Il presente studio approfondisce le pratiche organizzative adottate dai gestori degli spazi collaborativi per coinvolgere gli attori locali nelle attività offerte dai propri spazi. Grazie a tali pratiche organizzative, gli spazi collaborativi emergono come attori di “intermediazione” che ricoprono un ruolo semi-pubblico e facilitano le relazioni tra attori locali e policy maker, supportando in tal modo lo sviluppo di un approccio place-based alle politiche pubbliche, in particolare nelle aree interne. I risultati emersi dallo studio qualitativo condotto su uno spazio collaborativo gestito da un’associazione attiva in un comune italiano di area interna (“Start Working Pontremoli”) hanno evidenziato tre specifiche pratiche organizzative finalizzate, rispettivamente, all’attivazione di una comunità di professionisti sul territorio, all’ancoraggio delle iniziative dello spazio alla più ampia comunità locale e all’abilitazione del territorio a progettare e ospitare nuove attività e servizi. Tali pratiche organizzative illustrano i diversi modi in cui i gestori degli spazi collaborativi possono facilitare le relazioni sia all’interno sia all’esterno dei propri spazi, sviluppare nuove iniziative capaci di coinvolgere i diversi attori locali e accrescere il patrimonio di conoscenze presente sul territorio. Attraverso queste pratiche organizzative, dunque, l’azione degli spazi collaborativi si pone in coerenza con gli obiettivi delle politiche place-based volte a mitigare i trend negativi delle aree interne.