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In the Fifth Meditation, Descartes advanced controversial criteria for distinguishing innate ideas, which represent "true" natures such as triangles, from factitious ideas, which represent figments such as winged horses. This paper focuses on Johannes Clauberg’s interpretation of Descartes’s doctrine of figments and argues that this exegetical contribution by one of the earliest Cartesians is worthy of investigation for three main reasons. First, Clauberg’s tacit recourse to Descartes’s Conversation with Burman to clarify the Fifth Meditation reveals something relevant for our knowledge of that enigmatic document. Second, Clauberg’s discussion of Descartes’s criteria for innateness in the light of his own scholastic background has interesting links with recent scholarly debates on the topic. Third, pointing out the shifts in Clauberg’s approach to figments throughout the development of his Ontosophia project makes it possible to reassess the impact of Descartes’s metaphysics on Clauberg’s ontology.
Alexander of Aphrodisias and De Interpretatione: the Case of the Proposition. This article considers a passage in Alexander of Aphrodisias’ commentary on the Prior Analytics (in APr., 10, 13-28) concerning the definition of proposal (premiss or proposition). Its interest lies in the fact that Alexander establishes a very articulated relationship between the definition of proposal that we find in Aristotle’s Prior Analytics (24a16-17) and that of Apophantic reason (position) in De interpretatione (4, 17a2-3). Nonetheless, the author aims to demonstrate that this relationship is problematic and unnecessary because the definition of proposal in Prior Analytics is in fact independent from the definition of Apophantic reason. However, it is also the author’s intention to show why Alexander does this.
Gli autori vogliono presentare un’esperienza realizzata all’interno del Servizio di Psicologia del Reparto di Ostetricia-Puerperio dell’Ospedale Civile di Brescia per indagare quanto sia possibile cogliere il bisogno psicologico nell’immediato dopo parto in un reparto di puerperio, quali variabili possono agevolare o ostacolare la sensazione delle donne di aver bisogno di un aiuto e la loro propensione a richiederlo, constatare la fattibilità di iniziative legate al benessere psicologico all’interno di un reparto ospedaliero e sensibilizzare le puerpere sulle principali tematiche psicologiche legate al puerperio. A una popolazione di 470 puerpere ricoverate nel Reparto di Ostetricia 2 dell’Ospedale, tra il 09/10/2019 e il 31/01/2020, gli autori hanno presentato il Servizio di Psicologia del reparto, offerto la possibilità di effettuare dei colloqui psicologici e chiesto di compilare una scheda di raccolta dati con informazioni personali e legate alla gravidanza. Gli autori hanno rilevato che solo il 4.9% delle puerpere ha espresso un bisogno e richiesto un colloquio e che le variabili che sono risultate più influenti sono state: avere il bambino ricoverato in Terapia Intensiva Neonatale e aver avuto dei contatti con un Consultorio Familiare durante la gravidanza. Infine, gli autori hanno constatato come, all’interno di un reparto di puerperio, sia difficile intercettare il bisogno psicologico delle puerpere, superare gli ostacoli legati al chiedere aiuto e sia necessario continuare a riflettere sulle iniziative che possono essere attuate.