RISULTATI RICERCA

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Sara Barsanti, Virginia Sommati, Giulia Colombini

Il vissuto degli operatori e l’emergenza Covid-19 nelle Residenze Sanitarie Assistenziali

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

L’articolo studia l’esperienza del personale delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) in Italia, durante la pandemia da Covid-19. Gli autori hanno analizzato i risultati di un focus group che ha coinvolto gli operatori di quattro RSA.La ricerca suggerisce la presenza di forze contrapposte che hanno caratterizzato il cambiamento organizzativo: a) la necessità di un costante lavoro di squadra vs l’indisponibilità di alcuni colleghi durante le fasi più acute dell’emergenza; b) la difficoltà di riorganizzare il lavoro vs il coordinamento tra RSA; c) la fatica psicologica vs la disponibilità ad andare oltre i propri compiti, d) le emozioni negative (es. ansia, paura, rabbia e impotenza) vs le emozioni positive (disponibilità a svolgere diversi turni e lavoro di squadra).

Simone Fanelli, Chiara Carolina Donelli, Fiorella Pia Salvatore, Antonello Zangrandi

Migliorare la performance nelle aziende sanitarie pubbliche: il contributo dei professionisti-manager

MECOSAN

Fascicolo: 122 / 2022

Le aziende sanitarie pubbliche sono da sempre impegnate nell’identificare soluzioni organizzative e manageriali che permettano di rispondere con successo alle molteplici pressioni a cui sono sottoposte. In questo scenario, fondamentale è il ruolo dei professionisti. L’obiettivo del presente lavoro è quello di indagare quali strategie possono essere adottate dalle aziende per valorizzare e supportare i professionisti al fine di migliorarne la performance. I risultati della ricerca evidenziano che le aziende sanitarie devono supportare il "professionista-manager" in grado di generare un clima collaborativo nella sua organizzazione; di comunicare a livello interpersonale; di definire obiettivi coerenti con le risorse disponibili; di fare valutazioni di efficienza, efficacia e qualità; di conoscere la propria organizzazione.

Antonietta Rocco

L’Internazionalizzazione delle Università

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

Oggi le Università; sono chiamate a provvedere ad una rapida innovazione delle proprie competenze al fine di sostenere la competitività internazionale in una società sempre più globalizzata dai punti di vista economico, sociale, politico, culturale, scientifico e tecnologico. L’internazionalizzazione delle imprese, l’apertura delle frontiere, le nuove tecnologie hanno indotto gli Atenei ad adottare politiche di internazionalizzazione che promuovono la mobilità di studenti, docenti e personale amministrativo, l’uso veicolare delle lingue straniere e in particolare dell’inglese, la crescita di programmi internazionali di scambio, di studio e di ricerca, l’introduzione di titoli doppi, multipli e congiunti. Ci si chiede se l’internazionalizzazione sia sempre e comunque un elemento qualificante o possa assumere anche connotati negativi e risvolti inattesi. Si assiste ad un ripensamento della missione delle Università, come centri propulsori di progresso, sviluppo ed evoluzione. L’internazionalizzazione per un Ateneo non significa dimenticare o svalutare la propria storia e la propria tradizione, ma al contrario, va interpretata come una sfida per progettare nuove dinamiche di crescita e strategie di valorizzazione e per riqualificarsi come Università inclusiva e universalistica.

Massimo Marcuccio, Vanessa Lo Turco

Università, Imprese e Soggetti Intermediari nei Processi di Innovazione Didattica nelle Scuole di Dottorato. Uno Studio di Caso Multiplo

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

Nell’ambito del dottorato di ricerca in Italia, negli ultimi vent’anni si registra un incremento degli iscritti così come dei dottori di ricerca inseritisi nel mondo del lavoro. Tuttavia, confrontando i dati nazionali con quelli internazionali, la percentuale dei dottori di ricerca occupati risulta inferiore in relazione al totale della forza lavoro. Inoltre, molti dei dottori di ricerca ritengono di non utilizzare nel loro lavoro le competenze sviluppate durante il dottorato mentre altri trovano migliori opportunità di lavoro all’estero. Questa situazione problematica sembra trovare una possibile soluzione nell’introduzione di curricula innovativi nei dottorati. Il contributo presenta gli esiti di uno studio di caso multiplo realizzato nel 2021 relativo a un percorso innovativo di educazione non formale sui temi dell’Open innovation promosso da un soggetto intermediario dell’Emilia-Romagna e rivolto ad aziende e dottorandi degli atenei emiliano-romagnoli. L’impianto della ricerca empirica è stato messo a punto a partire da una cornice teorica che ha integrato tre diversi modelli: la Comunità di Pratica, l’apprendimento basato sulla sfida e l’hackathon. L’obiettivo principale è stato quello di descrivere la sostenibilità, l’efficienza e l’efficacia del percorso innovativo. Sono stati coinvolti 14 dottorandi, 8 rappresentanti di quattro imprese, 4 referenti di un soggetto intermediario e 4 consulenti aziendali. I dati sono stati rilevati attraverso l’analisi di documenti, interviste e questionari. Dai principali esiti emerge che il percorso indagato risulta sostenibile, sebbene richieda alcuni adattamenti per migliorarne l’efficienza, e in grado di favorire la costituzione di comunità di pratica capaci di promuovere apprendimenti.

Barbora Loudová Stralczynská, Eva Koželuhová

Innovative Practice in Initial Professional Studies for Czech Pre-School Teachers

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

Over the last three decades, there has been an increase in university level education for pre-school teachers in the Czech Republic. The aim of the paper is to present part of the results of a research study comparing the Bachelor’s degree programmes in pre-school pedagogy at ten of the country’s universities. Conducted between 2020-2022, the research found that although the national minimum qualification for pre-school teachers remains at secondary vocational level, tertiary level qualifications are much more common among more recently qualified pre-teachers. The democratic transformation of the Czech education system during the last 30 years introduced many improvements such as innovation in the conception, structure, content and organisation of Bachelor’s degree programmes. Especially in the last decade, these mainly relate to greater integration of teaching theory, didactics and practical training of students. In some universities these initiatives have also resulted in modularisation of courses and cooperation between lecturers from different subject disciplines and departments. This article presents examples from two Czech universities to illustrate how these new approaches were successfully implemented and resulted in positive feedback from students.

Antonella Lotti, Juliana Raffaghelli, Marina De Rossi, Lieta Marinelli

Could Faculty Development Initiatives Like Workshops and Community of Practice Favour the Introduction of a Problem-based Approach in Higher Education? A Case Study

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

This article is dedicated to evaluating the impact of Faculty Development for the introduction of Problem Based Education in higher education. A bachelor’s science degree program in Animal Care at the University of Padua has decided to introduce Problem Based Learning in an entire semester, as a first propaedeutic attempt at transforming the entire educational pathway. The transformation process was made possible by several elements: a Faculty Development program that allowed teachers to approach the PBL method and the creation of a Community of Practice (CoP) among the teachers. A preliminary evaluation of the impact of the Faculty Development program was conducted and the article describes some results: Faculty Development initiatives were effective, participants learned meaningfully, and enjoyed formal and in group training activities. Participants increased their motivation to teach according to the PBL approach for an entire semester. Participants were also motivated to create some Faculty Learning Communities (FLC), a special type of CoP in which Faculty members learn informally in group.

Rhonda Christensen, Gerald Knezek

Impacting Culturally Responsive Teaching Strategies by Decreasing Bias Through Simulation Experiences

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

Simulated teaching environments have been used for more than two decades and are likely to continue to expand to meet the demands of teacher development programs. In this study, the self-reported changes in culturally-responsive teaching perceptions of ten classroom teachers serving more than six hundred students are reported. This paper includes first year findings from a program designed to use artificial-intelligence (AI) based algorithms to reduce implicit bias in teaching. Findings from this study include significant pre-post increases for self-efficacy related to culturally responsive teaching as well as instructional self-efficacy. These findings add credibility to the contention that a key innovation of using simulation programs for teacher professional development is that it provides teachers and teacher trainees many learning trials with simulated students, thereby increasing teacher confidence and competence, and which in turn will improve student learning. Findings set the stage for measuring the impact on student perceptions of learning and cultural engagement intended to support teachers in recognizing and ameliorating their own implicit biases.

Giulia Pastori, Elisa Farina

What Worked? A Qualitative Study on the Tutor-Tutee Relationship in the Tutoring Online Program (TOP)

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

The transformative processes that have involved the academic world for more than two decades have been accelerated and renewed in the wake of the Sars Covid-19 Pandemic. Universities, already oriented towards the promotion of smart, sustainable, and inclusive growth, have nevertheless been called upon to rethink and reshape the services, projects and methodological approaches previously developed. The aim of this paper is to describe a qualitative study carried out within the Tutoring Online Program (TOP), designed to respond to the new demands brought to light by the pandemic. After outlining the innovative characteristics of TOP, where the tutors are volunteer university students and the tutees are secondary school students, the results of the qualitative research are presented. The aim of the survey is to identify the elements which, in the perception of the tutors and tutees, may have supported, or on the contrary limited, the creation of a meaningful relationship developed entirely online.

Lisa Breitschwerdt, Vanessa Beu, Regina Egetenmeyer, Silke Grafe

Digital Media in Adult and Continuing Education in Germany

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2022

Digital media are important elements in the didactic planning and design of provisions and programmes in adult and continuing education. Based on questionnaire and interview data from organizations and umbrella organizations active in adult and continuing education in Germany, the article examines how adult educators use digital media and what reasons they give for using them. The article distinguishes between types of digital media, digital tools, and didactically structured digital media offerings. The analysis shows that educators use digital media in settings combining micro- and macrodidactics. Overall, didactic considerations are shifting more to the macrodidactic planning level, emphasizing the role of organizations and umbrella organizations. This is accompanied by changing demands on cooperation between planning staff and instructors. Moreover, the roles of staff expand and diversify with the use of digital media.

A cura della Redazione

Informazione bibliografica

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2022

Bruno Latour, Dove sono? Lezioni di filosofia per un pianeta che cambia (Giuseppe Dematteis) Anselmo Roveda (a cura di) con le illustrazioni di Marco Paci, Atlante delle avventure. Atlante dei viaggi straordinari. Atlante dei luoghi immaginati (Sara Luchetta) Mauro Van Aken, Campati per aria (Filippo Menga) Flavia Cristaldi, Di qua e di là. Riflessioni di una geografa sulle migrazioni (Stefania Bonfiglioli) Flavia Cristaldi, Come il gelso per la vite (Silvia Aru) Alessandro Ricci, Carlotta Bilardi, Cartografia, arte e potere tra Riforma e Controriforma. Il Palazzo Farnese a Caprarola (Annalisa D’Ascenzo) Barbara Pizzo, Giacomo Pozzi e Giuseppe Scandurra (a cura di), Mappe e Sentieri. Un’ introduzione agli studi urbani critici (Margherita Grazioli) Leslie Kern, La città femminista. La lotta per lo spazio in un mondo disegnato dagli uomini (alice salimbeni) Fulvio Toseroni, Strategie per la riduzione dei disastri. Governance del rischio e modelli di Disaster Risk Management per la costruzione di comunità resilienti (Eleonora Gioia) Luca Dal Pozzolo, Il patrimonio culturale tra memoria, lockdown e futuro (Chiara Gallanti)

Nipesh Palat Narayanan

Delhi ke momos mast hote hain: Constructing the city through food

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2022

L’articolo esplora la foodification della città tramite un’indagine sui social media. Esso mira ad una comprensione concettuale della foodification, che combina gli aspetti materiali, sociali e culturali del cibo e la sua mobilitazione. Utilizzando gli interventi su Twitter lungo 10 anni (2010-2020) a Delhi (India) sui momos (sorta di ravioli), il documento dimostra (i) l’uso di prodotti alimentari popolari per promuovere i produttori, propagando così la foodification, (ii) che i cittadini utilizzano il cibo come mezzo per sottolineare l’identità cittadina e (iii) per alimentare discorsi che vanno oltre il cibo. Il documento utilizza queste tre discussioni empiriche per costruire una più ampia comprensione dei veicoli egemoni di conoscenza nella concettualizzazione della città. Si dimostra come la città è costruita attraverso il cibo e il discorso, le pratiche e le performance che lo circondano.

Samantha Cenere, Panos Bourlessas

Di cosa parliamo quando parliamo di foodification? Riflessioni a partire da Porta Palazzo a Torino

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2022

L’apertura di un food hall del brand Mercato Centrale e di nuovi spazi dedicati al consumo di cibo nell’area di Porta Palazzo a Torino è stata interpretata da alcuni residenti, accademici e commentatori locali come possibile veicolo di gentrificazione commerciale. L’area, caratterizzata dalla presenza di uno storico mercato e da condizioni di vulnerabilità socioeconomica diffusa, è investita da processi di trasformazione che sembrano in linea con quella foodification che la letteratura individua in zone dove nuove geografie del consumo di cibo esercitano una ‘pressione di espulsione’ verso la popolazione a basso reddito locale. Tuttavia, l’articolo mostra come un’analisi più attenta dei processi in corso evidenzi, da un lato, la capacità di fattori contestuali di esercitare una ‘resistenza’ verso la trasformazione e, dall’altro, i limiti della foodification sia come processo di trasformazione urbana che produce gentrificazione sia come concetto analitico

Il termine foodification ha di recente sintetizzato una serie di processi di trasformazione delle città contemporanee legati al nesso fra consumo di cibo e altri fattori: touristification, rigenerazione urbana, gentrification commerciale, o più generali effetti di sostituzione e displacement all’interno del tessuto urbano. Il contributo si concentra sulla richiesta di cibo ‘dal basso’ a partire dagli effetti della pandemia sui contesti urbani ‘foodificati’. Il caso delle Cucine popolari di Bologna vuole includere nella più ampia discussione sul rapporto fra cibo e trasformazioni urbane, alcune pratiche socialmente produttive legate al bisogno di cibo, in modo da integrare il significato e la portata del termine foodification.

A partire dalle riflessioni di Jean Baudrillard sulla fase ‘virale’ della nostra epoca e di Peter Sloterdijk sul ‘comfort’ e lo ‘spazio interno’ (inner space), l’articolo analizza la geografia del city branding che dal 2014 ha rigenerato Bologna come ‘città à la carte’, ridefinendo il territorio emotivo dei suoi cittadini e rimodulando le politiche urbane. Com’è noto il marchio globale di Bologna dipende dal logo generativo "City of Food is Bologna" (Bonazzi, Frixa, 2019) che ha cristallizzato gli spazi del consumo e reso ‘fetish’ il cibo secondo i termini del contemporaneo capitale documediale (Ferraris, 2020; Semi, 2015) e le forme proprie della ‘fantasmagoria’.

Mirella Loda, Matteo Puttilli

History (still) to eat. L’ impatto della pandemia sul settore della ristorazione nel centro storico di Firenze

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2022

Specialmente nei centri storici delle città d’arte, il settore della ristorazione è stato uno dei comparti economici dove più si sono avvertiti gli effetti delle misure contenitive della pandemia di Covid-19, interrompendo almeno temporaneamente un processo espansivo che in precedenti lavori si era definito come foodification. Tale concetto esprimeva una più ampia trasformazione funzionale delle aree centrali in luoghi sempre più marcatamente dedicati al loisir e a esperienze connotate dalla transitorietà, e dove il target di riferimento era incarnato in larga misura da visitatori e frequentatori occasionali. A partire dall’analisi dei dati raccolti su un arco quasi ventennale e ulteriormente aggiornati nell’ultimo biennio, il contributo analizza l’impatto della pandemia sul settore della ristorazione nel centro storico di Firenze e si interroga sui possibili scenari post-pandemici. I risultati, che mostrano la complessiva tenuta del settore, rivelano il carattere ormai fisiologico e non controvertibile dei processi di rifunzionalizzazione in atto nei centri storici; nondimeno, si suggeriscono alcune soluzioni per contenerne gli effetti maggiormente distorsivi.

Panos Bourlessas, Mirella Loda, Matteo Puttilli

Cibo e trasformazioni urbane. Varianti di foodification

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2022

A partire da casi di studio contestualizzati in diverse città italiane, il concetto di foodification è emerso negli ultimi anni come una chiave di lettura utile per rendere conto dell’estrema rilevanza del cibo (in termini di offerta gastronomica e di discorsi e immaginari creati attorno ad essa) nell’ambito di più ampi processi di riconfigurazione della base economica e della cultura urbana. Il presente contributo ha un duplice obiettivo: in primo luogo, ricostruire la genesi della foodification, anche nei suoi legami con il dibattito internazionale sul rapporto tra città e cibo; in secondo luogo, illustrare come i contributi raccolti in questo numero monografico contribuiscano a strutturare e ad ampliare il dibattito sulla foodification e le sue implicazioni urbane.