RISULTATI RICERCA

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Aline Coelho Sanches, Amanda Basso Morelli

A work of architecture and its critical reception: Casa de Vidro (1952-2014)

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

This article proposes a reflection on the critical reception of the Casa de Vidro, a Lina Bo Bardi’s work, which was where she and Pietro Maria Bardi lived, and which is today home to the Bardi Institute. The contents use methods of historical research, focused on secondary sources, cross-referencing them with unpublished primary sources. It maps, describes, and analyses the critical reception of the project between 1952 and 2014, identifying the periods of greatest interest in the project, and the main values mobilized then. The text concludes with the control exercised by the couple over part of that critical reception, as well as the importance given to the aspects of hybridization and conciliation of opposites as of the 1990s.

L’architettura tradizionale mediterranea condivide con l’architettura monumentale classica e con quella del Movimento Moderno il mito del bianco. È un ideale cromatico che, nonostante i numerosi studi, persiste nel tempo e nell’immaginario collettivo anche nel territorio spagnolo, malgrado la varietà cromatica che in realtà possiede. Pertanto, il principale obiettivo dell’articolo è cercare di comprendere l’origine del mito del bianco nell’architettura tradizionale mediterranea spagnola, la cui influenza è di grande rilevanza nelle proposte architettoniche del Movimento Moderno internazionale e nazionale, nonché la sua demistificazione, evidenziandone la sua vera natura materiale e le varie semantiche cromatiche che la caratterizzano in stretto vincolo con il territorio.

Leonardo Ramondetti, Astrid Safina, Edoardo Bruno

Prosperous Lishui. Ripensare il rapporto tra urbano e rurale nella Cina contemporanea

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

Dopo decenni di forte crescita e di violente trasformazioni urbane, la Cina sembra oggi inaugurare una nuova stagione di sviluppo. La competizione internazionale ‘Future Shan-Shui City. Dwellings in the Lishui Mountains’, promossa nell’aprile 2020 dalla municipalità di Lishui (Zhejiang) per immaginare l’espansione della città esistente ne è un esempio. Il concorso, in linea con le politiche nazionali, evidenzia la necessità di ridefinire i rapporti fra spazio urbano e rurale puntando su un incremento degli usi urbani dello spazio agricolo e della produzione agricola in ambito urbano. Attorno a questo tema insiste in modo particolare la proposta ‘Prosperous Lishui’ del quale il testo che segue discute le principali scelte progettuali.

Davide Ponzini, Zachary M. Jones, Nicole De Togni, Stefano Di Vita

Mega-events and the City. Evolving discourses, planning scales, and heritage

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

The relationship between mega-events and cities is changing due to growing criticism and delegitimization regarding the increase of investments towards new venues and infrastructures. This contribution argues that it is useful to learn jointly from different types of both sporting and cultural mega-events. For instance, the European Capital of Culture promotes multiple approaches to reusing existing venues and infrastructures, integrating events into the urban fabric, with a more sustainable size and budget compared to Olympics or Expo. The article considers international case studies to discuss the construction of public narratives, governance and spatial visions, and cultural heritage. It critically reflects on the potential of the Milano-Cortina 2026 Olympics to respond to these aspects.

Paolo Bozzuto, Emma Missale

Bike Couriers and the City ‘Mess’. Ciclo-logistica e corrieri in bicicletta, a Milano

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

La ciclo-logistica, cioè la consegna di beni materiali operata da corrieri che usano mezzi a pedali, costituisce una prospettiva strategica per ridurre gli impatti negativi del traffico motorizzato nei contesti urbani e metropolitani. Partendo dall’analisi della figura e della cultura dei corrieri in bicicletta e dei bike messenger, questo articolo indaga le attività di ubm (la più importante compagnia di ciclo-logistica a Milano), con particolare riferimento alla fase di ‘lockdown’ determinata dalla pandemia di Covid-19 nel 2020. Da ciò scaturisce, infine, una riflessione sul contributo conoscitivo rilevante e specifico che i corrieri in bicicletta potrebbero dare alla costruzione di una nuova e diversa mobilità per il futuro delle nostre città: una mobilità ciclistica più inclusiva e antifragile.

Daniela De Leo, Alberto Bolognese

L’impegno delle università per le disuguaglianze territoriali. Riflessioni a partire da snai

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

Il saggio prende le mosse da una recente analisi sui modi in cui le università hanno lavorato con i territori dentro e attorno a una importante politica nazionale (la snai) che per prima ha esplicitato un chiaro indirizzo nel contrasto alle diseguaglianze territoriali. Tale indagine ha consentito di riflettere criticamente per provare a indicare modi attraverso i quali le università potrebbero più proficuamente impegnarsi nelle iniziative pubbliche che coinvolgono città e territori, anche sollecitati dai nuovi criteri della vqr-Terza Missione.

Numerosi movimenti community-led stanno emergendo in Europa per rispondere a dinamiche di abbandono e marginalizzazione di territori e popolazioni. Questo articolo si concentra su esperienze nate dal basso in centri urbani e aree marginali, in cui comunità attive e intenzionali hanno prodotto modelli e strumenti di intervento tesi ad ampliare le possibilità di accesso e risignificazione del patrimonio costruito, creando condizioni di rigenerazione territoriale, giustizia sociale, economica e spaziale. Il Mietshäuser Syndikat in Germania e i Community Land Trusts nel Regno Unito sono illustrati quali casi esemplari per il loro radicamento locale e diffusione nazionale, le consolidate pratiche di demercificazione del patrimonio e la potenziale replicabilità nel territorio italiano.

Filippo Schilleci

Le sfide della formazione urbanistica nell’era post-pandemia

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

La diffusione dell’infezione da Sars-CoV2 e la crisi di sistema, che ne è conseguita, hanno generato una serie di impatti che vanno ben oltre il campo dell’epidemiologia investendo anche l’ambito della formazione accademica dei futuri pianificatori sotto il profilo sia dei contenuti che delle metodologie didattiche. L’articolo restituisce una riflessione critica sull’impatto della pandemia da Covid-19 sull’insegnamento del planning a partire dalle esperienze didattiche condotte dall’autore presso il Corso di laurea magistrale in Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale dell’Università degli Studi di Palermo. Un’occasione per avviare un ragionamento più ampio non solo sulle competenze richieste ai pianificatori all’indomani della crisi pandemica ma più in generale su come i corsi di laurea in Pianificazione urbana e territoriale si stanno attrezzando nel fornire agli studenti le competenze necessarie per affrontare le sfide poste dal post-pandemia.

Simonetta Armondi

Spazi e scale del presente. Rileggere le geografie nella pandemia di Covid-19

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

Come si è inscritto l’impatto del coronavirus nel portato del modello dominante di urbanizzazione che ha seguito l’ultima crisi finanziaria globale? La pandemia di Covid-19 ha svelato la fragilità dell’urbanizzazione planetaria, la quale tuttavia sembra aver già inaugurato una fase di ricomposizione e ristrutturazione economica. Nell’articolo si sottolinea come la dimensione spaziale della pandemia, costituisca un importantissimo terreno di ricerca per gli studi urbani e regionali e per la definizione di politiche e strumenti di planning, perché pone all’attenzione il ripensamento di tradizionali confini e poteri istituzionali, economici, politici. Queste considerazioni hanno riverberazioni profonde sulle azioni possibili, non solo per far fronte all’emergenza, ma per reinventare progressivamente alcune traiettorie di urbanizzazione alla scala urbana e regionale.

L’articolo propone una riflessione critica sul rischio di negazione sostanziale di diritti di cittadinanza a partire dalle forme di discriminazione nell’uso e fruizione dello spazio pubblico introdotte dalle crisi globali. La co-produzione di nuovi spazi alla micro-scala e alla scala di quartiere (a partire dagli spazi pubblici o semipubblici spesso privatizzati o sottoutilizzati) può divenire l’occasione per la generazione di nuovi luoghi di condivisione e socialità che rispondano alla richiesta di nuovi servizi e definiscano al contempo il profilo di una pratica urbanistica innovativa, fondata sul pieno riconoscimento del diritto alla città e sul patto istituzionicittadini.

L’articolo muove dalla rilettura degli effetti della pandemia da Covid-19 sulle città, interrogandosi sulle modalità con cui questa ha messo in discussione sia lo spazio organizzativo dell’abitare, sia lo spazio pubblicorelazionale, così come anche le dinamiche di condivisione degli spazi interni alle abitazioni, ma al contempo reinterpretando lo spazio pubblico quale estensione di spazi privati per garantire servizi collettivi. L’articolo ragiona su due proposte: una centrata sull’Harmonic Innovation Living, in corso di applicazione nel comune di Falerna, in Calabria; l’altra sui dispositivi progettuali di riorganizzazione della struttura urbana della Città Metropolitana di Firenze, attraverso il Piano territoriale metropolitano in corso di redazione, che introduce il concetto di ‘piattaforma’ di intervento per ridefinire mobilità e servizi di prossimità.

Ginevra Balletto, Beniamino Murgante, Giuseppe Borruso

Una proposta metodologica per valutare e gestire rischi ambientali-sanitari in Italia

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

La recente pandemia ha inciso su salute e stili di vita, mettendo in risalto la vulnerabilità di città e territori, come la crisi ecologica-ambientale e climatica, quale esito anche delle progressive urbanizzazioni-connessioni urbane. L’emergenza sanitaria è stata governata in assenza di riferimenti geografici-territoriali, spesso generalizzando limitazioni e azioni per il contenimento della diffusione del virus Sars-Cov2. In questo quadro, si propone un approccio metodologico di policy per città e territori, per la gestione multirischio (ambiente-salute) al fine di superare il divario che l’emergenza sanitaria ha ulteriormente evidenziato, sia nell’ambito del completamento della riforma degli enti intermedi in Italia, sia in concomitanza delle transizioni in corso (energetica, ecologica e digitale).

La pandemia da Covid-19 ha messo in discussione concetti fondativi delle città e della sua organizzazione producendo un ampio dibattitto scientifico certamente utile per innovare l’urbanistica e migliorare la vivibilità e resilienza urbana. Tuttavia la possibilità che le azioni proposte siano attuate dipende da quanto rientrino nelle politiche di ripresa e resilienza. Questo articolo passa in rassegna il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (pnrr) per rintracciare linee d’intervento esplicitamente o potenzialmente rivolte al territorio confrontandole con le linee di lavoro su cui si sono orientate teorie e ricerche della comunità scientifica.

Vincenzo Todaro, Annalisa Giampino

Oltre l’emergenza Covid. Visioni e prospettive d’azione

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

Questo servizio riconduce a sistema alcune tra le più significative prospettive di riflessione teorica e relative ricadute sul piano della prassi che si sono avviate in Italia nell’ultimo anno, nel tentativo di superare alcune retoriche sul ritorno alla normalità che sembrano permeare discorsi, narrazioni e proposte operative per il post-pandemia. Un quadro composito di interventi in grado di delineare future agende di ricerca e di proporre per le città e i territori un progetto di futuro differente.

Caterina Barioglio, Daniele Campobenedetto

Coding Tur(i)n. Il potenziale dei codici urbani per le trasformazioni ordinarie a Torino

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

Le città, in particolare in Europa e Nordamerica, stanno affrontando un cambio di paradigma dalla città del nuovo - costruita attraverso espansioni massive - alla città del riuso - basata su modifiche progressive. Con la deindustrializzazione, i cambiamenti negli stili di vita e l’obsolescenza del patrimonio urbano, si sta rafforzando l’uso di strumenti di pianificazione volti a trasformare il tessuto urbano esistente. Obiettivo di questo articolo è esplorare il ruolo dei codici urbani in processi di trasformazione della città ordinaria. Attraverso il caso studio di Torino, si indagano la forma e la stratificazione delle regole urbane, l’intreccio tra strumenti di coding e zoning e gli effetti del sistema regolativo sulla morfologia della città, fornendo suggerimenti per agire sugli strumenti di pianificazione.

Francesca Frassoldati, Matteo Robiglio

Regolare la città per la sua trasformazione. Spunti da un dialogo con la Città di Torino

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

In Italia, è da tempo una consuetudine trans-disciplinare criticare la burocrazia che regola le operazioni sulla città. Eppure la norma di oggi è il prodotto - codificato e temporaneamente fissato - di una lenta costruzione sociale e tecnico-amministrativa. L’articolo si interroga su come sia possibile incorporare e generalizzare, da parte della pubblica amministrazione, le esperienze regolative maturate nei conflitti e nelle contraddizioni di società e mercati in trasformazione strutturale. Tre sezioni fanno luce sulla rilevanza della stratificazione delle stagioni storiche dei codici urbani, delle relazioni fra gli elementi della città nella predisposizione di nuovi quadri di riferimento, e delle ragioni per riconsiderare, nella città del riuso, le condizioni operative dei codici stessi.

Caterina Barioglio, Daniele Campobenedetto

Coding Turn. Regole, forme e funzioni nella città contingente

TERRITORIO

Fascicolo: 98 / 2021

Questa introduzione presenta i contributi del servizio e descrive il contesto di ricerca nel quale gli studi qui presentati sono stati sviluppati. I contenuti sono elaborati da ricercatori del Future Urban Legacy Lab, centro interdipartimentale del Politecnico di Torino, coinvolto nella revisione al Piano regolatore generale della Città di Torino. Il servizio descrive alcuni esiti di questa ricerca, che si pone in relazione con soggetti pubblici e privati nel campo della trasformazione dello spazio fisico, includendo riflessioni sulla stratificazione di alcune regole urbane nella storia della città europea e sulla codifica della città ordinaria e delle sue modificazioni, ma anche esempi di applicazione delle azioni proposte per il miglioramento del sistema di regolazione.

Nei primi anni ’30 del Novecento l’architettura sovietica cambiò drasticamente. Il periodo che vide il passaggio dalla scena di avanguardia al Realismo Socialista è un interessante momento per comprendere la strategia politica sottesa alla costruzione della nuova capitale sovietica: la Mosca monumentale e imponente di Stalin. Attraverso l’analisi di documenti di archivio relativi ai progetti e alle opere dell’Atelier guidato da Il’ja Golosov al Mossovet e al dibattito architettonico del periodo considerato, questo scritto si propone di individuare le nuove strategie politiche per il controllo delle masse e la centralizzazione del potere attraverso la forma della città.