RISULTATI RICERCA

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La mobilità è uno dei fattori che ha caratterizzato l’evoluzione delle città: dalla città antica, compatta e stratificata di carri e carrozze (walking city), all’introduzione dei primi mezzi meccanizzati di trasporto, alla città nuova a maglie più ampie e reticolari (transit city), in cui le automobili si diffondono, fino alla città dello sprawl (automotive city), ove i caratteri dell’urbano lasciano spazio alla diffusione insediativa. Nell’era dell’Hyperautomobility (Freund, Martin, 2009) e della crisi climatica globale, la ricerca di nuovi paradigmi per la sostenibilità dei trasporti rappresenta una questione urbana cruciale. A partire dal caso di Genova, l’articolo propone sistemi di inter-modalità ciclabile e riduzione della dipendenza dall’automobile della conurbazione costiera ligure.

Giampiero Lombardini

Eco-Sustainable Cities, Biophilic-Cities: le forme del discorso ambientale e della città

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Il discorso ambientale attorno alla città e ai modi per rendere l’insediamento contemporaneo sostenibile e resiliente si è andato articolando in una serie di approcci e teorie che hanno prodotto una varietà di soluzioni. Il tema della forma urbana e dei suoi effetti sulla sostenibilità non sempre, però, è esplicitamente dichiarato e affrontato. Spesso soluzioni e metodi proposti sembrano indifferenti alla forma che la città sarebbe auspicabile assumesse per conseguire gli ambiziosi obiettivi che vengono dichiarati. Nonostante la questione della forma sembri venire relegata sullo sfondo del discorso, essa in realtà è rilevante e le più avvedute sperimentazioni di ‘città eco-sostenibili’ riportano tale tema al centro, inserendolo in un più ampio ragionamento sui rapporti tra l’infrastruttura urbana e l’ambiente.

Manuel Gausa Navarro

Multi-Cities, Co-Cities, Geo-urbanità in rete: sfide urbano-territoriali tra secoli

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Dall’inizio del xxi secolo e con l’era della rivoluzione digitale, una nuova logica relazionale (basata su processi complessi) ha sostituito la vecchia logica (com)posizionale. Una logica che richiede una stretta collaborazione con le nuove tecnologie, ma soprattutto con i cinque prefissi ‘in’: Informazione + Interazione + Interconnessione + Integrazione + Innovazione. Un’equazione sostanziale per un nuovo modo di definire spazi, città e habitat. Questo testo percorre le sfide (e le principali ricerche) che hanno sostenuto la nascita ed evoluzione di questa nuova Urbanistica Avanzata o ‘della Complessità’. Il concetto di n-Cities è quindi articolato attraverso le diverse fasi degli ultimi trent’anni, ripensando il vecchio concetto di morfologia e trasferendolo a nuove interpretazioni più logo-morfiche.

Manuel Gausa Navarro

N-Cities, città aggettivate: una prospettiva interpretativa

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Parlare di ‘città aggettivate’ allude alla nozione di n-Cities, descrivendo la condizione complessa e multilivello dell’organismo urbano odierno, che include nuovi tipi di relazioni sistemiche il cui grado di interazione informazionale è sempre più accentuato. Questo servizio restituisce alcune riflessioni nell’ambito di una ricerca a vocazione ‘qualitativa’, come le stesse definizioni semantiche a cui i singoli articoli si riferiscono: definizioni decisive nella diffusione della conoscenza, a partire dal tentativo di riconoscere, codificare e decodificare, tradurre e trasferire (in modo olistico, ma anche selettivo) non solo alcune delle diverse ‘facce’ con cui viene rivelata la dimensione ‘multiforme’ e ‘poliforme’ del nuovo organismo urbano, ma soprattutto alcune delle sue proprietà e criticità, capacità o potenzialità.

Patrizia Gabellini

Visual communication in urban planning and design: an underestimated question

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

This paper examines visual communication in urban planning and design. It develops into two parts.The first five paragraphs refer to the features and the problems of visual communication by isolating and discussing some key concepts.The last three paragraphs offer suggestions in relation to innovative forms of presentation by taking into account the most interesting tendencies of urban planning and design today.

Ludovico Centis, Elena Marchigiani

A view from the Adriatic Sea. Innovation Ecosystems and applied research for climate transition

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

The Upper Adriatic is a key setting for research ‘by design and planning’ on land-sea interactions and climate change adaptation. Addressing these topics from an interdisciplinary perspective is the goal of the project Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem (iNEST) project, coordinated by the Università di Trieste and co-funded by Italy’s National Plan for Recovery and Resilience. iNEST offers an opportunity to explore two areas of focus. On one hand, its approaches and outcomes seek to reframe spatial planning tools and processes within the context of climate transition.On the other hand, Innovation Ecosystems challenge the role of universities in applied research, where technology transfer, knowledge cross-fertilisation, and the development of innovative entrepreneurial fields are integrated.

Daniele Pisani, Chiara Velicogna

Terragni nel dibattito architettonico italiano (1943-1951). Breve storia di un’eredità contesa

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Grazie a uno spoglio sistematico della letteratura critica dell’epoca, integrato da una serie di affondi archivistici puntuali, l’articolo intende rileggere la fortuna di Giuseppe Terragni nel dibattito architettonico italiano, tra la sua morte nel 1943 e i primi anni Cinquanta. Dallo studio delle fonti, che ha portato alla luce l’esistenza di diversi progetti mai concretizzati di libri sull’architetto, si evince che, contrariamente a quanto spesso affermato, egli rimase centrale nel dibattito anche in seguito alla sua scomparsa. Piuttosto che una rimozione della sua figura, si riscontra una contesa: il tentativo, in un’Italia appena uscita dalla guerra, di appropriarsi dell’eredità spirituale di Terragni da ogni fronte dello spettro politico.

Tiziana Frau, Angelo Maria Inverso, Milena Milani, Dafna Lender

Il piacere come esperienza interpersonale condivisa nella cura dei legami genitori figli. Una nuova visione per la psicoterapia per l’età evolutiva

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

Noi esseri umani come esseri sociali, ci siamo evoluti e ci sviluppiamo in interazione con altri della nostra specie e tessiamo legami determinanti per la nostra sopravvivenza e anche per il nostro benessere (Gallese et al., 2024). Guardare alle relazioni per curare i legami, secondo un approccio in seconda persona (León et al., 2022; Reddy, 2003), ha un valore centrale nei percorsi di psicoterapia, nei quali si porta alla consapevolezza del paziente le strategie adattive degli individui per mantenere i legami, anche a fronte di quote di alta sofferenza. In psicoterapia per l’età evolutiva i trattamenti sono spesso incentrati sul comprendere i sintomi e la sofferenza a carico del bambino o del genitore trascurando un elemento fondamentale costitutivo alla base della relazione genitore e bambino e della creazione del senso di noi con l’altro: il piacere come esperienza interpersonale condivisa.L’articolo propone una visione dell’importanza del piacere nelle relazioni genitori e figlio, secondo un approccio evoluzionista (Liotti & Farina, 2011) e sulla base della neurobiologia affettiva interpersonale (Schore, 1994; Hill, 2020), che ponga le basi condivise per metodi di trattamento coerenti per la cura dei legami, volti a promuovere la connessione, e il benessere. Verrà presentato un caso clinico, secondo il modello di un approccio integrato basato sull’attaccamento (Lender, 2023), con la Theraplay (Norris & Lender, 2020) e la terapia diadica evolutiva (Hughes & Golding, 2024).

Rosario Esposito, Antonio Onofri, Eduardo Schettino, Gianpaolo Maggi

Differenze nei profili dissociativi tra ADHD e Disturbo da Trauma Complesso: uno studio clinico comparativo

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

Nel corso degli anni, numerosi studi hanno confermato la presenza frequente di sintomi dissociativi nel Disturbo da Stress Post-Traumatico e nel cosiddetto Disturbo da Trauma Complesso. Parallelamente, è recentemente emerso un crescente interesse nei confronti della presenza di sintomi simil-dissociativi (distraibilità, assorbimento, dimenticanze) anche in disturbi attualmente riconosciuti come neuro-evolutivi, ad esempio l’Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD). Ne consegue, pertanto, una marcata difficoltà per il clinico nel distinguere tra una dissociazione secondaria al trauma e una dissociazione associata a vulnerabilità congenita. Tale sovrapposizione fenomenica rende necessaria un’analisi comparativa approfondita per i sintomi dissociativi tra disturbi diversi come l’ADHD e i disturbi trauma-correlati.Il presente studio si propone di confrontare i punteggi del fenomeno dissociativo in due gruppi clinici: individui con diagnosi di ADHD e sintomatologia traumatica e individui con diagnosi di ADHD senza sintomatologia traumatica. Sono stati reclutati 42 soggetti con diagnosi di ADHD, così come valutato dal DIVA-5. Ai partecipanti sono state somministrate la Dissociative Experiences Scale-II (DES-II); la Impact of Event Scale-Revised (IES-R); la Adverse Childhood Experience (ACE).Dai risultati dello studio emerge come la presenza di pensieri intrusivi dovuti a un singolo evento traumatico recente (IES-R) aggravi quelle manifestazioni simil-dissociative nei pazienti ADHD. Invece, quei soggetti ADHD che riportano esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia (ACE) presenterebbero con maggiore frequenza sintomi amnesici, rispetto a coloro che non riportano quei tipi di esperienze sfavorevoli infantili.Questo studio pilota fornisce alcune indicazioni sulla qualità della dissociazione in pazienti clinici con diversa storia traumatica e con ADHD.

Riccardo Bertaccini, Alessandra Capuozzo

ADHD in età evolutiva ed età adulta: differenze diagnostiche e fattori che concorrono a delineare il profilo del paziente

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

Con una prevalenza di oltre il 5%, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è uno dei disturbi più frequenti nella psichiatria infantile e adolescenziale, inoltre, i dati ci indicano che circa il 2,5% della popolazione adulta presenta un funzionamento neuro-atipico che rientra nell’etichetta diagnostica ADHD (in accordo con il DSM-5). Il presente articolo si pone come obiettivo di delineare le principali caratteristiche del profilo di funzionamento psicologico di soggetti con diagnosi di ADHD sia in età evolutiva che in età adulta. L’intento è anche quello di mettere in evidenza possibili costanti che delineano traiettorie evolutive e continuità nel corso del ciclo di vita, ma anche differenze sia sul piano diagnostico che di espressività fenomenologica di questo quadro clinico che rientra fra i disturbi del neurosviluppo.In conclusione, il funzionamento ADHD risulta particolarmente complesso, sia perché la diagnosi tutt’oggi si definisce come principalmente clinica e non unicamente definita da dati strumentali, sia perché esiste un’ampia fenomenologia sintomatologica che impone al clinico la capacità di considerare questo funzionamento su un continuum, dove l’intensità dei comportamenti e le manifestazioni possono avere grandi differenze da paziente a paziente e addirittura si possono modificare nell’arco della vita.

Annalisa Castagna, Laura Cordolcini, Beatrice Riva, Niccolò Butti, Rosario Montirosso

L’emergere della regolazione emozionale e delle funzioni esecutive nei primi tre anni di vita: traiettorie evolutive e ruolo del funzionamento genitoriale

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

La presenza di difficoltà nella regolazione emozionale (RE) si configura come un fattore trans-diagnostico a diversi quadri psicopatologici e disturbi del neurosviluppo tra cui l’ADHD. Seppur i sintomi core di questo disturbo riguardano le dimensioni dell’attenzione, dell’impulsività e dell’iperattività, la regolazione delle emozioni sembra avere un ruolo chiave nella comprensione delle compromissioni del funzionamento esecutivo. La RE si intreccia con il progressivo sviluppo delle funzioni esecutive (FE) i cui precursori sono rilevabili già nei primi tre anni di vita. Obiettivo del presente contributo è presentare una breve panoramica sulla RE e il funzionamento esecutivo nello sviluppo infantile precoce. Il tentativo è fornire elementi di conoscenza per considerare come le traiettorie evolutive possano, in condizioni di rischio, veicolare potenziali prodromi per l’insorgenza dell’ADHD. In una fase così precoce della vita di un bambino le competenze di sviluppo sono influenzate sia da fattori biologici (ad es. temperamento) che da fattori ambientali (ad es. la qualità delle relazioni precoci). Di conseguenza verrà dato spazio a come le differenze individuali e lo stile genitoriale contribuiscono allo sviluppo della RE e delle FE. Inoltre verranno riportate evidenze su come la RE e le FE del genitore hanno un impatto su entrambi i domini dello sviluppo del bambino. Infine, verranno discusse come le evidenze disponibili possano contribuire all’implementazione di programmi di sostegno alla genitorialità che, se effettuati con tempestività, possono risultare efficaci nel mitigare nel bambino la presenza di problematiche di natura emotiva e comportamentale, incluso la riduzione dei sintomi dell’ADHD.

Angelo Maria Inverso

Editoriale

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

Bruno Intreccialagli, Angelo Maria Inverso

ADHD: un itinerario dall’attaccamento del bambino alla costruzione del significato dell’adulto

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

L’ADHD rappresenta attualmente un quadro sindromico complesso e articolato, probabilmente multifattoriale sia in termini patogenetici che descrittivi. Lo scopo di questo contributo è quello di considerare, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, il ruolo dell’attaccamento e dell’esperienza traumatica nella genesi della patologia. Un ulteriore obiettivo è quello di individuare il percorso attraverso il quale, da un punto di vista cognitivo, il bambino, poi l’adolescente e infine l’adulto giungono alla costruzione di un significato personale, con l’obiettivo di elaborare strategie di intervento più funzionali. In questo documento saranno presentati alcuni casi clinici con l’obiettivo di esemplificare i contenuti delle riflessioni proposte.La specificità del nostro contributo è costituito dall’elemento prospettico-prognostico.Mettiamo in risalto la rilevanza della storia di vita, in particolare degli attaccamenti traumatici, nella costruzione dell’identità e nello sviluppo psicopatologico. L’invito per i terapeuti è quello che nella strategia di presa in carico non ci si focalizzi esclusivamente sui deficit performativi e di controllo. 

Cristiana Patrizi, Valeria Semeraro, Claudia Di Giulio, Silvia Masci

Una riflessione su come il perfezionismo può influenzare il percorso scolastico dei bambini e degli adolescenti

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

L’obiettivo di questo articolo è quello di fare una riflessione critica sulla letteratura che ha approfondito, sotto diversi punti di vista, l’influenza del perfezionismo nel percorsoscolastico di bambini e adolescenti. Si tratta di una sintesi narrativa e non sistematica, finalizzata a mettere in luce le caratteristiche del perfezionismo che possono favorire l’apprendimento e quelle che, al contrario, ostacolano la vita accademica dei giovani, anche attraverso la comparsa di quadri psicopatologici o comportamenti disfunzionali come il self-handicapping e la procrastinazione. Vengono inoltre analizzate le possibili variabili intermedie fra rendimento scolastico e perfezionismo come ad esempio la passione per gli argomenti studiati e quindi la motivazione ad approfondirli. L’intento è quello di offrire una sintesi ragionata e accessibile a professionisti e operatori del settore, favorendo una maggiore consapevolezza del ruolo che il perfezionismo può giocare nel percorso accademico dei giovani.

Silvio Lenzi, Guyonne Rogier

Recensioni

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 55 / 2024

Antonio Ricciardi, Pina Puntillo

Mobilità sanitaria e comportamenti strategici regionali. Evidenze empiriche

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

Il fenomeno della mobilità sanitaria è rappresentato da quel processo di migrazione di soggetti bisognosi di cure che scelgono di usufruire di prestazioni sanitarie in strutture poste all’esterno dell’area territoriale di competenza dell’azienda sanitaria di appartenenza, anche quando lo stesso trattamento sanitario è disponibile nella propria area di residenza. L’articolo, dopo aver esaminato gli aspetti definitori e classificatori del fenomeno, la regolazione economica dei flussi economico-finanziari che ne conseguono fra le regioni e le statistiche descrittive del fenomeno in Italia, testa l’ipotesi di ricerca che le regioni attuino comportamenti strategici finalizzati ad aumentare i livelli di mobilità sanitaria attiva.

Giuliano Marolla, Angelo Rosa, Luigi Rossi, Luigi Fruscio, Rosa Squicciarini

Integrazione Ospedale territorio: una roadmap per la ri-organizzazione dei processi ADI nel DM77/2022 in ottica Patient-centred

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

L’articolo 22 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dPCM) del 12 gennaio 2017 definisce l’assistenza domiciliare integrata (ADI) come una sottocategoria delle cure domiciliari e ne descrive la modalità di erogazione e gli obiettivi fondanti. In molte regioni i Distretti – definiti dal Decreto Ministeriale 77 del 2022 (DM 77/2022) come articolazioni organizzativo-funzionali delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) – sono responsabili della gestione e del coordinamento del servizio ADI. Attraverso il caso studio di un progetto pilota che interessa tre Distretti socio-sanitari afferenti all’ASL Bari, il lavoro intende offrire una roadmap per governare con efficacia la ri-organizzazione e la standardizzazione dei processi ADI in unità organizzativo-funzionali diverse.I risultati dello studio evidenziano come l’implementazione di logiche di Lean management abbia, da una parte, consentito di facilitare il cambiamento organizzativo nei tre Distretti e, dall’altra, creato le condizioni per un efficace standardizzazione dei processi di gestione ed erogazione del servizio a livello aziendale. I risultati del progetto pilota sono altresì stati utili per l’organizzazione delle Centrali Operative Territoriali (COT).