RISULTATI RICERCA

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Il lavoro che segue è il tentativo scritto di dare forma e struttura a oltre tre ore di confronto e dibattito condiviso tra i membri del sottogruppo “Terzo Settore” della sezione Osservatorio di Gruppi e il dott. Stefano Alba1 , soggetto autorevole e storico membro della COIRAG. La conversazione affronta il macro-tema riguardante lo psicologo/psicoterapeuta al lavoro in contesti più “sociali” (comunità, case famiglia, centri diurni, gruppi-appartamento, residenze assistenziali ecc.), che sovente incrociano la strada del giovane laureato in Psicologia e contribuiscono alla sua formazione: quali sono le criticità riscontrabili, le analogie e differenze con il “classico” setting da studio privato, che tipo di apporto terapeutico può essere messo in campo e in che modo, quali sono le dinamiche in gioco. Nelle intenzioni degli autori si è cercato di mantenere quella che a loro avviso è la vera natura del contributo che segue: un lavoro di gruppo, attraverso il gruppo, che grazie agli stimoli e gli spunti del dott. Alba ha potuto dare luce e co-costruire le riflessioni seguenti.  1 Psicologo, psicoterapeuta, gruppoanalista. Docente Scuola di specializzazione COIRAG Roma, presidente del Laboratorio di Gruppoanalisi, coordinatore progetto Plexus.

L’autore propone il film 1000 Arten Regen zu beschreiben come spunto per conoscere la situazione di una famiglia il cui figlio vive una condizione di ritiro sociale. L’autore, quindi, propone che la specificità dell’esperienza del ritiro non sia l’isolamento sociale in sé ma la rappresentazione interna di oggetti invadenti e critici e, contemporaneamente, non disposti a fornire esperienze di positivo rispecchiamento. L’autore propone quindi che le esperienze in cui si desidera padroneggiare e limitare la presenza di un oggetto siano fra quelle che più facilmente consentono un’identificazione con questi pazienti, fra le esperienze umane comuni.

La crisi sanitaria dovuta alla pandemia Covid è stata riconosciuta essere l’emergente di una profonda crisi di sistema, rendendo più che mai evidente quanto necessario sia oggi pensare a una ricostruzione delle pratiche di cura intorno alla persona sofferente e al suo mondo relazionale e comunitario. Questo tema è stato molto dibattuto nella comunità COIRAG attraverso l’attivazione dei Gruppi di Interesse, che hanno potuto attingere alle esperienze dei soci, alle loro competenze e ai riferimenti teorici e tecnici, testimoniando una visione psicoanalitica delle Istituzioni, della Comunità e della Polis, luogo questo dove si colloca l’individuo – anch’esso sistema – con tutti suoi legami familiari e sociali.

Jale Cilasun, John Schlapobersky, Maria Papanastassiou, Andy Thomas, Alessia Furin

Il Grande Gruppo nella formazione

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2022

Questo articolo è il riassunto di uno scritto pubblicato nella rivista Group Analysis, rivisto per i lettori italiani di Gruppi. Esso esplora l’esperienza formativa fornita attraverso l’utilizzo del Grande Gruppo formativo (“Large Training Group”, in seguito LTG) agli studenti dei corsi presso l’Istituto di Gruppoanalisi di Londra (IGA). Descriviamo il LTG dal punto di vista dello staff e degli studenti che vi hanno partecipato in un periodo di circa otto anni; discutiamo il ruolo del sottogruppo dello staff, ponendo particolare attenzione alle questioni riguardanti la leadership e al ruolo di colui che convoca e presiede il gruppo (da ora: convener). * Cilasun J., Schlapobersky J., Papanastassiou M. and Thomas A. (2021). The Large Group in Training. Group Analysis, 55, 3: 407-440. DOI: 10.1177/05333164211037947.

Velo androcentrico è il termine utilizzato da Bruno Bettelheim a indicare quell’atteggiamento universalmente diffuso che tende a considerare di valore le sole attività e vicende maschili, e a offuscare il ruolo del femminile nella storia dell’umanità.Alla luce delle osservazioni di Bettelheim sul ruolo della psicoanalisi, in questo lavoro si intende esaminare quale sia la rappresentazione della relazione maschio/femmina a cui si fa solitamente riferimento. Lo stesso Freud ha ripetutamente auspicato che la biologia in particolare e, più in generale, la ricerca scientifica potesse permettere di fare luce sulle componenti fisiologiche dei processi mentali. Egli sosteneva che poiché non era possibile parlare scientificamente dei sentimenti, pur tentando di descriverne “gli indizi fisiologici”, per il momento non si potesse «far altro che attenersi al contenuto rappresentativo che più immediatamente risulta associato al sentimento» (Freud, 1929, p. 558). Le recenti acquisizioni della ricerca scientifica hanno permesso ora di soddisfare, nel suo senso originario, quell’interesse di Freud per la neurologia. Inoltre, seguendo la via indicata da Freud nell’indagare le vicende umane, si farà riferimento alle rappresentazioni dei sentimenti umani presenti nella grande letteratura.

La pandemia da Sars-Cov-2 ha portato importanti cambiamenti all’interno del tessuto sociale, generando una lacerazione dei legami con l’Altro e con l’Istituzione. Il sistema sanitario è stato costretto a operare una riorganizzazione delle modalità attraverso cui venivano normalmente erogati i servizi. In ambito sociosanitario ciò ha comportato un ripensamento degli strumenti utilizzati, dovuto alla necessità di garantire continuità a interventi che utilizzano la relazione come principale strumento del lavoro clinico. L’obiettivo di quest’articolo è quello di fornire testimonianza di un’esperienza innovativa di riadattamento in modalità online di dispositivi gruppali, privilegiati strumenti di lavoro, impiegati al servizio del lavoro psicoeducativo con adolescenti in carico ai servizi territoriali di una cooperativa sociale di Terzo Settore. Il metro di distanza è stato utilizzato come misura di un’area all’interno della quale sviluppare nuove definizioni del Sé. La configurazione a distanza dell’incontro ha delineato i confini di un nuovo territorio relazionale, le cui potenzialità rimangono inesplorate. La necessità di mantenere vive queste relazioni ha richiesto l’utilizzo di nuovi strumenti, rendendo possibile accedere a modalità di relazione in formato digitale.

Francesco Rizzo

Big Ray: un’esperienza di lutto privata (del gruppo…)

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2022

L’articolo esplora il romanzo di Michael Kimball Big Ray, e le vicissitudini del suo protagonista, alle prese con una faticosa elaborazione del lutto; nello specifico, l’articolo si sofferma sulle potenzialità del gruppo rispetto all’elaborazione del lutto prendendo a spunto la totale assenza di immagini gruppali, all’interno del testo, che contraddistingue l’esperienza luttuosa del protagonista.

Sara Fornero, Anna Iannotta

Recensioni

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2022

Gerardo Doti, Attilio Belli, Gemma Belli, Luigi Piccinato

Città, struttura, organismo

CRIOS

Fascicolo: 24 / 2022

Luigi Piccinato, di Attilio e Gemma Belli, si distacca dai tascabili tradizionali per essere un quality paperback, destinato al mondo accademico, delle professioni e di un’opinione pubblica interessata al governo e alla storia delle città. Si tratta di una preziosa sintesi storico-architettonica e urbanistica rigorosamente fondata su un laborioso scavo documentale e filologico-critico. Parlare di Luigi Piccinato significa affrontare una biografia professionale e culturale complessa, che si snoda attraverso una lunga e incessante pratica professionale, condotta dagli anni Venti ai primissimi anni Ottanta del Novecento. Dal progetto per un interno di chiesa del 1928, presentato alla Prima esposizione di architettura razionale di Roma, alle diverse stesure del Plan d’urbanisme directeur in Algeria (1978-81), precedute dal progetto di ampliamento dello stadio di Pescara (1977), si è trattato di un mestiere esercitato nell’arco di oltre un cinquantennio.

Sara Basso, Giorgia Serughetti

In viaggio

CRIOS

Fascicolo: 24 / 2022

Stefania Ragozino, Gabriella Esposito De Vita, Stefania Oppido

«Normality was the problem!» Femminismi e Commoning nella riproduzione sociale della città

CRIOS

Fascicolo: 24 / 2022

The research is part of the intense relationship between feminisms and commoning, with the general aim of reflecting on the real and potential role of women in the experiences of mutualism that nourish forms of collective life and paths of re-appropriation of spaces, practices and rights in urban scenarios. A gendered vision is consistent with the theoretical foundations of commoning, a phenomenon perceived as an alternative to individualism and capitalist isolation, insofar as it is capable of giving voice to a new debate on a fairer and more effective management of resources and spaces. Through a critical reading of the literature on social reproduction, a vision of common reproduction is proposed with the ultimate aim of contributing to the debate on the need to generate new theories and urban models more consistent with current social challenges.

Le tappe salienti del processo di trasformazione dello spazio fisico da parte delle donne prendono avvio su scala più ampia a partire dalla seconda metà del XIX secolo. La storiografia contemporanea, tuttavia, ancora non pone nel dovuto rilievo l’apporto delle figure femminili, troppo spesso oscurate da una visione ancora centrata sul protagonismo dei Maestri. Quali possono essere gli ambiti operativi e metodologici per una HerStory come narrazione che è frutto della ricerca di matrice femminista e prende le mosse da punti di vista altri?

Questo contributo propone una riflessione a proposito dell’abitare, in particolare dell’abitare collettivo delle donne, inteso nel suo senso ampio e complesso. “Otre la soglia”, per riprendere il titolo di un recente testo di Zaida Muxì (2020) e mostrare come questo attraversamento della soglia tra lo spazio segregato e la città crea nuovi significati e differenti modi di vivere l’ambiente urbano. Nell’articolo vengono presentati brevemente alcuni casi storici e più ampiamente la casa delle donne Lucha y Siesta, a Roma. Si conclude con una riflessione sulla città in generale. L’obiettivo è mostrare come l’abitare comune/collettivo delle donne contribuisce alla struttura di una città differente, grazie alla creazione di nuovi spazi di cura.

Michela Pace, Marta De Marchi, Giulia Cantaluppi, Maria Chiara Tosi

Partecipare a distanza. Il Contratto di Area Umida per la Laguna Nord di Venezia durante Covid-19

CRIOS

Fascicolo: 24 / 2022

Il “Contratto di Area Umida per la Laguna Nord di Venezia", parte del progetto Interreg CREW, è uno strumento di governance che, svoltosi in piena epoca pandemica, ha sperimentato la necessità di innovare un approccio alla partecipazione tradizionalmente legato ad attività svolte in presenza. Il paper propone di leggere l’esperienza di coinvolgimento da remoto degli attori locali nel processo di formazione del Contratto, e prova a confrontarlo con le pratiche di attivazione dei Living e Policy Lab sempre più presenti nelle esperienze dei progetti sostenuti da fondi europei. La lettura analizza le innovazioni come parte del processo di co-creazione materiale e politica che prevede la partecipazione di comunità diverse alla discussione di problemi sociali e territoriali complessi, in particolare riflettendo sui valori attribuiti ai territori in trasformazione, specie quando essi sono sottoposti a pressioni antropiche e naturali che ne mettono a repentaglio il ruolo ecosistemico.

Gilda Berruti, Enrico Formato, Laura Lieto, Cristina Mattiucci

On improvising, contextualizing and active listening. A Dialogue with John Forester

CRIOS

Fascicolo: 24 / 2022

On 14 November 2022, John Forester gave a lecture at the Department of Architecture of the University of Naples Federico II, focused on 'Improvisation, Context-responsiveness, Practices of Listening'. The historical setting of Palazzo Gravina hosted a diverse audience of students, researchers, and lecturers. Despite the conventional lecture hall setup, configured for a traditional frontal presentation, John orchestrated a close interaction with the attendees, through improvisation, transforming the back wall of the room into an expansive board and transcribing issues as the discussion unfolded, so to invert the conventional roles of speaker and audience. This embodied the transformative power not only of altering planning methodologies but also of changing the language and modes through which ideas are articulated. Such interplay is intrinsically tied to the art of listening. This article reports some reasoning solicited by the encounter with John Forester and it is developed in three sections. The first one synthetizes the main issues coming from an interview lead by Gilda Berruti and Cristina Mattiucci, which had place before the lecture. John Forester was asked about the relationships between planners and changes in contemporary complex contexts, to update the methodological statements developed along the years. Forester’s answers are reported after an argued description of the questions. The second and third sections are the critical arguments to the main topics of John Forester’s speech, focusing on context-responsiveness and practices of listening. They are authored by Enrico Formato and Laura Lieto, invited as discussants to the lecture. The texts deal with the perspectives of urban planners engaged respectively in making plans and in the local government1.

Paola Scala

DAVIDE CONTRO GOLIA. Il Lotto O di Ponticelli, Napoli

CRIOS

Fascicolo: 24 / 2022

La ricerca PUSH sviluppata tra il 2019 e il 2021, ha rappresentato per il gruppo di ricerca napoletano, coordinato dalla Prof. Laura Lieto, l’occasione per sviluppare una riflessione sulla condizione dell’abitare contemporaneo in molti quartieri residenziali della periferia italiana e su come questa condizione rifletta una sostanziale distanza tra i principi su cui fonda l’Architettura di questi luoghi e la vita degli individui che in essi si svolge. Il titolo dell’articolo denuncia sin da subito la straordinaria dicotomia che caratterizza molti di questi complessi residenziali, una dicotomia che, se da un lato, determina le molte contraddizioni e criticità di questi quartieri, dall’altro può costituire il punto di partenza di una strategia di rigenerazione fondata su un reale processo di progressiva conoscenza e appropriazione dei luoghi e dei contesti.