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Maria Grazia Sara Sicilia

Il caso Melody

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2022

La biografia di una persona permette di ricostruire il suo stile di vita, la sua personalità, e questa trova corrispondenza nel suo pensiero. I primi ricordi che, secondo Adler, possono fornire preziosi indizi al pari dei test proiettivi e dei sogni non possono essere considerati una biografia e, specie se assunti da più fonti, devono essere prudentemente vagliati e verificati. Se non lo si fa, si banalizza e si scredita la Psicologia Individuale. Analogamente, la pur importante valutazione della posizione nella costellazione familiare non può essere semplicisticamente trasferita sul fecondo contrasto di idee fra Freud ed Adler, specie ora che esistono prove documentali sul loro dibattito e sulla scissione del movimento psicoanalitico.

Pier Francesco Galli, Alberto Merini, Paul Parin

Menzogne in tempo di pace. Tentativo di una critica psicoanalitica ed etnologica dei "diritti dell’uomo"

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2022

Dopo una serie di considerazioni generali sul tema dei diritti dell’uomo, viene fatta una analisi dei problemi messi in luce da due discipline, la psicoanalisi e l’etnologia. Mentre il punto di vista psicoanalitico aiuta a comprendere quali sono i fenomeni psicologici che inducono il rispetto o la violazione dei diritti umani, il punto di vista etnologico, mettendo a confronto diverse culture, permette di rispondere a quesiti riguardanti la diversità dei diritti umani nelle varie strutture sociali, la loro validità comune a più popoli, e l’eventuale imposizione o condizionamen-to, tramite anche l’uso della forza, di diritti differenti a quelli di una determinata situazione culturale. Discutendo con Muhidin Saric (autore del libro del 1993 Keraterm. Erinnerungen aus einem serbischen Lager ["Keraterm. Ricordi da un lager serbo"]. Prefazione di Paul Parin. Klagenfurt: Drava Verlag, 1994), l’Autore cerca di dare una spiegazione a fatti ancora non del tutto chiari.

L’articolo si muove dalla proposta di Sándor Ferenczi, che indica come principale fattore terapeutico l’esperienza vissuta del paziente nella relazione col suo analista. Questa prospettiva è appro-fondita da Michael Balint con il concetto di "nuovo inizio", terapeuticamente efficace in ragione del contributo dello psicoanalista nel "qui e ora" e non grazie alla regressione del paziente. Dopo avere analizzato i rapporti fra il concetto di "nuovo inizio" e le tecniche psicoanalitiche negli anni 1930, infelicemente polarizzate fra esperienza vissuta e comprensione profonda (insight), viene proposta una soluzione alla controversia con il ripristino dell’uso mirato di una pluralità di tecniche terapeutiche.

Maria Ilena Marozza

Contaminazioni epistemologiche. Ernesto de Martino e lo sviluppo di un pensiero psicologico complesso

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2022

Il difficile percorso intrapreso da Ernesto de Martino nell’aprire un confronto tra antropologia e psicologia ha suscitato molte perplessità nel clima culturale degli anni 1960. Prima vengono di-scussi gli ostacoli incontrati dal progetto di ricerca sulle apocalissi culturali e i deliri di fine del mondo, e successivamente viene descritto il nuovo clima culturale che si sviluppò negli anni 1980, con l’emergere di nuovi paradigmi di pensiero favorevoli a un ripensamento del rapporto tra individuo e cultura. In questa prospettiva, il pensiero pionieristico di de Martino nell’intendere la presenza umana come intrinsecamente legata alle istituzioni culturali si prestò molto bene ad aprire una strada verso lo sviluppo di una psicologia complessa.

Salvatore Inglese, Yassin Dia

Henri Collomb: la psichiatria culturale e il suo doppio

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2022

Questo articolo ripercorre l’esperienza di Henri Collomb (1913-1979) presso il Centre Hospita-lier National Universitaire (CHNU) de Fann a Dakar, dal 1959 al 1978, e fornisce un inquadra-mento storico a uno dei testi più significativi prodotti dallo psichiatra francese, "Psychothérapies non verbales traditionnelles en Afrique", presentato a un convegno a Istanbul nel 1970, pubblicato in francese nel 1972 e tradotto in italiano nelle pagine seguenti di questa rivista. In particolare, si approfondiscono i seguenti temi: le metodologie adottate dall’équipe ospedaliera (multidiscipli-nare e multilinguistica), le necessità riconfigurative dello spazio nosocomiale e l’introduzione di nuovi strumenti e metodi clinici (presenza di famigliari o accompagnatori, pinth, villaggi psichia-trici), le rappresentazioni nosologiche e le tecniche di cura tradizionali tra cui figura, in particolare, il complesso rituale terapeutico dello N’döp.

Henri Collomb

Psicoterapie tradizionali non verbali in Africa

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2022

È pubblicato per la prima volta in italiano il testo presentato da Henri Collomb (1913-1979) in un convegno a Istanbul nel 1970 e poi redatto in forma scritta nel 1972 in francese. Lo psichiatra francese descrive i significati attribuiti alla sofferenza psichica presso le popolazioni Wolof e Lébou del Senegal, il comportamento della società autoctona nei confronti dell’individuo sofferente, la struttura delle istituzioni terapeutiche native, ed espone, in maniera dettagliata, i metodi e le tecniche di cura tradizionali. L’articolo discute inoltre l’integrazione, l’articolazione e la possibile conflittualità tra psicoterapia occidentale e terapeutiche cosiddette tradizionali, invitando il clinico operante in contesti altri a porsi in una posizione di ascolto e decifrazione delle rappresentazioni nosologiche e delle pratiche di cura locali.

Alessandro Guerra, Marco Meriggi, Christopher Calefati, Catherine Brice, Paolo Conte, Maria Pia Casalena, Agnese Visconti

Recensioni

IL RISORGIMENTO

Fascicolo: 1 / 2022

- Francesco Benigno e Daniele Di Bartolomeo, Napoleone deve morire. L’idea di ripetizione storica nella Rivoluzione francese, Roma, Salerno, 2020, 194 p. br/> - Salvatore Santuccio, Uno stato nello stato. Sette segrete, complotti e rivolte nella Sicilia di primo Ottocento, Acireale, Bonanno, 2020, 301 p.
- Enrico Francia, Oggetti risorgimentali. Una storia materiale della politica nel primo Ottocento, Roma, Carocci, 2021, 180 p.
- Jacopo De Santis, Tra altari e barricate. La vita religiosa a Roma durante la Repubblica romana del 1849, Firenze, Firenze University Press, 2021, 282 p.
- Giampaolo Conte, Il credito di una nazione. Politica, diplomazia e società di fronte al problema del debito pubblico italiano. 1861-1876, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2021, 114 p. - Massimo Baioni, Vedere per credere. Il racconto museale dell’Italia unita, Roma, Viella, 2020, 266 p.
- Gabriele B. Clemens, Geschichte des Risorgimento. Italiens Weg in die Moderne (1770-1870), Wien-Köln, Böhlau, 2021, 264 p.
- Du "Grand Tour" au Traité de Rome: l’Europe au bout du voyage, sous la direction de Francis Démier et Elena Musiani, Rennes, Presses universitaires, 2021, 186 p.

Gianluca Albergoni, Aurelio Musi, Emanuele Pagano, Daniele Di Bartolomeo, Arianna Arisi Rota, Vittorio Criscuolo, Giacomo Girardi, Carlo Bazzani, Riccardo Benzoni, Pierre Coffy, Francesco Leone, Emilio Scaramuzza

A duecento anni dalla morte di Napoleone

IL RISORGIMENTO

Fascicolo: 1 / 2022

Il saggio ricostruisce la rete di relazioni e l’ambito famigliare di Mancini. Il giurista e uomo politico della sinistra storica, deputato dal 1859 alla morte, più volte ministro, riuscì a unire una versatile intelligenza con una grande abilità nello stringere amicizie, rapporti scientifici e professionali nella Napoli degli anni ’40 e poi nell’esilio torinese. Abile avvocato, una parte non piccola del suo successo fu dovuta all’appoggio della sua famiglia, dalla moglie Laura Beatrice, poetessa, molto ben accolta nei salotti, alla figlia Grazia, che assieme al marito Augusto Pierantoni ne sostenne l’equilibrio emotivo e contribuì a costruire e glorificare l’immagine del grande giurista, ponendo a coerenza una parabola scientifica e umana molto più frammentata al cui centro rimase sempre l’attività di avvocatura.

Ermanno Battista

La Camera del Regno come laboratorio regolamentare (1848-1900)

IL RISORGIMENTO

Fascicolo: 1 / 2022

L’articolo analizza i regolamenti parlamentari della Camera elettiva dal 1848 al 1900. L’analisi dei regolamenti permette, infatti, di osservare l’evoluzione del sistema istituzionale del Regno d’Italia dalle sue origini alla crisi di fine secolo. Fu proprio con l’inizio dell’età giolittiana che il tradizionale rapporto di forza esistente tra la corona e il Parlamento venne capovolto a favore di quest’ultimo, con il processo di "democratizzazione regolata".

Angelo Muoio

Popolo, municipi e impero in Lombardia durante il colera (1831-1855)

IL RISORGIMENTO

Fascicolo: 1 / 2022

Le epidemie di colera dell’Ottocento trasformarono le comunità colpite sotto molteplici punti di vista. Attraverso il caso di studio di alcune città della Lombardia preunitaria, l’autore sostiene che dopo il 1848 il colera, pur non avendo conseguenze dirette sul piano dell’organizzazione amministrativa della sanità pubblica, concorse a rendere più rigido il controllo dell’amministrazione centrale asburgica sulla Lombardia. Allo stesso tempo, la penetrazione a livello locale di un discorso sul colera mise a disposizione delle élite cittadine un potente strumento culturale per trasformare la città e le abitudini di vita delle classi urbane subalterne.

Antonella Pietta, Marco Bagliani

Cambiamento climatico e geografia

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2022

Il cambiamento climatico rappresenta una problematica di grande attualità e complessità, che riguarda molti ambiti disciplinari diversi. Questo tema ben si presta a riflessioni e letture di tipo geografico, non solo perché il funzionamento del sistema climatico e i suoi squilibri avvengono all’interno di uno spazio, ma soprattutto perché le caratteristiche, le dinamiche e le proprietà che li connotano sono strettamente legate alla dimensione spaziale.Inoltre, gli aspetti territoriali acquistano un’importanza fondamentale quando si analizzano gli impatti derivanti dagli squilibri del sistema climatico, dato che il riscaldamento globale si traduce in conseguenze molto differenti a seconda della scala e del territorio considerato. Anche nello studio delle azioni di contrasto al global warming è importante il ricorso a chiavi di lettura geografica per cogliere le differenti modalità di declinazione delle politiche di mitigazione e di adattamento alle diverse scale spaziali.Il presente numero monografico non ha l’obiettivo di proporre una rassegna esaustiva delle molteplici analisi geografiche del riscaldamento globale, quanto piuttosto mostrare come la prospettiva geografica possa consentire di approfondire in modo innovativo alcuni aspetti delle conoscenze sui cambiamenti climatici.

Marco Bagliani, Elisa Bignante, Egidio Dansero, Angela Fedi, Stefano Menegat

Cambiamenti climatici e ondate di calore in ambito urbano. Temi, problemi e vissuti della cittadinanza nel caso torinese

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2022

Gli eventi estremi sono uno degli esiti del cambiamento climatico con maggiori implicazioni per il vissuto delle persone. L’articolo indaga l’impatto delle ondate di calore nei contesti urbani, con un’analisi di caso studio. L’analisi intrapresa con il progetto “RicercaEventi Estremi a Torino” si è basata su 120 interviste semi-strutturate agli abitanti di due quartieri periferici. I risultati hanno messo in luce tendenze già rilevate nella letteratura internazionale, in particolare la percezione delle ondate di calore come fenomeni aggravanti preesistenti condizioni di precarietà. I risultati evidenziano anche come aspetti culturali e psicosociali siano fattori chiave per la vulnerabilità dei contesti locali alle ondate di calore.

Federico Martellozzo, Filippo Randelli

Sicurezza alimentare globale e cambiamento climatico. Guardare oltre il prodotto interno lordo

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2022

Recenti ricerche suggeriscono che il numero di persone denutrite nel mondo, dopo essere costantemente diminuito dal 2005, è tornato ad aumentare dal 2014, e nel 2020 si sia attestato intorno a quota 811 milioni. Sebbene l’insicurezza alimentare ( food insecurity - FI) sia una questione di drammatica rilevanza, ed un problema panterrestre, è tuttavia innegabile come alcuni paesi siano più vulnerabili, e conseguentemente più suscettibili rispetto a shock esogeni (e.g. cambiamento climatico, pandemie, ecc.). Questo studio intende offrire osservazioni analitiche come strumento di supporto per l’elaborazione di politiche, finalizzate alla comprensione degli elementi di vulnerabilità del sistema alimentare in un dato paese. Nonostante in letteratura vi siano diversi indici per lo studio della FI, è sovente adottato (a volte per necessità di sintesi) un rationale interpretativo - riduttivo- che riproduce la FI mediante una narrativa di vulnerabilità economica. L’analisi, tramite la rielaborazione propria di indicatori esistenti e la formulazione di simulazioni predittive, vuole problematizzare in che modo i fattori critici individuati (e.g. la struttura produttiva di un paese, i suoi rapporti commerciali, il suolo irrigato, ecc.) possono incidere significativamente sulla FI di un paese, disgiuntamente da una congiuntura economica interna favorevole.

Marco Grasso

Gli agenti di destabilizzazione e la transizione energetica

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2022

L’articolo analizza gli ‘agenti di destabilizzazione’, cioè i soggetti che possono erodere il potere del blocco fossile per agevolare una rapida transizione verso sistemi socio-energetici a bassa intensità carbonica. Gli agenti che modificano i contesti sociali, economici e politici in cui il blocco fossile opera sono considerati forze ‘primarie’ e indirizzano i loro sforzi verso l’erosione delle forme strumentali e discorsive del potere del blocco fossile. Gli agenti che utilizzano i mercati e gli strumenti politici, amministrativi e legali per modificare in senso virtuoso il comportamento del blocco fossile sono definite forze ‘operative’ e mirano a scardinarne il potere istituzionale e materiale. Questa categorizzazione, consentendo di collegare specifici agenti di destabilizzazione a specifiche forme di potere del blocco fossile, fornisce un riferimento analitico per condurre studi empirici sulla transazione energetica.

Antonella Pietta, Marco Bagliani, Edoardo Crescini

L’Italia si adatta? La definizione delle politiche di adattamento al cambiamento climatico alla scala regionale

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2022

Nelle politiche di adattamento la scala locale è centrale per delineare le vulnerabilità dei diversi territori e progettare azioni realmente efficaci. Il contributo presenta un’analisi critica delle politiche di adattamento individuate alla scala regionale in Italia focalizzando l’attenzione su alcune chiavi di lettura: l’impostazione generale delle politiche stesse, la governance messa in atto per l’implementazione, l’integrazione tra le politiche dal punto di vista orizzontale e verticale, la presenza e tipologia dei processi partecipativi, la considerazione delle caratteristiche dei singoli territori all’interno della progettazione delle politiche. Dalle ricerche qui illustrate emerge una situazione di luci ed ombre: su 21 amministrazioni, solo 4 hanno completato l’iter, mentre almeno 5 non hanno ancora iniziato a mobilitarsi in questa direzione.