RISULTATI RICERCA

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Federica Dellafiore, Chiara Catagnano, Ida Vangone, Silvia Casella, Sara Russo, Luca Guardamagna, Irene Baroni, Cristina Arrigoni

Self-care e schizofrenia: risultati di una revisione narrativa della letteratura

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2022

Il trattamento della schizofrenia comprende molteplici interventi che devono essere integra-ti tra di loro per una gestione completa del paziente. Tra gli interventi di carattere educativo e psicosociale troviamo il miglioramento delle abilità di self-care (auto-cura). Dalla letteratura si evince che il self-care ha un impatto positivo in molte malattie croniche e sta emergendo il suo utilizzo in diverse realtà che si occupano di pazienti affetti da schizofrenia, anche se la concreta efficacia del self-care in questa patologia rimane incerta e la letteratura a riguardo si presenta frammentata e priva di una visione complessiva. Di conseguenza, questo studio mira a fornire una sintesi critica delle evidenze scientifiche disponibili inerenti ai comportamenti di self-care attuati dai pazienti con diagnosi di schizofrenia. Tramite una revisione della letteratura sono stati consultati 231 risultati ottenuti e attraverso l’applicazione dei criteri di inclusione sono stati selezionati 7 articoli. Sono state identificate tre macro-tematiche: (a) i livelli di self-care attuati dai pazienti con schizofrenia; (b) i fattori che influenzano tale processo; (c) gli interventi educativi che hanno dimostrato di avere un effetto ed efficacia per sviluppare questi compor-tamenti. Il self-care nel paziente affetto da schizofrenia è uno strumento terapeutico fondamen-tale, tuttavia, necessita di essere approfondito con nuovi studi primari, al fine di fornire una visione chiara sulle modalità di intervento per il soddisfacimento delle esigenze del paziente, limitando così le complicanze legate alla malattia e restituendo a queste persone una qualità di vita soddisfacente.

Veronica Antinori, Michela Di Trani

Una sfida per due: implicazioni psicologiche del diabete gestazionale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2022

Il diabete gestazionale è una tra le patologie mediche più comuni in gravidanza. Nonostante sia per definizione transitorio, costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di alcune patologie croniche per tutto l’arco della vita. Questa rassegna sistematica è stata svolta con la metodologia PRISMA per tentare di inquadrare le possibili variabili psicologiche correlate a questa diagnosi, analizzando gli studi presenti in letteratura a partire dall’anno 2000. Sono stati selezionati ed esaminati 51 studi, che sono stati poi divisi ed analizzati sulla base dell’argomento trattato. Le variabili che sono stati indagate dalla letteratura come possibili conseguenze o fattori correlati al diabete gestazionale sono: la depressione post-partum e la sintomatologia depressiva, l’ansia, lo stress e le strategie di coping, le conseguenze sulla sessualità, l’alimentazione e la Qualità della Vita. Una parte della letteratura ha, inoltre, indagato qualitativamente le narrazioni delle donne che avevano avuto diagnosi di diabete gestazionale, da cui è stato possibile trarre delle informazioni sulle conseguenze che soggettivamente erano riportate dalle persone interessate. Emerge in modo univoco come il diabete gestazionale possa rappresentare un importante stressor, i cui effetti sono però influenzati da diversi fattori soggettivi, sanitari e socia-li, che è auspicabile vengano approfonditi dalla letteratura scientifica futura.

Monica Pivetti, Silvia Potì, Silvia Di Battista

Discussing vaccine and autism in a mainstream newspaper in Italy: A thematic analysis

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2022

Over the past few years, there has been a great deal of concern regarding the potential links between childhood vaccinations and the development of ASD, possibly leading to vaccine hesitancy. This study aims to explore the representational field related to the vaccine-autism link in a mainstream Italian newspaper. We analyzed newspaper articles published on La Repubblica, from January 2009 untill January 2017 (N = 168 newspaper articles), via T-Lab software. The analysis produced four clusters: a) Trust and sense of belonging; b) Judgment dimension; c) Catastrophic narratives; d) Organization of the public healthcare system. The need to monitor media coverage on key healthcare topics was considered of paramount importance.

Giusi Gelmi, Giulia Parisi, Lia Calloni, Aurora Torri, Anna Paola Capriulo, Corrado Celata

Promuovere salute e prevenire cronicità nella popolazione over 65: il programma Gruppi di Cammino in Regione Lombardia

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2022

La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di over 65enni: oltre 2 milioni, pari al 22,9% della popolazione (Istat, 2020). Molti soffrono di una o più patologie croniche, incidendo per il 70% sulla spesa sanitaria regionale (Dgr 4662/2015). Le evidenze di letteratu-ra indicano la sedentarietà tra le cause che concorrono allo sviluppo di patologie croniche e sottolineano la necessità di politiche e programmi per promuovere l’attività fisica per favorire l’invecchiamento attivo e in buona salute (Active and Healthy Ageing). In tal senso, dal 2009 Regione Lombardia ha individuato i Gruppi di Cammino come programma principe per pro-muovere e mantenere la salute della popolazione over 65, inserendolo nei propri Piani Regio-nali Prevenzione. Il programma consiste in un’attività organizzata dove un gruppo di persone si ritrova per camminare insieme, almeno due volte a settimana, seguendo un percorso urbano o extra-urbano, sotto la guida di un conduttore (Walking leader). Rappresentano una strategia capace di promuovere il movimento di adulti e anziani in sicurezza, la conoscenza di temi di salute, la partecipazione dei cittadini e le loro abilità sociali, rispondendo ai principi chiave delle politiche di promozione della salute e di Active Ageing (Oms, 2002). L’articolo, attraverso la descrizione dei differenti passaggi adottati per l’implementazione del programma secondo la lente dell’Interactive System Framework, darà evidenza di come il programma Gruppi di Cammino sia una strategia che ad oggi promuove il movimento di oltre 18600 over 65.

Marco Guicciardi, Daniela Loi, Andrea Manca, Monica Marini, Riccardo Pazzona, Luigi Raffo

Pollice verde 2.0: una nuova risorsa per un invecchiamento attivo

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2022

L’orticoltura può influire positivamente sul benessere delle persone anziane, contrastando il declino fisico e cognitivo e migliorando la qualità della vita. Le moderne tecnologie fornisco-no un valido supporto per incoraggiare lo svolgimento di tali attività e promuovere uno stile di vita attivo. Il presente studio esplorativo si propone di valutare gli effetti di attività di orticultura comunitaria supportate da una piattaforma digitale in un campione misto di partecipanti over 60 durante il periodo della pandemia da COVID-19. I partecipanti di età superiore ai sessanta anni hanno preso parte ad un percorso della durata di sei mesi, diviso in due periodi. Durante i primi tre mesi i partecipanti si sono limitati a rispondere ai test che indagavano le seguenti va-riabili psicologiche: autostima, solitudine, depressione, qualità della vita, affetti, supporto sociale e funzionamento cognitivo. Nei successivi tre mesi i partecipanti sono stati coinvolti in attività di orticoltura, supportate da applicazioni digitali accessibili tramite smartphone, cui ha fatto seguito la rilevazione delle stesse variabili psicologiche. Gli effetti dell’orticultura sono stati valutati confrontando le due serie di rilevazioni. I risultati mostrano un incremento della qualità della vita degli anziani, delle funzioni cognitive e, in misura minore, del benessere soggettivo. Gli anziani che risultano spo-sati o conviventi manifestano in genere una migliore qualità della vita e a seguito dell’intervento sono meno propensi ad esprimere stati affettivi negativi. Non sono stati evidenziati segni di depressione. L’orticultura assistita digitalmente può migliorare la qualità della vita degli anziani durante la pandemia da COVID-19.

Se progresso ha per sinonimo Intelligenza Artificiale, il simbolo che ne incarna la dimensione verso cui si sta rivolgendo un crescente interesse, specialmente nell’ambito di assistenza e cura della persona, è certamente quello rappresentato dalla robotica sociale. Come diretta conseguenza di molteplici fattori socio-demografici, tra i quali l’incremento globale della popolazione anziana, la necessità di arricchire gli strumenti assistenziali ad essa rivolti e gli avanzamenti crescenti in ambito tecnologico, la ricerca in materia ha subito negli ultimi anni un notevole incremento che la pandemia da Covid-19 non ha fatto che accelerare ulteriormente. È all’interno di tale contesto di interesse che il presente articolo mira a sollevare delle riflessioni riguardanti il contributo della robotica sociale, e più in particolare di quella assistiva, rivolta alla persona anziana. A tale scopo verrà proposta una panoramica sulle più recenti applicazioni che tale tecnologia trova allo stato attuale, proponendosi sia come potenziale strumento aggiuntivo al trattamento di patologie psichiatriche e neurodegenerative, sia come opportunità a supporto dell’autonomia dell’utente assecondando il principio dello smart living. In conclusione verranno presentate e discusse le potenziali implicazioni psicologico-relazionali della robotica sociale e dell’affettività simulata a partire dall’analisi della self-deception individuale.

Annalisa Cecconi, Antonella Guarino, Cinzia Albanesi

Youth engagement for social justice: the role of digital tools in civic organizations dealing with migration

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2022

The present study aims to investigate the use of digital resources in the context of volun-tary/activist organizations dealing with migration. Twenty semi-structured interviews were conducted with young members of 13 organizations of the area of Bologna. The results from thematic analysis show that digital tools can improve youth social justice engagement and strengthen the community as a whole. These resources also allow better access for migrants to opportunities that could foster their empowerment and social inclusion, thus promoting social justice. However, the potential of these tools isn’t fully exploited, partly because of the difficulties in using them with migrants in a situation of vulnerability. Within a social justice pro-motion framework, the results suggest the necessity of supporting the digital literacy of the whole community.

Filomena Carillo, Elisabetta Fenizia, Santa Parrello

Da Maestri di Strada a CoroNauti: l’impatto della pandemia sulla comunità educante di una periferia metropolitana

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2022

Maestri di Strada (MdS) è un’associazione non profit che lavora nella periferia est di Na-poli per contrastare dispersione scolastica ed esclusione sociale attraverso interventi socioeducativi complessi. La pandemia da COVID-19 ha investito all’improvviso tutte le attività di MdS, spingendo ad utilizzare la tecnologia come risorsa per affrontare il problema dell’isolamento. A marzo 2020 è nato il Progetto CoroNauti, con l’obiettivo di supportare anche a distanza il senso di comunità per fronteggiare in modo resiliente il trauma, limitando gli effetti del divario dovuto alle povertà educative del territorio. Si è costituita così una comunità virtuale di pratiche di tipo riflessivo, che ha sostenuto in modo nuovo i processi educativi già avviati. L’intervento si è sviluppato con tutti gli attori della comunità locale educante, giovani, scuole, famiglie e ha prodotto diversi cambiamenti.

Flora Gatti, Fortuna Procentese

Ubiquitous local community experiences: unravelling the social added value of neighborhood-related social media

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2022

Neighborhood-related social media uses are rapidly spreading, with citizens using already existing social media with community-related aims too. This has deeply modified how citizens can experience their neighborhoods and cities, making them more complex - and ubiquitous - social ecosystems. The present study aims at deepening the impact of such social media uses in terms of non-material, relational and community goods - that is, their social added value (SAV) for individuals and communities. The results show two main categories of such SAV: the enrichment in terms of local social relationships, and the promotion of citizens’ active in-volvement in and engagement for their community and its members. The theoretical and practical implications stemming from these results will be deepened.

L’utilizzo massiccio di social-network basati sull’immagine modifica le tradizionali fonti di feedback per il proprio aspetto fisico. Esplorando il ruolo del digitale nella costruzione dell’immagine di Sé, in questo studio abbiamo esaminato la relazione tra il processo di osservazione di immagini modificate su Instagram, l’autostima e il dimorfismo corporeo. Misure self-report sono state somministrate a 327 adolescenti e giovani adulti. I risultati dello studio indicano che sia il processo di osservazione di immagini modificate che la manipolazione della propria immagine aumentano i sintomi dismorfici. I risultati suggeriscono, dunque, che l’essere costantemente esposti a fotografie manipolate può configurarsi come una nuova area di rischio per lo sviluppo identitario di adolescenti e giovani adulti.

Elena Serritella, Mirko Duradoni, Elisa Guidi

Self-presentation and emotional contagion on Facebook: new experimental measures of profiles’ emotional coherence

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2022

Social Networks allow users to self-present by sharing personal content, and emotions expressed in a post affect the subsequent posts, eliciting a congruent emotion. The main goals of this research were to investigate the emotional coherence between wall posts and their comments on SNSs and to evaluate the association between the profiles’ General Emotional Coherence and self-presentation styles from a sample of adolescent’s Facebook profiles (n = 50; Mage = 16.95; 50% female). Two new experimental metrics were developed, describing the emotional load (positive and negative) of posts and comments, and the mood correspondence between them. The combination of these measures was used to define the profiles’ "General Emotional Coherence". Results confirm how publishing an emotional post corresponds to receiving comments with a coherent mood. The more "emotionally coherent" profiles are characterized by a typical self-presentation style (more posts, more comments and likes).

Chiara Menchise

Abitare Metamorfosi

CRIOS

Fascicolo: 23 / 2022

La casa come artefatto materiale e psichico del mondo con la funzione morale di rendere possibile la felicità, è ciò di cui scrive Coccia in un saggio che non riguarda l'architettura, ma una filosofia multispecie che mira a fare dell'intero pianeta una casa come unica possibilità di sopravvivenza. In 'Filosofia della casa' il filosofo si concentra sui pezzi che l'architettura solitamente perde nella sua traduzione dall'invisibile al visibile, riportando gli effetti che la città, la rivoluzione tecnologica e la pandemia hanno impresso sulla casa in quanto forti presenze modellanti, non ancora abbastanza considerate, e che invece richiedono e domandano la nostra attenzione e riconoscimento..

Alessandra Marcon, Elvira Pietrobon

Deconstructing paradigms of Western thought

CRIOS

Fascicolo: 23 / 2022

Questo articolo ripercorre le due giornate del seminario Deconstructing paradigms of Western thought organizzato dalla Scuola di Dottorato in Urbanistica IUAV a Venezia nel maggio 2022. L'obiettivo del seminario era quello di esplorare due approcci emergenti che stanno contribuendo a reinterrogare alcuni paradigmi del pensiero occidentale, al fine di evidenziarne le ripercussioni sulla cultura della ricerca e del progetto urbanistici. Alla discussione sono stati invitati a partecipare gli autori di due libri: Sébastien Marot, autore di Taking the country's side, Agriculture and Architecture, e Antonio Di Campli, autore di La differenza amazzonica, Forme ed ecologie della coesistenza. Due prospettive hanno guidato la discussione all'interno dei rispettivi incontri: come fare ricerca e progettazione Beyond Nature and Nurture e cosa significa Decoloniale dal punto di vista dell'urbanistica. Attraverso la recensione del seminario, l'articolo intende riportare la discussione sulla ricerca e il progetto alla loro dimensione politica ed epistemologica attraverso strumenti rinnovati che tengano conto delle attuali condizioni di crisi e le riflessioni critiche che ne scaturiscono.