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Abstracts

STORIA URBANA

Fascicolo: 183 / 2026

La rivoluzione ferroviaria, avviata nel 1825 con la linea Stockton–Darlington, introdusse profondi cambiamenti nelle città europee. In Italia, Milano si distinse come caso eccezionale per la precoce adozione e la rapida espansione del sistema ferroviario. A partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento, la città si sviluppò come un importante nodo ferroviario, con infrastrutture rimodellate in modo continuo per far fronte a una crescente domanda di trasporto, già in età preunitaria. A differenza di molte altre città italiane, dove le reti ferroviarie soffrivano di una domanda debole e di infrastrutture limitate, a Milano emerse precocemente un settore merci forte e dinamico. Le principali stazioni e attrezzature dedicate al traffico merci, come gli impianti di Porta Garibaldi, Porta Ticinese e Porta Sempione, svolsero un ruolo cruciale nella gestione dei flussi di merci e nel sostegno alla crescita industriale della città. Tale dinamismo richiese un rilevante sforzo infrastrutturale per adeguarsi a una domanda di trasporto in costante aumento. Questo articolo analizza lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie merci milanesi tra il 1839 e il 1908, concentrandosi sui tentativi, sempre rinnovati, di far fronte a una cronica insufficienza infrastrutturale. Sulla base di fonti d’archivio, relazioni tecniche e stampa coeva, lo studio mette in luce come gli impianti merci abbiano contribuito a modellare il tessuto urbano e a trasformare l’economia di Milano.

Il presente articolo ricostruisce il contributo delle ferrovie secondarie siciliane all’integrazione economica delle aree interne dell’isola tra la fine del XIX e il XX secolo. Attraverso l’analisi di documenti d’archivio, cartografia storica e statistiche ferroviarie, il lavoro delinea innanzitutto la rete di linee a scartamento ridotto e ordinario che convogliavano i traffici dello zolfo e degli agrumi dai distretti interni verso i principali porti marittimi. La trattazione si concentra quindi sulla linea CataniaRegalbuto, concepita nell’Ottocento come diramazione della ferrovia Circumetnea e successivamente soprannominata “linea delle Arance”. L’articolo ricostruisce le varianti di tracciato determinate dalle rivalità municipali, valuta il ruolo logistico della linea all’interno delle valli del Simeto e del Salso e ne spiega il progressivo declino, accelerato sia dal mancato prolungamento del binario verso Nicosia e Palermo, sia dal passaggio, nel secondo dopoguerra, al trasporto su gomma. Il caso studio offre così una chiave di lettura per esaminare l’interazione tra infrastrutture ferroviarie e territori periferici, nei quali le politiche strategiche di sviluppo sono state storicamente attuate in modo lento e frammentario.

Stefano Maggi

I treni merci e il territorio: commercio e sviluppo locale (1865-1915)

STORIA URBANA

Fascicolo: 183 / 2026

Le ferrovie nacquero originariamente per il trasporto delle merci, muovendo pesanti carichi di materie prime dalle miniere e distribuendo i prodotti industriali. Per lungo tempo circolarono diffusamente i cosiddetti “treni misti”, adibiti sia al trasporto merci sia a quello passeggeri. Gli scali merci erano in genere adiacenti alle stazioni passeggeri ed erano capillarmente diffusi sul territorio: grandi nodi, come Milano Sempione, trovavano riscontro a livello locale in una fitta rete di impianti minori, attorno ai quali sorsero spesso le cosiddette città ferroviarie. Soprattutto, il traffico merci favorì una notevole espansione degli scambi di prodotti e quindi del commercio nazionale e internazionale, non solo su ferrovia ma anche attraverso i sistemi tranviari locali. Questo articolo analizza la crescita dei servizi merci affrontando un tema largamente trascurato dalla storiografia: le categorie di beni trasportati per ferrovia, altamente differenziate e variabili, dai pacchi agli animali vivi. Lo studio è incentrato sull’Italia e si basa principalmente sulle relazioni annuali relative a ferrovie e tranvie. Il periodo esaminato va dal 1885, anno della riorganizzazione della gestione ferroviaria in tre grandi reti, al 1915, quando i sistemi di trasporto risultarono sempre più orientati verso le esigenze belliche.

Andrea Giuntini

Intermodalità e logistica in Italia in prospettiva storica

STORIA URBANA

Fascicolo: 183 / 2026

Oggi gli storici prestano molta più attenzione al tema del trasporto merci rispetto al passato, in particolare nella prospettiva della logistica. Il principale cambiamento risiede nel nuovo sguardo su connessioni e reti, che sposta il focus verso il trasporto intermodale in un contesto globale. Questo mutamento si colloca in un quadro innovativo, in cui la vecchia territorializzazione “fissa”, fondata prevalentemente su infrastrutture monomodali, ha ceduto il passo a una nuova concezione di mobilità “fluida”, caratterizzata da flussi, connessioni e reti che strutturano gli spazi e ne determinano le traiettorie di sviluppo. In questa trasformazione, i container sono gli attori principali, avendo ridisegnato negli ultimi decenni le rotte del trasporto mondiale. Anche in Italia l’intermodalità si è sviluppata, seppur con ritardo ma poi con decisione, anche nel tentativo di riequilibrare il rapporto tra trasporto stradale e ferroviario, conseguendo risultati significativi. Il caso di Gioia Tauro testimonia l’impegno e gli investimenti del Paese in questo settore. La logistica e le supply chains completano il quadro della mobilità globale, in cui i processi di integrazione mostrano oggi segnali di rallentamento. Esiste anche una sorta di logistica “d’impresa”, come il semplice servizio di consegna dei corrieri legati ad Amazon, che recapita ogni giorno pacchi nelle nostre case, o come l’organizzazione dei supermercati in cui facciamo la spesa. Si tratta, in ultima analisi, dello stesso fenomeno, che opera non solo su scala dei flussi internazionali, ma anche all’interno dei processi interni ai singoli luoghi di lavoro.

Federico Meneghini Sassoli

Alimentare il territorio: treni merci, logistica e sviluppo urbano e rurale

STORIA URBANA

Fascicolo: 183 / 2026

Questo numero monografico indaga il ruolo delle ferrovie merci come infrastruttura fondamentale nell’organizzazione e trasformazione dei territori urbani e rurali nel periodo 1840–2000. Colmando un persistente vuoto storiografico, la relativa trascuratezza del trasporto delle merci rispetto alla mobilità passeggeri, il volume mostra come treni merci, scali di smistamento, raccordi industriali e linee secondarie siano stati agenti decisivi nel plasmare la morfologia urbana, l’uso del suolo rurale e persino i sistemi logistici. La raccolta, che comprende contributi in lingua italiana e spagnola, adotta un progressivo cambio di scala d’osservazione, passando da ampi quadri comparativi a casi di studio regionali e urbani. I saggi esaminano gli impianti merci in città europee (Santos y Ganges, Lalana Soto), la storia dell’intermodalità e della logistica in Italia (Giuntini), le operazioni ferroviarie merci italiane tra il 1885 e il 1915 (Maggi), le ferrovie secondarie in Sicilia e il loro ruolo nello sviluppo delle aree interne (Pappa), nonché l’evoluzione delle infrastrutture merci di Milano tra il 1840 e il 1908 (Meneghini Sassoli).

Donato Berardi, Francesca Casarico, Andrea Guerrini

Water Resilience Strategy: governance, investimenti e sicurezza per la gestione dell’acqua

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2026

La Strategia europea per la resilienza idrica rappresenta un cambio di paradigma rilevante nel modo in cui l’Unione europea affronta il governo dell’acqua. È un’occasione per attuare le riforme da tempo rinviate, sfruttando un quadro europeo che legittima scelte difficili ma necessarie. Una sequenza ordinata di interventi su concessioni, pricing, misurazione e governance: una leva per un riequilibrio del sistema idrico nazionale, allineato alle nuove condizioni climatiche e di scarsità.

Luciano Salomoni

Le problematiche concorrenziali nelle procedure di gara per la fornitura di farmaci

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2026

Il saggio analizza le problematiche concorrenziali relative alle procedure di gara per l’approvvigionamento di farmaci destinate alle farmacie comunali, evidenziando la complessa natura ibrida di tali strutture, sospese tra la funzione sociale di tutela della salute e la dimensione commerciale del mercato. A differenza degli operatori privati, le farmacie pubbliche sono tenute ad applicare rigidamente il Codice dei Contratti Pubblici, un vincolo che genera asimmetrie e rigidità in un contesto economico fortemente competitivo. Attraverso l’esame della giurisprudenza e dei rilievi delle Autorità competenti (AGCM e ANAC), il testo approfondisce le criticità della suddivisione in lotti, della determinazione dei prezzi e dell'uso dell’accordo quadro per gestire farmaci equivalenti, biosimilari o coperti da brevetto. Infine, l’autore suggerisce come l’evoluzione verso il modello della “Farmacia dei Servizi” possa trasformare questi vincoli pubblicistici in leve per valorizzare la funzione sociale e l’efficacia del servizio sul territorio.

The BRICS countries become economic giants while their contributions to global growth and development dominate the international markets. The BRICS countries have pursued different paths in their economies that are based on Information and Communication Technology (ICT), Foreign Direct Investment (FDI), Trade Openness and Total Factor Productivity (TFP). ICT has a reputation of being an innovator and productivist representing a valuable force in today’s economy this study examines the contribution of ICT in conjunction with FDI Trade Openness and TFP towards GDP per capita in each of the BRICS nations over the period from 1990-2020. The study of economic effects of ICT, comes with some unexpected results when ordinary least squares (OLS) methodology of estimation is used for panel data regression analysis. Even though ICT looks impressive it does not show any statistical significance while analyzing its effect on GDP Per Capita in BRICS countries. The study results offer insights into the determinants of economic growth and demand for further researches on conducive environments for ICT-based growth. Policymakers as well as the scholars who are conducting studies on the hidden impact of ICT in developing areas may find this data useful

Roberto Dell’Anno

An analysis of ASN (2021-2023) and its impact on academic recruitment in public economics

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2026

This paper presents an empirical and institutional evaluation of the Italian National Scientific Qualification (ASN) in the field of Public Economics (sector 13/A3), based on data from the 2021-2023 assessment cycle. The analysis examines the scientific profiles of applicants and those who qualified, focusing on their research output, thematic interests, and the determinants of qualification outcomes. We investigate whether obtaining the qualification leads to actual recruitment and how such effects vary across disciplinary sectors. Results indicate that the benefits of ASN (i.e., actual hiring into associate or full professorships) are largely concentrated among candidates already affiliated with Public Economics, and internal candidates exhibit a clear advantage over their external counterparts. These findings underscore the enduring influence of institutional proximity and network dynamics, despite the formal role of national evaluation standards. The study concludes with a set of targeted policy recommendations aimed at improving fairness, transparency, and the overall effectiveness of academic hiring practices in the Italian university system.

The pubertal crisis constitutes a critical developmental stage in which neurobio-logical transformations, new hormonal configurations, and unprecedented relational experiences intertwine, shaping the conditions for a progressive redefinition of identity. From a neurobiologi-cal standpoint, selective synaptic pruning and progressive myelination reshape the reward circuits – the mesocorticolimbic system with the nucleus accumbens (NAc) and the ventral tegmental area (VTA) – influencing motivation, emotional regulation, and behavior. The reduction in baseline dopaminergic tone generates a mesolimbic-prefrontal asymmetry that is adaptive but that also exposes, among other things, to massive vulnerability to addiction. The endocanna-binoid system, a key mediator of pleasure regulation and synaptic plasticity, takes on particular relevance in adolescence. Early Life Stress experiences interfere with the maturation of these sys-tems, predisposing to lasting alterations. Alongside the neurobiological dimension, the pubertal crisis must be read as a complex relational process: the peer group takes on a rewarding function comparable to biologically salient stimuli. An interdisciplinary reading offers tools to guide prevention, care, and educational support.

This article examines the child’s neurodevelopmental trajectory from conception to the early years of life, focusing on the critical stages of typical and atypical neurodevelopment. Through the lens of Psychoneuroendocrinoimmunology (PNEI), the article analyzes the shift from genetic determinism to a dynamic and probabilistic model in which epigenetics plays a cen-tral role. The theoretical frameworks of the exposome and DOHaD (Developmental Origins of Health and Disease) are explored, highlighting the impact of environmental factors, maternal-fetal stress and maternal immune activation (MIA) on brain connectomics and on the genesis of neurodevelopmental disorders (NDDs), with particular reference to autism spectrum disorder (ASD). The article examines the molecular mechanisms of neuronal migration, microglia-mediated synaptic pruning and alterations of the gut-brain axis. Finally, it discusses the func-tional meaning of atypical sensory profiles and stereotypies, proposing a therapeutic paradigm shift based on brain plasticity, environmental modification and early clinical intervention aimed at relational and sensory enrichment.

This contribution draws upon the concepts developed in the volume ArchiTherapeia. The Influence of Architecture on the Mind–Body PsychoNeuroEndocrineImmune (PNEI) System by Silvia Moneti, teacher architect, and holder of a Master’s degree in PsychoNeuroEndocrineImmunology and Integrated Care Science. The topics addressed herein were further explored during the SIPNEI–ELCA (Early Life, Childhood and Adolescence) precongress meeting, held in Rome on 23 May 2026 and dedicated to the theme Changing in Order Not to Succumb: Supporting Developmental Crises Through Resources and Opportunities. Through a review of the scientific literature, this article examines the role of the built environment as a determinant of health and child development. The evidence reviewed demonstrates that specific design features, including acoustic quality, lighting, color, thermal and hygrometric comfort, and spatial organization, can influence neurobiological processes, sensory development, emotional regulation, learning outcomes, and social inclusion. Particular attention is devoted to perinatal environments, neonatal intensive care units, educational settings, and design strategies aimed at supporting children with special needs. The findings suggest that appropriate architectural design can positively influence the children’s mind–body PNEI system, positioning architecture as a genuine form of integrated therapy. These considerations highlight the need for interdisciplinary collaboration between healthcare professionals and design practitioners to promote wellbeing and support harmonious development from the earliest stages of life.

This paper explores the fundamental role of affective and therapeutic touch and movement in child neurobiological development through the paradigm of Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI). Physical contact is not merely a mechanical act but constitutes a preverbal language and a primary biological modulator capable of activating C-tactile fibers and stimulating the release of oxytocin. The latter acts as a core mediator in stress reduction, regulation of the HPA axis, modulation of the anti-inflammatory immune response, and the structuring of predictive models of social cognition. By integrating the osteopathic, physiotherapeutic, and psychological approach, touch and its subsequent evolution into structured movement – an essential driver for BDNF production and brain plasticity – offer a multidisciplinary care model. This approach promotes interpersonal synchronization and caregiver empowerment, establishing itself as a highly effective preventive and evolutionary medicine strategy for long-term health.