Nell’ultimo decennio, l’incremento degli episodi di criminalità e devianza giovanile, le complesse ricadute sociali, psicologiche e relazionali derivanti dallo stato detentivo e i conseguenti processi di reinserimento sociale, sono diventati temi sempre più centrali nel dibattito pubblico, e questo anche in ragione dell’immaginario che serie tv cult come Mare fuori hanno contribuito a costruire. Attraverso strumenti di analisi qualitativa (media content analysis e interviste in profondità), lo studio indaga il rapporto tra le rappresentazioni on-screen offerte da Mare fuori e il vissuto quotidiano di alcuni testimoni privilegiati all’interno degli istituti penali minorili italiani, mettendo in luce come, al di là delle fisiologiche differenze tra finzione e realtà, il reinserimento sociale dei giovani detenuti rappresenti una sfida tanto impegnativa quanto affascinante per chi lavora all’interno di questi contesti. Long abstract