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A cura della Redazione

Dal 1949 a oggi: "Italia contemporanea" nel dibattito storiografico

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 300 / 2022

Questo numero propone una riflessione su 300 numeri di "Italia contemporanea": una storia lunga, frutto del lavoro di diverse generazioni di studiose e studiosi. La rivista nacque nel 1949 con il nome di "Il Movimento di liberazione in Italia. Rassegna bimestrale di studi e documenti". A promuoverne attivamente l’iniziativa fu il gruppo di politici e intellettuali, aggregati intorno alla figura di Ferruccio Parri, che, pochi mesi prima, aveva costituito a Milano l’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia. Negli anni Sessanta la "Rassegna" divenne una vera e propria rivista scientifica di storia contemporanea, la prima in Italia interamente dedicata allo studio del XX secolo. Nel 1974 essa prese il nome di "Italia contemporanea". Il numero 300 ripercorre questa storia, con una selezione di alcuni articoli tra le migliaia pubblicati in questi decenni. Senza intenzioni celebrative, l’obiettivo è di individuare e analizzare quali siano state le linee interpretative emerse negli anni. Interrogandosi poi se e quanto innovative - rispetto alla storiografia coeva - furono quelle pagine, e in quale misura siano oggi superate (o meno). La scelta degli argomenti ha seguito la storia di "Italia Contemporanea", che nei primi anni ha indagato i temi del fascismo, della Seconda guerra mondiale e della Resistenza, per poi allargare sempre di più lo spettro degli interessi, sino a comprendere le vicende più recenti dell’Italia repubblicana. Gli autori e le autrici che hanno commentato gli articoli scelti dalla redazione hanno attraverso gli anni collaborato con, o sono stati attenti lettori/lettrici della rivista.

Alessandra Avella, Nicola Pisacane, Pasquale Argenziano

The Ager Nolanus Table from De Nola Treatise as prototype of modern cartography

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

This paper analyzes the Ager Nolanus Table by Ambrogio Leone and Gerolamo Mocetto attached to De Nola Treatise (1514). The analyses involved several iconographic aspects, including typographical ones, those relating to the technical construction of the drawing, the representation methods used, and the cartographic representation techniques until the comparison with the current geography of the places through contemporary cartography. This research uses digital graphic analysis for each of the identified aspects. The result of the comparative analysis of the Table, also in comparison with the other three Tables attached to the Treatise, highlighted its prototype character in the context of modern cartography.

Giulia Setti, Yona Catrina Schreyer

Ahmedabad: City of Bits. Projects and strategies to transform Kocharab village

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

This essay studies the effects of urban and architectural transformation on the neighbourhood of Kocharab in the city of Ahmedabad (Gujarat, India), laying open social and spatial discrepancies by contrasting the century- old traditions with recent large-scale interventions. It considers the imbalances both on a dimensional and infrastructural level and explores how architecture could serve as a social and spatial mediator as well as a strategic tool to address the issue of access to social housing and basic services. The article further questions what findings can be deduced from locally and flexible adequate architectural responses towards future urban formations amidst the challenges for an Indian city that is expected to double its current population size within the next decade.

Valeria Casali

The Modern Movement in Italy: Architecture and Design, 1953-1958

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

L’articolo propone una lettura della mostra di architettura ‘The Modern Movement in Italy: Architecture and Design’ come catalizzatore di una molteplicità di interessi nel quadro dei processi dello scambio transatlantico culturale e disciplinare tra Italia e Stati Uniti della seconda metà del Novecento. Il testo ricostruisce i contenuti, l’ideazione, e la fortuna critica dell’evento, un’esposizione itinerante curata nel 1953 da Ada Louise Huxtable per l’International Program del Museum of Modern Art di New York in seguito a un soggiorno in Italia in qualità di borsista Fulbright. L’esposizione è interpretata come paradigma per guardare alla complessità e alla stratificazione multidirezionale che caratterizza la ricezione delle culture del progetto italiano nell’America dei primi anni ’50.

Caterina Padoa Schioppa, Luca Porqueddu

La dialettica tra città aperta e città chiusa. Il quartiere San Giusto a Prato

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Partendo dall’osservazione, tanto del progetto quanto della forma costruita, del quartiere San Giusto a Prato di Ludovico Quaroni, ci si interroga sulla nozione di ‘città aperta’ quale alternativa spaziale e ‘politica’ alla tendenza della città contemporanea di organizzarsi per nuclei segregati. Se da un lato l’illusione di vivere in assenza di relazioni contestuali degenera nella formazione di enclave, dall’altro il bisogno di confini riconoscibili resta una condizione del vivere collettivo. San Giusto, con le sue corti aperte ma capaci di definire spazi circoscritti, sembra ancora offrire, a settant’anni dalla sua concezione, una forma ‘progressista’ dell’abitare, in cui morfologia architettonica e urbana concorrono a favorire relazioni dialogiche tra individuo e comunità.

Giovanni Laino

Gli immigrati ci mostrano come cambia la città

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

I migranti stranieri nelle città crescono, si radicano, partecipano alla divisione sociale dello spazio come delle opportunità del mercato del lavoro e alla trasformazione del paesaggio economico sociale oltre che spaziale. A Napoli si registra un incremento molto significativo di stranieri iscritti alla Camera di Commercio come commercianti, in sede fissa o ambulanti. La mappa delle localizzazioni di queste iscrizioni insieme alla ricostruzione di alcune carriere consentono di ipotizzare alcuni caratteri delle dinamiche di trasformazione. La ricerca presentata in questo servizio consente di sostenere che l’uso della categoria della segregazione non aiuta a decifrare le traiettorie del cambiamento mentre una lettura più obiettiva del processo consente di cogliere meglio alcuni caratteri, forse peculiari, anche di lunga durata, della città di Napoli.

Francesco Abbamonte, Antonia Arena, Roberta Pacelli

Le relazioni tra infrastruttura urbana e agentività imprenditoriale dei migranti a Napoli

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Le dinamiche territoriali, economiche e sociali delle popolazioni migranti impattano le - e contribuiscono alle - trasformazioni della città. Il contributo presenta una prima indagine, condotta in una porzione di centro città di Napoli, sul fenomeno della grande diffusione delle attività per la vendita di beni di uso quotidiano con titolarità extra-ue. Lo studio è finalizzato a indagare, in termini di opportunità o limitazioni, da un lato le implicazioni che tali attività hanno sulle dinamiche territoriali, dall’altro il ruolo che l’apertura di questi piccoli negozi può avere nei percorsi migratori.

Francesco Abbamonte, Antonia Arena, Roberta Pacelli

I migranti commercianti a Napoli: un quadro al 31 dicembre 2020

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Il paesaggio della città di Napoli è un caleidoscopio in continua trasformazione. Assumendo come punto di osservazione privilegiato, anche se parziale, la presenza di cittadini stranieri titolari di attività commerciali al dettaglio, in sede fissa e ambulanti, è stata condotta un’indagine indiretta su circa 6.500 immigrati (circa l’11% del totale degli immigrati in città) registrati alla Camera di Commercio di Napoli, dal 1900 al 2020. Uno studio approfondito per nazionalità dei titolari, localizzazioni e periodi d’iscrizione delle attività ha consentito di ipotizzare il ruolo che di fatto hanno giocato gli immigrati stranieri nella divisione sociale dello spazio. A questo proposito, è stata osservata la concentrazione a diverse scale territoriali: da quella comunale, a quella dei quartieri, sino agli assi stradali.

Giovanni Laino

Immigrazione straniera e attività commerciali a Napoli

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

I tre contributi che compongono questo servizio restituiscono gli esiti di un’indagine sul rapporto tra attività commerciali e popolazione straniera a Napoli, in un contesto nel quale questa relazione si dà con caratteri di originalità. Dopo questa introduzione, il primo testo fornisce un quadro sistematico costruito su base statistica e quantitativa, circa entità del fenomeno e distribuzione dei commercianti stranieri nella città. Il secondo declina invece l’indagine con gli strumenti dell’analisi qualitativa. L’articolo conclusivo riassume gli esiti dello studio e ne sviluppa alcune ipotesi interpretative.

Andrea Arzenton, Cinzia Nicolais

Nuove geografie urbane. Le mappe dei rider riscrivono la città

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Alla luce di una cartografia inadeguata a rappresentare la complessità della città contemporanea, con il ricco mosaico di pratiche generato dalle sue molteplici popolazioni, la ricerca qui presentata intende contribuire a costruire una diversa immagine urbana che possa descrivere la nascita e l’evoluzione di nuove dinamiche di vita e di lavoro, legate in particolare alla comparsa della popolazione dei rider. Lavoratori nomadi della città, i rider sono portatori di un punto di vista innovativo, che viene indagato attraverso un metodo volto a far emergere dalle mappe mentali disegnate dagli stessi rider la geografia generata dal loro movimento. Da qui si sviluppa un progetto di infrastrutturazione leggera della città, a servizio del lavoro dei rider e di tutti i cittadini. Parole chiave: rider; mappe mentali; geografie

Celeste Rampone

Intessere relazioni. Un’ipotesi di progetto da - e per - la città

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

La tendenza verso un minor coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni riguardo la città emerge con chiarezza analizzando il fenomeno dei lavoratori di piattaforma e, nello specifico, dei rider. Fattori legati alle peculiarità di questa modalità di lavoro, come l’algoritmo che lo governa e il pagamento a cottimo, negano ai rider libertà di scelta nell’impostazione - e nella geografia - del lavoro. Inoltre, fondano una situazione discriminatoria e la necessità di progettare un rinnovato coinvolgimento di questi attori e di tutti i cittadini nelle decisioni sullo spazio urbano, attraverso l’inclusione delle istanze di cui sono portatori e un ripensamento delle sue infrastrutture, verso una città maggiormente accogliente e veicolo di un sistema di diritti realmente esercitabili.

Nausicaa Pezzoni

La città come piattaforma di lavoro. Un’intervista a Francesco Melis

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Il confronto con Francesco Melis, funzionario nidil cgil Milano, responsabile del settore Gig economy, intende approfondire la possibilità di costruire una sfera di diritti di natura giuslavoristica per i rider, a partire dalla fisicità e dal disegno degli spazi urbani. Grazie allo sguardo di chi si è occupato del percorso di sindacalizzazione dei rider sin dal 2017, l’intervista traccia sinteticamente le tappe cronologiche e normative del caso. In una seconda parte del dialogo si intrecciano riflessioni che correlano la prospettiva giuridico-lavorativa all’opportunità della costruzione di uno spazio di cittadinanza attraverso il coinvolgimento dei rider nel disegno della città, tratteggiando sinergie, responsabilità e traiettorie possibili per una governance condivisa di questo fenomeno.

Nausicaa Pezzoni

La Città dei rider. Uno sguardo in movimento sulla città

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Mentre la città si svuotava e i suoi spazi divenivano improvvisamente immobili e silenziosi, un solo movimento attraversava le strade e le piazze deserte, svelando presenze pressoché invisibili fino ai recenti lockdown. La Città dei rider è un progetto di ricerca sulla città contemporanea: su come rappresentare le trasformazioni introdotte dalle nuove popolazioni urbane, e sull’idea di città che emerge da chi la osserva da uno sguardo in movimento. 100 mappe realizzate dai rider milanesi rivelano nuove geografie su cui si innesta l’ipotesi di un progetto per un’infrastrutturazione leggera dello spazio pubblico: un network di ‘dispositivi di ancoraggio’ a servizio dei rider e di tutti i cittadini; un disegno volto a incidere sulla costruzione di un nuovo spazio di cittadinanza.

Sara Anna Sapone, Arianna Scaioli

I prototipi di Yasmeen Lari: diffusione e valore sociale di due moduli abitativi

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Il contributo propone la rilettura critica di due prototipi abitativi di Yasmeen Lari, rivelatori di un approccio progettuale trasversale capace di integrare nozioni di giustizia sociale e ambientale, democratizzare la concezione di spazio e costruzione, traducendo e trovando sintesi nelle architetture progettate dall’architetta pakistana e nella loro diffusione. Un primo fuoco riflette su matericità e riproducibilità dei prototipi abitativi, sottolineando la complementarità tra le esperienze fisiche e digitali. Un secondo fuoco riflette sul potenziale di queste architetture nel diventare uno strumento di empowerment per le donne, sviluppando la tematica dell’integrazione in una prospettiva gender-sensitive. In ultima analisi il testo analizza l’impatto di queste architetture minime per la comunità che le accoglie.

Cassandra Cozza

Architetture che cambiano la vita

TERRITORIO

Fascicolo: 100 / 2022

Il saggio illustra l’impegno umanitario di Yasmeen Lari, a partire da quando, in seguito al terremoto del Kashmir, iniziò a dedicare la sua vita alle persone più indigenti, dimostrando un impegno costante per la costruzione di una giustizia sociale ed ecologica. Un impegno sul campo con due obiettivi principali: il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni più povere e vulnerabili e la sostenibilità ambientale. Un lavoro complesso, di ampio interesse internazionale e attento ai materiali, alla storia e alle tradizioni locali. L’architettura come processo finalizzato all’indipendenza e all’empowerment dei suoi ‘clienti scalzi’ - soprattutto donne - attraverso un impegno costante nella formazione degli architetti più giovani e degli autocostruttori, nonché nel fronteggiare l’emergenza pandemica causata da Covid-19.