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Turkish soap operas propose an alternative modernity marked not only by tra-ditional family structures and gender roles but also by the social conservatism im-posed by the current government. Nevertheless, the soap operas in question are also under the pressure of representing social change, particularly as far as wom-en’s rights are concerned. Through this article, the author aims to highlight the ways in which Greek women resist to the patriarchate through their decoding of these particular media texts. Based on the results of an audience ethnography, the author demonstrates that the resistance of meaning receivers is neither always op-positional to the media text, nor necessarily progressive.
In this piece I treat a series of separate phenomena and events that have posed particular challenges to the terrain of feminist reception research as it seeks to grapple with these new elements of the media landscape: the #MeToo movement with its attendant publicity around the pervasiveness of sexual harassment and assault which were shaped by the "media-ready feminism" of mainstream media; reception of a popular media representation of work-life balance; gendered use of online dating apps, the associated ubiquity of "hookup culture", and what it means for feminist reception study when reception means active use but within a context of structured discrimination; and the movement critiquing the lack of representation of women and racial and other groups in the popular online encyclopedia Wikipedia. Each has challenged previous notions of how to conduct feminist media reception research.
L’articolo propone una riflessione a partire dalla visione del documentario Essere Hikikomori. La mia vita in una stanza sul crescente fenomeno mondiale dell’isolamento sociale giovanile, con particolare riferimento al contesto italiano. Occupa un posto di rilievo l’intervista ad Alessandro ed Eva, i protagonisti del documentario, i quali offrono al lettore la possibilità di scoprire il vissuto che li ha accompagnati nel prendere parte a questa avventura e i significati che hanno caratterizzato l’evoluzione e l’unicità della propria esperienza di hikikomori.
L’obiettivo di questo articolo è approfondire il fenomeno giapponese hikikomori; i sintomi dell’hikikomori sono il risultato di meccanismi disfunzionali che coinvolgono molteplici livelli: sociale, familiare e individuale, e vanno inquadrati nella storia dell’individuo e dei contesti di riferimento. Il focus sarà la famiglia e il suo funzionamento, prendendo in considerazione il modello circonflesso di Olson e adottando come strumento il "Faces IV". L’obiettivo è verificare l’esistenza di una correlazione tra struttura familiare e sintomo. Il modello di riferimento è quello sistemico-relazionale con l’obiettivo finale di dar voce a questo malessere e allargare il campo di osservazione.
Il lavoro che presentiamo è un tentativo di definire le caratteristiche di soggetti in età evolutiva, socialmente ritirati, in termini di stati mentali. Si caratterizza, altresì, per la metodologia di indagine che contempla un setting psicoterapeutico caratterizzato da “ascolto attivo” e atteggiamento non giudicante e non direttivo. La ricerca si compone di due fasi. La prima costituita dalla costruzione di prototipi, sulla base dell’osservazione clinica di soggetti in trattamento; la seconda dalla verifica su un campione di soggetti in trattamento della consistenza di tali prototipi. I risultati della ricerca, elaborati solo su base qualitativa, identificano, in una prima fase tre prototipi che abbiamo denominato: 1) mondo nemico aiuto inaccessibile o infido, con due varianti, rabbioso-ostile e sconfitta-umiliata; 2) diversità deviante; 3) straniamento non conflittuale a basso coinvolgimento. Nella seconda fase si sono evidenziate sia le peculiarità presenti nei diversi prototipi, nei termini di giudizio su di sé, sugli altri e sugli stati emozionali prevalenti nelle situazioni di esposizione sociale, sia le caratteristiche comuni a diversi prototipi. L’elaborazione statistica dei dati a nostra disposizione esula da questa analisi preliminare.
Il contributo propone una lettura del caso clinico di Sara dal punto di vista della terapia sistemica e relazionale. Nel commento al caso, al fine di approfondire gli aspetti clinici delle famiglie con ragazzi hikikomori inseriti in percorsi di terapia familiare, si è dato spazio a una riflessione sugli aspetti sociali del fenomeno, ovvero sulle tendenze attuali delle famiglie con un’analisi dell’adolescenza postmoderna nel mondo occidentale. Questa tipologia di sintomo manifestato dai ragazzi è conseguente a un iperinvestimento della famiglia e non può che farci riflettere su un altro sistema fortemente in crisi nella nostra società postmoderna: la coppia. I figli del nostro tempo vivono genitori protesi verso di loro, in una forma di abnegazione della coppia coniugale, sacrificata sull’altare della genitorialità. Nel commento clinico si è dato spazio alla terapia familiare come intervento sul caso, con un approccio integrato dove la peculiarità rispetto agli altri approcci, è connessa alla convocazione del padre e al suo ingaggio nel lavoro clinico. Un piccolo spazio è dedicato per le nuove forme di psicoterapie on line. Nelle conclusioni si descrivono nuove suggestioni e proposte di lavoro in favore di questa nuova forma di disagio psicologico e relazionale del nostro tempo così diffuso e allarmante.