RISULTATI RICERCA

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Nunzia Borrelli, Chiara Caterina Razzano, Giulia Corti, Maura Benegiamo

Small farmers constraints and potentialities. A survey in Kenya

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 126 / 2021

This paper identifies the features of Kenyan small-scale farmers and their production systems, highlighting the challenges of sustainability transition. Drawing on the agro-ecology and eco-economy literature, the research hypothesis is that Kenyan farmers can play a role of paramount importance in stimulating place-based sustainability practices, and assure food security outcomes, because farming occurs following indigenous, place-based tradition and knowledge. 100 small farmers in the sub-county of Gilgil in Nakuru County, Kenya have been surveyed and profiled. The survey was sponsored by MIUR (Italian Ministry of University and Research). The research aimed to contribute to the debates on the sustainability of food systems.

In un momento in cui il turismo sta assumendo nuovi significati, i viaggiatori sono alla ricerca di forme alternative di vacanza che soltanto il patrimonio culturale di territori autentici è in grado di offrire. Le innovazioni dirompenti portate dall’avvento dell’era digitale convivono con l’esigenza di lentezza e con la necessità di approfondire la scoperta di nuovi significati del vivere lo spazio e il tempo della relazione interpersonale. Per soddisfare questo crescente segmento di domanda, il turismo si sta muovendo dall’economia dell’esperienza all’economia della trasformazione. Lo spirito di condivisione e il senso di accoglienza consentono al viaggiatore di restituire il beneficio ricevuto, in una prospettiva di continua rigenerazione. In questo senso, la forte identità delle aree interne e la naturale autenticità delle zone (solo in apparenza) marginali costituiscono una concreta opportunità per lo sviluppo sostenibile.

Gabriele Manella, Emanuele Giordano, Tommaso Rimondi, Dominique Crozat

Tra consumo e rischio: l’ambivalenza della vita di notte tra gli studenti di Montpellier e di Bologna

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 126 / 2021

La notte è passata dall’essere una dimensione "residuale" della giornata ad un importante segmento della socialità e dell’economia di molte città, diventando anche una "fucina" di nuove pratiche di consumo e di fruizione degli spazi urbani. Non mancano però contrasti e conflitti: tra le varie popolazioni che fruiscono degli stessi spazi, ma anche tra la diffusione di alcune pratiche e le politiche dell’ammi¬nistrazione locale che tentano di regolarle. Questo articolo si propone di approfondire gli usi dello spazio pubblico da parte degli studenti a Bologna e Montpellier, evidenziando le pratiche sociali e di consumo messe in atto durante la notte.

Raúl Pérez-Arévalo, Andrés Caballero-Calvo

El capital humano en las "ciudades creativas" latinoamericanas: el caso de Barranquilla y otras ciudades colombianas

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 126 / 2021

Esta investigación examina el nivel de producción intelectual del capital humano en las denominadas ciudades creativas (declaradas por la UNESCO) de Colombia y Latinoamérica. La metodología se fundamenta en la revisión de la producción académica en la Web of Science en el periodo 2009 - 2019. En las ciudades colombianas el desarrollo territorial deberá ligar la investigación a los propósitos empresariales e implementar transformaciones urbanas que conlleven la retención y atracción del talento. Parole chiave: ciudad, creatividad, capital humano, investigación y desarrollo, América Latina.

L’articolo propone l’uso del concetto di "frontiera del lavoro" per analizzare le politiche migratorie nella regione Centroamerica-Messico-Stati Uniti, tramite due casi studio: il programma statunitense H-2A per il reclutamento temporale di lavoratori agricoli originari del Messico, i programmi messicani di regolarizzazione temporanea per migranti centramericani in transito. La ricerca si è svolta tra marzo 2016 e maggio 2019, con una combinazione di tecniche soprattutto qualitative.

Anna Maria Zaccaria

Cambiamento climatico: un processo sociale complesso

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 126 / 2021

Il cambiamento climatico globale è intessuto in processi sociali complessi. Nell’era dell’Antropocene il contributo delle scienze sociali diventa importante, anche in forma di critica sociale, per comprendere le controverse dinamiche del sistema terra. Questo contributo ha due obiettivi: a. ricostruire un quadro delle visioni proposte dalle scienze sociali rispetto al tema del cambiamento climatico; b. avanzare riflessioni per l’operazionalizzazione empirica di un concetto che corre il rischio di diventare vago e banalizzato.

Lo scopo di questo articolo è di analizzare empiricamente il ruolo che le imprese sociali giocano all’interno di una più ampia strategia per lo sviluppo rurale in aree del sud Italia afflitte dalla presenza di criminalità organizzata e difficoltà di sviluppo. La ricerca è basata su 20 interviste in profondità con presidenti e dirigenti di organizzazioni di agricoltura sociale in quattro regioni meridionali: Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. I risultati mostrano come le imprese sociali sono attori rilevanti per il cambiamento e per lo sviluppo economico e sociale nelle aree rurali. L’indagine mette in luce inoltre come anche altri fattori politici, organizzativi e di contesto sono importanti per rendere capaci le imprese sociali di promuovere sviluppo locale.

L’articolo indaga il nesso tra le trasformazioni sociali e abitative avvenute in un quartiere della città di Torino, Vanchiglia, considerando la prospettiva della casa come bene materiale e immateriale. L’obiettivo è descrivere se e come i cambiamenti demografici e di composizione sociale abbiano contribuito a una determinata accezione di casa. Il contributo indaga in primo luogo l’omogeneità della composizione sociale del quartiere e in secondo luogo quello relativo alle condizioni abitative. Attraverso l’elaborazione di dati secondari di natura amministrativa e la conduzione di interviste a testimoni privilegiati verranno presentati i risultati della relazione esistente tra i cambiamenti della composizione sociale e abitativa.

Andrea Tinterri, Maka Eradze, Anna Dipace, Martina Fava

Re-organization of assessment during the educational emergency in primary and secondary teaching: an Italian case

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

The educational crisis caused by the pandemic created an unprecedented need to reorganize teaching and learning processes, and the educational assessment became one of the thorniest issues in this rapid change; assessment re-organization entails layered complexities on micro, meso and macro levels. This research is contextualized in a larger digital ethnographic study of three different Italian teacher online communities, uncovering the experience from mixed-methods research. Following this research, a survey instrument was developed and launched. Current paper reports on the survey aiming to uncover the change in assessment practices during the educational emergency while reflecting on teachers’ beliefs on the assessment, the use of remote assessment methods before and during the pandemic, and its re-organization. Findings suggest a significant reorganization of assessment during the COVID-19 educational emergency in all school orders. Through all school orders, teachers perceived a reduction in the importance of assessment during the pandemic and, consequently, used most assessment techniques significantly less than before. However, different methods changed differently, with oral examinations diminishing dramatically and increased use of closed-question quizzes.

Giuseppa Cappuccio, Giuseppa Compagno

Valutazione e feedback: la competenza docimologica come competenza comunicativa. Una ricerca con i docenti della scuola secondaria

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

La competenza docimologica degli insegnanti costituisce uno dei perni dell’azione didattica allorché essa può costituire, di fatto, una molla per la promozione dell’apprendimento, dell’autonomia e del successo formativo di ogni alunno. Il feedback, inteso come strumento privilegiato nell’esercizio della prassi valutativa, offre l’opportunità di valorizzare la singolarità dei percorsi di ogni studente intelaiando interazioni comunicative volte alla co-costruzione di conoscenza. La competenza docimologica degli insegnanti assume, pertanto, i connotati della competenza comunicativa, la quale sostanzia e orienta le scelte valutative diversificando registri linguistici e scelte degli strumenti di comunicazione in ordine la tipologia di feedback funzionale al successo formativo. Lo studio si propone di illustrare i risultati di un processo di ricerca, messo in atto con 385 docenti di scuola secondaria della provincia di Caltanissetta nell’a.a. 2020/2021. Attraverso il processo di ricerca si è voluto incrementare negli insegnanti la competenza docimologica come competenza comunicativo-didattica centrata sul feedback.

Nadia Sansone, Ilaria Bortolotti, Manuela Fabbri

Il peer-assessment nella formazione insegnanti: accorgimenti e ricadute

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

 Il contributo indaga la competenza valutativa di insegnanti in servizio coinvolti in un’attività di peer-assessment e le loro percezioni circa gli impatti della pratica in sé. Il contesto dello studio è rappresentato da un Master universitario di I livello basato sull’Approccio Trialogico all’Apprendimento in cui i partecipanti sperimentano metodologie didattiche innovative, dalla progettazione all’implementazione alla valutazione. Dopo aver descritto nel dettaglio modalità e procedure delle attività di peer-assessment oggetto dello studio, si illustra il metodo di analisi quali-quantitativa dei dati raccolti: 407 rubrics compilate da 43 insegnanti e 28 questionari semi-strutturati a supporto della riflessione finale attorno all’attività. Nel complesso, le analisi mostrano come l’attività di peer-assessment così come proposta abbia stimolato, da un lato, il potenziamento di specifiche competenze professionalizzanti, dall’altro, la motivazione ad apprendere e il sentimento di appartenenza a una comunità di pratiche. Vengono discussi gli elementi a supporto dell’efficacia della pratica valutativa e le possibili ricadute in aula.

Francesca Gratani

Towards Assessment as Learning: Findings from online courses for secondary school teachers

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

Today's school has to deal with several critical issues related to assessment, such as the excessive focus on grades and the lack of a shared understanding of assessment methods and aims. Assessment becomes formative when the evidence gathered is used to adapt teaching practice to pupils' learning needs. Teachers should move towards Assessment as Learning, characterised by appropriate tasks, development of evaluative competence, and involvement of students in feedback processes. This contribution presents two online research-training courses on assessment in secondary schools. They involved 240 secondary school teachers and consisted of a training and a workshop part. Courses were mainly based on teacher involvement, allowing for recursive feedback processes. We analysed data from an entry questionnaire, a One Minute Paper submitted during the course, and the workshop. The data analysis highlights the main difficulties related to assessment, suggestions, and reflections of the participants. We noticed the importance of workshop and group work to reflect on the transformation of practices. Finally, the interaction with the teachers was indeed valuable in understanding the sustainability of the proposal and refining it.

Emanuela M. Torre, Paola Ricchiardi

Utilizzo formativo di prove autentiche nel corso di laurea in Scienze della formazione primaria

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

La rilevazione dei learning outocomes al termine dei percorsi di studio universitari è stata avviata in Italia, per le competenze generaliste, nel 2013 (Kostoris, 2015). In seguito, è stata estesa alle competenze disciplinari (Teco-D), con l’introduzione anche di rilevazioni in ingresso, al fine di poter valutare il “valore aggiunto” derivante dalla frequenza dei diversi corsi di laurea. Tali rilevazioni sono state e sono tuttora al centro di dibattiti scientifici e oggetto di approfondimenti di ricerca. Un filone interessante ha analizzato le strategie di utilizzo dei risultati come retroazione per i corsi di studio, in una logica di miglioramento continuo, che parte dal coinvolgimento dei docenti nella definizione di traguardi comuni fino all’analisi dell’efficacia delle azioni formative (Federighi, 2018; Del Gobbo, 2018). Gli esiti di tali rilevazioni sistematiche potrebbero tuttavia essere utilizzate anche in chiave formativa per gli studenti, prevedendo un feedback individuale, rispetto al raggiungimento dei traguardi essenziali del profilo di laurea, e uno collettivo, nelle sessioni di rielaborazione in gruppo. In questa linea si colloca la proposta descritta nel presente contributo, realizzata nel corso di studi in Scienze della formazione primaria dell’Università di Torino, con contingenti ampi di studenti.

Il contributo propone una lettura della didattica universitaria come ambiente di apprendimento che facilita lo sviluppo e la coltivazione delle competenze strategiche, con particolare attenzione alle competenze autoregolative. Nella prima parte, il contributo fornisce alcune riflessioni sul tema della valutazione per poi illustrare alcuni approcci/strumenti efficaci per la gestione del processo didattico. La seconda parte illustra, invece, i risultati di un laboratorio di autovalutazione delle competenze strategiche condotto all’interno di un Master universitario di gestione dei processi formativi e risorse umane.

Il contributo presenta uno strumento di etero-auto-valutazione della capacità di organizzazione dell’insegnamento in classe, che è stato usato per misurare negli insegnanti in formazione le abilità di previsione e sviluppo di un intervento didattico, di regolazione e riflessione sulla pratica. Osservare e decidere, pensare che cosa, perché e come insegnare, progettare e valutare in modo autentico, sono operazioni complesse e determinanti per creare l’humus organizzativo e metodologico che caratterizza lo sviluppo professionale dell’insegnante, anche riguardo alle competenze comunicative e riflessive (Perrenoud, 2012; Conole, 2014; Panke, 2019). La rating scale, con le azioni da osservare, è stata costruita a partire da alcuni recenti modelli di profilo professionale del docente e di competenze. Il processo di validazione è stato compiuto su un campione di tirocinanti che si preparavano a diventare maestri nella scuola primaria e dell’infanzia (n = 681); gli esiti delle analisi mostrano buone qualità metrologiche dello strumento.

katia Montalbetti

Innovare la valutazione all’università: si può,

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

Una didattica universitaria di qualità mira a promuovere la maturazione di competenze – generali e specifiche – indispensabili per il successo accademico, per l’esercizio di una cittadinanza attiva e per un positivo inserimento nello scenario professionale.  Il contributo prende le mosse da una costatazione: le pratiche valutative (dichiarate oltreché praticate) influiscono sull’approccio ai contenuti e orientano le strategie di studio degli studenti favorendo apprendimenti più o meno profondi; di conseguenza esse rappresentano una leva strategica per innalzare la qualità della formazione universitaria. Una sollecitazione per certi versi rivoluzionaria a ri-pensare la valutazione è arrivata dalla pandemia; la rottura con il noto si è configurata in alcuni casi come occasione per avviare forme di educative assessment. In questa cornice trova collocazione la pratica valutativa, resa oggetto di investigazione empirica, di cui si intende rendere conto nel contributo. Senza indulgere in letture eccessivamente ingenue o disconoscere le complessità della macchina organizzativa che rendono faticoso ipotizzare una messa regime di simili pratiche, esperienze di nicchia come quella presentata testimoniano che è non solo possibile ma anche doveroso andare in questa direzione.

Antonio Marzano, Sergio Miranda, Roberto Trinchero

Deep Understanding. Control of student understanding in university during distance and face-to-face learning

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

The health emergency of 2020 has led many university professors to wonder about how to check that the information presented in their lessons generates a correct conceptual representation in their students and, above all, to ask themselves if they have carried out the right training actions capable of triggering what is called deep understanding, that is a set of cognitive processes that produce durable and meaningful learning. This paper describes two experiences conducted in two different Italian universities that have been designed and implemented precisely with these objectives. The achieved results are very encouraging and could represent a starting point to reflect on the methodologies, teaching practices and tools to be used in distance and face-to-face university courses.

Luca Ferrari

Il questioning mediato digitalmente come alleato del feedback

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

La promozione di processi interattivi, mediati digitalmente, è diventato un elemento strategico in ambito universitario per promuovere didattiche attive. A partire da una breve analisi della letteratura, il contributo presenta una serie di indicazioni metodologiche e operative con l’intento di fare emergere la stretta relazione tra la capacità del docente di creare “buone domande” e l’implementazione di didattiche attive e inclusive mediate da student response systems. Le domande, infatti, rappresentano il mezzo chiave attraverso cui i docenti scoprono ciò che gli alunni già sanno, identificano le lacune e sostengono lo sviluppo dello studente colmando il divario tra le loro attuali conoscenze e gli obiettivi di apprendimento. La letteratura scientifica e i risultati di alcune sperimentazioni condotte in ambito nazionale mettono in luce che l’uso ricorsivo del feedback durante sessioni didattiche di questioning, mediate digitalmente, può favorire la transizione da un modello d’insegnamento centrato sui contenuti disciplinari, a strategie aperte alla collaborazione e all’apprendimento significativo.

La ricerca mira a identificare le tipologie di feedback che gli studenti reputano particolarmente utili per supportare percorsi di formazione universitaria online focalizzati sull’applicazione di conoscenze in compiti di progettazione, studiandone la relazione con alcune dimensioni cognitive dell’apprendimento. Lo studio, basato sull’analisi quantitativa di dati provenienti da un questionario somministrato a un gruppo di studenti e sulle valutazioni loro assegnate nelle diverse fasi del corso, verifica inoltre, all’interno di un disegno quasi-sperimentale, eventuali differenze tra chi ha lavorato in gruppo e chi individualmente e presenta gli esiti di un’analisi correlazionale tra l’utilità percepita delle varie tipologie di feedback indagate e il tasso di frequentazione delle lezioni.

Francesca Storai, Valentina Pedani

Uno studio sul gradimento del feedback in due corsi universitari online

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2021

In questo studio che prende in esame gli insegnamenti online Pianificazione e Valutazione della didattica e Attività sperimentali per la prima infanzia dell’Università Telematica degli Studi IUL, si sono analizzate le schede di valutazione compilate dai corsisti al termine del percorso di formazione nel corso di quattro anni accademici (2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021) al fine di osservare il gradimento di un approccio didattico fortemente orientato verso un processo di feedback molto strutturato. Si sono analizzati i giudizi dei corsisti su aspetti inerenti a: l’appropriatezza degli strumenti di comunicazione di gruppo e di telecomunicazione previsti dalla piattaforma di formazione, i mezzi e i linguaggi multimediali predisposti dai docenti e dalla tutor, la capacità dei docenti di motivare interesse verso la disciplina. Il principale risultato a cui si è giunti è che la soddisfazione generale degli studenti sia preponderante soprattutto in presenza di elementi quali: la facilitazione del confronto con i pari (feedback interno); la restituzione continua dei docenti e la mediazione della tutor disciplinare (feedback esterni).