RISULTATI RICERCA

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Il ruolo degli insegnanti, e nello specifico, di quelli di sostegno è sempre più importante nei nuovi orizzonti e nelle nuove strategie volute dal PNRR in risposta alla crisi pandemica che ha investito ogni dimensione della vita pubblica e privata e che impone una nuova visione dei contesti di formazione che siano rispettosi di nuove esigenze di giustizia sociale e inclusione. In tale direzione, si muovono le riflessioni del presente contributo che punta la lente di ingrandimento su nuovi paradigmi funzionali atti a ridesignare una nuova consapevolezza etica che poggia su competenze larghe e informate che sono necessarie alla progettazione di contesti di apprendimento inclusivi.

Antioco Luigi Zurru

In che senso è possibile innovare a scuola attraverso la Didattica Speciale?

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

Scholastic instruction is continuously going through moments of crisis. Nevertheless, the need of a persistent process of innovation, it is important to understand how such a modernisation can be and should be accomplished. Taking the perspective of Special Didactics, the article delineates the question through three different themes: a) inclusive education as main objective with which evaluate the effectiveness of novelty actions, b) the challenges that school has to face, and c) the deep meaning of innovation itself. The result allows to point out the elements of a suggestion for teachers’ education, who are fundamentally called to sustain an authentic innovation process.

Giombattista Amenta

L’inclusione sociale nel gruppo classe

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

L’articolo focalizza l’attenzione sulla dinamica dell’inclusione vs. esclusione che normalmentecontrassegna la vita del gruppo-classe. In particolare, dopo aver premesso che si tratta di processi checontinuano pressoché invariati a contrassegnare la vita dei gruppi viene proposta, nella prima parte, unasituazione educativa complessa contraddistinta dal tentativo mal riuscito di evitare di essere discriminati epenalizzati per passare, quindi, a esaminare gli interventi messi in atto dagli insegnanti per gestirla, ovverocosa funziona, cosa non funziona e cosa si possa fare di diverso. Successivamente, nella seconda parte, ci sipropone di analizzare più in profondità la dinamica dell’inclusione e del clima della classe, ovvero la paurasottesa di venire discriminati e isolati, che può essere oggettiva o “procurata”. Il lavoro si chiude con laproposta di alcune indicazioni riguardanti cosa possa fare l’educatore per promuovere climi di gruppoaccoglienti e inclusivi.

Angelo Lascioli, Ivan Traina

Didattica speciale e sviluppo delle competenze lavorative e di vita indipendente

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

Nell’articolo si evidenzia l'importanza di promuovere a partire dalla scuolaazioni didattiche mirate, competenze lavorative e di vita indipendente per gli studenti e le studentesse con disabilità.  Il tema assume particolare valore nell’ambito della scuola secondaria di II grado, dove è d’obbligo per gli insegnanti la progettazione di esperienze in alternanza scuola-lavoro (PCTO), a cui va dedicata una specifica sezione del PEI. Si tratta di una vera e propria sfida educativa, che consiste nel trovare connessioni concrete e dotate di senso tra azioni didattiche e Progetto di Vita. Il riferimento all’ICF, come previsto dal nuovo PEI (D. Lgs. 66/2017), rappresenta per gli insegnanti un’opportunità nella progettazione dei PCTO rivolti agli studenti e alle studentesse con disabilità. In particolare, per la scelta degli obiettivi educativi e per il monitoraggio dell’esperienza formativa. L’articolo riporta un’esperienza condotta dall’Università di Verona, che ha sviluppato una piattaforma online che supporta la progettazione del PEI su base ICF e offre una serie di strumenti per l’analisi delle competenze e del potenziale lavorativo degli studenti e delle studentesse con disabilità. Si fa inoltre riferimento al progetto dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Vicenza, che nell’a.s. 2021/2022 ha dato vita al “Tavolo di Lavoro Interistituzionale per l’Orientamento e lo sviluppo di Percorsi per lo Sviluppo delle Competenze Traversali e l’Orientamento (PCTO)”, finalizzato allo sviluppo di un protocollo condiviso tra scuole e servizi a supporto dell'integrazione lavorativa e della promozione delle competenze lavorative degli studenti e delle studentesse con disabilità nella scuola.

The number of students with disabilities enrolled in Italian and foreign universities is constantly increasing. We cannot overlook the fact that this phenomenon presents some criticalities that do not always result in the active participation of the most vulnerable in university life. The present work aims to provide a relevant testimony by the author in the Latin American academic context. In particular, the article focuses on the experience of academic activism that has been taking place in Chile for thirty years and, specifically, at the UNESCO Chair Inclusion in the Higher Education (University of Santiago de Chile USACH) and through the CINESUP Foundation (International Center for Equity and Inclusion in Higher Education), on the thought of Prof. Francisco Javier Gil (1951-2021) whose objectives are: the equitable and permanent access of students with excellent academic performance and students with disabilities to university higher education.

Simone Aparecida Capellini, Aldo Caldarelli, Giseli Donadon Germano, Catharina Vechiato Cristante, Ilaria D'Angelo, Noemi Del Bianco, Catia Giaconi

Characterization of gaze in handwriting of High and Low Frequency Word of Schoolchildren with Dyslexia

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

Writing is extremely important for our academic and professional life and can affect our performance in productive educational activities, favouring us or not. Schoolchildren with dyslexia bring difficulties and reduced school performance due to their condition of deprivation in written production. This is because schoolchildren with dyslexia have difficulty acquiring spelling knowledge and show poor phonological skills. This study aimed to characterize the performance of schoolchildren with dyslexia in “gaze” for the handwriting of High and Low-frequency words. A total of 24 schoolchildren participated in the study. They were between 8 to 11 years and 11 months of age, of both sexes, and they were attending the 3rd to the 5th year of Elementary School in the city of Marília-SP. The schoolchildren were divided into groups: GI, composed of 12 schoolchildren with an interdisciplinary diagnosis of developmental dyslexia, and GII, composed of 12 schoolchildren with good academic performance, paired with GI according to the school grade level. These schoolchildren were submitted to computerized handwriting evaluation using a Brazilian adaptation of the Software Ductus. All schoolchildren were submitted to a copy of words already selected according to Brazilian Portuguese criteria of frequency and codification rule. A measure of “gaze” was used, that is, when the schoolchildren stopped their handwriting to search/look up at the screen to confirm the information about the words. The results indicated a significant difference between GI and GII, with GI schoolchildren performing more gaze when compared with GII, i.e., taking longer motor breaks to perform the gaze. Therefore, there was a rupture in the central processing with the peripheral when the child performed the gauze more times since he had to confirm the characteristics of this word during the writing process (difficulty in accessing the orthographic lexicon) and with that, there was a break in the movement of handwriting (since there was not enough information in the central plane to complete that motor memory and finish the word). It was concluded that there were gaps between the central (orthographic) and peripheral (motor pauses) processes, suggesting deficits in the formation of motor programs for GI and the lack of automation of motor processes.

Il contributo intende descrivere gli esiti di un’indagine esplorativa a cui hanno partecipato 448 rispondenti su di un totale di 463 iscritti al VI ciclo del Corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli allievi con disabilità svolto presso l’Università del Molise. L’obiettivo è stato quello di definire un profilo generale dei partecipanti per indagare alcune delle loro credenze professionali, nonché comprenderne i bisogni formativi. I risultati dell’indagine forniscono da un lato indicazioni utili alla gestione del corso e alle attività di coordinamento tra gli insegnamenti, i laboratori e il tirocinio; dall’altro, indicazioni in merito alle aree tematiche di competenza da sviluppare.

Nancy C. Jones, Mathieu Deflem

Sexism and Traditional Masculinity in Country Music: Practicing Inclusivity and Innovation in Research and Education

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

This paper discusses an effort in inclusivity and innovation in (higher) education by reporting on the results of a research study on popular culture that was conducted jointly by a student and a professor. The study focuses on sexism and traditional masculinity in contemporary country music lyrics to examine the portrayal of conventional heterosexual relationships and its potential impact for gender relations. The methodology involves an analysis of the lyrics of the most popular country music songs in 2019 and 2020 to investigate the presence of benevolent sexism, hostile sexism, traditional masculinity, and heterosexual relationships. Additionally conducted was an analysis of the relative proportion of sexist songs and its distribution by gender of the performing artist. Results show that a majority of contemporary country songs display sexism and, even more so, traditional masculinity. While songs by female country artists were found to oftentimes rebuke sexism, songs by male country artists promote them. Through its successful execution, this collaborative study shows the value of practicing inclusivity and innovation in research and education, which institutes of learning should promote.

The special needs teacher is a highly qualified professional whose role is to work in collaboration with all class teachers to activate an inclusive approach for the benefit of all students and to enable individual potentialities. Technology can be of paramount importance in designing learning activities according to the principles of Universal Design for Learning in an interdisciplinary approach and with a holistic perspective of all involved actors in the teaching/learning process. In Italy, the prospective special needs teacher has the opportunity to be fully trained thanks to a comprehensive specialization course where the areas of competence of digital literacy are addressed in a specific course. The study reports a cross analysis of three editions of an Information and Communication Technology course, with a focus on the results of the last edition, whose online format was discussed starting from strengths identified in the first two face-to-face editions of the same course.

Massimiliano Stramaglia

La propria storia è sempre contemporanea. Riflessioni pedagogiche sul sentimento adulto di perdita

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

Il presente articolo di Filosofia dell’Educazione si concentra sul pensiero di Martin Heidegger, con particolare riferimento a Essere e tempo (o, se si vuole, Essere è tempo), e conclude con un approfondimento del contributo che, oggi, può offrire al sapere pedagogico la psicoterapia a carattere esistenziale. L’obiettivo è quello di potenziare il potere (la consapevolezza dell’assenza di controllo totale) che ogni persona può avere sul proprio destino attraverso l’essere "presenza" e "in presenza", una sempre maggiore responsabilità delle proprie scelte, l’assunzione in carico totale della propria esistenza.

Catia Giaconi, Miguel Ángel Verdugo, Noemi Del Bianco, Laura E. Gómez, Ilaria D'Angelo, Robert L. Schalock

The Application of Quality of Life in Services for Persons with Intellectual and Developmental Disabilities: Lines of intervention in Spain and Italy

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2022

The concept of quality of life (QOL) has become a measurable construct of great value to all people, including people with intellectual and developmental disabilities (IDD). In particular, the field of IDD is currently experiencing a paradigm shift related to beliefs, assumptions, policies, and practices concerning people with disabilities and their families and the place and role they play in society. This article starts by reconstructing the state of the art of the application of QOL in Social Services, reconstructing its research developments, operational declinations and influences in social policies in Spain and Italy.

Francesco Longo, Paola Roberta Boscolo, Claudio Bongiorno Sottoriva

Un framework per la digitalizzazione del territorio

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha previsto lo stanziamento di 191,5 miliardi di euro per l’Italia.Se da un lato si innovano le infrastrutture fisiche, "l’hardware logistico", dall’altro si dovrebbe investire nel ridisegno dei servizi per gli utenti, nella reingegnerizzazione dei processi di lavoro e nel rafforzare e modificare competenze e ruoli professionali, "il software organizzativo". La parte hard è stata ampiamente affrontata con un preciso processo di project management top-down che coinvolge l’intera filiera istituzionale, dal Ministero alle Regioni, e da queste alle aziende sanitarie pubbliche. La dimensione che riguarda la seconda variabile, ovvero la riprogettazione dei servizi, la reingegnerizzazione dei processi e delle competenze di lavoro è stata di fatto delegata alla piena autonomia delle regioni o, qualora queste siano altrettanto silenti, delle aziende sanitarie pubbliche.Il presente articolo presenta al proposito un framework di innovazione disruptive dei servizi territoriali, con un particolare focus sui processi di prevenzione, sui pazienti cronici e fragili e sulle nuove modalità di accesso e fruizione per tutti i pazienti occasionali. In particolare, si ritiene che i macroprocessi che più debbano essere sottoposti a un ridisegno siano i seguenti:" le modalità di accesso e di reclutamento dei pazienti ai servizi e ai programmi di prevenzione;" i modelli di presa in carico e di case management;" i modelli di programmazione e prenotazione delle prestazioni e dei setting di cura;" le modalità di dialogo e scambio di informazioni tra cittadino e SSN.

Niccolò Persiani, Martina Giusti, Maria Jose Caldes, Afef Hagi

Il contributo del management alla definizione della strategia di decentramento del Servizio Sanitario: il caso del Servizio Sanitario Tunisino

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

Il decentramento in ambito sanitario è da tempo considerato uno dei principali strumenti per far progredire i sistemi sanitari e per rispondere alle esigenze di equità di accesso alle cure.La dottrina ha identificato in questo trasferimento del potere decisionale "da pochi a molti" il presupposto della valorizzazione del ruolo del management, in questo caso, massimamente responsabilizzato nella risposta agli utenti.Per tale ragione nella definizione di una strategia di decentramento appare centrale il coinvolgimento proprio del management allo scopo di definire preventivamente il suo possibile contributo.Obiettivo del presente lavoro è, pertanto, l’analisi del contributo del management nella definizione di una strategia di decentramento del SSN.L’articolo approfondisce il caso della Repubblica di Tunisia come esempio significativo di Paese a medio-basso reddito.

Il presente studio intende offrire un contributo al dibattito sulla Gestione Sanitaria Accentrata (GSA). Nello specifico, propone uno strumento innovativo, vale a dire la redazione di un sistema di procedure amministrativo-contabili della GSA che, travalicando i confini organizzativi della GSA stessa e abbracciando una logica integrata di sistema del SSR, mappa i flussi di risorse afferenti al fabbisogno sanitario. Attraverso la disamina di due casi studio particolarmente emblematici (quello della GSA in Lombardia e quello di Azienda Zero in Veneto), lo studio mostra che le procedure sistemiche e integrate della GSA (i) sono utilmente applicabili in contesti diversi, in quanto in grado di coglierne e valorizzarne le peculiarità organizzative e contabili; (ii) costituiscono un valido strumento di risposta alle principali problematiche della GSA soprattutto in termini di governo e controllo della filiera Regione-GSAaziende sanitarie.

Valeria Belvedere, Simone Laratro, Stefano Villa

Integrazione della catena logistica nel settore sanitario: quali strategie sono implementate?

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

Lo studio fa luce sulle strategie di integrazione della logistica dei beni nel settore sanitario. La presente ricerca focalizza l’attenzione sulla partnership tra fornitori e aziende sanitarie e si pone l’obiettivo di rispondere a tre diverse domande: i) quali sono le strategie di integrazione che le organizzazioni sanitarie cercano di attuare con i propri fornitori?; ii) quali sono i vantaggi e le barriere delle diverse strategie di integrazione?; iii) quali sono le condizioni organizzative per una strategia di integrazione di successo?I dati sono stati raccolti mediante la somministrazione di un questionario rivolto ai Responsabili Acquisti/Logistici delle aziende sanitarie del centro-nord Italia. La popolazione target finale per questa analisi era costituita da 135 unità. Il tasso di risposta è stato del 46%.Le evidenze mostrano un notevole grado di maturità delle organizzazioni sanitarie. I progetti di integrazione tendono a focalizzarsi maggiormente sui beni più costosi e complessi: (i) dispositivi medici e (ii) materiali per sale operatorie. Le organizzazioni sanitarie cercano partner industriali in grado di offrire elevati standard di qualità dei servizi logistici. La standardizzazione, il commitment del top management e la rilevanza strategica della funzione logistica sono ampiamente considerati come aspetti chiave per l’implementazione di successo di questi progetti.

Angelo Rosa, Angela Rella, Filippo Vitolla, Nicola Raimo

Le determinanti della trasparenza informativa nella sanità pubblica. Un’analisi empirica nelle strutture ospedaliere i

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

La trasparenza informativa rappresenta un elemento particolarmente importante nell’ambito della sanità pubblica.Esistono infatti importanti asimmetrie informative tra i consumatori e i fornitori di assistenza sanitaria che, nel contesto italiano, hanno spinto il legislatore a intervenire al fine di garantire un certo livello di trasparenza informativa delle strutture ospedaliere. Nonostante ciò, le istituzioni della sanità pubblica forniscono differenti livelli di informazioni.Questo studio esamina il livello di trasparenza informativa delle strutture ospedaliere italiane e analizza l’impatto di determinanti connesse all’assetto organizzativo e alla struttura di governance. I risultati dimostrano un effetto positivo della dimensione e del genere del direttore generale e un impatto negativo della complessità sul livello di trasparenza informativa delle strutture ospedaliere.

Gianmaria Gioga, Morena Crivellaro, Veronica Lazzaretto, Elena Debora Toffanello, Alessandro Villa, Lorenzo Cattelino, Andrea Segnalini

Implementazione della metodologia Lean per l’ottimizzazione del punto tamponi: l’esperienza di Piove di Sacco

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

La necessità di ottimizzare i processi di erogazione di servizio del SSN (sistema sanitario nazionale) italiano è cresciuta velocemente con la diffusione del SARS-CoV-2. In particolar modo, i processi di gestione dei centri tamponi hanno richiesto interventi di miglioramento al fine di ottimizzate i tempi e le modalità di esecuzione della procedura.Mediante la metodologia del caso studio, il presente lavoro descrive l’esperienza di un centro per tamponi antigenici e molecolari della Regione Veneto in cui sono stati utilizzati alcuni strumenti del toolbox della metodologia Lean per mappare i processi, raccogliere i dati e definire azioni efficaci di miglioramento dei flussi degli utenti. A seguito di questo intervento il tempo medio di transito utente nel centro tamponi è stato ridotto del 73% per i test molecolari e del 42% per i test rapidi antigenici. Ulteriori risultati ottenuti sono stati l’azzeramento degli errori in fase di accettazione e un contestuale aumento del livello di soddisfazione del personale.L’importanza di saper rispondere alle sfide con agilità, l’efficacia di un approccio iterativo e della collaborazione trasversale rappresentano i principali insegnamenti emersi.