RISULTATI RICERCA

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José Carlos Casillas, Araceli Picón-Berjoyo, Carolina Ruiz-Moreno

Centenarian family and non-family companies. An exploratory analysis

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Few companies are able to reach 100 years of existence, and even fewer do so without losing ownership control to the founders’ families. Perhaps due to its scarcity, few quantitative data are available on this type of company. This paper analyzes, based on a sample of 120 Spanish centenary companies, the differences between family and non-family centenary companies, from a quantitative and exploratory perspective. Likewise, a comparison is made with a control sample of another 120 non-centenarian companies in order to draw conclusions. The analysis shows that there are more non-family centenary companies than family companies, although the latter obtain higher returns and have a more robust financial structure (less indebtedness and more liquidity) than the rest of the companies. Despite the limitations derived from the data used, the work contributes to the literature on business demography and on the longevity of family businesses.

Salvatore Esposito De Falco

Editorial

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2022

Alessandra Manzini, Valentina Cappi, Teresa Carlone, Sara Maani

Recensioni

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

Carolina Mudan Marelli

Lo spatial turn come categoria analitica

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

A partire dal dibattito sul concetto di spatial turn, questo articolo tenterà di interrogare il concetto da un punto di vista empirico, ovvero allontanandosi dalle formulazioni che lo identificano unicamente come una pura svolta teorica, per pensarlo come categoria analitica, capace di fornire un quadro di analisi utile a leggere quanto emerso in un campo di ricerca etnografico all’interno di una periferia napoletana. Un’esplorazione del concetto a partire dalla ricerca sul campo permette, infatti, di pensare alla nozione al di là del suo solo statuto teorico, cercando di coglierne le manifestazioni nella quotidianità di un luogo. Si cercherà, dunque, di considerare lo spazio in quanto variabile esplicativa fondamentale, cercando di comprendere chi pone al centro del proprio agire lo spazio (chi fa il turn?) e le ragioni di questa centralità dello spazio (perché lo fa? verso quale/i spatial?).

Sonia Paone

Il concetto di urban blight nelle politiche di Urban Renewal negli Stati Uniti

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

L’articolo analizza la genesi del concetto di urban blight nel contesto delle politiche di urban renewal che sono state attuate negli anni Cinquanta e Sessanta nelle città degli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di evidenziare le logiche discriminatorie che hanno accompagnato l’imposizione di questo termine nel dibattito pubblico e le sue conseguenze sull’allontanamento dalle aree centrali (inner city) delle città americane delle famiglie afroamericane. La costruzione dell’urban blight si inserisce quindi nel più ampio discorso sulla razzializzazione dello spazio che caratterizza l’esperienza urbana statunitense.

Con "populismo energetico" ci si riferisce generalmente alla connessione tra le proteste locali contro le green energy policy e il crescente consenso elettorale verso i movimenti "populisti" in particolare nelle aree rurali e marginali. L’articolo indaga il fenomeno attraverso una ricerca qualitativa sull’eolica in Basilicata. I dati mostrano la complessità e l’ambiguità del populismo energetico suggerendo come questi sia alimentato da un deficit di riconoscimento sociale e politico delle aree marginali.

Alice Lomonaco

Riuso temporaneo dei vuoti urbani: limiti ed opportunità

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

Le pratiche di riuso temporaneo dei vuoti urbani si prestano a garantire risposte alle nuove esigenze di vita che la contemporaneità ha imposto, per adattarsi più facilmente alle richieste degli attori; tuttavia, sembrano confermare le tendenze alla precarietà e alla flessibilità del lavoro e della vita degli attori coinvolti. Attraverso l’analisi del caso studio dell’Associazione Venti Pietre di Bologna l’articolo intende interrogarsi su cosa succede alle esperienze di rigenerazione urbana dal basso dopo la temporaneità. Queste esperienze possono essere trapiantate altrove? Hanno lo stesso successo e la stessa capacità? Cosa succede alle reti di relazioni costruite nel tempo una volta scaduto il tempo previsto dal contratto?

Marco Cremaschi, Silvia Lucciarini

Quale agency per gli esperimenti urbani? Sperimentalismo e tattiche nel Grands Voisins a Parigi e al Mitreo di Corviale a Roma

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

A partire dagli anni Duemila nel repertoire delle idee urbanistiche, ha preso piede la cosiddetta "urbanistica tattica", o transitoria, un’iniziativa svolta su terreni non occupati e edifici vuoti che mira a coinvolgere la comunità circostante prima che il sito sia sviluppato. Un aspetto cruciale nelle analisi sull’urbanistica tattica nelle sue forme istituzionalizzate -e quindi nelle public policy- è relativo alla composizione delle arene locali, la rappresentazione dei diversi interessi, le narrative dei diversi attori, e la scelta dei processi negoziali nelle decisioni condivise. Ovvero quali meccanismi di costruzione del consenso all’interno dell’arena degli attori locali siano presenti nell’implementazione di politiche urbane transitorie, che si muovono tra competizione e collaborazione. Questo breve paper esamina queste dinamiche per esplorare natura e prossimità degli interessi degli attori in due casi: i Grands Voisins a Parigi e il Mitreo di Corviale a Roma.

Maria Vittoria Ferroni

Rigenerazione urbana e riuso temporaneo dei beni: i beni confiscati alla criminalità organizzata

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

Il contributo, a partire da una diversa concezione della rigenerazione urbana, riguarda il riuso temporaneo dei beni immobili. Il riuso ha la funzione di rivitalizzare gli immobili degradati, nel periodo transitorio, fin quando divengano luoghi con nuove funzioni. In particolare è stato analizzato il riuso temporaneo ed il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia che, nelle more dello svolgimento delle lunghe procedure che ne determinano una nuova destinazione, può essere assegnato temporaneamente fin dalla fase di sequestro agli enti locali ed in particolare il Comune che potrà gestirli direttamente oppure assegnarli ad una serie di soggetti indicati dal legislatore (es. comunità giovanili, organizzazioni di volontariato, centri di recupero e cura dei tossicodipendenti, cooperative).

Maria Argenti, Anna Bruna Menghini

Post-Covid Intergenerational Living

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

I recenti mutamenti sociali, uniti all’emergenza pandemica, hanno rivelato la necessità di riformulare modelli abitativi e di accoglienza basati sui principi del vivere solidale e sulla relazione fra le diverse generazioni. Il panorama architettonico internazionale ci offre esempi di strutture multifunzionali integrate nella dimensione del quartiere e sistemi diffusi di spazi condivisi per la vita, il lavoro e la cura, adeguati alla popolazione anziana ma inseriti in contesti sociali intergenerazionali.

Angelo Bertoni, Ornella Zaza

L’infrastruttura ferroviaria come attore territoriale: strategie e tattiche di riuso nella valle della Roya

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

I violenti temporali dell’ottobre 2020 hanno causato gravi danni al territorio della valle della Roya, una zona transfrontaliera di media montagna tra Francia e Italia. La linea ferroviaria Nizza-Ventimiglia-Breil-Cuneo, che attraversa questo territorio, è stata l’unica infrastruttura in grado di rispondere all’emergenza e ha riaperto il dibattito sul riuso delle stazioni ferroviarie, un importante patrimonio del XX secolo, oggi in gran parte abbandonato. L’articolo si propone di analizzare e mettere in prospettiva le esperienze di innovazione socio-spaziale che permettono all’infrastruttura ferroviaria di rivelarsi come una risorsa territoriale, capace di proporre nuove pratiche di vita in armonia con l’ambiente costruito e naturale.

Silvia De Nardis

Il riuso informale dei vuoti urbani. Il caso di Porto Fluviale Occupato a Roma

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

Nelle città contemporanee aumentano spazi abbandonati e in disuso che spesso trovano nuova vita nelle azioni dal basso. Il contributo si concentra sul tema del riuso informale dei vuoti della città come strumento di sviluppo sociale e urbano, aprendo una riflessione sul ruolo dell’azione spontanea dei cittadini nelle logiche formali della città. Le pratiche urbane informali di riuso possono attivare processi di ricomposizione semantica e ri-territorializzazione in risposta all’odierna frammentazione socio-spaziale. Esse si connettono alle finalità dei processi di rigenerazione urbana e richiamano l’idea di un progetto collettivo per la città. Il contributo analizza il caso del riuso informale di Porto Fluviale a Roma.

Matteo Colleoni

Mobilità e rigenerazione urbana

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

Le città sono sempre più interessate da interventi nei quali la rigenerazione urbana è perseguita attraverso provvedimenti che interessano la mobilità. Originariamente collocati nelle politiche per la mobilità, questi provvedimenti sono sempre più associati al vasto ambito delle politiche di rigenerazione per migliorare la qualità e a ridare valore ad uno spazio pubblico ridotto a mero luogo di attraversamento e sosta dei veicoli motorizzati. La crescente attenzione alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile ha poi contribuito a promuovere la lettura ecologica dell’ambiente urbano, nella sua accezione di sistema integrato di risorse umane e naturali. Il saggio ne affronta il tema soffermandosi nella prima parte sulla relazione tra morfologia urbana e aumento della mobilità veicolare e nella seconda sulle politiche di rigenerazione condotte attraverso gli interventi per la mobilità sostenibile.

Rossana Galdini

Interpretare la complessità urbana contemporanea: il paradigma della città fluida

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 128 / 2022

La città fluida costituisce una delle recenti concettualizzazioni utilizzate per identificare i processi che attraversano la città contemporanea. La trasposizione del concetto di fluidità nella pianificazione e nella morfologia urbana consente di osservare come il dinamismo, la temporaneità, la flessibilità siano adottate come categorie per la rifunzionalizzazione, la risignificazione degli spazi, la creazione dei luoghi e la diffusione di nuove pratiche. Il contributo propone una riflessione sull’esigenza di individuare un approccio alla pianificazione urbana capace di gestire la fluidità e la complessità urbana contemporanea.

A cura della Redazione

Book reviews

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2022

Charles R. McCann Jr., Luca Fiorito

Sidney Armor Reeve: Engineer, Inventor, Progressive, and Underappreciated Utopian

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2022

Sidney Armor Reeve, professional engineer and amateur historian, economist, and sociologist, writing during what has been described as the Progressive Era, at-tacked the very foundations of the existing economic and social orders. He explic-itly criticized the dominant commercialism of the capitalist society as being a can-cer, a major cause of inequality and unemployment, offering instead a program of reform that, while some reviewers characterized it as consistent with the program of the socialists, presented something of an alternative vision, one recognizing the primacy of the Ultimate Consumer. His remedy, favoring as it did the central con-trol of the economy, shared at least commonalities with the reforms advocated by the socialist writers of the period, even as he himself rejected the label, unequivo-cally stressing points of fundamental disagreement.

Eric Dehay

Talking about growth, the discourse of the European Central Bank, 1997-2021

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2022

The text proposes an analysis of the way the European Central Bank (ECB) considers the notion of economic growth or its limits and how the question of envi-ronmental risk has become an issue for it. For this purpose, an analysis of the speeches of the members of its board is carried out over the period 1997-2021. An automated statistical analysis of the corpus reveals the standard approach to growth adopted by the ECB. This is followed by a more qualitative reading of the discourse, which shows that the notions of sustainability and the climate crisis are becoming increasingly important in the rhetoric of the ECB, without leading to a radical revision of the way growth is conceived or to a questioning of its limits. In order to expand its discourse and action in the climate field, the ECB is rather pro-ceeding by superimposition, adding new ideas rather than replacing its initial paradigm. In doing so, it protects the legitimacy of its mandate and its epistemic credibility.