RISULTATI RICERCA

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Alessandra Caputi

Il "mostro" di Fuenti. Una storia ambientale e di impegno civile

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 297 / 2021

Nel secondo dopoguerra il paesaggio italiano è stato aggredito in maniera sistematica dalla speculazione edilizia, un fenomeno riconducibile all’assenza di pianificazione urbanistica e alla frammentazione delle competenze amministrative in materia ambientale e urbanistica. In quest’articolo si esamina un caso specifico che riguarda la Costiera amalfitana: quello del cosiddetto "mostro di Fuenti", un albergo costruito abusivamente negli anni Settanta del secolo scorso e abbattuto dopo trent’anni di lotte, proteste e azioni legali. Questo caso consente di indagare anche il ruolo cruciale delle associazioni ambientaliste che contrastarono l’ecomostro, in particolare quello di Italia Nostra. La maggior parte della documentazione consultata per la ricostruzione storica è conservata presso l’archivio di Elena Croce, custodito presso la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, e l’archivio di Antonio Iannello, custodito presso il Comune di Napoli.

In questo articolo l’autore analizza la relazione tra migrazioni e ambiente nel contesto della regione mineraria belga della Vallonia. Partendo dal concetto eco-marxista di metabolismo, l’autore attraversa la storia della secolare relazione tra carbone e società belga e la sua evoluzione a partire dalla stipula dell’accordo bilaterale tra Italia e Belgio noto come "uomini contro carbone". Utilizzando un approccio transdisciplinare proprio delle environmental humanities e della storia ambientale delle migrazioni, l’autore analizza l’evoluzione della relazione metabolica tra carbone, ambiente vallone e lavoro dal punto di vista della biopolitica, della storia del lavoro, della salute, e del corpo dei minatori. Infine, l’autore riflette sul significato storico dell’eredità tossica del metabolismo del carbone e del suo valore in seno alla pratica storiografica, memoriale e politica contemporanee.

Nonostante il crescente interesse per il turismo da parte degli storici ambientali, l’impatto sull’ambiente della diffusione della vacanza balneare lungo le coste mediterranee nella seconda metà del XX secolo ha riscosso un’attenzione limitata sino a oggi. Al fine di contribuire a colmare questa lacuna nell’attuale panorama di studi, l’articolo indaga i conflitti ambientali causati dal tentativo di sviluppare il turismo di massa nel Levante ligure, un’area costiera situata nel Nord-Ovest dell’Italia. L’articolo applica una duplice prospettiva, analizzando sia gli aspetti materiali che quelli immateriali dei conflitti ambientali; inoltre, la ricerca ricostruisce il ruolo giocato dai diversi attori coinvolti nello scontro per la protezione / lo sfruttamento del patrimonio naturale. L’articolo tiene conto delle più recenti acquisizioni della storia ambientale e offre una prospettiva multi-disciplinare sulle conseguenze ambientali del turismo di massa lungo le coste del Mediterraneo.

Alessio Fornasin, Segio Zilli

Agricoltura, popolazione rurale, ambiente. Uno studio sul Catasto agrario del 1929

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 297 / 2021

Le trasformazioni del paesaggio agrario sono il risultato di elementi molto vari. Alcuni di questi riguardano le modifiche strutturali del territorio, che ne cambiano l’aspetto in termini di lungo periodo. Vi sono fattori, invece, che agiscono in tempi molto più brevi, come l’alternarsi delle stagioni. Il presente studio rappresenta un primo tentativo di introdurre il tema dell’ambiente e del paesaggio attraverso una lettura del territorio che viene vista in relazione al periodo vegetativo del frumento e del mais. Le informazioni, raccolte a livello di zona agraria e provincia, sono tratte dal Catasto agrario del 1929. Nel lavoro si propongono alcune osservazioni riguardo alle principali coltivazioni cerealicole dell’agricoltura italiana, in relazione alla superficie a essi dedicata, alla popolazione rurale e al calendario dei lavori agricoli.

Roberta Biasillo, Giacomo Bonan

Storia ambientale e storia d’Italia: specificità e percorsi comuni

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 297 / 2021

Questo saggio introduttivo propone una sintesi sullo stato dell’arte della storia ambientale italiana, analizzando alcune criticità della disciplina e i filoni di ricerca più diffusi, in particolare in riferimento all’età contemporanea. La parte finale del saggio descrive i quattro lavori che compongono la sezione monografica.

Negli anni Cinquanta il Partito comunista acquisì l’antica testata de "L’Ora" con l’obiettivo di allargare l’opinione di sinistra in Sicilia. Alla direzione fu chiamato il calabrese Vittorio Nisticò, già redattore del giornale filocomunista romano "Paese Sera", il quale seguì una linea fortemente regionalista, critica verso la gestione democristiana dell’autonomia, propugnando alleanze non necessariamente in sintonia col quadro nazionale. Opzione, questa, venuta alla ribalta nel 1958-60 con i governi regionali di Silvio Milazzo, appoggiati da dissidenti Dc, destre e, sia pure esternamente, dai social-comunisti. A tale prospettiva venne affiancandosene, a un certo punto, un’altra di pugnace contestazione della mafia e dei suoi rapporti con la Democrazia cristiana, divenuta presto la più autentica cifra del giornale. Logico che il discorso pubblico appiattisse la vicenda sull’immagine un po’ unilaterale del ‘quotidiano antimafia’. L’articolo affronta la fase iniziale della direzione Nisticò, attingendo alla collezione del giornale e a documenti d’archivio, sottolineando come solo parzialmente la dimensione regionalista si sovrapponesse a quella antimafia, balzata all’attenzione dell’opinione pubblica dopo la grande inchiesta dell’autunno 1958. Senza pretese di completezza, l’intento è d’indagare un caso ancora inesplorato dalla storiografia.

Dario Lanfranca

Mutuo soccorso e protomafia a Palermo dopo l’Unità

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 297 / 2021

Nei primi due decenni dopo l’Unità, in Sicilia appaiono le prime formazioni protomafiose che presentano tutte un profilo riconducibile al mutuo soccorso. Alcune si presentano sotto forma di società artigiane, altre hanno caratteristiche mutualistiche distorte. Palermo e il suo hinterland è il luogo in cui il fenomeno è più visibile, il che non è un caso ma il prodotto di un lungo processo di rielaborazione di istanze cooperativistiche che dall’inizio dell’Ottocento si svolge all’interno dell’ambiguo universo insurrezionale palermitano (1820-1860). Questo composito mondo in cui oltre le antiche corporazioni artigianali, tradizionalmente attive sul piano del controllo del territorio, convergono forze legate al caratteristico autonomismo retrivo, determina dopo il 1860 la configurazione particolare del mutualismo palermitano che, in effetti, presenta tratti unici rispetto al resto d’Italia. Le sue deformazioni sono particolarmente visibili nel settore della trasformazione del grano.

Elena Battaglini

Infrastrutturare un luogo come metaterritorio. Casi di innovazioni disruptive in Italia

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

Nei Regional Studies il concetto di territorio esprime un sistema di idee o dimensioni organizzate in termini di finalità (efficacia e efficienza di policy) oppure si riferisce a principi "interni", come quelli delle "vocazioni" o "funzioni" spaziali, che non consentono di cogliere appieno il retroterra cognitivo (ed emotivo) causalmente attivo all’interno di uno specifico contesto spazio-temporale e, soprattutto, le sue proprietà emergenti. Anche in riferimento agli stimoli provenienti da altri ambiti disciplinari, questo studio tenterà di far luce sui legami, sulle sinapsi connettive e sulle temporalità complesse, e stratificate, dei processi socioterritoriali, introducendo il concetto di metaterritorio. Due studi di caso, condotti nel settore dell’engineering corroboreranno la definizione fornita, le sue principali dimensioni nonché le implicazioni per l’avanzamento teorico ed empirico degli studi socioterritoriali.

Pier Paolo Zampieri

Imparare da favara. Radici culturali e prospettive di una rigenerazione urbana di successo

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

La fabula di una coppia innamorata, e ancor più innamorata della propria terra, che investe le proprie risorse per generare un futuro diverso nel proprio comune attraverso la creatività, l’architettura e l’arte trasformando un perimetro ottocentesco di ruderi e abusivismo, collocato in un centro storico abbandonato nella parte sudoccidentale della Sicilia, nel roboante "sesto posto al mondo come meta turistica culturale" è, non solo mediaticamente, irresistibile. L’analisi proposta cercherà di sottrarsi al mantra celebrativo a cui è, giustamente, sottoposto dalla letteratura scientifica e dal carnivoro interesse mediatico, inserendo Farm Cultural Park in un processo che per quanto innervato di contemporaneità e in-tenzioni prospettiche trova le ragioni culturali del suo successo nell’emporio di Storia, segni e contraddizioni che hanno caratterizzato una regione ossimorica come la Sicilia, posta al centro del mediterraneo e al margine meridionale dell’Occidente.

Enrico Parisio, Fabio Mongelli

Place identity design nel quartiere San Lorenzo a Roma

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha modificando la tessitura delle relazioni sociali e l’approccio allo studio e al lavoro. Il ruolo del designer e, più in generale dell’artista, in que-sto contesto storico così imprevedibile, coincide oggi con quello dell’esploratore che abban-dona i processi di ricerca e sperimentazione individuale, per inseguire una nuova vocazione collettiva che guarda al domani. Città, parchi, piazze, agorà culturali dovranno confrontarsi con stravolgimenti che andranno ad incidere sulle abitudini dei cittadini. Gli spazi pubblici saranno rimodellati con progetti che tengano conto delle esigenze culturali connesse alla socia-lità e all’ambiente. È possibile immaginare un processo di rigenerazione urbana che, coinvol-gendo giovani studenti e ricercatori nella valorizzazione di una determinata identità territoriale, possa trasformarsi in un modello operativo aperto da innestare in altre aree. Roma prova a dare una prima risposta, con uno dei suoi quartieri simbolo: San Lorenzo, dando forma ad un’azione di co-design partecipativo che declina storia e futuro.

L’articolo presenta alcune considerazioni maturate a seguito di un lavoro di ricerca-azione svolto da un gruppo di ricercatori e docenti del Politecnico e dell’Università di Torino, nel quartiere Aurora di Torino. I primi due paragrafi contengono una riflessione teorica sul tema della rigenerazione urbana come pratica finalizzata alla creazione di un’infrastruttura sociale che individua nello spazio pubblico l’asse portante di una molteplicità di servizi co-progettati dai cittadini. Il terzo paragrafo espone i risultati di una campagna d’interviste a testimoni privilegiati e descrive il processo che, a seguito della situazione di emergenza sanitaria determinata dal diffondersi della pandemia, ha portato alla nascita di un Coordinamento di oltre 40 realtà attive in Aurora (comitati di cittadini, associazioni, case del quartiere, ecc.) teso alla creazione di un laboratorio permanente per la rigenerazione del quartiere.

Fiammetta Fanizza, Fiorella Spallone

Diritto allo studio e spazio pubblico: un nuovo framework per l’innovazione sociale

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

Con l’obiettivo di approfondire il concetto di benessere sociale tramite un’analisi del rapporto tra sistema urbano e sistema universitario, l’articolo presenta l’approccio e i primi risultati di una ricerca coordinata da Urban@it (Centro Nazionale di Studi sulle Politiche Urbane) sul tema del diritto allo studio. Tramite lo sviluppo di un approccio focalizzato sulla volontà di intendere il diritto allo studio come un diritto sociale compiutamente inteso, si tratta di una ricerca commissionata dall’Adisu Puglia (Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario) che coinvolge l’intera Regione Puglia allo scopo di individuare condizioni/processi che evitano di considerare le popolazioni studentesche come categorie "peculiari" di cittadini, ossia con bi-sogni e diritti descritti e circoscritti quasi esclusivamente da una condizione di vita transitoria e tutto sommato precaria. In particolare, il lavoro svolto dal Gruppo di Ricerca dell’Università di Foggia sul tema dell’innovazione dell’offerta di servizi per il diritto allo studio applica una metodologia quanti-qualitativa esito della combinazione tra survey (realizzata a livello regiona-le sull’intera popolazione di studenti universitari) e Grounded Theory (su un campione di studenti selezionati tra gli iscritti alle diverse associazioni studentesche). I risultati presentati in questo articolo si concentrano sull’individuazione di "nuovi concetti", utili sia per descrive-re/caratterizzare i contesti delle città universitarie che per definire un comune scenario deno-minato "Puglia città universitaria".

Mariella Annese

Gli effetti della rigenerazione pre-pandemica nella risposta alla crisi. Il caso pugliese

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

A valle dell’esperienza condotta con gli strumenti multisettoriali complessi (Pirp), nel 2008 la Regione Puglia si e` dotata di una legge regionale sulla rigenerazione urbana. A partire da questo strumento normativo e utilizzando risorse europee (PO Fesr 2007- 2013, Por Fesr- Fse 2014-2020), rispettivamente nel 2011 e nel 2017 e` stato dato il via alla prima e alla seconda stagione della rigenerazione urbana, orientata in entrambi i casi sia alla scala urbana che terri-toriale. Dopo circa 15 anni di esperienza acquisita sul tema, nell’attesa che si concludano le operazioni riferite ai finanziamenti stanziati nel 2017 e siano noti i dati ufficiali, delineando gli aspetti più significativi e rilevanti di queste due stagioni della rigenerazione pugliese, il lavoro tenta di avanzare alcune riflessioni, problematizzando le questioni irrisolte e delineando prospettive per l’azione. Si vuole cosi` provare a verificare se le politiche urbane innovative pre-pandemiche che hanno cercato di lavorare nel solco della sostenibilità urbana siano state in grado di anticipare le risposte rispondendo alle sfide poste dai rischi globali, valorizzando i temi del radicamento territoriale, della accessibilità, della inclusione delle comunità.

Mario Cerasoli, Gianluca Mattarocci

Rigenerazione urbana e finanza immobiliare: strategie di riuso intelligente delle città nell’era post-covid

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

La crisi pandemica ha stravolto il modo di vivere dei cittadini modificando l’ordine di priorità degli individui nelle loro scelte di investimento immobiliare e ha messo in evidenza i problemi dello sviluppo immobiliare degli ultimi decenni, che ha privilegiato la location rispetto alla qualità dell’immobile, spesso inseguendo modelli insediativi insostenibili, diffusi se non di-spersi. Il lockdown e lo smart working hanno evidenziato l’esigenza di ripensare l’abitare e di conseguenza il patrimonio immobiliare, privilegiando dimensione e qualità piuttosto che sol-tanto la location. In questo scenario, la rigenerazione urbana rappresenta uno strumento privi-legiato di intervento, anche se quasi sempre demandato all’iniziativa degli operatori privati. Sulla base di un’analisi combinata economico-urbanistica, l’articolo evidenzia le opportunità che la rigenerazione urbana può (e deve) avere sul mercato immobiliare e sulla società e quali devono essere allora i meccanismi di (buon) governo del territorio da parte delle istituzioni pubbliche per raggiungere un ragionevole equilibrio tra interesse collettivo e interesse privato (senza demonizzare la rendita).

Antonio Bocca, Romina D’Ascanio

Urbanisme transitoire: progetti al presente per costruire strategie al futuro

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

I processi di rigenerazione urbana restano, talvolta, legati ad interventi migliorativi a livello energetico e sismico dei singoli edifici. Tali pratiche appaiono ancora poco efficaci sulla rifun-zionalizzazione degli spazi pubblici "in attesa", sull’inclusione sociale e sulla costruzione di relazioni e di reti a livello territoriale. La Francia, negli ultimi quindici anni, ha avviato progetti di Urbanisme Transitoire intesi come facilitatori per lo sviluppo delle città e dell’identità loca-le. Tale approccio, contando su programmi pluriennali a progressiva implementazione e di mixité funzionale, sostiene la nascita di comunità collaborative in ambienti di condivisione estremamente flessibili e ricchi di offerta culturale e creativa. Se opportunamente declinate, le potenzialità del modello francese genererebbero, anche in Italia, progettualità in grado di inno-vare ambiti urbani con bassa qualità dell’abitare e scarsa coesione sociale.

Chiara Davino, Lorenza Villani

Territori di interazione. Per una socio-ecologia del co-abitare

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2021

Il 60% del territorio italiano è costituito dalle cosiddette "Aree Interne", oggetto, dal Secondo dopoguerra, di un forte processo di marginalizzazione rispetto ai centri urbani. L’abbandono graduale di queste aree e la più recente dislocazione dei circuiti di accoglienza nelle aree remo-te, hanno contribuito al ripopolamento di questi territori da parte di migranti e richiedenti asilo. A partire da una breve analisi delle principali politiche nazionali in materia di aree interne e di accoglienza, il saggio intende argomentare come sia possibile superare le polarizzazioni terri-toriali e le dicotomie sociali attraverso nuove narrazioni e forme di co-abitare sostenibili. L’indagine si focalizzerà sul modo in cui la rigenerazione delle aree interne possa legarsi alla presenza di migranti e richiedenti asilo, generando spazi di interazione e innovazione sociale, come dimostrano i progetti Welcoming Spaces e IT.A.CÀ, attivi nel territorio nazionale.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 174 / 2021