RISULTATI RICERCA

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Marina Brinchi

Ballando online. Adolescenti e terapia familiare durante il lockdown

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2021

Durante la pandemia da COVID-19, una terapia familiare con un minorenne indicato come dipendente da sostanze stupefacenti dalla famiglia, iniziata "in presenza" viene proseguita nella modalità da remoto. Per la letteratura scientifica più recente, la diagnosi di psicopatologia, la presenza nel nucleo familiare di due adolescenti in DAD, un genitore operatore sanitario e l’altro a rischio di disoccupazione, sono un’indicazione per la prosecuzione dell’intervento. L’articolo descrive come anche online sia possibile l’utilizzo clinico della convocazione dei diversi sotto sistemi e l’uso degli strumenti analogici sia efficace.

Gianluigi Di Cesare, Isabella Panaccione

Erranza del sintomo e crisi identitaria. Riflessioni su adolescenza e pandemia

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2021

La pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto particolar¬mente severo sulla salute mentale degli adolescenti. In questo lavoro, gli autori osservano che le manifestazioni di disagio emotivo sono emerse soprattutto a partire dell’autunno 2020, quando cioè le restrizioni si sono allentate ed è stato tentato un graduale ritorno all’incontro con l’Altro. Ed è proprio il timore dell’incontro con l’Alterità che sembrerebbe aver portato alla luce le profonde fragilità identitarie dei più giovani. Di una generazione che, alla continua ricerca di un Simile rassicurante, fatica a completare fisiologicamente il percorso di sog¬gettivazione, e in cui persino l’angoscia pare incapace di prendere una forma, in una continua e inafferrabile "erranza del sintomo".

La quarantena imposta come norma di contenimento della pro¬pagazione epidemica del virus SARS COVID-19 ha dato impulso alla diffusione di un fenomeno iniziato e discusso da molti anni, ovvero il trasferimento del setting terapeutico tradizionale, in presenza nello studio dello psicoterapeuta, alla cosiddetta psicoterapia online. Ciò pone problemi di natura etica, questioni di natura pragmatica, logistica e organizzativa, necessità di specifica formazione e quindi di approfondimenti ulteriori su efficacia e strategie utilizzabili. Questo lavoro si propone di illustrare alcuni dati significativi sulle questioni citate e sollevare ulteriori quesiti di stimolo alla ricerca e alla comprensione delle tecniche psicoterapeutiche online.

Chiara Rogora

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2021

A cura della Redazione

Recensioni

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

Ervis Martani, Denise Helly

Asylum policies and resettlement. Insights and lessons from Canada’s experience

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

The resettlement of refugees is an important contemporary issue and several coun-tries responded to the global resettlement needs by implementing national pro-grams. This article aims to analyze current developments about refugee protection by focusing on Canada’s experience in resettling and integrating refugees through the support of private sponsors. It elaborates on the outcomes and challenges of Canada’s private sponsorship program implemented since the late 1970s and ex-plores its transferability in Europe. The authors affirm that, despite the program’s vulnerabilities, it can be a model for European countries dealing with the resettle-ment of refugees.

Il presente articolo ha l’obiettivo di rilevare i punti di svolta nelle traiettorie di vita di tre famiglie rom romene che per oltre dieci anni hanno vissuto nella città di Mi-lano e sono quindi state bersaglio di interventi politici. L’analisi lascia spazio alla dimensione interpretativa dei soggetti e alla valutazione che essi stessi fanno degli esiti delle proprie carriere abitative: un appartamento in affitto, una casa popolare e una baracca, considerandoli parte di un processo complesso e determinato da una moltitudine di variabili individuali, famigliari, culturali e strutturali. Gli effetti diretti ed indiretti degli interventi istituzionali permettono così di inquadrare il complesso tema dell’agency e dell’autonomia dei rom mettendo in luce le intera-zioni tra strategie individuali e vincoli strutturali.

Pratica popolare e transnazionale, il calcio è un "laboratorio" particolarmente interessante per studiare la costruzione di legami tra migranti e società d'accoglienza. In Francia, questo sport è presentato come un vettore di integrazione e di cittadi-nanza per i giovani provenienti da un contesto migratorio. A partire da una contes-tualizzazione che permette di cogliere l'ambivalenza e le forme d'integrazione degli immigrati attraverso lo sport in Francia, l'articolo propone di indagare la pra-tica sportiva dei calciatori originari del Maghreb e della Turchia in Alsazia, re-gione del Nord-Est della Francia. Analizzeremo in modo particolare la pratica del calcio dilettantistico dei migranti turchi (prima comunità di immigrati in Alsazia) per determinare se questa popolazione si raggrupa o meno in base all'origine. L’articolo si basa su una sintesi dei lavori dell’autore e sugli esiti di un’indagine incrociando approcci qualitativo e quantitativo.

Giustina Orientale Caputo, Alessio Buonomo, Giuseppe Gargiulo

Cosa farò da grande? Progetti, aspirazioni e prospettive degli studenti con background migratorio

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

Figli del paradosso dell’integrazione (Wrench, Rea e Ouali, 1992), per gli studenti con background migratorio la scuola è il principale elemento costitutivo degli oriz-zonti di attesa (Jedlowski, 2017). Nonostante miglioramenti, i dati (MIUR, 2019) indicano che questi studenti hanno maggiori probabilità di fare esperienza del fe-nomeno di tracking. Dall’analisi di focus group condotti in alcune scuole seconda-rie di primo grado a Napoli, si configura la presenza del paradosso delle aspirazioni (Salikutluk, 2013). Se, da un lato, gli approcci dell’ottimismo degli immigrati e delle opportunità bloccate sembrano spiegare alte aspirazioni, dall’altro, adottando la teoria degli altri significativi, insegnanti e gruppo dei pari sembrano giocare un ruo-lo ambiguo. In particolare, parrebbero essere le forme di esclusione più o meno in-tenzionali generate dalle istituzioni scolastiche (Serpieri e Grimaldi, 2013) a riverbe-rare con più forza sulle aspirazioni, prefigurando pericolose profezie che si auto-avverano (Ravecca, 2009).

Juan Pablo Aris Escarcena

La criminalisation du sauvetage dans la mer Égée. Le cas de l’ONG PROEM-AID

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

La criminalisation de la solidarité des ONG de sauvetage et de secours a été une question d’une importance politique et médiatique significative pendant le « long été de la migration » en Europe. PROEM-AID, une petite ONG fondée en 2015 par des pompiers de Séville (Andalousie, Espagne), a développé des activités de sauve-tage et de secours sur la côte de Lesbos, dans la mer Égée, et en Méditerranée cen-trale. Basé sur l’étude de cas de l’ONG et l’accusation de trafic d'êtres humains su-bie par trois volontaires de PROEM-AID, l’article analyse la criminalisation des réseaux de solidarité en Méditerranée. Cet article est le résultat d'une recherche ethnographique menée en 2017 et 2019 à Séville. Mots clefs : délit de solidarité ; sauvetage ; Mer Égée ; politiques d’épuisement ; humanitarisme ; ONG

Les femmes en mobilité se confrontent aux multiples violences sexistes struc-turelles, aggravées par leur invisibilité dans laquelle elles développent aussi des ré-sistances qui se croisent avec les mobilisations féministes dans les terres où elles cherchent l’asile. Le présent article expose les résultats d’une enquête sur ce croisement, dans les Alpes Maritimes-Ligurie. Le premier axe porte sur les situa-tions de non-droit des quêteuses d’asile et sur les formes de leurs résistances. Le deuxième axe se focalise sur leurs interactions avec les mouvements féministes dans cette région. Si les quêteuses d’asile réussissent relativement à être actrices de leur aventure, leurs conditions de vie entravent leurs participations à des luttes col-lectives. Dans tous les cas, la continuité de la coopération féministe trans-frontalière, précaire mais constante, est en train de structurer un réseau franco-italien qui permet des échanges réflexifs et de la mobilisation de ressources collec-tives pour organiser des actions transnationales. Mots clés : migration féminine ; luttes féministes ; action collective ; précarité ; sol-idarité ; hiérarchies sociales.

Luca Giliberti, Davide Filippi

La solidarietà in frontiera: le reti di supporto ai migranti in transito in Val di Susa

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

A partire dal 2015, con la "chiusura" di diverse frontiere interne in Europa, migliaia di migranti rimangono bloccati nel tentativo di varcare il confine tra l’Italia e la Francia. Come in altre borderlands, in Val di Susa - luogo storicamente caratteriz-zato da diverse mobilitazioni territoriali - al confine con il Brianzonese, emergono due reti di solidarietà, che supportano senza alcuna contropartita mercantile il viaggio dei migranti attraverso l’ospitalità, la cura e altre pratiche solidali. Le due reti valsusine si fanno espressione di diversi approcci, discorsi e pratiche, condividendo differenti ambiti di azione e definendo una risposta complementare al passaggio dei migranti sul territorio. Il presente articolo analizza le reti di solidarietà al transito sul nodo di frontiera della Val di Susa, il loro rapporto con le rotte migranti e i processi di criminalizzazione che attorno ad esse si costituiscono. I risultati della ricerca, iniziata nel febbraio 2020 e tuttora in corso, si basano su un processo et-nografico che ha alternato l’immersione sul campo con tecniche di ricerca da remoto, nei periodi in cui le misure anti-pandemiche impedivano la presenza fisica, sulla scia di un approccio multimodale.

Annalisa Lendaro, Thomas Sommer-Houdeville

Sanctuary cities in Francia? L’accoglienza dei migranti nel Paese basco

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

A partire dall’estate 2018, la frontiera basca, che separa la Francia dalla Spagna, comincia ad attirare l’attenzione dei media. La rotta del Mediterraneo centrale in quel momento diviene, in effetti, maggiormente visibile e l’arrivo di migranti e richiedenti asilo dalla Spagna aumenta sensibilmente nel Paese basco francese, in particolare a Bayonne. Di fronte a tale situazione, le istituzioni locali partecipano insieme alle reti di solidarietà informale all’apertura di un centro di transito. La mediatizzazione di questa iniziativa, comparata alle "città santuario" americane, nasconde tuttavia le molte divergenze che attraversano le esperienze di accoglienza sul territorio. Il presente articolo propone un’analisi delle complesse reti di solidarietà, attraverso una doppia comparazione interna: geografica, confrontando il caso di Bayonne con le iniziative delle zone più rurali dei Paesi baschi francesi, e socio-politica, attraverso l’analisi delle diverse pratiche di attivismo degli attori solidali e del loro rapporto con la legalità.

Il presente contributo si basa su una ricerca qualitativa realizzata lungo la cosiddetta "rotta balcanica", in particolare al confine tra Serbia e Croazia e tra Bosnia Erzegovina e Croazia. Uno degli elementi chiave su cui il presente lavoro si focalizza è l’analisi del regime di frontiera in relazione alle reti di solidarietà ai migranti in transito. La repressione e la criminalizzazione, funzionali al mantenimento del controllo degli attraversamenti irregolari dei confini, influenzano la dimensione della solidarietà. Partendo da una breve panoramica su come si sono evolute e modificate le traiettorie migratorie sui Balcani, nel presente articolo viene evidenziata la loro relazione con il supporto al transito dei migranti. Il focus del lavoro è centrato, da un lato, su reti e pratiche di solidarietà che sulla rotta balcanica prendono forma, e sui processi di criminalizzazione e dissuasione che subiscono; dall’altro lato, il contributo analizza gli effetti che questi processi hanno sulle rotte migratorie e sui gruppi solidali.

Luca Giliberti, Swanie Potot

Verso i solidarity studies. Nuove prospettive di ricerca su migrazioni e frontiere

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

Nella contemporanea "crisi dell’accoglienza", rinforzata dall’emergenza pandemica, la frontiera si definisce come elemento chiave nell’analisi delle mobilità verso e all’interno dell’Europa. Nelle diffuse situazioni di blocco dei migranti - stuck in transit sui confini europei - le reti di supporto divengono una realtà importante su plurimi nodi di frontiera, per fornire ospitalità, cura, beni di prima necessità, facilitando il proseguimento delle rotte migranti. La parola "solidarietà" diviene, in questo senso, nozione di riferimento sia in termini emic nella vita quotidiana delle borderlands, sia in relazione a un’emergente letteratura scientifica che, all’interno degli studi sulle migrazioni, denominiamo solidarity studies. L’articolo propone un’analisi dello stato dell’arte di questo filone di studi, introducendo e situando allo stesso tempo i contributi presentati nel monografico, che a sua volta intende partecipare all’incipiente articolazione di queste nuove prospettive di ricerca.

Jocelyne Streiff-Fénart

Usages et mésusages de la notion de solidarité en contexte migratoire

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2021

Depuis que Durkheim a établi que la solidarité est la relation constitutive de la so-ciété, la notion est au cœur des paradigmes théoriques de la discipline et de ses op-positions structurantes : individualisme/holisme, communauté/société, égoïsme/altruisme etc. Dans les sociétés modernes, la contrainte morale qu’exerce l’obligation de solidarité est selon Durkheim la condition de l’intégration sociale. Elle se manifeste toutefois sous une double face : l’intérêt à s’associer et ce qu’il appelle « le plaisir de communier, pour mener ensemble une même vie morale ». A partir de cette ambivalence fondamentale, on s’intéressera aux usages de la notion de solidarité dans les politiques migratoires et les actions de soutien aux immigrés. On examinera à travers les discours de différents acteurs (les Etats, les institutions européennes, les associations) l’ambiguïté des appels à la solidarité entre ouverture et protectionnisme (« solidarité avec » et « solidarité contre »), les différentes conceptions du rapport Nous/Eux qui les sous-tendent, les contradic-tions internes entre les valeurs que ces acteurs mobilisent pour traduire leur concep-tion de la solidarité et leurs pratiques politiques ou militantes (entre dénonciation et action humanitaire ou entre des identités politiques basées sur les droits de l’homme et la déshumanisation de l’autre). Mots clefs : solidarité ; migration ; frontière ; politique européenne ; mouvement associatif ; Durkheim.

Jutta Beltz, Andrea Castiello d’Antonio, Giulio Fabri Poncemi, Mauro Fornaro, Silvano Massa, Paolo Migone, Paola Raja, Francesca Tondi

Riviste

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2021