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Questo lavoro s’interroga sul mondo delle coppie descrivendo e confrontando un campione di coppie che hanno chiesto un intervento psicoterapeutico per problematiche relazionali con un campione di coppie "non cliniche". Nel procedere in questa descrizione e confronto ci siamo avvalsi dello strumentario del Prepare/Enrich un programma di valutazione on line del funzionamento delle coppie che restituisce un report con dati sulle intese di coppia nelle principali aree di funzionamento, sulle dinamiche relazionali, sulla valutazione della coppia e delle loro famiglie d’origine secondo il modello circonflesso dei sistemi familiari e di coppia di Olson, sui tratti di personalità dei membri della coppia. Il campione totale è costituito da 39 coppie, per un totale di 78 soggetti. I dati sono stati raccolti durante gli ultimi due anni (2020/2021). Nello specifico, un campione è composto da 19 coppie che hanno richiesto un trattamento per problemi di relazione (CP) presso centri specialistici e un campione (CPM) costituito da 20 coppie che si sono rivolti a centri per corsi prematrimoniali. Dall’analisi dei dati, le coppie in preparazione al matrimonio hanno presentato valori più positivi nella soddisfazione verso la coppia e nel funzionamento generale, nella capacità di riconoscere l’impegno dell’altro partner, nella capacità di affrontare i problemi, nella mancata percezione dell’altro come dominante, nel bilanciamento nella coesione e nella reciproca amabilità e minori differenze nella stabilità emotiva.
Ormai dal 2020 la pandemia di Covid-19 ha modificato bruscamente e brutalmente gran parte delle consuetudini sociali e dei modelli relazionali che sembravano stabili e soggetti a sviluppi progressivi. Tra questi ha avuto enorme sviluppo in psicoterapia la pratica della comunicazione online, attraverso app di messaggistica, videochiamate, gruppi social, piattaforme digitali e altre risorse sfruttate dai professionisti per continuare a prestare la loro opera a individui ma anche coppie e famiglie in difficoltà. Nel corso di tutte le varie fasi di lockdown da marzo 2020 a oggi abbiamo seguito questi cambiamenti attraverso questionari specifici diffusi e raccolti attraverso le risorse social: in particolare sono state indagate le modalità con cui i terapeuti sono passati a lavorare con videosedute e non più prevalentemente in presenza, le loro impressioni sul coinvolgimento dei pazienti e sulla pratica clini ca orientata decisamente in questa nuova forma, la loro soddisfazione. Un’altra indagine ha coinvolto allievi psicoterapeuti al primo anno di specializzazione di tutta Italia per indagare le reazioni e opinioni rispetto al cambiamento sopraggiunto nei training con l’introduzione obbligata della didattica a distanza, proprio agli inizi del percorso formativo; una terza ricerca ha riguardato la comparsa di app nelle terapie e il loro impiego anche da parte degli psicoterapeuti. Tutti questi livelli di indagine dimostrano che la struttura tradizionale dei setting terapeutici e formativi è stata sconvolta dall’accelerazione che la pandemia ha imposto all’impiego delle risorse online, avviando un processo di cambiamento che ancora non si è concluso ma da cui già emerge l’impossibilità di tornare allo stato di fatto anteriore. Anche se le indagini non possono essere indicative dell’esito di un cambiamento ancora in atto, esse seguono in itinere il percorso di una rivoluzione epocale e possono ispirarci alcune previsioni sulla pratica e la didattica della psicoterapia in un mondo post-Covid che ancora al momento attuale deve arrivare.
La letteratura scientifica internazionale dimostra come sia estremamente difficile ingaggiare in psicoterapia adolescenti con gravi comportamenti autolesionisti; per tale motivo l’équipe multidisciplinare della UONPIA ASST Santi Paolo e Carlo di Milano ha implementato all’interno del proprio ambulatorio un servizio specifico di psicoterapia familiare, con l’obiettivo primario di creare un protocollo di intervento integrato al lavoro di presa in carico e valutazione dei pazienti afferenti all’équipe con comportamenti autolesionisti. Lo scopo è quello di offrire al minore e alla sua famiglia un percorso di sostegno e cura dell’intero sistema familiare. L’applicazione di tale intervento con più di 50 famiglie ha favorito la creazione di un protocollo di psicoterapia familiare nel trattamento delle psicopatologie adolescenziali, promuovendo l’elaborazione di una nuova ipotesi clinica sul funzionamento familiare in presenza di un adolescente problematico.
L’articolo presenta i percorsi alternati, una strategia terapeutica sistemica per le anoressie e bulimie adolescenziali ideata da Ugazio (2010; 2013; 2019). Si tratta di un percorso terapeutico pianificato, articolato in quattro fasi, che alternano format familiari a sedute individuali con la paziente. Questo approccio si fonda sulla teoria delle polarità semantiche familiari (Ugazio, 1998; 2012; 2018), secondo cui nella conversazione di e con queste famiglie prevale la semantica del potere. Attraverso la discussione di un caso clinico mostriamo come questa strategia aiuti a superare i dilemmi, legati alle dinamiche di potere, così caratteristici delle psicoterapie con i disturbi alimentari e massimizzi l’alleanza terapeutica con la famiglia e soprattutto con la paziente.
L’autore introduce un viaggio tra le "Vecchie e nuove frontiere della terapia familiare" a partire da una rassegna dei numeri speciali della rivista Terapia Familiare pubblicati dalla sua fondazione al 2005. Viene individuato un filo conduttore tra gli articoli contenuti in quei numeri che segue alcuni temi unificanti: l’eredità del movimento familiare e la sua rappresentazione; i sentimenti fondamentali nei confronti della relazione familiare che emergono in quella eredità; le diverse concezioni della relazione e la loro etica; l’influsso dell’eredità del movimento sul percorso formativo di coloro che scelgono di apprendere a fare psicoterapia nelle scuole relazionali e sistemiche. Il titolo allude al midollo della pianta, il suo cuore essenziale, che piantato genera il nuovo.