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Maurizio Ambrosini, Simone Baglioni

Introduzione. Quando la cittadinanza sale dal basso

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2022

Questa introduzione presenta la cornice teorica in cui si situano gli articoli di seguito selezionati per la pubblicazione. La cittadinanza sostanziale o vissuta è emersa nelle scienze sociali in contrappunto rispetto alla cittadinanza formale o legale. Così concepita, diventa l’oggetto di molteplici pratiche e rivendicazioni sviluppate da soggetti e gruppi marginali, segnatamente dagli immigrati, e anche dagli immigrati in condizione irregolare. Diventa altresì un’espressione di iniziativa da parte di soggetti che rischiano costantemente di essere visti come vittime e soggetti sostan-zialmente passivi di condizionamenti strutturali e politiche ostili. Le mobilitazioni politiche di immigrati e rifugiati in diversi paesi sono quindi analizzate come istanze di cittadinanza dal basso. Ma anche un fenomeno meno trattato da questo filone di studi, il volontariato delle persone di origine immigrata, viene qui introdotto come forma di cittadinanza dal basso e come richiesta, implicita o esplicita, di pieno riconoscimento sociale da parte delle società riceventi.

Adriana Grotta, Paola Morra, Euro Pozzi, Maria Iole Colombini

Interventi sul caso Sandro

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Francesco Giglio

L’irrappresentabile ombelico del trauma. Sul dibattito scaturito dall’articolo di Howard B. Levine

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Freud, pur passando dall’ipotesi del trauma psichico accaduto a quella della mera interpretazione soggettiva, manterrà sempre la tesi di eziopatogenesi traumatica delle nevrosi. Da qui l’importanza del trauma, concetto rispetto al quale Howard Levine (2021) segnala un’esigenza psicoanalitica condivisa di maggiore coerenza. Simile necessità, insieme clinica e teorica, passa dalla rinnovata attenzione al registro simbolico, al trauma del linguaggio e alle dolorose parole originarie che han-no generato il soggetto. Fuori dalle sterili contrapposizioni immaginarie fra trauma davvero acca-duto o solo interpretato dal soggetto, oppure tra affetti, corpo e parole, un trauma è reso tale dall’esito distruttivo sulla trama simbolica. Il ritorno del trauma infantile nella forma di avveni-menti attuali rinvia all’inadeguato trattamento simbolico della vicenda traumatica. Occorre allora che il lavoro clinico, ove possibile, si concentri sulle parole, pur dense di affetti, affinché l’antica vicenda cessi di ripetersi per diventare definitivamente passato.

Berthold Rothschild

Introduzione alla problematica degli idioti

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Viene discussa la possibilità che gli psicoanalisti, in quanto intellettuali, senza rendersene conto possano avere il ruolo di "utili idioti", nel senso di fare gli interessi di un determinato sistema di potere o di valori cui essi apparentemente si oppongono, rinunciando quindi a una concezione critica della psicoanalisi. Come è noto, l’espressione "utili idioti" viene attribuita a Stalin, che la usò per definire un certo tipo di intellettuali. Il possibile ruolo degli psicoanalisti come "utili idioti" è discusso in modo dettagliato nelle sue varie declinazioni e implicazioni, alla luce anche delle vi-cissitudini del movimento degli psicoanalisti di sinistra. Questo testo è stato letto al 3° Convegno del "Collegamento Psicoanalitico Internazionale" (Internationale Psychoanalytische Vernetzung) dal titolo "Sono ancora utili gli idioti?", Palazzo delle Stelline, Milano, 3-4 giugno 1988.

Pier Francesco Galli, Alberto Merini, Paul Parin, Goldy Parin-Matthèy

Sono ancora utili gli idioti? / Psicoanalisi e potere: Introduzione alla discussione

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Vengono fatte alcune riflessioni psicoanalitiche sui rapporti di potere. Tra le altre cose, vengono discussi i seguenti aspetti: la frequente mancanza di consapevolezza delle dinamiche di potere, gli ostacoli teorici e quelli pratici per una comprensione psicoanalitica dei rapporti di potere, le diffe-renze tra i pazienti provenienti da elevate e basse classi sociali all’interno del trattamento psicoana-litico, e le dinamiche di potere che possono attivarsi tra analista e analizzando, con l’influenza an-che dell’istituzione psicoanalitica. Questo testo è stato letto come introduzione al 3° Convegno del "Collegamento Psicoanalitico Internazionale" (Internationale Psychoanalytische Vernetzung) dal titolo "Sono ancora utili gli idioti?", Palazzo delle Stelline, Milano, 3-4 giugno 1988.

Pier Maria Furlan

Presentazione del libro di Otto F. Kernberg. Sindromi marginali e narcisismo patologico (1978)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Viene ripubblicata la Presentazione della edizione italiana del libro di Otto F. Kernberg Borderline Conditions and Pathological Narcissism (New York: Aronson, 1975): Sindromi marginali e narcisismo patologico (Torino: Boringhieri, 1978, pp. 9-21). Le innovazioni teoriche e tecniche proposte da Kernberg riguardo al disturbo borderline di personalità e al narcisismo patologico vengono discusse alla luce di alcune considerazioni sugli sviluppi della teoria psicoanalitica. Que-sta Presentazione è ripubblicata per ricordare Pier Maria Furlan, che è scomparso il 20 gennaio 2022 e che ha fatto parte della redazione di Psicoterapia e Scienze Umane dal 1978 al 1991.

Maria Gabriella Pediconi, Glauco Maria Genga

La concezione giuridica dell’amore. Giacomo B. Contri, freudiano dopo Lacan

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

«Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico» (Contri, 1994): è questa la direzione dell’elaborazione di Giacomo B. Contri (1941-2022), freudiano dopo Lacan, così come risulta dagli articoli e dalle interviste pubblicate sulla rivista Psicoterapia e Scienze Umane dal 1989 al 2016, che qui riper-corriamo. Contri mette a punto un paradigma rivoluzionario, con il duplice risultato di far progre-dire la scienza dell’inconscio inaugurata da Freud e correggere gli errori del suo maestro: «Da Lacan ho imparato a essere freudiano» (Guerrieri & Contri, 1993, p. 103). Se l’inconscio è una legge terza rispetto a natura e cultura, in quanto il pensiero elabora fin dagli inizi le condizioni del-la soddisfazione per mezzo di un altro, lo psicoanalista cura l’inconscio in crisi per mezzo del pensiero stesso. Decisivo il passo del 2010: constatando che una Scuola lascia intatto il modello maestro/allievo - psicologia delle masse - Contri fonda la Società Amici del Pensiero "Sigmund Freud", radicalizzando così il distacco dal paradigma lacaniano.

Erich Fromm

Il concetto freudiano di sessualità (1957)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Viene pubblicata per la prima volta in italiano una lezione che Erich Fromm tenne il 28 maggio 1957 alla New School for Social Research di New York. Questa era l’ultima di una serie di lezio-ni sui concetti principali della psicoanalisi freudiana, la maggior parte delle quali non furono regi-strate mentre quest’ultima fu registrata e trascritta. Fromm discute i seguenti argomenti: il concetto fisiologico di sessualità in Freud e la concezione biologica della sessualità proposta da Fromm; il ruolo della mascolinità e della femminilità; il concetto freudiano di libido; la teoria della natura umana secondo Fromm, in cui vengono concettualizzati diversi bisogni dell’essere umano così come sono stati descritti nel libro del 1955 Psicanalisi della società contemporanea (il bisogno di essere in relazione, il bisogno di radicamento, il bisogno di un senso di identità, il bisogno di tra-scendenza, il bisogno di una cornice di riferimento e di un oggetto di devozione); implicazioni per la comprensione dei pazienti; le associazioni libere; il rapporto tra analista e paziente; l’importanza dei sogni; la situazione attuale della psicoanalisi e il suo futuro.

Giorgio Meneguz

Interventi: La Psicologia Individuale di Adler non è altro che autorispecchiamento?

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Riassunto. In questo breve commento sull’articolo di Romano (2022) "Le radici autobiografiche della Psicologia Individuale di Alfred Adler", ci si interroga se sia metodologicamente corretto indicare nel racconto delle drammatiche esperienze infantili di Alfred Adler l’unico fondamento radicale della costruzione del suo sistema teorico e del conflitto con Freud.

Giansecondo Mazzoli

Interventi: Alfred Adler e la Psicologia Individuale tra semplificazioni e complessità

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Questo commento sull’articolo di Cesare Romano (2022) costituisce una integrazione a questo testo che presenta in modo corretto, ma parziale, la relazione tra le vicende biografiche della vita di Alfred Adler e l’ideazione di costrutti psicologici che hanno concorso a dare struttura all’impianto teorico della Psicologia Individuale. Pur nella sua sinteticità, il commento integra quanto non pro-posto nell’articolo; ma è anche occasione per lasciar intravvedere la più significativa articolazione della teoria di Alfred Adler. Viene ripercorso, in poche righe, il topos che ha spesso accompagna-to l’interpretazione della Psicologia Individuale: di essere una teoria semplice, facilmente descrivi-bile con il ricorso ad alcuni concetti cardine. In realtà è una teoria che apre numerose prospettive per la comprensione della complessità del funzionamento mentale che, nel presente commento, è in parte descritta e in parte lasciata solo intendere.

Cesare Romano

Le radici autobiografiche della Psicologia Individuale di Alfred Adler

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2022

Partendo dalla constatazione che la vita emotiva e le vicende personali di un autore hanno un’influenza sulla sua costruzione teorica, si ricostruisce, sulla base di alcuni spunti autobiografici redatti dallo stesso Alfred Adler, l’influenza che la malattia infantile che lo afflisse e alcuni ricordi d’infanzia ebbero su alcuni elementi cardine della sua Psicologia Individuale: l’inferiorità d’organo, l’aspirazione al potere, la protesta virile. Questi elementi chiave della sua personale teo-ria fanno sospettare che il suo passato infantile abbia contribuito a plasmare in gran parte la sua costruzione teorica, come la sua rivalità col fratello maggiore Sigmund sia stata decisiva nel fo-mentare la sua rivalità nei confronti di Freud.

La pandemia di COVID-19 ha messo in evidenza le gravi difficoltà che da tempo attraversa il campo della salute mentale a causa dei progressivi tagli di personale e della sofferenza che pesa sulla popolazione e sugli stessi operatori. Le tre associazioni CNSP, FIAP e SIPSIC, che rappresentano la maggioranza degli psicoterapeuti italiani dei diversi orientamenti, richiedono interventi mirati, tra cui vi sono i seguenti: il rispetto e l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nei Servizi; l’aumento del numero degli psicoterapeuti; il riconoscimento della necessità di interventi psicoterapeutici mirati alle diverse forme di disagio e fasi del ciclo vitale; convenzioni o protocolli di intesa tra il Servizio Sanitario Nazionale e i Centri clinici delle Scuole di psicoterapia legate ad associazioni scientifiche.