protrarsi dell’iter e dallo sperimentare mancati abbinamenti. Il contributo, a partire dalle narrazioni di alcuni genitori adottivi coinvolti in una ricerca di tipo qualitativo, intende indugiare sulle risorse auspicate o reali percepite nel pre-adozione. Si rileva, come un ruolo fondamentale derivi dal sostegno proveniente dal mondo dell’associazionismo familiare e dai legami relazionali intrecciati con altre coppie in attesa e famiglie adottive.

Molto spesso il collocamento del bambino in una famiglia adottiva è successivo al suo passaggio in una comunità educativa, punto di sosta di una storia dolorosa che, pur garantendogli stabilità e continuità dell’essere, deve restare luogo del transito. Nella comunità avviene l’elaborazione della separazione/perdita dei genitori e la riparazione dell’evento doloroso senza alcuna richiesta di investimento e coinvolgimento emotivo/affettivo del bambino. Per la buona riuscita di questo passaggio è necessario prevedere già nella fase di frequentazione la tutela della storia del bambino. Per preparare il bambino all’incontro con la coppia adottiva, alla frequentazione e al suo collocamento in una famiglia, è necessario creare uno spazio che richiede un tempo variabile. Questo processo di educazione del bambino a conoscere e comprendere la sua storia inizia molto prima dell’arrivo della coppia, viene co-costruito insieme all’educatrice di riferimento, anche con l’ausilio di strumenti e attività educative quali la striscia della vita e delle case.