Lavoro e organizzazione
Autori:

Andrea Pilati

Lavoro e organizzazione

Per una riconfigurazione della grande dicotomia giuslavoristica

Gli interventi legislativi dell’ultimo quindicennio sul lavoro autonomo e sui temi che con esso si intersecano hanno suscitato un vivace dibattito tra gli studiosi di diritto del lavoro. L’impegno profuso per raggiungere un’interpretazione congrua di queste normative non è tuttavia approdato a risultati condivisi. Nel tentativo di superare questa situazione e di pervenire a un appagante ordinamento sistematico della materia, questo volume rivisita i concetti su cui è eretta la materia, capovolgendo la tradizionale prospettiva di analisi dei rapporti di lavoro: dal lavoro autonomo al lavoro subordinato.

Pagine: 198

ISBN: 9788835194361

Edizione: in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 300.92

Pagine: 198

ISBN: 9788835195917

Edizione:in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 300.92

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione: No

Formato: PDF con DRM Readium LCP

Informazioni sugli e-book

Pagine: 198

ISBN: 9788835195924

Edizione:in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 300.92

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: ePub con DRM Readium LCP

Informazioni sugli e-book

Gli interventi legislativi dell’ultimo quindicennio sul lavoro autonomo e su temi che con esso si intersecano hanno suscitato un vivace dibattito tra gli studiosi di diritto del lavoro. L’impegno profuso per raggiungere un’interpretazione congrua di queste normative – in particolare di quella relativa alle «collaborazioni organizzate dal committente» (art. 2 d. lgs. n. 81/2015) – non è tuttavia approdato a risultati condivisi. Nel tentativo di superare questa situazione e di pervenire ad un appagante ordinamento sistematico della materia, il saggio rivisita i concetti su cui è eretta la materia. Lo fa capovolgendo la tradizionale prospettiva di analisi dei rapporti di lavoro: dal lavoro autonomo al lavoro subordinato.
Nella ricerca della nozione di lavoro autonomo, esamina i dati caratterizzanti della locatio operis del codice civile del Regno d’Italia del 1865 e individua nell’appalto (art. 1655) il contratto che nel codice civile del 1942 ripropone in maniera più puntuale gli elementi che denotavano il lavoro autonomo nella precedente codificazione. Il saggio verifica poi se i dati di fattispecie dell’appalto delineano il minimo comune denominatore del lavoro autonomo e se anche l’attività imprenditoriale rientra nel concetto di lavoro.
Approfondisce inoltre la nozione di “lavoro organizzativo”, considerandola come una «forma» di lavoro tutelata dall’art. 35, primo comma, Cost., pur se in maniera diversa dal “lavoro esecutivo”. Successivamente cerca di ricavare la nozione di lavoro subordinato per contrapposizione alla fattispecie del lavoro autonomo. Chiarita la natura della «dipendenza» di cui all’art. 2094 c.c., individua il gradiente della subordinazione.
Si conclude con alcuni spunti dal diritto eurounitario, che mirano a corroborare le riflessioni sulle problematiche affrontate.

Andrea Pilati si è laureato in Giurisprudenza nell’Università degli Studi di Bologna e nella medesima Università ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Diritto del lavoro. È stato ricercatore di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Verona, ove attualmente è professore associato confermato di Diritto del lavoro. È autore di due monografie: I diritti di sciopero (2004) e Lavoro e funzione negli amministratori di società per azioni (2012). Ha curato con O. Razzolini il volume Il lavoro autonomo nei luoghi della cultura (2023). È inoltre autore di saggi su tematiche inerenti al diritto sindacale e al diritto dei rapporti individuali di lavoro.

Premessa e piano dell’opera

Appalto e contratto d’opera nella genesi del lavoro autonomo

  • L’art. 2222 c.c. non definisce il “lavoro autonomo”...
  • …ma rinvia ai contratti del Libro IV del codice civile
  • Nel codice civile del 1865 l’appalto è la principale figura di locatio operis...
  • (Segue). …ed è la “forma di lavoro” sia dell’artefice che dell’imprenditore
  • (Segue). Per Barassi la locatio operis è caratterizzata dalla “gestione del lavoro” e dalla “sopportazione del rischio”
  • (Segue). Integrazioni e interazioni fra diritto del lavoro e diritto commerciale
  • (Segue). La distinzione tra locatio operis e locatio operarum si riproduce nella contrapposizione tra l’appaltatore e l’operaio
  • La nozione di appalto si consolida nel codice civile del 1942: organizzazione dei mezzi necessari e gestione a proprio rischio
  • (Segue). L’appaltatore è responsabile anche dell’attività dei suoi ausiliari
  • I dati di fattispecie dell’appalto individuano il minimo comune denominatore del lavoro autonomo
  • Con le «disposizioni generali» sul lavoro autonomo il lavoro dell’artigiano è distaccato da quello dell’appaltatore
  • L’impresa come species di lavoro autonomo
  • Lavoro autonomo imprenditoriale e non imprenditoriale

«Lavoro organizzativo» e impresa

  • Il lavoro «in tutte le sue forme» è indistintamente tutelato dalla Carta del lavoro e dall’art. 2060 c.c.
  • La tutela differenziata di tutte le «forme e applicazioni» del lavoro nell’art. 35, primo comma, della Costituzione
  • La «sineddoche» mendace e l’esigenza di una più equa distribuzione delle tutele
  • Nella dottrina giuscommercialistica il lavoro organizzativo è l’etero-organizzazione dei fattori della produzione
  • Per essere qualificato come imprenditore è necessario etero-organizzare
  • Il lavoro organizzativo di chi non è imprenditore (professioni
    intellettuali, anche non ordinistiche)
  • È autonomo il lavoratore che si auto-organizza: riscontri e conferme dal «coordinamento» nel lavoro parasubordinato e nel lavoro a progetto
  • Anche il lavoratore subordinato talvolta svolge lavoro organizzativo
  • La continuità e la proficuità dell’impresa come interesse comune alle parti
  • Lo scambio tra la collaborazione con il titolare dell’attività economica organizzata e la retribuzione

Dipendenza organizzativa ed etero-direzione: il gradiente della subordinazione

  • La nozione di lavoro subordinato si ricava dalla fattispecie «lavoro autonomo»
  • (Segue). Il lavoratore subordinato è etero-organizzato
  • L’impresa è il «prodotto dell’attività giuridica dell’imprenditore»
  • La «dipendenza» organizzativa di cui all’art. 2094 c.c. come subordinazione “attenuata”
  • L’estraneità alla nozione di subordinazione delle condizioni economico-sociali delle parti
  • L’immagine della “sfasatura tra fattispecie ed effetti”. Considerazioni critiche
  • La «direzione» di cui all’art. 2094 c.c. come subordinazione “in senso pregnante”
  • Perplessità sulla configurabilità di un tertium genus tra autonomia e subordinazione
  • Le collaborazioni organizzate dal committente rientrano nella subordinazione “attenuata”
  • (Segue). Finalità antielusiva e ridimensionamento del principio di indisponibilità del tipo
  • (Segue). L’etero-organizzazione è la «dipendenza» di cui all’art. 2094 c.c.

Spunti di diritto eurounitario

  • Impresa e lavoro autonomo nel diritto dell’Unione europea: convergenze e divergenze
  • La promozione dell’attività imprenditoriale: dallo Small Business Act allo Statuto delle imprese
  • La salvaguardia della continuità dell’impresa: dalla direttiva Insolvency alle modifiche del codice della crisi e dell’insolvenza
  • La subordinazione come soggezione all’etero-organizzazione nella giurisprudenza della Corte di Giustizia in tema di concorrenza

Conclusioni

Appendice dei testi normativi

  • Norme eurounitarie e costituzionali
  • Norme codicistiche
  • Norme legislative

Riferimenti bibliografici

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