I primi effetti della riforma si sono già visti con la modifica dell’art. 403 cod. civ. relativo agli allontanamenti disposti dalla pubblica autorità. Con la riforma del rito, in vigore dal 1° marzo 2023, le cose si complicheranno ulteriormente. Anzitutto, vi saranno tutta una serie di situazioni di bassa/media gravità nelle quali, se si applicheranno le norme senza effettuare torsioni interpretative, si passerà a una gestione burocratica dei casi meno urgenti, con una dilatazione dei tempi processuali che de¬moliscono brutalmente uno dei pilastri declamati dalla riforma, ovvero la riduzione dei tempi processuali. Inoltre, l’effetto della riforma sarà spostare il 90% delle decisioni più rilevanti del settore civile, ovvero la tutela dei minori, alle sezioni circondariali per attribuirle sì a un giudice monocratico che dovrà fare tutto da solo, non potendo delegare nulla ai componenti onorari e che dovrà gestire tale mole di lavoro aggiuntivo, a organico invariato, rispetto alle ordinarie cause di famiglia e alle tutele.