RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105744 titoli

Mariacristina Giambruno, Sonia Pistidda, Benedetta Silva, Francesca Vigotti

Territori marginali e pandemia: quale ruolo per il patrimonio costruito?

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Quale impatto avrà la pandemia in relazione al ritorno nei territori marginali e al conseguente ripopolamento dei borghi storici che a questi territori appartengono?Il recente e intenso dibattito, nonché le opportunità che potranno scaturire dal Next Generation EU, sembrano dare qualche segnale positivo per tornare ad abitare questi luoghi grazie alla soluzione di almeno alcuni dei problemi che ne avevano aggravato lo spopolamento.Ciò che non sembra ancora sufficientemente indagato, invece, è il ruolo che in questo processo potrebbe giocare proprio la consistenza storica dei borghi cosiddetti marginali, il loro costruito e opportuna conservazione.L’analisi di alcune strategie nate pre-pandemia, che a causa di essa hanno avuto un impulso, è occasione per avviare alcune riflessioni sul tema.

Michele Ugolini

Case della Salute: condizioni di fragilità e occasioni di rigenerazione sociale e

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La pandemia da Covid-19 ha evidenziato la centralità di un sistema efficace e diffuso di sanità territoriale.Le Case della Salute, strutture sanitarie dislocate nel territorio di molte regioni italiane appartenenti al settore dell’assistenza primaria, sono considerate, anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, gli strumenti fondamentali per promuovere un rilancio dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali nei territori. L’articolo analizza le esperienze più significative di promozione e redazione di linee guida per la progettazione di Case della Salute in Italia, e in particolare in Emilia-Romagna, con riferimento anche alla pionieristica esperienza inglese. Si propone un percorso progettuale per consolidare le Case della Salute quali luoghi collettivi di riferimento e occasioni di rigenerazione urbana, favorendone la transizione verso l’idea di Case della Comunità proposta dal PNRR.

Marta Dell’Ovo, Catherine Dezio, Alessandra Oppio

Portare al centro i valori nelle politiche di rigenerazione delle aree interne nell’epoca del Covid-19

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

I territori fragili richiedono nuovi strumenti di supporto alla costruzione di politiche in grado di attivare processi di rigenerazione sostenibile. Questa ricerca, ispirata dal dibattito politico e scientifico in corso sulle aree fragili del nostro paese, propone l’applicazione di un approccio metodologico ibrido volto a valutare la vulnerabilità territoriale, mediante un’analisi che combina le potenzialità delle tecniche MCDA con quelle dei GIS. La ricerca propone i risultati di una prima applicazione della metodologia proposta, con un focus sulla costruzione delle funzioni di valore riguardanti molteplici dimensioni di vulnerabilità. L’analisi è stata condotta per le province italiane di Alessandria e Vercelli, entrambe attraversate dal progetto VENTO, una delle più lunghe ciclovie italiane con un grande potenziale di rilancio dei territori attraversati.

Diana Giudici, Catherine Dezio, Ettore Donadoni, Anna Fera

Un modello di ripartenza post Covid per i territori fragili di montagna. Il caso di twin

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La recente pandemia ha riportato i territori montani al centro dei dibattiti politici e accademici, fornendo un’importante occasione per pensare a un progetto di ripartenza. Con la prospettiva di valorizzare il potenziale montano, il turismo post-Covid può farsi promotore di una rigenerazione complessiva, di luoghi e comunità. In quest’ottica il binomio turismo lento su linea (sentieri, cammini e ciclabili) e inclusione sociale può diventare un’opportunità per una strategia unitaria di rilancio dei territori. Per esplorare questa possibilità vieneanalizzato il caso del progetto Trekking Walking Cycling for Inclusion (TWIN), un modello replicabile, pensato per trasformare le fragilità in punto di forza.

Paolo Carli

Risposte urbane rapide per nuovi spazi inclusivi e habitat durante la pandemia

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

FURNISH (Fast Urban Responses For New Inclusive Spaces & Habitat) è un progetto finanziato da EIT Urban Mobility che ha l’obiettivo di aumentare la capacità di fabbricazione digitale locale e di promuovere la riappropriazione dello spazio pubblico grazie all’utilizzodi prototipi mobili per l’arredo urbano per fruire la città in sicurezza, mitigando al contempo il sovraffollamento nello spazio pubblico, al fine di ridurre il contagio da Covid-19. La sfida è accrescere la resilienza locale durante la crisi del Covid-19 aumentando la sicurezzanell’uso dello spazio pubblico.

Mina Akhavan, Ilaria Mariotti, Federica Rossi

Lo sviluppo degli spazi di coworking nelle aree periferiche e rurali in Italia

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La nascita e lo sviluppo degli spazi di coworking si sono rivelati un fenomeno prevalentemente urbano. Negli ultimi anni, tuttavia, le aree periferiche e rurali stanno diventando molto attrattive per questa tipologia di nuovi luoghi del lavoro, anche se la letteratura su questa tematica è limitata.Questo articolo mira a colmare la lacuna, passando in rassegna gli studi sul tema, discutendo il rinnovato ruolo dei coworking nelle aree periferiche e rurali durante la pandemia Covid-19, e fornendo un quadro dettagliato e aggiornato del crescente numero di CSs nelle Aree Interne e nelle aree rurali italiane nel periodo 2018-2020. Infine, vengono presentati alcuni casi studio di coworking periferici e rurali, seguiti da alcune riflessioni conclusive e idee di ricerca per il futuro.

Valentina Cinieri , Alisia Tognon

Riflessioni sulla montagna italiana, tra fragilità e sviluppo sost

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Il dibattito attorno alle aree e ai temi montani è stato per anni marginale rispetto alle politiche di sviluppo nazionali e alle riflessioni teoriche. Da qualche anno il rinnovato interesse per le aree interne ha posto nuovamente attenzione al destino dei territori montani.L’emergenza sanitaria da Covid 19 ha incrementato l’interesse per le aree lontane dai centri metropolitani e accelerato il dibattito e la urgente programmazione per la riattivazione delle aree interne. Partendo dalle tematiche emerse durante un ciclo di seminari promosso nell’ambito del progetto ‘Fragilità Territoriali’ del DAStU / PoliMI, il presente articolo mira a riflettere su due temi chiave, riabitare e neorurale, che includono i concetti di identità, comunità, sostenibilità e cambiamento climatico.

Elena Solero , Piergiorgio Vitillo

Territori fragili al centro. Le aree interne, luoghi da riabitare

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Il saggio approfondisce gli impatti e le possibili politiche e progetti del post-Covid per i territori fragili rappresentati dalle aree interne del nostro paese ed è suddiviso in quattro parti: tornare alle fatiche del progetto (considerare la dimensione strutturale dei progetti, abilitare il futuro, promuovere ridondanza e antifragilità); portare i territori fragili al centro (considerandoli luoghi che contano); ascoltare e imparare dalle comunità (estrarre biografie pertinenti dalle comunità insediate, potenziare le capacità d’ascolto e la capacitazione dei territori); promuovere nuove economie radicate ai luoghi (lavorando pazientemente alla costruzione di economie contestuali d’impatto sociale).

Fabrizia Berlingieri

Prossimità, tempi e transizione. Due indirizzi progettuali per la città

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Una sfida centrale, tra quelle che le città affronteranno nel futuro post-pandemico, consisterà nel riconciliare la sfera dell’abitare individuale con quella collettiva agendo sull’ossatura degli spazi pubblici attraverso una consistente modificazione dei suoi modelli.In questa prospettiva, la riflessione che il contributo propone si concentra sul necessario ripensamento di una scala intermedia per il disegno degli spazi aperti, e su modalità di intervento sempre più caratterizzate da una permanente temporalità nelle dinamiche ditrasformazione dei sistemi urbani e metropolitani.Si tratta di pratiche discrete e incrementali all’interno di un orizzonte incerto, non solo per le conseguenze della pandemia in atto, che diventa oggi un referente costitutivo dell’azione progettuale.

Lavinia Dondi , Michele Morganti

Per una città compatta più resiliente: il ruolo strategico degli i

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La pandemia ha messo in luce le fragilità della città compatta - da tempo assunta a modello di riferimento per la qualità dei suoi spazi, la sua efficienza, la vitalità e il benessere degli abitanti - specie nei tessuti edilizi più densi, poiché generalmente sprovvisti di una rete di spazi aperti di prossimità. Ma ci ha anche fatto rivolgere l’attenzione verso uno degli elementi morfologici predominanti: l’isolato e la sua corte. Seppur sottostimato in termini spaziali, sociali e ambientali, l’invaso cortilizio costituisce un potenziale prezioso per il miglioramento della resilienza urbana. Lo studio indaga tale potenziale nelle recenti esperienze europee di rigenerazione, facendo emergere cinque temi di progetto essenziali per valorizzare il tessuto connettivo semiprivato e incrementare la resilienza della città compatta, anche in relazione ai disastri naturali, crisi sanitarie incluse.

Marco Bovati, Emilia Corradi, Kevin Santus, Ilaria Valente

Azioni di riuso e strategie di comunità nei processi rigenerativi post-pa

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

È possibile immaginare di costruire una rete territoriale nelle aree interne basata sul riuso/riciclo di manufatti esistenti, capace di definire un telaio di supporto ad azioni di prevenzione, mitigazione e gestione delle emergenze, nonché di promuovere la riattivazione di economie e collettività in una dimensione post-Covid?Attraverso un approccio circolare al progetto, l’infrastruttura ferroviaria e le stazioni in disuso potrebbero costituire il supporto di una duplice rigenerazione nella quale azioni di riuso sistemiche e transcalari agiscono per riattivare dinamiche socioeconomiche e spaziali; in questo quadro la relazione tra comunità e progetto può divenire lo strumento per catalizzare nuovi processi di cura e messa a sistema di spazi ed esigenze locali entro problematiche globali.

Miche Bassanelli , Imma Forino

Lavoro immateriale e pandemia. Dalla worksphere all’Ho-Wo in-between

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La pandemia da Covid-19 ha trasformato le esistenze dei lavoratori che si occupano di beni immateriali con il forzato telelavoro e la riconfigurazione degli spazi abitativi in uffici operativi. D’altra parte, le difficoltà del presente si innestano su pregresse fragilità del lavoro terziario, rispetto alle quali organizzazioni manageriali e strutture spaziali si sono continuamente adattate, mentre i lavoratoriassumevano come sistemica l’incertezza della propria occupazione e dei luoghi dove svolgerla. L’articolo traccia un panorama delle debolezze del lavoro immateriale nei primi vent’anni del XXI secolo e indaga lo scenario diffuso dei luoghi di lavoro durante l’emergenza sanitaria. Di seguito, sonda le possibili modalità di lavorare e organizzare gli ambienti (il flipped workplace), mentre dal confinamento fra le pareti domestiche fa derivare altre opportunità di svolgere l’home working, non solo nell’abitazione, ma in ambiti intermedi fra la casa e gli ambienti semi-pubblici.

Lucia Capanema-Alvares, Francesca Cognetti, Alice Ranzini

Spatial (in)justice in pandemic times: bottom-up mobilizations in dialogue

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Marginal urban areas already subject to unequal distribution of welfare facilities and socioeconomic opportunities were badly hit by the Covid-19 pandemic. Taking from a spatial justice perspective, this paper looks at Milan and Rio de Janeiro, two very differentand yet similar cities concerning their disadvantaged communities, focusing on the impacts of the virus, the consequent bottom-up mobilizations and collective actions in poor neighborhoods. It finally draws on possible lessons to learn from their examples

Valentina Cinieri , Andrea Garzulino

Emergenza sanitaria ed edilizia: una possibile opportunità per riabitare i piccoli

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Negli ultimi decenni, l’intervento sugli edifici esistenti ha registrato sempre maggior interesse coinvolgendo il costruito diffuso, parte integrante del tessuto urbano delle città come dei centri abitati minori. Il contributo illustra le necessità di adeguamento degli edifici storici a fronte dell’attenzione verso le aree rurali e marginali emersa oggi maggiormente con la pandemia Covid-19. In evidenza èil rapporto tra il processo di efficientamento energetico, le esigenze di conservazione e l’adeguamento d’uso e gestione del patrimonio costruito. Questa riflessione prende in considerazione l’evoluzione del mercato immobiliare analizzando gli strumenti normativi in tema di retrofit energetico e le strategie di agevolazione fiscale in risposta all’attuale situazione di crisi.

Francesco Curci , Gabriele Pasqui

Territori fragili e pandemia: una sfida per le culture del progetto

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

La pandemia da Covid-19 ha agito da acceleratore di processi territoriali e transcalari che erano già evidenti. Tra questi, un ruolo centrale assume la questione ecologica, con tutte le sue implicazioni politiche e con la sfida che essa pone alle culture della pianificazione e della progettazione in un contesto di incertezza radicale e di crescenti disuguaglianze socio-spaziali. L’articolopropone alcune chiavi di lettura trasversali dei contributi di questa Special Issue, identificando nelle diverse declinazioni un approccio al ridisegno dei territori capace di promuovere progetti e politiche antifragili e basate su criteri di preparedness. Le tre chiavi di lettura che introducono questa riflessione collettiva su pandemia e fragilità territoriali sono dunque state: le interpretazioni dei fenomeni in corso e la riflessione sulle forme di razionalità; l’attenzione alle geografie e alle specificità dei luoghi; le prospettive progettuali e di policy.

Annunziata Maria Oteri , Oana Cristina Tiganea

La dimensione urbana delle epidemie: riflessioni su città e malattie in Europa nel xix secolo

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

Il saggio analizza gli effetti di epidemie e malattie nell’organizzazione e nell’uso degli spazi urbani in età contemporanea in ambito europeo. L’obiettivo è di indagare, in una prospettiva storica, la relazione tra città e malattie e riflettere sui cambiamenti che le epidemie hanno comportato nel tempo nei modi di percezione e fruizione della città. Il saggio indaga inoltre le resistenze al cambiamento che in molti casi hanno compromesso l’efficacia dei provvedimenti adottati, sottolineando quella propensione alla ‘dimenticanza’ che l’umanità sempre manifesta di fronte alle catastrofi.Il contributo analizza strategie, metodi e pratiche, talvolta rivoluzionari, posti in atto dal tardo Settecento per prevenire e contrastare il dilagare di epidemie e mali contagiosi, nonché gli esiti indotti, e propone una riflessione finale su similitudini e differenze tra le esperienze del passato e quanto sta accadendo nell’attuale stagione pandemica.

Cristiana Mattioli, Cristina Renzoni, Paola Savoldi

Scuole e territori fragili. Il modello lungimirante del Contrat École a Br

TERRITORIO

Fascicolo: 97 Suppl. / 2021

L’emergenza pandemica e la chiusura delle scuole hanno inasprito disuguaglianze territoriali ed educative, riportandole al centro del dibattito pubblico. Ne è emersa la conferma del ruolo della scuola e dei suoi spazi quali luoghi centrali per innescare cambiamenti, tanto più nei territori fragili, dove si sommano disagio economico, carenza di servizi, povertà educativa.La crisi in atto rappresenta un’occasione importante per innovare la scuola, aprendola al contesto cui appartiene, anche grazie alle alleanze con la comunità educante.Il programma Contrat École promosso dalla Regione di Bruxelles-Capitale è uno dei riferimenti più evoluti nella sperimentazione di azioni integrate, anche per riflettere su possibili politiche per il contesto italiano, nella fase post-pandemica.

Il DL ‘Rilancio’ n. 34 del 19 maggio 2020 combina gli obiettivi della transizione energetica con il sostegno al settore delle costruzioni. Inoltre, promuovendo il recupero e il riuso degli edifici esistenti, contribuisce a contrastare lo spopolamento dei territori marginali. D’altra parte, migliorare l’efficienza energetica spesso richiede di aggiungere strati isolanti o impianti di generazionelocale, incompatibili con i caratteri tipologici e il valore culturale di un edificio storico.Partendo da una riflessione sul rapporto tra cultura della tutela e cultura della sostenibilità, questo articolo discute l’impatto atteso di queste misure sugli edifici storici e sui processi di marginalizzazione nei territori fragili.

Fulvio Boldreghini, Giuseppe Sancetta

Early warning system e governance del rischio di credito: l’emersione anticipata della crisi d’impresa dal punto di vista dei creditori finanziari

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

La capacità di stimare la probabilità di default è da sempre uno degli obiettivi principali delle istituzioni finanziarie e, nell’imminente futuro, sarà sicuramente la chiave per far fronte all'aumento delle esposizioni deteriorate dovuto agli impatti dell’emergenza pandemica da Covid-19. Il presente lavoro si propone di indagare le pratiche di governance e gli strumenti di gestione del rischio di credito adottati per rilevare tempestivamente segnali di squilibrio economico e finanziario delle società. Di conseguenza, è stata prima condotta una revisione approfondita dei modelli di previsione dell’insolvenza per illustrare limiti e punti di forza ampiamente discussi in letteratura. In secondo luogo, si è fatto ricorso all’analisi di un case study per descrivere sia la metodologia dell’Early Warning System (EWS), sia le pratiche di governance interna adottate per monitorare e gestire tempestivamente i segnali di deterioramento del merito creditizio. I risultati evidenziano la necessità di combinare modelli quantitativi con un approccio di tipo judgmental per costruire un processo di monitoraggio in grado di intercettare anomalie ed evitare errate classificazioni. L'analisi del case study mostra inoltre come il coinvolgimento anticipato degli esperti di ristrutturazione del debito sia un elemento chiave nella definizione delle azioni volte a prevenire eventi di default. 

Alessandro Danovi, Serena Maurutto

La responsabilità degli organi sociali nella riforma del diritto della crisi d’impresa. Un’interpretazione azienda

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

La responsabilità degli organi di governance, nel contesto delle procedure concorsuali, ha visto nel tempo alterne interpretazioni. Il presente contributo propone una razionalizzazione in chiave aziendalistica per evitare il rischio di riconoscere una natura inopportunamente oggettiva alla fattispecie.Nesso di causalità e misurazione del danno vengono riletti con la lente delle teorie manageriali e della creazione di valore, in modo da ottenere una valutazione più oggettiva che funga da giusto equilibrio tra tendenze eccessivamente garantiste e approcci inopportunamente deterministici. Il superamento di tale determinismo si perfeziona con la proposta di un metodo di stima del danno liquidabile, che si sostiene proprio sulla logica decrementale della misurazione del valore distrutto, in luogo di quella meramente contabile del profitto.Nell’attuale contesto di riforma del diritto della crisi, soprattutto alla luce del dovere di agire in prevenzione come disposto dal novellato art. 2086 c.c., non si può prescindere da una valutazione di ciascun atto di gestione, nel contesto specifico dell’azienda in cui esso è compiuto superando approcci pericolosamente generalisti.