RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Bruno Anastasia

Le retribuzioni in veneto e in italia: note di metodo e qualche considerazione di merito

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2022

In questo lavoro si esplorano gli Osservatori Inps per confrontare le retribuzioni in Veneto con quelle corrispondenti nazionali. Analizzando le retribuzioni effettivamente erogate dai datori di lavoro si pone molta attenzione a distinguere l’aspetto salariale in senso proprio da quello connesso a impieghi discontinui nel corso dell’anno o parziali in termini di orario di lavoro (part time): in questi casi è soprattutto la bassa partecipazione a generare redditi annuali insufficienti. Considerando il dato salariale al netto dei casi di bassa partecipazione, con riferimento quindi ai soli dipendenti impiegati a full time e a full year, il dato medio veneto per i dipendenti privati risulta, per il 2019 (ultimo anno "normale"), inferiore al corrispondente nazionale, ma ciò si articola con notevole eterogeneità considerando le qualifiche (riguarda le figure impiegatizie e dirigenziali, non le figure operaie) e i settori.

Questo contributo si pone l’obiettivo di analizzare i modi in cui le Regioni gestiscono il cambiamento, attraverso quali modelli di governance e con quali esiti trasformativi. Per farlo, si è scelto di utilizzare gli atti amministrativi con cui gli enti dispongono la messa in opera delle proprie politiche. Il contesto di analisi è quello della Regione Emilia-Romagna in cui, nel 2015, ha preso avvio un processo di ripensamento «sistemico» (Bianchi, 2018) delle politiche di formazione professionale, culminato - nel 2018 - con l’individuazione dell’Infrastruttura formativa ER-Educazione e Ricerca come uno dei driver principali dello sviluppo locale. L’approccio teorico e la metodologia adottati sono approfonditi nel secondo e terzo paragrafo. Il quarto propone una ricostruzione storica delle politiche regionali in tema di formazione professionale in Emilia-Romagna, come contesto entro cui le trasformazioni analizzate hanno preso corpo. Nel quinto paragrafo vengono restituiti i principali risultati dell’analisi condotta sugli atti amministrativi che trovano sistematizzazione nelle conclusioni.

Emiliana Armano, Cristina Morini, Annalisa Murgia

Per un’ontologia precaria. L’approccio orientato alla soggettività

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2022

Se all’inizio della pandemia ci chiedevamo se non fossimo in presenza di una ristruttura- zione delle relazioni di classe entro l’ambito domestico, che provava a fare delle case un laboratorio per il capitale, oggi abbiamo moltissimi elementi per mappare questa controver- sia. Risollevare lo sciopero femminista dopo la pandemia aggiunge elementi pratici e rifles- sivi per confrontarsi su questo piano. La domanda è come continuare a costruire un sinda- calismo che travalichi la cornice della domanda delle lavoratrici salariate per portare l’agilità e l’astuzia della lotta rivendicativa sui terreni della riproduzione sociale: casa, salu- te, istruzione, cura, sicurezza nei quartieri. In alleanza con i lavoratori e le lavoratrici di ogni settore, ma al tempo stesso raggiungendo un’agenda che va oltre perché include abi- tanti dei quartieri, utenti, inquiline, lavoratrici precarizzate. È una domanda-orizzonte che sorge perché, quando ci fermiamo, produciamo anche il tempo per l’invenzione politica.

Emiliana Armano, Cristina Morini, Annalisa Murgia

Per un’ontologia precaria. L’approccio orientato alla soggettività

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2022

I processi di precarizzazione sono stati indagati attraverso due principali linee di indagine. La prima - sviluppata principalmente nel campo della sociologia economica - si concentra sulla "precarietà" del lavoro (precarity), investigata nelle dimensioni strutturali che hanno progressivamente eroso il regime occupazionale fordista per una parte crescente della forza lavoro. La seconda linea di indagine riflette invece sull’ontologia precaria del soggetto contemporaneo e sulla precarietà esistenziale (precariousness) che permea l’intera vita degli individui. Partendo dai risultati di una serie di ricerche condotte principalmente in Italia, questo articolo inquadra la precarietà in termini di produzione di soggettività, anche alla luce del contesto pandemico, e discute di potenziali forme di resistenza attraverso la cura, la prossimità e la costruzione di relazioni sociali basate sull’incontro affettivo e dei corpi.

Fatima Farina, Alessandra Vincenti

Lavorare stanca. Esistenze/resistenze nei percorsi lavorativi

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2022

Se il lockdown ha interrotto per milioni di persone l’andare al lavoro, non ha interrotto il lavoro, né trasformato l’immaginario del lavoro, sempre misurato su un imperativo di performatività vitale. Il fenomeno delle cosiddette "Grandi dimissioni" pare però accelerato dallo stop imposto dalla pan- demia. Si tratta di un fenomeno tutto da analizzare - anche per la difficoltà di reperire alcuni dati - e da comprendere con ricerche che vadano a indagare in profondità i cambiamenti nei percorsi di lavoro così come il rifiuto di condizioni lavorative di sfruttamento. L’ipotesi di un rigetto delle condizioni di lavoro e dunque di vita è certo una delle opzioni, ma è da considerare un possibile tentativo di sovvertire l’ordine valoriale imposto con pratiche che esprimo- no obiezione e diserzione dal sistema. Se il discorso pubblico è focalizzato sulla mancanza di offerta nei settori ad alta intensità di lavoro, l’interrogativo da porsi va al di là del mismatch tra domanda e offerta e riguarda le condizioni con- siderate oggi accettabili per lavorare.

Roberto Ciccarelli

Il reddito di cittadinanza in italia: un caso di rivoluzione passiva

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2022

A tre anni dall’introduzione del "Reddito di Cittadinanza" in Italia, nel dibattito pubblico non è stato compresa a sufficienza la reale portata di una riforma che vincola, almeno sulla carta, il riconoscimento di un sussidio di ultima istanza a precisi e rigidi obblighi. In questo articolo si forniscono una serie di ipotesi per spiegare questo fenomeno che sarà interpreta- to sia in termini culturali che politici. Si utilizzerà una categoria ripresa da Antonio Gram- sci, quella di "rivoluzione passiva", adeguatamente contestualizzata e rielaborata. Si spie- gherà come il reddito di cittadinanza sia configurabile, per come è stato concepito e per come è stato gestito fino ad oggi, nella stessa cornice. In particolare, sarà evidenziato il doppio ruolo svolto da una simile misura: da un lato, essa si muove in una prospettiva di giustizia sociale, ma riconosce un sostegno condizionato nel tempo solo a una parte dei po- veri assoluti statisticamente rilevati in base a criteri meramente fiscali; dall’altro lato, evi- denzia l’esigenza di un controllo sociale vincolato a un’idea astratta di lavoro e distingue i poveri abili al lavoro da quelli non abili.

A partire dagli studi sull’implementazione del Reddito Minimo in Italia, l’articolo osserva il ruolo dei "burocrati di strada" a livello locale nell’aumentare le capacità di implementazione delle politiche del Reddito di Cittadinanza (Rdc) nel contesto della governance multilivello. L’obiettivo è verificare quanto i Servizi di Supporto all’Impiego abbiano innescato maggiori capacità amministrative e processi di innovazione sociale nell’implementazione del Rdc. L’ipotesi di ricerca è stata testata da un’indagine sul campo che ha incluso 44 interviste semi- strutturate a stakeholder regionali, "burocrati di strada" e professionisti dell’assistenza sociale nel Veneto Nord-orientale, impegnati nell’implementazione del Rdc in un contesto di emer- genza e a fronte di persistenti esigenze di maggiore integrazione con altri attori locali. Si rileva che la pandemia di Covid-19 ha fornito ai "burocrati di strada" l’opportunità di sperimentare nuovi mezzi e strumenti tecnologici nella fase iniziale del processo di implementazione delle politiche di Rdc, facendo emergere una potenziale maggiore capacità di coordinamento, inte- grazione e flessibilità del lavoro, solo in parte già presente nel quadro delle politiche del lavo- ro preesistenti (ad es., il Reddito di Inclusione - Rei).

Pier Luigi Guida

Eppur si muove

PROJECT MANAGER (IL)

Fascicolo: 52 / 2022