Titolo Rivista TERAPIA FAMILIARE
Autori/Curatori Dante Ghezzi
Anno di pubblicazione 2025 Fascicolo 2024/136
Lingua Italiano Numero pagine 19 P. 39-57 Dimensione file 625 KB
DOI 10.3280/TF2024-136003
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Ogni soggetto umano nell’intessere relazioni interpersonali, stimolato dall’originario costituirsi dell’attaccamento, è naturalmente determinato a ricercare il proprio benessere personale. Ciò avviene attraverso giochi relazionali che si esprimono in mosse comportamentali che attendono risposte di benevolenza quali affetto, stima, riconoscimento. In una dimensione circolare quindi ciascuno, fin dall’infanzia, è autore e attore di strategie: manda messaggi e ottiene risposte che vengono confermate o modificate per garantire le dimensioni positive che permettono di ottenere o recuperare il benessere personale. Solitamente molti dei giochi relazionali con cui chiediamo l’attenzione positiva degli altri, specie le persone significative, portano frutti positivi e gratificanti. Purtroppo, in certe sfortunate circostanze, la ricerca di riconoscimento e approvazione conduce a usare metodiche non solo infruttuose ma addirittura dannose proprio con le persone il cui riconoscimento è ritenuto vitale. Nell’articolo vengono quindi illustrati, in un’ottica trigenerazionale, i giochi a perdere, modalità improduttive continuamente utilizzate che, invece di condurre a risposte di benessere, portano frustrazione e delusione. Successivamente vengono presentate due classiche vie cliniche di risoluzione.;
Keywords:giochi relazionali, attaccamento, mosse, circolarità, affetto, stima, riconoscimento, strategia dell’attore, giochi a perdere.
Dante Ghezzi, Giochi a perdere. La ricerca del benessere personale nei giochi relazionali fisiologici e in quelli che danneggiano gli attori in "TERAPIA FAMILIARE" 136/2024, pp 39-57, DOI: 10.3280/TF2024-136003