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Questo scritto è un contributo all’elaborazione del lutto collettivo per la morte di Gino Strada. Elaborare un lutto significa distillare consapevolezze e valori dall’opera in vita di un uomo che era radicalmente contro la guerra. Essere contro la guerra è una azione attiva e costante: è scegliere la vita ogni giorno. Significa fondare una nuova etica dell’alterità, sollevare lo sguardo incentrato solo su sè stessi per volgerlo con interesse e cura verso il mondo con tutte le alterità che lo abitano. È una adesione alla creazione come bene supremo, nella consapevolezza di appartenere a una realtà unitaria dove interno ed esterno si appartengono e hanno uguale valore.

Alessandra De Coro, Luisa Zoppi

IV International Joint Conference IAAP/LUMSA University Roma : 22-23 Aprile 2022

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 55 / 2022

Questo articolo presenta una sintesi della conferenza internazionale patrocinata dalla IAAP e dall’AIPA e ospitata a Roma dalla Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA). Il tema "Le narrative nella Psicologia Analitica contemporanea. Studi sulle relazioni mente-corpo ha attratto l’interesse di molte colleghe e colleghi internazionali, che hanno partecipato a distanza ai lavori del convegno. In grandi linee sono qui riassunti i contenuti delle relazioni presentate nelle due mattinate da accademici senior italiani e stranieri, nonché i contributi di ricerca empirica presentati nei pomeriggi da giovani ricercatrici e ricercatori della LUMSA e dell’Università "La Sapienza" di Roma.

Questo scritto vuole rappresentare la sintesi dell'esperienza clinica del dottor Antonino Lo Cascio, allievo di Bernhardt e cofondatore dell’AIPA, rispetto alla tecnica della clinica analitica. Il testo è costruito su una struttura ad intervista, nella quale gli autori - Antonino Lo Cascio e Cristina Brunialti - definiscono le fasi del percorso analitico. Vengono approfonditi aspetti della tecnica poco esplorati, secondo una particolare prospettiva che gli Autori definiscono Autodafé. Il lettore troverà spunti di riflessione tra il rimando alla tecnica e alla narrazione biografica di Lo Cascio. L'intervistatrice Cristina Brunialti, allieva e amica del Dott. Lo Cascio, si "diverte" insieme a lui a dare forma ad un dialogo colloquiale e spontaneo che affronta tematiche complesse e ancora oggi dibattute in ambito psicoanalitico.

Shady Dell'Amico

Il ruolo del femminile nella Risposta a Giobbe di Carl Gustav Jung

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 55 / 2022

Nel presente articolo l’autore ha esaminato la funzione che le immagini del femminile ricoprono nella Risposta a Giobbe di Carl Gustav Jung, concentrandosi nello specifico sulla figura apocalittica della "Donna vestita di sole" e sui suoi rapporti con la Sophia, presente nella letteratura sapienziale, e con Maria. Viene mostrato come Jung sviluppi il particolare esercizio mitopoietico della Risposta coinvolgendo il femminile in matrimoni celesti capaci di dare alla luce espressioni sempre più complete dell’archetipo del Sé. Nelle conclusioni l’autore ha stabilito un confronto fra le prefigurazioni del testo junghiano e il nostro presente.

Stefano Mariano Carta, Antonio Alcaro

Una casa di 3 piani + 1. Il sogno di Jung e le omologie archetipiche cervello-mente in una prospettiva evolutiva

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 55 / 2022

Sulla nave che lo portava verso le Clark lectures negli Stati Uniti, Jung racconta a Freud un sogno, divenuto famoso, in cui una casa a quattro piani, o livelli, sembra rappresentare la struttura di una psiche fondata sull’inconscio archetipico. Nonostante l’idea di archetipo sia stata più volte oggetto di critiche, a partire dalla seconda metà del 1900 gli studi scientifici sull’organizzazione del cervello umano hanno confermato l’ipotesi di una stratificazione delle funzioni mentali e di una determinazione prevalentemente istintuale ed ereditaria del primo e più antico strato dell’evoluzione neuropsichica. Pertanto, riprendendo la struttura della casa sognata da Jung, in questo articolo proponiamo l’idea di una stratificazione psico-neuro-archeologica suddivisa in 3+1 strati sovrapposti che costituisce una elaborazione del modello neuro-archeologico ternario elaborato da Paul MacLean prima e da Jaak Panksepp poi, in cui l’affettività rappresenta il fattore organizzativo fondamentale del cervello-mente. Lo strato più evoluto, caratteristico della specie umana, è quello dell’auto-coscienza riflessiva. Subito sotto si trova il livello della coscienza intersoggettiva, caratteristico delle specie omeoterme (mammiferi ed uccelli) e legato all’evoluzione di un complesso di strutture corticali mediali chiamate Default-Mode-Network. Ancora sotto si trova lo strato della coscienza cognitivo-immaginativa, evolutasi nei vertebrati dotati di corteccia cerebrale. Infine, il primo e più antico strato, è quello della consapevolezza affettiva, legato al funzionamento delle strutture sottocorticali mediali (core-Self), dove risiedono i circuiti istintuali ed archetipici individuati negli studi neuro-etologici di Panksepp.

Augusto Romano

Peripezie del "caso clinico"

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 55 / 2022

L’articolo si propone di illustrare: a) I nessi che intercorrono tra conduzione dell’analisi e caratteristiche del suo resoconto (il cosiddetto "caso clinico"). Vengono pertanto descritti e discussi il modello tradizionale della conduzione dell’analisi e quello corrispondente della redazione del caso clinico, entrambi ispirati a un metodo osservazionale, nel quale lo sguardo distaccato dell’osservatore ha un ruolo centrale. b) L’evoluzione della prassi analitica che, raccogliendo l’eredità dello spirito del Romanticismo, ha progressivamente ridotto l’importanza della interpretazione a favore di un sempre maggiore coinvolgimento personale dell’analista. c) Le difficoltà che si oppongono a una trascrizione efficace delle esperienze emotive e immaginali vissute nell’interazione di analista e paziente. Tali difficoltà rinviano alla indicibilità dei "vissuti", nei quali non è più possibile una netta distinzione tra significante e significato. d) Il parallelismo tra redazione del "caso clinico" e traduzione da una lingua a un’altra. In entrambi i casi, una possibile, seppur parziale, soluzione delle difficoltà sta nella applicazione della cosiddetta "costruzione dei comparabili" (Ricoeur), che significa tendere a una equivalenza ma non a una identità tra ciò che accade in analisi e ciò che noi scriviamo: dire la stessa cosa ma in altro modo, facendo uso dell’analogia.

Questo articolo si fonda su un’idea, ed è costruito intorno ad un’esperienza clinica che mi ha aiutato ad ampliarne la comprensione. L'idea, alla base del lavoro di diversi autori, è che quando il campo analitico è saturo di contenuti mentali primitivi e non integrati, il controtransfert somatico dell'analista è un prezioso indicatore di una forma di comunicazione profonda e dissociata. L'esperienza clinica, riguarda la difficile elaborazione di un controtransfert complesso e sfaccettato che ha avuto luogo durante le prime fasi dell'analisi di una paziente per me molto difficile da contenere, che comunicava in modo estremamente dissociato. Questa esperienza, descritta dettagliatamente nell'articolo, mi ha portato a formulare l'idea clinica che il campo transferale sia composto da strati distinti (psicoide, affettivo, verbale), e che ognuno di essi possa trasmettere informazioni diverse, anche contrastanti. A corollario di ciò, l'analista dovrebbe essere pronto ad accettare sensazioni, sentimenti e pensieri contrastanti allo stesso tempo, poiché potrebbero essere gli ingredienti di base di una complessa reverie. L'analista, in tale corcostanza, si troverebbe a contatto con la propria molteplicità interna allo stato grezzo, prima che un'immagine simbolica possa emergere per collegare tra loro i frammenti dell'esperienza. Tuttavia, lo scopo fondamentale di questo articolo non sta nel suggerire un'idea, ma nel condividere l’esperienza clinica di un complesso working through. Questa esperienza ha favorito, nella coppia analitica, la nascita di una nuova prospettiva relazionale più umana: la capacità di stare insieme nel tempo, in uno spazio transizionale dove non c'è né completa separazione né fusione assoluta.

A cura della Redazione

Editoriale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 55 / 2022

Francesco Mirone, Gianpaolo Basile

Longevity in family business: A quantitative study on centenary family businesses from Campania and Andalusia

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

This work focuses on the longevity of family business to identify those factors capable of influencing it. In order to identify these factors, was conducted a literature review which produced 3 assumptions, one for each driver identified. Subsequently, it was carried out a quantitative analysis on two samples of centenary family businesses belonging to different geographical areas, one Italian and one Spanish, with the aim of testing the validity of the assumptions and verifying similarities, differences and points of contact between the two selected samples. The results of this survey were operationalized into specific variables and statistically processed to offer a complete reconnaissance of the universe under investigation. Therefore, the aim of this work is giving a contribution to the literature concerning family businesses, identifying the best practice that allow this specific type of business to be long-lived, solid and competitive over time.

Giovanna Dossena, Francesca Magno

Family firms’ longevity: Evidence from the Italian experience

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Family firms’ longevity is an understudied but highly relevant topic. Understanding the factors that drive family firms’ longevity is essential not only to improve the strategies of existing firms but also to inform investors’ decisions to support start-ups, taking on the responsibility of long-term allocation of resources. Hence, the purpose of this study is to advance available knowledge by examining relevant cases of bicentenary firms. Specifically, the research relies on a qualitative approach based on interviews. Several themes emerged from the analysis: the symbiotic relationship between the entrepreneur and the company (internal symbiosis) and between the company and its territory (external symbiosis) as one of the main causes of company longevity; longevity as a process; longevity as both a lever and a liability; the interplay between change and preservation.

Vittoria Marino, Letizia Lo Presti, Luigi Grasso

When consumer loves heritage. The role of cultural heritage in social media engagement

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

This study aims to investigate the cultural heritage as a strengthening factor in the social media engagement. The research is based on a content analysis conducted on 3200 posts published on Facebook by a sample of 64 medium-size and large companies registered in the "Register of Long-lived Firms" of Italian Chamber of Commerce. The Register involves firms with uninterrupted activity in the same business industry for at least 100 years. The calculation of the indices of likeability and shareability and a multiple regression model has made it possible to measure the effectiveness of posts in increasing social media engagement and verifying which dimensions are most used by the sample companies

Angelo Riviezzo, Antonella Garofano, Giusy Mignone, Maria Rosaria Napolitano

Survivors: A tentative mapping of centenarian firms around the world

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Despite the relevance that the business longevity topic has taken in managerial studies over the last years, there is a lack of cross-country and cross-industry studies on business survival. Namely, there have not been concrete attempts to map long-lived companies still in operation on a global scale. In this direction, this paper aims to census firms that survived over at least 100 years worldwide, whatever their size or branch of industry. The research allowed the authors to discover the countries and the industries in which centenarian firms are most concentrated and to investigate their characteristics, such as their size or the year of their foundation. This research is the first step of a more complex and ambitious project directed to shed light on key factors of business longevity and explain the survival capacity of long-lived firms in response to rapid change in markets and society

Francesco Gangi, Eugenio D'Angelo, Lucia Michela Daniele, Maria Coscia

Does corporate social responsibility help the longevity of centenarian family firms in Europe?

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Using a sample of 21 centenarian family firms from European countries over the 2008-2020 study period, we verify if corporate social responsibility (CSR) engagement can help the longevity of the centenarian family firms. In particular, consistent with the stakeholder theory and resource-based view, we find that the corporate social performance (CSP) has a positive impact on the corporate financial performance of family firms, even during a period affected by international financial crisis that stressed the survival of firms. Hence, based on the concept of CSR as a co-specialized asset that improves other assets, such as resilience, corporate identity, reputation and stakeholder influence capability, our results show that CSR engagement represents a key to longevity and a solution to the potential trade-off between the socioemotional wealth and the financial performance of centenarian family firms

Gundula Glowka, Anita Zehrer, Lena Leifeld

Values of centenarian family firms as a source of longevity

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Being in business over a century, Centenarian family firms (CFF) have demonstrated that they adapt to a changing competitive market environment and successfully established longevity, including an efficient succession routine and dynamic capabilities. While family firms are considered to possess a strong set of values (Lumpkin & Brigham, 2011), it has not been observed, which value sets are vital for longevity. Through the close connection between the individual values of family members and the business itself, values influence the behaviour of CFF (Astrachan et al., 2002; Dyer, 2003; Gersick et al., 1997). Conducting nine qualitative interviews, we identify that CFF balance values for change, which leads to innovation, and values for conserving the status quo of the firm in an equilibrium.

José Carlos Casillas, Araceli Picón-Berjoyo, Carolina Ruiz-Moreno

Centenarian family and non-family companies. An exploratory analysis

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Few companies are able to reach 100 years of existence, and even fewer do so without losing ownership control to the founders’ families. Perhaps due to its scarcity, few quantitative data are available on this type of company. This paper analyzes, based on a sample of 120 Spanish centenary companies, the differences between family and non-family centenary companies, from a quantitative and exploratory perspective. Likewise, a comparison is made with a control sample of another 120 non-centenarian companies in order to draw conclusions. The analysis shows that there are more non-family centenary companies than family companies, although the latter obtain higher returns and have a more robust financial structure (less indebtedness and more liquidity) than the rest of the companies. Despite the limitations derived from the data used, the work contributes to the literature on business demography and on the longevity of family businesses.

Salvatore Esposito De Falco

Editorial

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022