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Maurizio Falsone

Lavorare tramite piattaforme digitali: durata senza continuità

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 174 / 2022

L’Autore esamina le rappresentazioni comuni del fenomeno del lavoro tramite piattaforme di-gitali ed osserva che gli aspetti inerenti alla fase pre-esecutiva dei rapporti, non riconducibili all’alternativa obbligo/libertà di lavorare, siano sottovalutati. Secondo l’Autore ciò incoraggia le interpretazioni che sottintendono la frammentazione del rapporto in una serie indeterminata di contratti, fino a mettere in crisi il presupposto contrattuale delle operazioni qualificatorie. Nel contributo, quindi, si propone di analizzare la causa concreta dei rapporti per ritrovare l’unitarietà negoziale del fenomeno facendo leva sul suo carattere durevole. Questo approccio induce l’autore a valorizzare, anche in sede di qualificazione tipologica, le situazioni di pote-re/soggezione che caratterizzano il lavoro tramite piattaforme e a sottolineare come esse richia-mino alla ribalta le interpretazioni dell’art. 2094 c.c. che ridimensionano il ruolo della presta-zione tipica a vantaggio di profili della fattispecie capaci di fotografare l’assetto negoziale com-plessivo. L’Autore conclude ritenendo che i rapporti in questione, almeno secondo i modelli oggi noti, non possono essere concepiti come una serie di contratti di lavoro indipendenti, né come co.co.co., ma che le altre ipotesi ricostruttive (subordinazione o etero-organizzazione) devono passare per un aggiornamento dell’interpretazione delle fattispecie astratte di riferimen-to.

Antonio Baylos Grau

Un primo approccio alla riforma del lavoro spagnola

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 174 / 2022

Il saggio offre una prima lettura della recente riforma del lavoro spagnola, collocandola nel quadro del più generale processo di riforma avviato negli ultimi anni. In particolare, si esami-nano l’Accordo tripartito del 23 dicembre 2021 e il RDL 32/2021, del quale sono posti in luce i principali ambiti di intervento: la formazione e i contratti a tempo determinato; gli strumenti di sostegno temporaneo del reddito e dell’occupazione; la contrattazione collettiva.

Elena Verdolini, Chiara Belpietro

Giusta transizione ecologica: l’impatto delle tecnologie digitali

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 174 / 2022

Il concetto di «just twin transitions», ossia «transizioni gemelle e giuste», è sempre più al cen-tro di discussioni pubbliche e dibattiti politici; esso indica la duplice transizione in campo eco-logico e in campo digitale, e promuove l’idea che gli sforzi per perseguire queste transizioni devono essere accompagnati da misure tese a «non lasciare indietro nessuno». Tuttavia, le im-plicazioni derivanti dalle connessioni, sinergie o incongruenze tra queste due transizioni non sono ancora state oggetto di analisi sistematica. Questo articolo illustra le possibili e verosimili ripercussioni negative (N) o positive (P) delle tecnologie digitali sugli obiettivi della giusta transizione ecologica, ossia (1) l’azione per il clima, (2) la promozione di lavori di qualità e qualificanti e (3) l’identificazione di interventi tesi a ridurre gli impatti sociali negativi della transizione ecologica sulle fasce meno abbienti e più a rischio. Sulla base di questa analisi, vengono discussi i motivi che giustificano un’analisi congiunta della transizione ecologica e di quella digitale.

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2022

Michela Bella, Maria Regina Brioschi

Two Neglected Arguments for a Pragmatist Metaphysics: Peirce and James on Individuals and Generals

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2022

This article proposes an integrative reading of Peirce’s and James’s philosophies, which aims to figure out the main features of a shared pragmatist metaphysics. Two methodologies are adopted to reach this goal: a historical scrutiny of sources (letters, works, manuscripts), prevalent in the first part, and a theoretical investigation of Peirce’s and James’s philosophies, in the second and third parts. The first part analyzes Peirce’s and James’s proximity, which lies in their common understanding of pragmatism as an anti-dogmatic method in philosophy, and their alleged main difference, which is represented by the issue of nominalism/anti-nominalism, and pivots around the concepts of individuals and generals. The article challenges the mainstream interpretation that sees Peirce as a champion of generality and continuity, whereas James is known for being an ardent defender of individuality. The arguments supporting such an unconventional interpretation are offered in the second part, which explores Peirce’s view of individuality in logic, and the third one, dedicated to James’s view of continuity in psychology. As a conclusion, Peirce and James’s shared pragmatic metaphysics turns out to be centered on the dynamical bonding between individuals and generals.

Luca Natali, Giovanni Rota, Amedeo Vigorelli

Presentazione

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2022

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 177 / 2022

A cura della Redazione

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 177 / 2022

Francesca Sofia

Intervista a Pietro Costa

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 177 / 2022

In quest’intervista, Pietro Costa si sofferma sui momenti salienti della sua riflessione storiografica che lo ha visto affrontare disparate epoche storiche (dal lemma di matrice medievale jurisdictio alla nozione di società civile nella riflessione settecentesca, dalla nozione di Stato nella giuspubblicistica italiana tra Otto e Novecento, fino alla monumentale ricostruzione della nozione di cittadinanza nella cultura occidentale). Ne risulta un percorso lineare, segnato da una particolare attenzione per la storia concettuale, considerata il palinsesto in cui allignano istituti e norme delle diverse esperienze prese in considerazione.

Stefano Poggi

Surveillance as a culture of vigilance: the case of Napoleonic Italy

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 177 / 2022

This article aims to verify the concept of "culture of vigilance" recently proposed by Arndt Brendecke and Paola Molino in Napoleonic Italy, a context traditionally interpreted in the light of surveillance paradigms. What emerges from the case study of the "capi contrada" established in Vicenza in 1806 is that the Napoleonic police were ultimately compelled to resort to requesting help from individuals belonging to the local communities they wanted to monitor. The "capi contrada" soon became one of the primary sources of information for urban law enforcement. Nevertheless, this collaboration remained strictly tied to the self-interest of the "capi". This kind of "inter-hierarchical"position was not limited to Vicenza, as analogous positions existed in several other cities of the Kingdom of Italy. Thanks to this case study, it is possible to recast the development of state-driven surveillance as one of the many cultures of vigilance that coexisted in Italy at the beginning of the nineteenth century.