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The universality of trauma as a fact of life activates extensive fields for their explorations, scientific and otherwise. In this lecture we will focus on an important and complex cluster of trauma responses, of trauma defense mechanisms – the psychic retreats (PR) and the social-psychic retreats (SPR). Although, like trauma itself, these phenomena are also universal, they are neither easy for revealing nor for explaining and understanding. Therefore, most often they stay hidden under the surface of human interactions, causing various damaging effects onto persons, families, communities, and societies. We plan to talk about how we can recognize them, as well as, how to cope with. Group analytic groups, small, median and large, are of special value as spaces with available techniques for encountering them with less fear than in many other circumstances. Therefore, in our groups it is possible to make joint efforts in containing, revealing and transforming them within the warmth of human understanding. Examples will be shared from clinical groups, as well as from applied group analytic work as are Reflective Citizens workshops. We hope to have time for sharing new phenomena from this area: in current Covid19 pandemics and globalized psycho-social trauma new dynamics related to the “shattering of SPRs” occur, like various bizarre destructive particles from previous more stable forms of SPRs detaching from their previous usual bearing places are floating in our matrices making scary forms. Recognizing and more awareness might be useful for preventing damages.

Il libro di Roby Friedmann, di grande interesse e innovativo sotto molti aspetti, evidenzia la capacità dell’autore di apprendere in modo coraggioso dall’esperienza della propria vita. Ciò ha permesso all’autore di esprimere una grande creatività e autenticità nell’affrontare le problematiche trattate a cominciare dal dreamtelling evidenziandone le dinamiche relazionali. L’attenzione alle relazioni caratterizza tutto il testo, anche la relazione con il nemico. L’autore affronta e approfondisce il tema della patologia delle relazioni e ricorda che già Foulkes aveva ipotizzato che la patologia non fosse dell’individuo ma nelle relazioni, ipotesi confermata dal lavoro nel setting gruppale. La terza parte conclusiva, particolarmente creativa, riguarda la matrice del soldato che fa riferimento non solo all’esercito ma anche all’ambiente sociale fortemente militarizzato in cui questa e` inserita e alla relazione che si instaura con un gruppo nemico. Dalla lettura si evince una costante tensione etica dove la matrice tripartita non solo è la pietra angolare della psicoanalisi, ma della vita di ogni essere umano in cui la matrice individuale, la matrice fondativa e quella dinamica si allontanano, si avvicinano e si sovrappongono aprendoci alla fiducia e alla speranza.

Giuseppe Civitarese

Esperienze nei gruppi come chiave per comprendere l’"ultimo" Bion

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2021

Per arrivare a capire l’“ultimo” Bion, cioe` la parte piu` difficile e controversa della sua produzione, quella successiva ad Apprendere dall’esperienza, serve non soltanto una rilettura dei saggi raccolti in Riflettendoci meglio, ma anche tornare a Esperienze nei gruppi. L’ipotesi di questo lavoro e` che Bion abbia trascorso la sua vita di studioso – probabilmente senza nemmeno esserne consapevole, dal momento che non ne parla mai – trasponendo la sua teoria dei gruppi in quella da lui man mano sviluppata per la psicoanalisi individuale. Per illustrare questa tesi, l’autore mette sistematicamente a confronto alcuni dei principi fondanti di entrambe le teorie. Tornare a Esperienze nei gruppi risulta utile anche per un altro motivo. Bion rivoluziona la teoria, ma lavora ancora come un analista kleiniano. Pur offrendo una serie di spunti geniali, non sviluppa mai fino in fondo una tecnica nuova. Per avere una cassetta degli attrezzi analitica che tutti possano utilizzare bisognera` aspettare la teoria analitica del campo, che rappresenta uno sviluppo originale del pensiero bioniano. Quando adotta questo modello, l’analista vede nella coppia analitica non gia` due soggetti isolati che interagiscono l’uno con l’altro, bensi` un gruppo. Non c’e` “fatto” dell’analisi che non possa essere ascoltato come inconsciamente co-creato. Evidenziare l’ispirazione “gruppale” delle opere dell’ultimo Bion ci aiuta a cogliere il vero significato di questo principio tecnico tanto spesso frainteso e viceversa.

Rosalena Cioli, Riccardo Garofalo, Simonetta Guarino, Irene Henche, Manuela Rocci, Concetta Romano, Roberta Russo, Sabrina Sanfilippo, Angela Sordano

Lo Sguardo simbolico nella relazione adulto-bambino-adolescente: una esperienza formativa online sui gruppi di psicodramma in età evolutiva

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2021

L’articolo descrive una esperienza formativa online sui gruppi in età evolutiva condotta con metodi attivi: teatro, psicodramma e tecniche di immaginazione attiva. Scopo del corso è stato quello di offrire strumenti di lavoro da utilizzare sia in ambito preventivo e pedagogico, sia in ambito terapeutico e riabilitativo. Il tema dello Sguardo simbolico sottolinea l’importanza del ruolo dell’adulto nella conduzione di questi gruppi, sia in relazione all’attività significante, sia in relazione allo stile e alle tecniche necessarie a fronteggiare la specificità di funzionamento di ogni fase evolutiva, dall’infanzia, all’adolescenza, al giovane adulto. Il corso è stato articolato in momenti teorico-formativi alternati a giochi teatrali e ad attività esperienziali finalizzate a riattualizzare nel qui e ora dell’esperienza soggettiva dei partecipanti i processi descritti durante i momenti di didattica teorica. L’opportunità di riesperire i nodi cruciali nello sviluppo del bambino o del giovane adulto ha permesso un processo di apprendimento dinamico e fortemente coinvolgente.

Ivan Ambrosiano, Salvatore Gullo, Alessandro Di Caro, Maria Teresa Graffeo, Cecilia Giordano

L’esperienza del paziente nella terapia di gruppo online: una ricerca esplorativa durante il lockdown

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2021

In questo articolo gli autori hanno esplorato, attraverso un questionario strutturato con risposte sia aperte che chiuse, l’esperienza di 39 pazienti che hanno proseguito la psicoterapia di gruppo nel setting online durante il periodo di restrizioni dovute alla pandemia. Sono state indagate diverse aree: il setting, che comprende le reazioni iniziali alla necessità del transito online, le sensazioni nel mostrare e poter vedere gli spazi privati dei partecipanti e dei terapeuti, le difficoltà relative al mantenimento della privacy, l’efficacia clinica, connessa a aspetti positivi e negativi della nuova modalità; la relazione terapeutica, che esplora l’alleanza con i terapeuti e con il gruppo, nonché le rappresentazioni emergenti; e lo stile di conduzione del terapeuta e le dinamiche di gruppo. I risultati sono stati confrontati con la letteratura italiana e internazionale.

L’autore, a partire dal testo di Giuseppe Civitarese “Esperienze nei gruppi come chiave per comprendere l’’ultimo’ Bion”, propone una lettura dei temi trattati e un approfondimento di alcuni aspetti inerenti il rapporto tra gruppo e individuo, le ricadute sulla tecnica delle concezioni postbioniane, l’intersoggettività duale e gruppale nel lavoro analitico, l’utilizzo del modello del campo analitico nelle situazioni gruppali. Il fondamento gruppale della soggettività viene considerato sia come base filosofica ed epistemologica del lavoro terapeutico, sia come presupposto necessario per un certo assetto tecnico del terapeuta che voglia orientare il proprio approccio in un senso intersoggettivo. Il tema del gruppo-a-due costituito dalla coppia terapeutica apre interrogativi e possibili prospettive che sfidano certe visioni del contesto analitico e della relazione terapeutica. Si evidenzia, inoltre, che il pensiero del Bion di Esperienze nei gruppi, come riletto da Civitarese, fornisce interessanti possibilità esplicative e interpretative potendolo applicare anche alla situazione terapeutica duale.

Anna Iannotta, Cristina Toscano, Marco Valentini

Recensioni

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2021

A cura della Redazione

Referee 2021

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 114 / 2021

Dopo la crisi pandemica sono sempre più le aziende che stanno pensando di utilizzare lo smart working come modalità di lavoro vera e propria e non più solo come modalità necessaria in periodo di emergenza sanitaria. Occorre quindi agire sulla transizione verso la nuova normalità, ma per farlo è necessario lavorare su tre direttrici: culturale, tecnologica e normativa. Questo saggio ha l’obiettivo di analizzare il fenomeno dello smart working non solo per quanto concerne il risultato finale, ovvero l’implementazione di questo modello lavorativo, ma anche le fasi che ne precedono l’attuazione in azienda o nelle pubbliche amministrazioni. Verranno affrontati vari aspetti di questa modalità di lavoro: partendo dall’aspetto più generale e normativo, si passerà alla definizione dei pilastri su cui si fonda, all’analisi dello scenario italiano rispetto a quello europeo e alla definizione dei vantaggi e degli svantaggi derivanti, fino ad arrivare alla descrizione delle fasi necessarie alla sua efficace ed efficiente implementazione organizzativa.

Con il presente contributo si intende spiegare come la tecnica della gamifica-tion ed il suo crescente utilizzo da parte delle organizzazioni, sia italiane, sia nel resto del mondo, abbia ampiamente contribuito, nella fase introduttiva più rivolta all’ambiente esterno, all’aumento dell’engagement degli utenti verso prodotti e servizi loro offerti. Dopo averne definito il concetto ed i principali motivi di utilizzo, si passerà ad accennare brevemente come è nata la gamification e come si è sviluppata fino a oggi, per poi focalizzarsi sui metodi di funzionamento e sui numerosi vantaggi di cui potrebbero beneficiare le organizzazioni che decidono di adottarne le varie modalità, in particolare anche all’interno del contesto lavorativo. Il saggio, dunque, ha il compito di illustrare il grado di importanza, nonché di diffusione, dell’utilizzo della tecnica gamification, non solo in Italia, ma in tutto il mondo; l’obiettivo principale, infatti, è quello di capire come l’attenzione ed il coinvolgimento del personale in ambito lavorativo e organizzativo sia fondamen-tale e di spiegare proprio come la gamification agisca al fine di ottimizzare questi due aspetti.

Azio Barani

Innovazione tecnologica, lavoro e processi di cambiamento organizzativo

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 114 / 2021

Un punto fondamentale che si è cercato di mettere in evidenza nel saggio con-siste nel ruolo importante svolto bidirezionalmente dall’innovazione tecnologica nel generare, promuovere, favorire processi di cambiamento organizzativo e con-testualmente nel richiederli o esigerli. Dall’analisi condotta è apparso chiaro che ciascuno degli approcci teorici analizzati è in grado di raccontare un'interpreta-zione della tecnologia, del suo rapporto con le risorse umane e con i modi attraverso i quali ciascuna organizzazione opera nell’ambiente che la circonda; ciascun approccio ha i propri punti di forza e di debolezza ma la comprensione del fenomeno risulterebbe limitata se ci fosse una sola prospettiva teorica a disposi-zione. Per una soddisfacente comprensione del rapporto tra innovazione tecnologica, lavoro e processi di cambiamento organizzativo è stato quindi ritenuto necessario considerare una prospettiva multipla dei fenomeni, accentuando il ruolo delle ri-sorse umane e della tecnologia, per presentare un forte collegamento con le strategie di cambiamento. Questo è stato possibile focalizzando l’attenzione non solo sull’ambiente esterno all’organizzazione, ma principalmente sull’ambiente interno, ovvero il sub-sistema organizzativo, formale-strutturale e informale-relazionale, al fine di evidenziare come si configurano, in termini teorici e concreti, le politiche di cambiamento organizzativo, con particolare riguardo alle leve utilizzate per supportare e gestire il processo e agli agenti coinvolti nell’organizzazione.

Azio Barani

Innovazione tecnologica e lavoro: automazione, occupazione e impatti socio-economici

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 114 / 2021

Le recenti tendenze tecnologiche - come l’Industria 4.0, l’intelligenza artificiale, la robotica - sono diffusamente considerate come fattori generativi della rivo-luzione digitale in atto, con conseguenti profondi impatti socio-economici sia sui mercati del lavoro che sulla natura del lavoro. Le nuove tecnologie stanno automatizzando alcuni lavori, aumentando la domanda di altre occupazioni, spostando i compiti concreti che gli addetti svolgono sul proprio lavoro. Lo scopo di questo contributo è quello di compiere una rassegna della letteratu-ra sui principali impatti socio-economici della rivoluzione digitale e dell’automazione sull’occupazione e sulle dinamiche dei mercati del lavoro.

Il presente saggio apre ripercorrendo le principali fasi storico-evolutive del rapporto tra innovazione tecnologica e lavoro, tipizzate nelle quattro rivoluzioni industriali, cercando di cogliere senso e modalità con cui la tecnologia tocca le nostre società e incide sulla loro articolazione per arrivare a delineare i futuri modelli in cui si integreranno Industry 5.0 e Society 5.0. Certi della portata trasformativa di carattere polanyiano (Seghezzi, 2017) del passaggio d’epoca che stiamo attraversando, poiché consapevoli dei mutamenti che le nuove tecnologie e la cultura che le governa apporteranno all’essenza del capitalismo dei prossimi anni e decenni, elevato diviene il rischio di identificare, in via deterministica e riduttiva (Negrelli e Pacetti, 2018), la quarta rivoluzione industriale unicamente come una naturale evoluzione di tendenze già in atto durante la lunga fase della società industriale o anche come nuovo paradigma tecnologico. Tale sguardo ermeneutico, se rimane fisso su tale unica linea o dimensione, non permette di cogliere gli elementi di rottura sui piani antropologico, sociale, economico ed etico-culturale che questo fenomeno emergente sta evidenziando e di conseguenza non consente di impostare linee di intervento e governo all’altezza delle sfide odierne e future (Zamagni, 2017).

Azio Barani

Premessa

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 114 / 2021

A cura della Redazione

Abstracts

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2021

Arianna Rotondo

Emanuele Ciaceri e la festa di S. Agata

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2021

Il saggio fornisce un’introduzione storica sul saggio di Emanuele Ciaceri, La festa di Sant’Agata e l’antico culto di Iside in Catania, edito sull’«Archivio Storico per la Sicilia Orientale» nel 1905 e riproposto in questo fascicolo. Ne vengono ricostruite le linee interpretative e le fonti utilizzate, così come l’impatto storiografico. L’indagine dello studioso siciliano rimane una lezione di mestiere, per le raffinate competenze filologiche, storiche e archeologiche messe in campo nell’elaborazione della sua tesi sulla festa etnea. Sicuramente il suo orientamento conservatore, che si concretizzerà più avanti nell’adesione al fascismo, ne ha condizionato in termini ideologici l’orizzonte teorico, determinando in larga misura i risultati delle sue ricerche.