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The paper is part of a research on the evaluation of participatory practices and engagement activities of the donors of the Distance Support Service (DSS) of the Association Famiglie Nuove (Afn) Onlus. The theoretical framework of the survey is based on the Positive Thinking Approaches, a family of approaches that have in common the idea that «we learn more from success than from failure». In this direction, the use of an evaluative perspective open to the «discovery» of successes, aimed at identifying the main changes in the DSS sector (such as relational proximity and openness towards the educational community), made it possible to build the steps of the research in a participated way, by interacting the needs of the operators with the needs for change expressed by the donors involved in the survey.
Scopo. Questo articolo si pone lo scopo di descrivere un intervento diretto ad una persona con disturbo Borderline di Personalità e Disabilità Intellettiva di media gravità e di valutare gli esiti rispetto a: comportamenti autolesivi, richieste d’aiuto appropriate e capacità di auto monitoraggio. Metodo. È stato utilizzato un intervento integrato con tecniche di tipo Comportamentale e Cognitivo condotto dall’équipe riabilitativa a seguito di valutazione funzionale del caso con modello Comportamentale ABC (Antecedenti, Comportamenti, Conseguenze) con una paziente di 19 anni con Disturbo Borderline di Personalità e Disabilità Intellettiva. L’intervento è stato progettato con modelli di condizionamento operante secondo i princìpi comportamentali che si avvalgono del rinforzo per l’apprendimento di nuove abilità. Sono stati inoltre utilizzati de-gli interventi di tipo cognitivo volti a sviluppare nella persona una maggior consapevolezza dei propri limiti e delle strategie di intervento da utilizzare per gestire la crisi. Ha partecipato al presente lavoro l’intera équipe riabilitativa presente nelle 24 ore della Residenza Sanitaria per Disabili (RSD) V.M.; l’intervento ha avuto la durata di 1 anno. Risultati. Si osserva estinzione dei comportamenti autolesivi e delle manifestazioni emotive incontrollate come urla e pianti, inoltre sono aumentate le richieste d’aiuto adeguate. Da aprile 2021, visto il buon livello di compenso raggiunto, si è deciso per una riduzione della terapia farmacologica. Conclusioni. L’intervento si è dimostrato efficace a livello di decremento di comportamenti problema ed apprendimento di abilità di auto regolazione, inoltre i risultati ottenuti hanno condotto ad un primo decremento della farmacoterapia assunta. Il lavoro offre spunti di riflessione relativi all’efficacia dell’intervento con persone che presentano Disabilità Intellettiva e disturbo Borderline di Personalità in contesto residenziale.
Questo contributo presenta la metodologia utilizzata nel lavoro di supporto psicologico ai/alle migranti richiedenti asilo, ai/alle titolari di protezione ed ai/alle loro figli/e - che la scrivente ha incontrato a colloquio come psicologa del Centro Astalli Trento. Nel testo seguente vengono presentati gli strumenti impiegati durante la pratica clinica, nei colloqui con genitori/genitrici e figli/e e con madri e padri singolarmente. Questi strumenti sono stati negoziati tra psicologo e utenti durante la relazione di sostegno ai beneficiari del servizio e hanno facilitato l'esplorazione di temi quali la maternità e la paternità, la cura dei/delle figli/e, il dialogo interculturale ecc.
In this paper, I investigate time consciousness as an embodied and situated process. The concept of embodiment as put forth by Francisco Varela, Evan Thompson, and Eleanor Rosch (1993) has been widely used to describe perception in general, and motor activity. In psychological investigations of time consciousness embodiment is used to describe temporal distortions in various settings. Proprioception and embodied perception also play a significant role in psychological and neurological investigations of temporal experience. Both empirical perspectives will be discussed in this paper in order to establish a philosophical concept of embodiment that accounts for the experience of time and its ontological underpinnings. In the first part I discuss empirical findings concerning distortions of time consciousness and their underlying models of time consciousness. I argue that investigations of distortions give rise to a specific ontological understanding of time. In the second part I consider philosophical, especially phenomenological models of time consciousness in order to raise the topic of embodiment and time in third part of the paper. My aim is to show, how empirical findings and phenomenological descriptions suggest a conception of time consciousness that is grounded in being situated and embodied. Looking at the psychological experiments as well as Maurice Merleau-Ponty’s phenomenological ontology of time, one can argue in favor of an experience-saturated functionality of time consciousness.
Il paziente candidato o sottoposto a trapianto epatico è considerato da molti autori un paziente fragile. La fragilità pone il paziente a maggior rischio di complicanze, ospedalizzazioni e perdita di autonomia, con pesanti ripercussioni sulla qualità di vita ed il benessere psicofisico. Negli ultimi anni sono emerse sempre più evidenze sul ruolo della malnutrizione e della sarcopenia come fattori di rischio per comorbilità psichiatrica nel paziente candidato o sottoposto a trapianto epatico, in quanto ne aggravano la condizione di fragilità. I pazienti con epatopatia alcolica sono tra quelli a maggior rischio di malnutrizione e con situazioni di complessità bio- psico-sociale maggiori, sia per la patologia cronica di base che per le comorbilità psichiatriche e le variabili sociali associate. La prevenzione e il trattamento della malnutrizione in questi pazienti influenzano grandemente gli esiti di malattia e di mortalità, ma anche la salute mentale e il grado di dipendenza del paziente dai suoi caregiver come evidenziato da diversi studi. Scopo di questa revisione è inquadrare il ruolo della malnutrizione e della sarcopenia come fattori di rischio per fragilità e disagio psichico in questa categoria di pazienti.
Secondo le normative e le linee guida vigenti, i pazienti candidati a trapianto di fegato effettuano, insieme ad altre valutazioni specialistiche, una valutazione psichiatrica, che ha l’obiettivo di fornire una valutazione di idoneità all’inserimento in lista per il trapianto. Le linee guida individuano alcune controindicazioni all’esecuzione del trapianto di fegato, tra cui "dipendenza attiva da stupefacenti o da alcool e disturbi psichiatrici, in particolare schizofrenia, psicosi maggiori e gravi disturbi della personalità"; l’osservazione clinica e la letteratura indicano che la presenza di disturbi psichiatrici e/o tratti di personalità disfunzionali alla valutazione indice incidono negativamente sulla prognosi del trapianto. L’attività di consulenza psichiatrica svolta nel contesto dell’Ospedale Generale richiede l’acquisizione e lo sviluppo di adeguate competenze cliniche di base, nonché relazionali e psicoterapeutiche specifiche, per essere adeguatamente effettuata. Competenze ancora più specifiche sono richieste per effettuare le valutazioni pre- inserimento in lista trapianto epatico; questo ambito clinico si caratterizza per l’alta comorbilità medico-chirurgica, la complessità delle questioni etiche di un percorso di cura salva vita, le peculiarità nella relazione medico-paziente che vede coinvolti molteplici clinici interagire tra di loro e col paziente, il coacervo di reazioni emotive che una condizione di salute così grave suscita nel paziente, nella sua rete familiare e non ultimo nella rete dei curanti sia dell’ambito ospedaliero che dei Servizi di Comunità rappresenta una sfida per il sistema curante. In questo lavoro tracceremo le linee della esperienza del Servizio di Consulenza Psichiatrica e Psicosomatica (SCPP) che il Dipartimento Salute Mentale dell’AUSL di Modena svolge presso il Policlinico Universitario, facendo cenno all’ottica psicodinamica utilizzata nell’effettuare la consulenza psichiatrica e a come alcuni degli strumenti psicoanalitici possano essere utilizzati per facilitare l’auto-osservazione da parte del paziente, per facilitare la comprensione delle dinamiche del suo gruppo familiare e delle dinamiche tra paziente e gruppo curante e non ultimo delle relazioni tra i diversi membri dello staff curante. Gli strumenti psicoanalitici permettono di dare una lettura dei momenti di en passe relazionale con il paziente e nel gruppo curante nell’ottica di favorire la comprensione dei meccanismi che li sostengono e facilitarne il superamento.
L’esperienza clinica ha messo in luce la necessità di individuare le problematiche psichiche e sociali del paziente candidato al trapianto d’organi e del donatore vivente, al fine di prevenire o arginare eventuali complicanze psicopatologiche post-trapianto e migliorare l’aderenza alle cure. Il trapianto d’organo determina un notevole miglioramento delle aspettative e della qualità della vita del paziente, anche se non sono da escludere possibili difficoltà di adattamento, disturbi psicopatologici, problemi di aderenza ai protocolli terapeutici. La non aderenza alla terapia immunosoppressiva può portare a rigetto, mortalità post-trapianto, aumento dei costi sanitari e diminuzione della qualità della vita. Soprattutto nel delicato settore dei trapianti d’organo la proficua collaborazione tra professionisti con diverse competenze scientifiche sollecita sia una migliore garanzia della salute mentale, sia una maggiore efficacia nei trattamenti. È opportuno il confronto e l’integrazione di linguaggi diversi che evitano la frammentazione del sapere e l’isolamento dei singoli professionisti con possibili ricadute negative sul paziente, influenzando invece positivamente gli outcomes finali dell’iter trapiantologico.
Il trapianto cardiaco rappresenta attualmente una procedura chirurgica consolidata e costituisce il trattamento di scelta in caso di insufficienza cardiaca terminale refrattaria alle terapie mediche o chirurgiche. Il trapianto di cuore genera questioni psicologiche uniche, che originano dalla complessità del percorso clinico e terapeutico, dal significato simbolico e dalla provenienza dell’organo. Sintomi di disagio psicologico e patologie di interesse psichiatrico, principalmente disturbi d’ansia e dell’umore, sono comuni sia nella fase pre-intervento che nella fase successiva, con tassi di prevalenza del 50% nei pazienti candidati al trapianto e del 20-30% nei riceventi, anche nel lungo periodo. L’individuazione e il trattamento corretto di queste condizioni sono di fondamentale importanza per garantire un risultato ottimale del trapianto nel lungo termine.
The theoretical model of coping mechanisms (CM) is based on a discussion between its main determinant factors: individual and situational (related to the 2 approaches of coping: dispositional and constitutional). The most used classification of CM is based on the division of CM in two main dimensions: coping focused on emotions and coping focused on problem resolution. It is essential that classification methods of CM have in consideration the coexistence of stable dispositional elements with a situational variability. Some instruments to evaluate CM are introduced, based on different theories. Coping can influence health through different mechanisms (neuroendocrine system, health threatening behaviours and adherence) and is included in two of the more important theoretical models applied to health (Moos & Schafer’s and Leventhal’s). Based on a systematic literature review we concluded that the most prevalent CM in pre transplantation period are acceptance, active coping, seeking support, and the less used are self-blame and avoidance. In post transplantation period the more prevalent CM continue to be active coping and support seeking, associated to confrontation, self-confidence, religion and problem focused coping. Evasive, emotive and fatalistic CM are associated to less control sensed by patients. Confrontation is associated to a better quality of life and avoidance to a reduction of quality of life and higher depression levels and denial to non-adherence increase. Control sensed by patients, CM related to the expression of emotions and denial change through clinical evolution of transplanted patients.
Il presente articolo ha l’obiettivo di approfondire alcuni aspetti relativi al trapianto epatico in Italia. In particolare, verranno esposti alcuni cenni storici, le principali cause di trapianto epatico, i più recenti dati epidemiologici rispetto ai 22 Centri Italiani che effettuano questo intervento; verranno esposte le principali indicazioni e controindicazioni al trapianto e si approfondirà l’organizzazione della rete trapiantologica italiana ed i criteri di allocazione degli organi. Infine si approfondirà il tema della comorbilità psichiatrica e delle condotte di abuso. In questo contributo si sottolinea inoltre il ruolo della complessità bio- psico-sociale del paziente candidato a trapianto epatico, complessità che si riflette anche in un sostenuto carico assistenziale sia intra che extraospedaliero e che impegna intensamente l’attività clinica di consultazione psichiatrica, per la quale sono richieste competenze specifiche.
L’articolo analizza l’impatto multidimensionale della pandemia sul territorio di Roma Capitale, focalizzando in particolare l’attenzione su quei "nuovi poveri", in cima alla cui lista svettano le famiglie con minori. I risultati confermano la crescente esposizione al rischio povertà di questi nuclei familiari, riconoscendo ai minori lo status di "poveri tra i poveri la cui preesistente condizione di fragilità risulta ulteriormente compromessa da una deprivazione tanto economica, quanto immateriale, che investe contemporaneamente la sfera educativa, culturale e relazionale.
L’articolo fa riferimento all’esperienza formativa rivolta ai case manager del Reddito di Cittadinanza, realizzata dall’Università di Padova, nella quale sono stati realizzati 914 project work. L’analisi di quelli focalizzati sul contrasto alla povertà educativa e sui bisogni dei bambini fa emergere il potenziale preventivo di questa misura e l’importanza di risposte comunitarie, stabili e innovative a questi bisogni.
Nel presente articolo vengono illustrati i primi risultati dell’indagine INAPP. L’indagine è finalizzata a implementare, in un’ottica inclusiva ed integrata, un si-stema di valutazione del livello di acquisizione di alcuni costrutti socioemotivi in-terrelazionati e predittori di comportamenti autoefficaci e prosociali negli studenti delle scuole superiori di alcune province italiane che hanno preso parte al Progetto "PFP: Progetti Formativi Personalizzati con Budget Educativi".