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Andreas Giannakoulas

Il bambino come "terapia" della difesa maniacale post-traumatica genitoriale

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2022

Con questo mio contributo vorrei portare una critica articolata alla scarsa attenzione rivolta ai diversi processi della funzione cosiddetta di genitorialità e, allo stesso tempo, considerare questi processi come aspetti collusivi inconsci che spesso sono fondamentali, non solo per la fenomenologia del rapporto tra i partner, ma anche per un preciso rapporto tra la sintomatologia dei figli e gli aspetti della patologia collusiva organizzata dalla coppia. Questa affermazione implica tutto il complesso campo della selezione del compagno o della scelta oggettuale coniu-gale. Questa reciprocità collusiva emerge in una varietà di forme. Ad esempio motivazioni reciproche di individui deprivati, traumatizzati, shoccati, o profondamente depressi a scegliere partner analoghi per perpetuare il proprio stato d’animo senza investire o essere investiti affettivamente dall’altro: "Come posso parlare del mio dolore conoscendo l’immensità del tuo!". È stata sottolineata da Winnicott, a questo proposito, la "Falsa Restituzione" dei figli nei confron-ti dei genitori. Questa falsa restituzione e riparazione si esprime attraverso l’identificazione del bambino con la parte dei genitori che non ha subito la dissociazione della difesa maniacale, cioè con la loro parte più profonda, traumatizzata e terrifica, il luogo dove ogni loro difesa maniacale fallisce, il punto dolente, mai elaborato, l’interruzione traumatica dei loro rispettivi Sé, che ha acquisito il senso di un punto di non ritorno. C’è come un tentativo onnipotente da parte del bambino di ristabilire la continuità.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 175 / 2022

A cura della Redazione

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 175 / 2022

La pandemia di Covid 19 ha imposto tutta una nuova serie di sfide da un giorno all’altro per le biblioteche di ricerca, ma soprattutto per le biblioteche pubbliche. Entrambe le categorie, come tutte le altre istituzioni pubbliche, sono state colpite dalle dure procedure di chiusura in misura considerevole. La loro attività di servizio «classica», cioè soprattutto l’uso dei media nelle sale di lettura e il prestito locale e interbibliotecario, si è fermata quasi completamente. Solo i servizi senza contatti personali potevano continuare ad essere utilizzati. Pertanto, i servizi elettronici sono fioriti, nella misura in cui erano già offerti dalle biblioteche. E non solo. È giusto dire che la pandemia ha fatto da «acceleratore» per molte funzioni nel settore bibliotecario, portando in primo piano quelle che in vari casi erano già in fase di crescita - come i servizi digitali - e d’altra parte ha suggerito che altri servizi analogici dovessero essere abbandonati o almeno temporaneamente messi da parte.

Andreas Hedwig

Gli archivi tedeschi durante la crisi da Covid-­19

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 175 / 2022

La crisi del Coronavirus ha rappresentato una notevole sfida per gli archivi tedeschi. Tuttavia, questi hanno adattato la loro comunicazione interna e i loro compiti d’archivio tradizionali abbastanza rapidamente e con successo alle condizioni della pandemia. Per contro, la conservazione del materiale, l’uso pubblico e la mediazione sono state limitate. Gli utenti, dopo la proclamazione dello stato di pandemia, si sono adattati solo gradualmente a sostituire le visite alle sale di lettura con un uso più intenso dei servizi internet, cioè più richieste di ricerca e più ordini di copie digitali del materiale d’archivio. Gli archivi hanno spostato su internet le offerte di eventi e pubblicazioni, cosìcche le potenzialità dei social media sono state usate più intensamente. Nel complesso, la crisi del Coronavirus ha dato agli archivi tedeschi una notevole spinta verso il digitale.

Francesca Sofia

Le età delle rivoluzioni nell’Europa del sud

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 175 / 2022

A partire dal volume Re-imagining democracy in the Mediterranean 1780-1860 - che ha la pretesa di liberare quest’area geopolitica dallo stigma della subalternità - il saggio intende dimostrare la piena partecipazione dell’Europa mediterranea ai dibattiti pubblici coevi e la sua partecipazione originale al sorgere della democrazia.

Il disturbo da gioco d’azzardo è un fenomeno i cui fattori di rischio sono mol-teplici e fra essi ricordiamo i fattori di tipo genetico, familiare, psicologico, motivazionale e ambientale. La provincia di Frosinone risulta essere un territorio molto interessato dal fenomeno del gioco d’azzardo a causa delle sue caratteristiche socioeconomiche e della crisi del tessuto produttivo con conseguente aumento della povertà e della fragilità sociale a fronte di un considerevole aumento della disponibilità e accessibilità di luoghi adibiti a gioco. La ASL di Frosinone, recependo le sollecitazioni della Regione Lazio, ha definito un Piano Locale di contrasto al gioco d’azzardo che prevede tre ambiti di intervento: una azione costante di informazione e sensibilizzazione rivolto alla popolazione generale della provincia, con il coinvolgimento degli stakeholder del territorio; una riorganizzazione dei servizi per le dipendenze con la costituzione di equipe multidisciplinari e la definizione di strumenti specialistici di valutazione diagnostica per una presa in carico globale del paziente con disturbo da gioco d’azzardo; la formazione specialistica degli opera-tori dei servizi per le dipendenze.

Chiara Persichella, Roberta Agusto, Simonette Sermi, Teresa Testigrosso, Raffaella Campalastri

Il Servizio Ausl di Bologna per il Disturbo del Gioco d’Azzardo (DGA)

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2022

Con la riorganizzazione dei SerDP è stato progettato per la città di Bologna il Percorso DGA: la dipendenza da Gioco d’Azzardo è uscita dai SerDP cittadini ed è stato attivato un Servizio specialistico dedicato esclusivamente alla valutazione e cura dei pazienti affetti da Disturbo da Gioco d’Azzardo e famigliari. Il vantaggio di un ambulatorio specificatamente dedicato a tale problematica mette al centro il paziente e i suoi famigliari, come da PDTA, favorisce l’attivazione di programmi trattamentali, che nei SerDP provinciali non potrebbero essere erogati a causa del numero limitato di pazienti affetti da DGA afferenti al servizio.

Gabriele Di Francesco

Il gioco d’azzardo nella società ludica

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2022

Il gioco d’azzardo, fenomeno sociale di massa, è legalmente e socialmente accettato, incentivato dall’illusione di una grande occasione in grado di garantire un’esistenza di ludico disimpegno. Comoda scorciatoia per aumentare la fiscalità erariale dello Stato, l’azzardo entra ambiguamente nell’ambiente domestico, in senso fisico e virtuale. Il giocatore, attore inconsapevole del rischio, viene proiettato in una dimensione apparentemente priva di limiti spazio temporali in cui la percezione del danno viene sublimata, anche fisicamente, nell’esaltazione del proprio piacere.

Mauro Croce, Maurizio Fiasco, Sara Sbaragli

Criminogenesi, vittimizzazione familiare e criminalità organizzata nel gioco d’azzardo

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2022

L’intervento è volto a cogliere nel particolare lo sviluppo delle relazioni crimo-gene e vittimologiche che l’azzardo produce, al fine di elaborare una significativa banca dati sulla relazione fra "gioco", "giocatori" e "ambiente di riferimento". Attraverso un’analisi di secondo livello della letteratura scientifica di riferimento, l’articolo costituisce una disamina sulle componenti criminologiche e vittimologiche: la prima, attinente ai reati commessi giocando in contesti o con modalità ritenuti dal sistema giuridico di riferimento come illegali; un’altra, più importante di-mensione, riguarda il gioco d’azzardo come fattore di criminogenesi, per il giocatore problematico si trova a compiere reati per finanziare le proprie puntate (furto, rapine, riciclaggio, prostituzione) o per favorire il risultato (truffe); ed ancora, i comportamenti di gioco problematico come causa dei processi di vittimizzazione che coinvolgono nello specifico i figli dei giocatori d’azzardo (maltrattamento, abuso, abbandono di minore); in ultimo, il gioco d’azzardo come estrinsecazione, favoreggiamento, attività ai fini commerciali (leciti e non) della criminalità organizzata.

Fabiola Balestrieri

Il ruolo dei new media nella rappresentazione del gioco d’azzardo online

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2022

L’offerta di nuovi giochi d’azzardo, affiancati ai tradizionali, ha seguito la stessa linea di evoluzione di Internet le cui caratteristiche hanno alimentato la diffusione del new gambling o gioco d’azzardo online, pubblicizzato mediante advertising sui social media. Cambiano il modo di giocare, il contesto, la natura della pratica, le strategie di comunicazione e i contenuti promozionali che facilitano l’accesso ai siti di azzardo.

L’obiettivo dell’articolo è quello di ricostruire sociologicamente il GAP, integrando il paradigma della sociologia della devianza con quello della sociologia delle emozioni in tempo pandemico, per arrivare alle implicazioni sulla sicurezza sociale fra reale e virtuale e di verificare l’adeguatezza delle misure legislative vigenti in materia alle trasformazioni conosciute del fenomeno, quindi, dal loro impatto sociale iniziale alle riforme auspicabili.