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Elena Grassi, Nicola Marsigli

Ritiro sociale in adolescenza. Il caso di Sara in una visione cognitivista

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022

Nell’articolo viene presentato il caso clinico di Sara, una ragazza di 14 anni ritirata da 8 mesi, inquadrato secondo una visione terapeutica cognitivo-comportamentale. Verrà evidenziata la particolarità e l’importanza dei primi contatti, che, come spesso avviene per questa tipologia di pazienti, passa attraverso l’uso delle nuove tecnologie di comunicazione. L’aggancio e l’instaurarsi di una relazione terapeutica validante sono spesso, infatti, le chiavi per poter avviare un percorso di cura.

Magda Di Renzo, Pamela D’Oria

Ritirata ma non troppo Il travagliato percorso terapeutico di una adolescente

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022

Nell’articolo viene presentata la storia clinica di una ragazza di 14 anni in ritiro sociale da 8 mesi evidenziando le tematiche psichiche che fanno da sfondo al suo disagio. In maniera particolare viene sottolineata la dimensione simbiotica che connota la sua relazione con il materno e che caratterizza l’atmosfera familiare lasciando in secondo piano la figura paterna. Viene evidenziato, altresì, quanto il rifiuto della scuola non sia addebitabile alla dimensione prestazionale ma a difficoltà in ambito relazionale. La storia clinica è anche un’attestazione della possibilità di svolgere percorsi terapeutici online che, con i ragazzi in hikikomori, potrebbe rappresentare un’importante risorsa.

L’articolo descrive la storia e i principi guida del metodo di intervento dell’Associazione Hikikomori Italia, che opera in quasi tutte le Regioni del Paese, grazie alla collaborazione e al confronto costante di genitori e psicologi, che nella chiarezza e diversificazione dei propri ruoli, attuano costantemente una strategia condivisa per "rompere" il muro di silenzio di ragazzi/e e giovani adulti che vivono ritirati dalla vita sociale. L’approccio sistemico alla problematica e la necessità dell’integrazione di interventi di contesti che interagiscono inevitabilmente tra loro, conducono a un metodo di lavoro "integrato e complesso" che inizia con la presa in carico della famiglia (non del singolo), prosegue con l’inserimento dei genitori nei gruppi di auto-mutuo-aiuto regionali, fino alla presa in carico del ragazzo che esprime il disagio. Il raggiungimento di tale obiettivo richiede spesso interventi psico-educativi domiciliari, il coinvolgimento in piccoli gruppi di supporto tra pari, oltre a un capillare lavoro di sensibilizzazione a partire dalle scuole, ma che può coinvolgere contesti di vario genere affinché si possa svolgere un attento lavoro di prevenzione, la strategia principale su cui investire per evitare la cronicizzazione di una problematica molto complessa da affrontare in una fase più avanzata.

Nicolas Tajan

Psicoanalisi e ritiro sociale in Giappone

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022

L’autore in questo lavoro originale introduce il lettore alla dimensione complessa di hikikomori. L’articolo traccia innanzi tutto un quadro del contesto storico ed evolutivo dei servizi dedicati alla salute mentale in Giappone, rintracciando il condizionamento americano avvenuto dal secondo dopoguerra, fino alle sollecitazioni di rinnovamento giunte prevalentemente dal contesto universitario. In questa cornice, grazie a diverse vignette cliniche approfondisce le caratteristiche della condizione di hikikomori. Infine, evidenzia le opportunita di cura offerte da una rinnovata psicoanalisi, in cambiamento all’interno del confronto continuo con altre epistemologie ed esperienze.

Daniela Tortorelli

Voglio stare solo, ma connesso Hikikomori, famiglie e dinamiche relazionali

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022

L’hikikomori e un disturbo nato in Giappone che si sta diffondendo sempre di piu anche nella societa occidentale. Seppur non sia stato ancora inquadrato in una sindrome definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS), presenta caratteristiche peculiari, sia sul piano individuale, che familiare, che sociale, tanto da configurarsi come una nuova forma di disagio psicologico e sociale sempre piu diffusa e preoccupante; e inoltre connessa con la diffusione dell’uso di Internet e video giochi. Nonostante l’individuo persegua l’isolamento, il disturbo veicola dinamiche relazionali relativamente specifiche e peculiari. Il lavoro illustra tali caratteristiche ponendo l’accento sulle dinamiche familiari e sociali connesse a tale disturbo, tracciando un confronto con la societa giapponese. Viene inoltre descritto un caso clinico e una riflessione rispetto al trattamento di tipo sistemico-relazionale.

Ignazio Ardizzone

Ragazzi e ragazze in fuga verso il non umano

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022

Sulla base di un’esperienza clinica decennale come psicoterapeuta a orientamento psicodinamico e psichiatra dell’eta evolutiva l’autore descrive le caratteristiche del ritiro sociale prolungato in ragazzi dai 10 ai 17 anni. Sulla base di due concetti chiave la noosfobia e l’oblio del riconoscimento egli traccia il percorso evolutivo di questa grave patologia e le difficolta nel diagnosticarla. Vengono discussi, inoltre, gli enormi problemi di trattamento che questa disturbo pone e alcune modalita di intervento.

Caterina Parisio, Michele Procacci

Ritiro sociale e depressione durante la pandemia. Il caso di Angela

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022

Gli autori, attraverso la presentazione di un caso clinico, portano alla luce e analizzano la correlazione esistente tra ritiro sociale e disturbo depressivo. I due fattori verranno altresi messi in rapporto con l’esplosione della pandemia da SARS-CoV-2, elemento questo che ha fatto da detonatore a un quadro clinico come quello preso in esame. Ci si soffermera sulle principali linee di trattamento sulla base dei maggiori dati di efficacia.

Marco Bernardini

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2022