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Tullia Catalan

Enzo Collotti e il processo della Risiera di San Sabba: la storia come impegno civile

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 298 / 2022

Negli anni Settanta Enzo Collotti si spese come storico, collaborando con la magistratura, affinché fosse avviata l’istruttoria per il processo della Risiera di S. Sabba di Trieste. Successivamente, egli intervenne in più sedi per esprimere la delusione provata dagli storici per la sentenza del 1976. Collotti infatti definì il processo come "dimezzato", in quanto a suo avviso la magistratura locale non aveva voluto fare un processo politico, e quindi affrontare le responsabilità del fascismo e del collaborazionismo per i fatti del 1943-1945.

Enzo Collotti è stato il maggiore storico germanista italiano del Secondo dopoguerra; alla Germania come oggetto di studio egli giunse però non tramite un percorso accademico, ma attraverso la sintesi delle esperienze concretamente vissute da adolescente, tra il 1940 e il 1945, in una città cardine e crocevia come Trieste e dell’interesse verso le componenti della sinistra socialista non riconducibili alle ortodossie comunista e socialdemocratica, tra cui spicca l’austromarxismo. Comprendere la contraddizione tra la presenza nell’area germanofona di una sfera culturale di altissimo livello e il drammatico manifestarsi tra il 1933 e il 1945 della forma più radicale e distruttiva di fascismo divenne di conseguenza uno dei suoi principali obiettivi, a cui dedicò decenni di fattiva ricerca.

Mariuccia Salvati

Un grande storico del Novecento europeo

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 298 / 2022

L’articolo rilegge il volume di Enzo Collotti (Impegno civile e passione critica, a cura di Mariuccia Salvati, Viella, 2010) sottolineando il carattere altamente rappresentativo della biografia intellettuale qui ricostruita - in un dialogo intergenerazionale - per la comprensione del Novecento europeo e delle sue grandi fratture.

David Bidussa

Enzo Collotti e l’Istituto Giangiacomo Feltrinelli (1959-1963)

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 298 / 2022

Enzo Collotti tra 1959 e 1963 contribuisce a dare un profilo culturale alla sezione "Germania" della Biblioteca dell’Istituto (poi Fondazione) Feltrinelli. Da quel lavoro di organizzazione delle fonti si profilano alcuni dei temi che costituiscono il corpo essenziale dei suoi interessi di ricerca e di produzione storiografica.

Nicola Labanca

Enzo Collotti e la storia contemporanea in Italia

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 298 / 2022

Il gruppo di interventi che questo articolo introduce mira a ricordare, a pochi mesi dalla morte, un grande studioso italiano di respiro europeo. Enzo Collotti (1929-2021) è stato per lunghi decenni una delle figure più importanti della storiografia contemporaneistica italiana. Questo articolo, oltre a ricordare i punti essenziali del suo percorso di vita e di studi, sottolinea l’essere stato Collotti sia formalmente uno dei primi docenti universitari italiani di storia contemporanea, sia il suo esserlo stato sostanzialmente da studioso impegnato, ma in modalità che in niente perdevano per questo in rigore filologico e metodologico. Gli articoli si occupano degli anni trascorsi da Collotti presso l’Istituto Giangiacomo Feltrinelli, 1959-1963 (David Bidussa), della sua dimensione di grande storico del Novecento europeo (Mariuccia Salvati), della difficoltà di dichiararsi Linkssozialist nel secondo dopoguerra e dell’essere stato il più grande storico germanista dell’Italia della seconda metà del Ventesimo secolo (Brunello Mantelli), del suo impegno per il processo della Risiera di San Sabba (Tullia Catalan), del suo percorso di ricerca sulle persecuzioni antiebraiche e sulla Shoah in Italia e in Europa (Valeria Galimi), sulla sua apertura internazionale e ai nuovi percorsi storiografici in quanto docente universitario (Silvia Salvatici), e su una importante e trentennale attività svolta con gli insegnanti delle scuole superiori di Firenze (Gaspare Polizzi).

Gabriella Cassia, Adriana Gagliardi, Roberto Metrangolo, Giuseppe Riggi

Recensioni

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Antonello Correale, La potenza delle immagini. L’eccesso di sensorialità nella psicosi, nel trauma e nei borderline. A cura di Leonardo Provini, di Gabriella Cassia Paola Golinelli, Riflessioni Psicoanalitiche su scrittura, cinema e arte. Di fronte alla bellezza e alla perdita, di Adriana Gagliardi Christopher Bollas, Tre caratteri. Narcisista, borderline, maniaco depressivo, di Roberto Metrangolo Elsa Oliveira Dias, La teoria dei processi maturativi di Winnicott, di Giuseppe Riggi

Alma Amplatz, Tecla Cappellucci, Valentina Cosmi, Alessandra Dore, Elena Guidi, Andrea Luca, Nadia Maria Peron, Walter Roberto, Sabina Salvaneschi, Cristiano Scandurra

Del corpo, del limite: riflessioni sull’omogenitorialità

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

L’articolo descrive i temi che sono stati approfonditi da un gruppo di studio della SIPP su: "Sfumature in dialogo: identità di genere, tematiche LGBTQ+ e nuove configurazioni familiari" in un iniziale periodo di incontri. Gli argomenti non sono stati affrontati da una prospettiva clinica, ma la porta d’accesso è stata quella della ricerca psicoanalitica, con un’apertura alle molteplici sfumature dell’essere umano, e con la consapevolezza dell’importanza della disponibilità all’ascolto e della capacità di sospensione del giudizio, l’epoché nel senso husserliano. Il primo argomento di studio è stato: l’omogenitorialità. L’articolo descrive quanto tale tema non possa prescindere da una nuova considerazione del legame mente-corpo: il corpo è considerato nei diversi passaggi legati alla Procreazione Medicalmente Assistita o alla Gestazione per Altri, ma anche quando sono coinvolti, in modo reale o simbolico, i corpi di donatori, donatrici e gestanti. Con le nuove frontiere pro-creative si assiste alla diffrazione del processo di concepimento (scissione mente-corpo) e la filiazione che ne deriva si costituisce come una rappresentazione «bio-medica del legame tra parti del corpo e prodotti del corpo». Ma ci troviamo anche a fare i conti con le menti e con il pensiero di queste coppie che si scontrano con la legittimità che la società può offrire ai loro desideri, alle loro scelte di vita, che possono in alcuni casi entrare in conflitto anche con il mondo interno di ciascuno. Passando per una disamina storico-filosofica del concetto mente-corpo nonché di limite, si è giunti ad alcuni interrogativi attuali: le tecnologie di fecondazione assistita rappresentano un ulteriore passo per una scissione mente-corpo o una delle tante espressioni di un sano progresso umano? Dove va a finire nella visione classica dell’Edipo il corpo sessuato? Quanto i termini, materna e paterna, appaiono ancora oggi adeguati?

Francesco Ianì

Il corpo nella psicologia cognitiva

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Per definizione, la psicologia cognitiva sembra occuparsi di tutto ciò che non ha a che fare con il corpo: processi cognitivi, rappresentazioni mentali, tracce mnestiche etc. Nel presente articolo, l’autore cerca di evidenziare come invece, al-meno nelle ultime due decadi, il corpo sia entrato prepotentemente al centro del dibattito di tutte quelle discipline che ruotano attorno alla scienza cognitiva. La nascita della cosiddetta Embodied Cognition (EC) ha rappresentato per certi aspetti una piccola rivoluzione che ha mutato in modo radicale, quanto meno all’interno di specifici domini, il modo di intendere la mente. Pur in un’ottica critica, l’autore mira ad evidenziare come uno dei più grandi meriti dell’EC consista nell’aver minato alle fondamenta alcuni assunti insiti nella psicologia cognitiva, quali la netta distinzione tra conoscenza procedurale e dichiarativa, tra percezione e azione, e quella più generale tra l’ambiente percepito e le strutture cognitive at-traverso il quale esso viene rappresentato. L’autore mira a evidenziare come l’EC abbia quindi permesso di evidenziare l’estrema flessibilità, epistemologica e operativa, delle funzioni cognitive e la loro dipendenza dall’azione e dal corpo, distin-guendosi così da diverse teorizzazioni precedenti in cui il primato del ruolo del lin-guaggio non era mai stato messo in discussione.

Chiara Nicolini

Una esperienza di supervisione all’hospice

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

L’autore racconta 10 anni di supervisione in un hospice che accoglie malati terminali. La supervisione è rivolta agli operatori impegnati non solo nelle cure fisiche, ma anche nell’accudimento di tutta la persona, che in una fase della vita così delicata necessita di particolari attenzioni. Il personale di cura è coinvolto con tut-ta la sua mente e il suo corpo. Questo vale per ogni situazione di cura fisica, ma in particolare nell’hospice dove il corpo e lo spirito del malato sono completamente dipendenti dalle cure degli operatori. L’autore considera i corpi concreti degli ope-ratori e dei pazienti come potenzialità di pensiero in divenire. La supervisione ha anche un compito di manutenzione del narcisismo sano degli operatori che li aiuti a mantenere un buon legame col proprio sé anche corporeo. Gli incontri di supervisione possono costituire un’occasione per far venire alla luce i pensieri, possono attivare un funzionamento mentale capace di reggere l’impatto con le emozioni a volte molto forti che si vengono a formare in un hospice, grazie alla relazione af-fettiva che si crea nel gruppo. L’autore riporta diversi episodi emersi durante gli incontri di supervisione che mostrano non solo le difficoltà che un lavoro così delicato, a stretto contatto con la malattia e la morte comportano, ma anche le risorse che questi operatori mettono in atto. Vengono riferiti i riflessi degli incontri di su-pervisione anche sulla loro vita esterna all’hospice, nel corso degli anni gli operatori hanno iniziato a fidarsi di più della loro capacità d’ascolto e comunicazione, riescono a fermarsi a pensare anche a casa con i loro familiari.

Claudio Donadoni

Dissociazione mente-corpo e schizoidia

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

In questo articolo l’autore descrive alcune fasi dell’esperienza psicoterapica di un paziente schizoide con particolare riferimento ad alcuni aspetti relativi alla tematica del corpo ed al cambiamento. In particolare viene evidenziata la difficoltà, per questo paziente, di «insediare la psiche nel corpo» (Di Benedetto, 2017), a cau-sa della relazione con una madre che, incapace di elaborare il «lutto originario» relativo ad una separazione psichica dal figlio, continua a mantenere nel tempo una relazione con lui di tipo inglobante, attraverso la quale sembra vanificare ogni sua potenzialità di autonomia e di crescita. I tentativi del paziente di rimettere in gioco parti vive in alcune sue relazioni amicali, o di pervenire a livelli maggiori di separatezza rispetto alla figura materna, suscitano in lui angosce di perdita e di frammentazione che lo inducono a ritornare sui suoi passi.

Maria Bove

Corpi di frontiera. La costruzione di una abitabilità psichica

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

In questo scritto l’autrice tenta di mostrare come il corpo si esprima come fron-tiera della pensabilità ma anche come veicolo importante di emozioni che non trovano nella parola alcuna possibilità espressiva. Il corpo può essere sentito come un intralcio, un ostacolo al lavoro analitico. L’autrice propone di vedere come il corpo da limite possa diventare una risorsa importante se la coppia analitica si consente di tollerare le attese, il vuoto, la sospensione di senso. Pensare al corpo richiede l’attivazione di nuovi modi di abitare la stanza d’analisi e forme di lavoro basate sul sostare su un limite/frontiera. I due casi clinici esposti, mostrano le esplosioni e le implosioni delle emozioni attraverso il corpo, un possibile lavoro sui silenzi o sulle difese dal pensiero in seduta. Si riflette, infatti, sulla necessità del la-voro sul presente, sul modo di danzare della coppia analitica, sull’umanizzazione dei vissuti del paziente, come elementi ineludibili per creazione di uno spazio abi-tabile per lo psichismo, che trova il suo fondamento nel corpo inteso come centro vitale del Sé.

Anna Carla Aufiero

Voci senza corpo, corpi senza voce: Eco e Narciso ai tempi della post-modernità

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

L’autrice parte da una premessa antropologica e successivamente utilizza delle finestre cliniche per proporre delle riflessioni sull’uso degli strumenti digitali e sul loro possibile effetto da un lato nello sviluppo dei processi mentali, dall’altro nella trasformazione di alcuni assetti sociali. Vengono analizzati i casi di due adolescenti che hanno quale sintomo principale l’uso massiccio della Rete, per lo più attraverso social network, con conseguente stato di isolamento e ritiro. Il primo viene messo a confronto con un frammento di infant observation, il secondo con il caso di un paziente psicosomatico. La tesi dell’autrice è che le cosiddette internet addiction possano essere inquadrate come somatosi digitali e in quanto tali trattate secondo le teorie e l’approccio clinico noto per le patologie del sistema mente-corpo. Ciò supponendo che la Rete possa diventare, in tali casi, un luogo psichico nel quale si collochi ciò che non è rappresentabile, luogo affine al somatico dal quale non ci si può affrancare pena l’angoscia di disintegrazione.

Zeno Giusti, Simonetta Maria Gabriella Adamo

Il processo psicoterapico con un preadolescente affetto da una patologica cronica intestinale

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Quest’articolo intende proporre una riflessione sugli intrecci tra malattia organica e malattia psichica in un preadolescente, affetto da una patologia cronica intestinale seguito in psicoterapia, all’interno di un contesto ospedaliero. La condizione del paziente era aggravata dalla presenza di gravi disturbi psichici in entrambi i genitori. Gli autori partendo da una cornice di riferimento teorico della psicoanalisi an-glosassone si soffermano, in particolare, sui primi anni del percorso terapeutico parallelo del ragazzo e dei suoi genitori, caratterizzati dal passaggio da una situazione di ritiro e isolamento del ragazzo, e dalla presenza di difese onnipotenti e tratti quasi deliranti a una graduale possibilità di accedere a un pensiero simbolico di ri-flettere sui propri sentimenti e a una maggiore capacità di discriminare tra mondo interno ed esterno. La malattia fisica sembra aver rappresentato per il paziente e, indirettamente, per i suoi genitori, l’unico tramite per accedere a un aiuto psicologico.

Rosita Lappi

Corpo erotico, tempo, immagine. Tra arte e psicoanalisi

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Il contributo si muove lungo un percorso storico riguardante il corpo nell’arte, cercando di tracciare una linea circoscritta alla rappresentazione del corpo erotico a partire dalla Ninfa studiata da Aby Warburg e la rappresentazione della donna in arte, fino all’immaginario erotico contemporaneo, intersecando gli studi sull’isteria di Charcot e la psicoanalisi. Volgendosi all’antico e all’arcaico soggetti-vo, lo sguardo sul presente si problematizza, indagando la lunga evoluzione della soggettivazione, lungo forme inedite di narcisismo patologico. Il rapporto con la madre si nasconde nell’ombra di un attaccamento arcaico, come anche nella troppa luce delle scene contemporanee, evidenziando angosce traumatiche per l’assenza dell’oggetto o la sua troppa e traumatica presenza, restituendo fram-menti di uno specchio infranto.

Luigi Antonio Perrotta

Corpi in analisi

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Il contributo inizia con una panoramica sul tema corpo-mente, sottolineandone l’importanza sul piano epistemologico, clinico e teorico nello scenario psicoanalitico. L’autore, attraverso rivisitazioni teoriche e casi clinici, si concentra sui differenti livelli in cui il corpo può entrare nello scenario della mente nel complesso svi-luppo psichico individuale, esplorando la possibilità di rappresentare a livello psi-chico il proprio corpo biologico e soffermandosi sul processo che porta la propria corporeità ad una "visibilità psichica". Quando i primitivi processi di integrazione falliscono o risultano compromessi, può stabilirsi una forma di dissociazione corpo-mente, aspetto che si può evidenziare in diverse forme di psicopatologia e condotte sintomatiche contemporanee. Il contributo, inoltre, attraverso uno specifico passaggio clinico, sottolinea la centralità delle reazioni corporee dell’analista in momenti delicati della cura, soffermandosi su un controtransfert corporeo particolarmente intenso. Il controtransfert corporeo può indicare elementi non ancora avvicinabili su un piano diverso da quello delle manifestazioni somatiche. Il corpo dà indicazioni importanti rispetto alla collocazione di elementi del mondo interno del paziente non pensabili, ed è anche "regolatore di stato" per la relazione terapeutica in corso e per le possibilità e disponibilità di investimento dell’analista stes-so.

Angelo Macchia

Esiste una cosa chiamata "corpo"?

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Integrare l’essere un corpo e l’avere un corpo è una impresa complessa che richiede di essere almeno in due. E se la presenza dell’altro - di M(other) - non è stata sufficiente, ciò che a noi appare come una scissione tra psiche e soma è in realtà l’effetto di una loro mancata integrazione nelle fasi precoci dello sviluppo. L’ipotesi di fondo del presente lavoro è che la dimensione somatica sia una delle forme di espressione dell’inconscio non rimosso e che la mancata integrazione tra psiche e soma possa essere il frutto di un deficit di holding e/o di contenimento che l’analisi e l’analista sono chiamati a sanare. Il corpo "sa" qualcosa di noi e in questo qualcosa la psiche non ha ancora ancora avuto accesso: il dispositivo analitico è uno strumento che tende alla pensabilità di questo sapere inconscio inscritto nel soma. Questo processo coinvolge profondamente l’analista e sollecita maggiormente la dimensione ontologica del suo operare piuttosto che la dimensione epistemologica dell’analisi.

Anna Maria Nicolò, Laura Accetti

Corpo e diniego: l’enigma transgender

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

In adolescenza, più che in ogni altra età della vita, il corpo e le sue vicissitudini assumono un’importanza strutturante. Le trasformazioni puberali danno vita a nuove sensazioni, mutano la percezione delle distanze interpersonali, modificano la rappresentazione di sé, cimentano l’identità. Mostrando come questo processo segua un percorso il cui esito non può essere dato per scontato, le due autrici esplorano le origini del senso di sé nel corpo e dell’immagine corporea, interrogandosi su quelle esperienze in cui il corpo è vissuto come un nemico o un estraneo da ripudiare, attaccare o modificare. Il ripudio del corpo può riguardare un dubbio identitario profondo ma è anche indice di gravi carenze nell’Handling e nella funzione di specchio della madre, del corpo e delle esperienze del bambino. L’esemplificazione clinica relativa all’analisi con un ado-lescente transgender mostrerà le vicissitudini di una profonda distorsione nell’immagine del corpo, e il suo legame con un rispecchiamento materno come forma di diniego verso il sesso del bambino.

Alessandro Bruni

Mind/Body. Speculazioni sulla vexata quaestio

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2022

Il lavoro, partendo dalla disamina delle molte convenzioni che utilizziamo nel-la vita quotidiana e che non corrispondono a teorie scientifiche comprovate, pro-pone alcuni vertici di speculazione intorno alla ormai diffusa dicotomia con cui si mettono in relazione la mente e il corpo. A sostegno di questa idea ostinata viene ricordata la posizione di Cartesio in materia. Una ulteriore disanima è suggerita ci-tando l’idea del "velo di Maya" proposta da Schopenhauer per sostenere che la nostra visione ordinaria del mondo è una fiction illusoria che ci tiene a distanza dalla verità profonda delle cose, idea suggerita già dal pensiero indiano antico e dalla Grecia. Successivamente viene considerata la posizione di Freud: nonostante egli abbia avuto sostanzialmente nel corso della sua vita una posizione unicista, vengono evidenziati i suoi dubbi nel formulare il concetto centrale di "pulsione", che risente totalmente delle ambiguità dell’idea dicotomica. Successivamente si accennerà alla posizione di Bion e di Jung ed infine si proporrà la posizione "emer-gentista" proposta da molti neuroscienziati, come quella che tenta di superare le pastoie epistemologiche della dicotomia.